Speciale Resident Evil - Monografia

Seguiamo passo a passo la storia di Resident Evil!

di Roberto Vicario
Survival Horror è un termine che buona parte dei giocatori associano alla saga di Resident Evil. Il brand nato dalla fervida immaginazione di Shinji Mikami, si trova nell'anno della maggiore età, avendo compiuto 18 anni proprio nel 2014.

Uno spunto che ci serve per fare il punto della situazione sulla serie non solo in ambito videoludico, ma anche in tutte le sue derivazioni extra ludiche che hanno invaso il mondo della letteratura, del cinema e del fumetto. Siete pronti? bene allora impugnate la Beretta di ordinanza e occhio alle spalle!

Nascita e rinascita di un mito...

Era il lontano 1996, in Giappone Playstation macinava numeri importantissimi e si imponeva sempre più come la macchina da gioco di riferimento. Il 22 marzo 1996, Capcom rilasciò sul mercato un certo Biohazard (successivamente ribattezzato in occidente Resident Evil), titolo sviluppato per l'appunto da Shinji Mikami, che ci metteva nei panni di alcuni agenti di un corpo speciale chiamato S.T.A.R.S. impegnati a salvarsi da un'improvvisa invasione di zombie.

Sebbene ci fossero già stati in passato giochi dalle tinte horror sulle console di casa, Capcom ebbe l'intuizione di denominare il suo titolo “survival horror”. Etichetta, che da quel momento in poi segnerà un vero proprio genere all'interno del mondo dei videogiochi.

Bisogna tuttavia sottolineare che lo stesso Mikami, nelle varie interviste rilasciate nel corso degli anni, non ha mai nascosto il fatto che l'ispirazione per Resident Evil è arrivata guardando i film di Romero, ma soprattutto giocando a titoli come Alone in the Dark (1992) e Sweet Home.

In particolare quest'ultimo titolo, sviluppato su NES nel 1989, aveva al suo interno molti elementi che ritroveremo in quasi tutti i capitoli della saga; dalla magione vera e propria protagonista del primo capitolo, passando per i caricamenti a forma di porta che si apre, sino ad arrivare agli indimenticabili puzzle.

Il primo Biohazard stupì il mondo intero. La struttura di gioco prevedeva dei personaggi modellati in tridimensione che si muovevano all'interno di un ambiente 2D con telecamere fissa. La struttura di gioco prevedeva fasi esplorative, risoluzione di enigmi e ovviamente momenti di shooting nei confronti dei temutissimi zombie che, per quanto lenti, riuscivano a provare nel giocatore fortissimo stati d'ansia.

Il capostipite verrà anche ricordato per l'introduzione di moltissimi personaggi, membri della S.T.A.R.S. che avremmo poi ritrovato nei capitoli successivi: Jill Valentine, Chris Redfield, Albert Wesker e Rebecca Chambers.

Oltre agli zombie, lenti ma estremamente letali, il gioco diede la possibilità di far conoscere ai giocatori altre tipologie di nemici che avrebbero reso la loro sopravvivenza ancora più complessa. I famosi cani Cerberus, i corvi, gli hunter ma sopratutto il T-002.

Guardandolo con gli occhi di oggi, il primo Biohazard riesce ancora a mantenere intatto il suo fascino. Gran parte del merito è da attribuire alla maturità che Mikami aveva deciso di inserire all'interno di un videogioco, così marcata da portarlo a scontrarsi con la censura giapponese, fortunatamente scampata nella versione occidentale.

Il gioco, dopo il lancio su Playstation 1 verrà successivamente rilasciato anche per PC (1996) e Sega Saturn (1997) con diversi accorgimenti e migliorie come il “battle mode” per la console di SEGA. Una versione per Game Boy Color era stata inizialmente programmata, ma poi l'idea fu scartata per gli evidenti limiti hardware della portatile Nintendo. In seguito uscirà un capitolo apposito per il game boy.

