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GameStop vende NFT, fra i quali c'è anche del software pirata

Per assurdo, la tecnologia blockchain consentirà la reiterazione del reato

GameStop vende NFT, fra i quali c'è anche del software pirata
Tiscali GameSurf

GameStop, catena leader nella grande distribuzione di videogame, dallo scorso 11 luglio si è gettata nel mercato degli NFT, aprendo un negozio digitale a tema. Fra gli articoli proposti al pubblico ha riscosso un certo successo Nifty Arcade Collection, una piccola raccolta di giochi che si possono trovare anche gratuitamente sul web, come Worm Nom Nom o Galactic Wars. L'autore di questo NFT, tale Nathan Ello, si è però appropriato di questi giochi senza chiedere l'autorizzazione ai rispettivi sviluppatori; in altre parole, li ha distribuiti in maniera pirata.

GameStop, una volta resasi conto dell'accaduto, ha bloccato Ello sul negozio, ma ciò non ha impedito al disonesto creatore di intascarsi migliaia di dollari. Ma l'aspetto peggiore della vicenda è che gli NFT venduti continuano ad esistere nella blockchain utilizzata da GameStop e un domani potrebbero addirittura venire rivenduti a terzi, causando un ulteriore danno agli sviluppatori dei giochi piratati. Se GameStop non si adopera in qualche modo per fermare la diffusione degli NFT in questione, questa situazione assurda si potrebbe protrarre all'infinito, con buona pace della legalità.