Hands On Company of Heroes 2

Grandi novità in arrivo... sul fronte orientale!
Marco ModugnoDi Marco Modugno (11 aprile 2013)
Il generale inverno arriva sui nostri PC. Per la prima volta, tutto il rigore del clima russo, che fu in grado di arrestare e aiutare a respingere le armate di Napoleone e poi quelle del Terzo Reich, si manifesta in tutta la sua sinistra brutalità in un RTS. Merito, è il caso di dirlo, di Relic che, in questo secondo capitolo (quarto, se si considerano le due espansioni stand-alone del primo titolo, Opposing Forces e Tales of Valor) di Company of Heroes, riesce a stabilire, almeno a giudicare dalla versione beta che abbiamo avuto modo di testare, un nuovo standard per il genere. Non è la prima volta, infatti, che in un videogioco viene introdotta la variante climatica.

Mai però prima di oggi avevamo visto i nostri soldati morire di freddo, o inghiottiti da un fiume gelato la cui crosta ghiacciata cedeva sotto il peso di un carro armato o per l'impatto di una granata. Il concetto stesso di realismo, in CoH 2, assume un nuovo inquietante e coinvolgente significato e, per una volta, quegli omini in divisa che sgambettano al vostro comando in giro per i vostri monitor surdimensionati acquistano un volto umano, non più lemmings privi d'intelletto e votati al massacro come i soldati di C&C e dei suoi tanti epigoni, ma combattenti fatti di carne e sangue, anima e sentimenti. Eroi, come recita il titolo del gioco, resi tali dalle circostanze e dalla terribile realtà di una guerra senza quartiere, combattuta in condizioni climatiche spesso ostili, lontani dalla propria casa. Una guerra ignobile, come tutti i conflitti tra uomini, che talvolta rende nobili, ancorché tragici,  gli atti eroici di chi la combatte, al di là dei colori, delle bandiere e delle ideologie. Dove non ci sono buoni e cattivi, vincitori e vinti, veterani e reclute. Ma solo uomini, capaci di vivere lo spirito di corpo che li unisce con un'abnegazione che li porta ad essere disposti, spesso, all'estremo sacrificio.
Company of Heroes 2 - Immagine 1
Lento e assetato di benzina, ma micidiale. Sua Maestà il Tiger I!
Company of Heroes 2 - Immagine 2
Di questo tranquillo villaggio non resterà granché...
Company of Heroes 2 - Immagine 3
Una batteria di "Katyusha" ammorbidisce il nemico prima dell'attacco.
Company of Heroes 2 - Immagine 4
Sbrighiamoci ad attraversare. Quelle crepe non promettono bene!
Al di là della qualità tecnica mostrata dal nuovo motore grafico,  dell'accuratezza minuziosa della ricostruzione di ambientazioni ed equipaggiamenti, della cura nel bilanciamento di scenari e IA, CoH 2 è un gicoo che riesce a toccare corde mai sfiorate prima, nel'animo di noi videogiocatori incalliti. E' una sensazione ben presente e avvertibile anche in questa versione parziale, incompleta, capace di scuotere e far riflettere. Il che è un bene, dal momento che permette di ristabilire, in un mercato saturo di giochi belli, patinati, ma superficiali, dove il sangue viene dispensato come sciroppo di amarena in uno splatter anni 80, senza nessun pathos,  quel concetto di videogioco come forma d'arte, o quantomeno come mezzo di apprendimento.

Il livello didattico di questo capitolo della saga, in efetti, non è secondo a quello di divertimento. Uniformi, armi ed equipaggiamenti degli schieramenti russo e tedesco sono riprodotti alla perfezione con cura maniacale, così come le ambientazioni di gioco. I due scenari giocabili nella beta, Pripyat River e Rzhev Frontile, riescono a regalare un'idea realistica di ciò che attende i giocatori nella campagna completa. Il primo, infatti, dipinge un affresco credibile dell'estate russa, con paludi, foreste e fiumi gonfi d'acqua da attraversare. Il secondo, invece,  mostra un quadro chiaro ed inequivocabile dei rigori dell'inverno sovietico, che un così grande tributo di uomini costò anche alla nostra ARMIR, in quei tragici anni. Provate a dire ai vostri fanti di attraversare un campo innevato e li vedrete arrancare, a rischio di finire inchiodati da un fuoco di controbatteria nemico. Grazie ad una grafica accurata, merito del nuovo motore grafico Essence 3.0, di una palette di colori volutamente sbiadita per regalare un tocco ulteriore di drammaticità al gioco e di effetti sonori degni di un cinegiornale d'epoca, il senso di realismo è elevatissimo e coinvolge fin dalle prime facili missioni, incitando appassionati e neofiti ad attendere coin ansia l'uscita della versione definitiva, ormai imminente.
La possibilità di avvalersi per davvero, stavolta, del terreno per scopi tattici, e di interagire con le strutture e la vegetazione, che esploderanno o prenderanno fuoco se colpiti proprio come nella realtà, moltiplica il numero delle opzioni a disposizione dei comandanti in capo dei due schieramenti, sia in single che in multiplayer. Così come la possibilità di riparare e impadronirsi di mezzi abbandonati dal nemico, di far saltare ponti e spaccare lastre di ghiaccio sotto i piedi dell'avversario,  la necessità di doversi preoccupare di offrire riparo e calore ai propri uomini d'inverno e di non lasciare che il nemico s'impadronisca, sfruttandoli, dei centri di comando dal quale dipende la produzione di carburante e munizioni per le nostre truppe.