Al di là di questo, Bioharzard è stato probabilmente il capitolo più riutilizzato dagli sviluppatori. Ad oggi possiamo contare diverse versioni che sono state rilasciate nel corso degli anni. La prima ad uscire fu la versione Director's Cut per Playstation, rilasciata strategicamente per compensare il ritardo di Resident Evil 2. Questa versione poteva contare, tra le tante novità, su nuove telecamere, nuovi nemici e una nuova difficoltà di gioco. La versione migliore - secondo molti fan - arriverà però solamene nel 2002, con l'accordo tra Nintendo e Capcom che prevedeva l'arrivo di tutta la saga su Nintendo Game Cube.

Chiamato Resident Evil Rebirth, il titolo per bocca dello stesso Mikami, differiva per circa il 70% dall'originale. Il gioco poteva contare su un motore grafico decisamente più potente, in grado di regalare sfondi al limite del fotorealismo. Inoltre, erano stati aggiunti nuove parti alla villa come il cimitero. Gli stessi dialoghi furono riscritti da zero e la scena iniziale in live action fu sostituita da una in CG.

Ancora oggi, come dicevamo, questa è la versione di riferimento per l'inizio della saga, grazie anche ad una cura maggiore di dettagli in alcuni passaggi della trama, in particolar modo quella che riguarda il costruttore della magione.

Infine, ma non meno importante, è da sottolineare la versione convertita per Nintendo DS, uscita in occasione del 10 anniversario della serie, e intitolata Resident Evil: Deadly Silence. Anche in questo i cambiamenti furono attuati per adattare il titolo al doppio schermo e al touch screen della console.

L'era PS1: Resident Evil 2 e Resident Evil 3: Nemesis.

Il successo del primo Resident Evil fu davvero incredibile, tanto che Capcom si appresto ad annunciare un seguito. Sfortunatamente i tempi di sviluppo si allungarono più del previsto, e l'azienda giapponese - per tenere buona la massa che chiedeva a gran voce il gioco - fece uscire la già citata Director's Cut del primo gioco.

Ma questo periodo sarà ricordato principalmente per la versione preliminare del gioco che Capcom portò al Tokio Game Show 1996 subito dopo l'uscita del capitolo originale, chiamata Resident Evil 1.5.

Questo nuovo capitolo prevedeva un'ambientazione decisamente più urbana, con due nuovi personaggi: Leon Scott Kennedy poliziotto dal classico comportamento da duro e la studentessa universitaria Elza Walker, oltre a tutta una serie di personaggi secondari che nella versione finale del gioco avranno ruoli totalmente differenti.

A ridosso dell'uscita, fissata per il mese di marzo 1997, Mikami non era per nulla soddisfatto del gioco dato che la storia non prevedeva sbocchi narrativi, ma sembra quasi un capitolo auto conclusivo. Per questo motivo, il publisher prese la decisione di cancellare il progetto e ricominciare da zero. Mikami diventerà producer, mentre come nuovo direttore fu preso Hideki Kamiya.

La prima cosa che fece Kamiya fu quella di prendere Noboru Sugimura come scrittore della storia (manterrà questa posizione sino a Resident Evil 4). Il cambio di direzione trasformò quindi il titolo in quello che tutti noi conosciamo oggi. L'arrivo di Claire Redfield al posto di Elza Walker, la possibilità di giocatore con due personaggi diversi, e una serie di ambientazioni che, pur conservando lo stesso gameplay, offrivano spazi decisamente più aperti.

Anche in questo caso l'accoglienza fu ottima, con un totale di copie vendute che ammonta a 5, 83 milioni di copie. Questo gioco, inoltre, verrà ricordato in Italia per la famosa sentenza del tribunale di Roma datata 1999 riguardante la versione pc, che prendeva in esame la scritta sulla confezione “sconsigliato ai minori e alle persone impressionabili”.

La sentenza aveva fatto ritirare dal mercato tutte le copie del gioco, pensando che potesse arrecare conseguenze negative nei confronti dei giocatori più giovani. Fortunatamente l'appello diede ragione al distributore e i giochi tornarono sugli scaffali.

