Kojima non pensa più a Silent Hills, ma vuole lavorare con Del Toro e Reedus

''Konami mi ha impedito di scalare l'Everest''

Di Tommaso Alisonno (24 febbraio 2016 - 11:27)
Silent Hills

Nel corso del DICE Summit 2016, Hideo Kojima ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Polygon; ben presto l'argomento di discussione è stato il progetto Silent Hills, la cui cancellazione da parte di Konami ha avuto indubbiamente il suo peso nel loro divorzio: Kojima ha dichiarato che dopo ciò che è successo non ha alcun interesse a riprendere in mano un progetto simile.

"Diciamo che stai pensando di scalare il Monte Everest ma inizi dal monte Fuji - spiega Hideo-san come esempio in parallelo a Silent Hills e P.T. - Va tutto bene e ti senti in forma. Quindi ti prepari a scalare il Monte Everest e ti viene impedito. Non ti fa sentire bene."

Ciò non di meno, durante il progetto ha stretto dei rapporti personali e professionali che conta di sfruttare presto o tardi: "Guillermo del Toro e Norman Reedus, che ho incontrato un paio di giorni fa, mi hanno dato davvero un sacco di supporto nel periodo più duro. Parliamo sempre di fare qualcosa di nostro: mi piacerebbe fare qualcosa con loro prima di morire. Sono entrambi grandissime persone, molto interessanti... sono molto amico con loro e mi piacerebbe lavorare con loro in futuro, ma non ho idea di quando sarà."

Per quanto concerne invece il suo primo progetto a capo del team indipendente Kojima Productions, sviluppato con la collaborazione di Sony, Kojima spiega: "Sto mettendo insieme un team, lavorando sulle risorse, immaginando che tipo di engine utilizzeremo, stabilendo degli uffici per lo studio, testando tecnologie. Tutto questo in parallelo."

"Per il mio primo anno fuori [da Konami] pensavo che avrei potuto fare qualcosa di piccolo e Indie, magari un gioco o un film, ma dopo aver parlato con gli amici, i conoscenti e visto quello che dicevano i fan, mi sono convinto a lavorare a un gioco grosso, e così è nata la possibilità."

"Sono stato fortunato ad avere offerte da molte persone, studi e publisher da tutto il mondo, ma conosco le persone di Sony da molto tempo: rispettano quello che faccio, rispettano me. E' stata una questione di fiducia. Se questo progetto dovesse fallire, non avremmo un futuro di cui parlare, quindi siamo molto focalizzati su quello. E' un gioco molto grosso, quindi siamo molto cauti."

"Idealmente, una volta che le cose saranno in moto e avremo una direzione chiara, mi piacerebbe fare film, anime, VR e altre cose." ha concluso.