Ottima anche la gestione della "fog of war", che mostra sulla mappa solo ciò che effettivamente le nostre unità sul campo possono vedere (vale anche per i feriti lasciati indietro, da cui il dilemma dialettico se sparare a quelli abbandonati dal nemico, per privarlo di preziose informazioni sui nostri movimenti...) e quella delle abilità speciali, conquistate sul campo dalle unità che sapranno destreggiarsi e sopravvivere attraverso i diversi scontri, come la possibilità di chiedere appoggio aereo o d'artiglieria.

Anche se l'antipasto di sole due missioni, giocate dalla parte della fazione sovietica, non è certo sufficiente a dichiararsi soddisfatti e pronti ad emettere un giudizio definitivo, è giusto però manifestare in modo assolutamente chiaro e inequivocabile l'interesse che CoH 2 ha saputo destare nel nostro cuore indurito di guerrieri virtuali. Speriamo solo che, nel gioco completo o magari in qualche futura espansione, ci sia data la possibilità di combattere con unità finlandesi o, perché no, del Regio Esercito italiano, chi si distinse su quel fronte per coraggio e spirito di sacrificio, nonostante l'inadeguatezza dell'equipaggiamento.

E' evidente che, al di là dell'inflazionamento provocato da tante produzioni scadenti, la Seconda Guerra Mondiale ha ancora molto da dire e da dare al mercato dei videogiochi di qualità. E il prodotto di Relic, di prossimo rilascio, dimostra come sia possibile coniugare in modo efficace precisione storica,  realismo e divertimento, senza necessariamente dover trasformare tragiche vicende come quelle della guerra sul fronte orientale in un massacro arcade su cui ridere sopra.

Visti i tempi che corrono, viene voglia di toglersi il cappello... pardon, l'elmetto!
Company of Heroes 2 - Immagine 7
Dawai Stalino! Avanti, compagni!
Company of Heroes 2 - Immagine 8
Riscaldarsi in fretta, accanto ai nemici appena uccisi, insepolti.
Company of Heroes 2 - Immagine 9
Aggirare le linee russe, per sferrare un contrattacco al saliente nemico.
 

Brutale come la guerra. Il nuovo capitolo di CoH presenta il conflitto sul fronte orientale in tutto il suo orrore. Veder cadere nella neve, stroncati dal freddo, i propri soldati perché non abbiamo provveduto per loro riposo, calore e un riparo, assistere al rogo di un carro armato al cui interno abbiamo appena fatto salire cinque uomini d'equipaggio o osservare lo stesso mezzo sprofondare in una liquida e gelida tomba, quando lo spesso ghiaccio del lago che stava attraversando si spezza, schiantato dalle granate nemiche. O ancora assistere all'abnegazione di fanti all'assalto di una posizione nemica, falciati dalle mitragliatrici e sbriciolati dai mortai. Tutto questo non può non far pensare. Anche se si tratta di un gioco, e chi non avvertisse una morsa allo stomaco, di fronte a certe scene, farebbe bene a porsi il problema, magari in compagnia di uno psicoterapeuta. La violenza gratuita nei videogiochi, l'eccesso di volgarità fine a se stessa, mi hanno sempre lasciato perplesso e interdetto. Qui, però, di gratuito non c'è nulla. Si paga ogni metro di terreno conquistato con nuove scosse emotive e spunti di riflessione sull'oscenità di qualsiasi guerra. Menzione di merito a Relic, quindi, per aver portato la didattica di un RTS storico a nuovi livelli, utilizzando il realismo per insegnare qualcosa e far riflettere, tra una battaglia e l'altra.

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