Con il successo del secondo capitolo, la sete di Resident Evil non si placava, e così arrivò nel 1999, Resident Evil 3: Nemesis.

Anche in questo caso, pur mantenendo un gameplay simile al passato, le novità ci sono e si fanno sentire. La trama si svolge quasi parallelamente a quella del secondo capitolo, con la storia che inizia un giorno prima e finisce un giorno dopo.

La protagonista del gioco è ancora una volta Jill Valentine, e a differenza di Resident Evil 2, qui non si poteva sceglire un secondo personaggio con cui giocatore. Ci sarà tuttavia un nuovo protagonista che in alcune sezioni si alternerà a Jill, chiamato Carlos Oliveira. Inoltre, questo terzo capitolo vide il ritorno di un altro grande personaggio: Barry.

La particolarità di Residen Evil 3: Nemesis, stava ovviamente in Nemesis stesso. Una boss che troveremo più volte nel corso della nostra avventura e che altro non era che l'evoluzione del Tyrant visto in passato.

Questo terzo capitolo getterà inoltre le basi per molte novità che verranno poi riprese in futuro. Avremo la prima vera interazione con l'ambiente, l'introduzione della schivata di emergenza, la possibilità di ruotare di 180 il proprio personaggio nella fase di mira e soprattutto le live selection.

Punti in cui il giocatore era chiamato a fare delle scelte che andavano a modificare in piccola parte la trama. Da ricordare anche la possibilità di creare delle munizioni che combinate tra di loro davano artiglieria ancora più efficace.

Anche in questo caso il gioco non ebbe uno sviluppo semplice, concepito come una side story (Resident Evil 1.9) solo successivamente diventò il terzo capitolo ufficiale.

Sia per il secondo che per il terzo capitolo, non mancarono ovviamente conversioni per altre console. Residen Evil 2 vide la luce anche su PC, Nintendo 64 (che prevedeva l'introduzione della visuale in prima persona), Dreamcast, Game Cube e PS3, mentre Residen Evil 3 fu reso giocabile su: PC, Dreamcast e Game Cube.

L'era Dreamcast ed il passaggio della serie su GameCube

I primi anni 2000 hanno visto, almeno in terra giapponese, il boom di Dreamcast, ultima gloriosa console di casa SEGA. Capcom, assolutamente non indifferente a questo successo, decise così di portare avanti la serie proprio sulla console della casa di Sonic.

Nel 2000 arriva sugli scaffali Resident Evil: Code Veronica. Il titolo, grazie alla potenza del nuovo hardware, segnerà un passaggio importantissimo all'interno della serie grazie all'introduzione di fondali totalmente tridimensionali e una telecamera che, seppur ancora fissa, seguiva il giocatore passo a passo.

Inoltre, questo è il primo (ed unico) capitolo ad essere sviluppato esternamente dalla Nextech Corporation e non da Capcom. Tuttavia lo studio interno di Capcom poteva vantare il controllo assoluto sulla componente artistica, cosa a cui Mikami e soci tenevano ovviamente moltissimo.

Ambientato nel 1998, tre mesi dopo gli eventi di Resident Evil 2 e 3, il titolo ci metteva nei panni di dei due fratelli Redfield: Claire e Chris. Ancora una volta non era possibile scegliere direttamente il personaggio con cui intraprendente la storia, ma vi era una divisione netta le due trame. Era tuttavia possibile scambiare gli oggetti tra i due personaggi posizionandoli all'interno delle casse.

A questa serie di novità per la serie, bisogna poi aggiungere un ulteriore peculiarità, ovvero la durata. Si tratta, infatti del Resident Evil più lungo della serie, elemento questo molto apprezzato dai fan. Oltre a Chris e Claire, nel gioco c'era il ritorno di Albert Wesker (sempre più Neo di Matrix) e l'introduzione di Steve Burnside, terzo personaggio giocabile per un breve lasso temporale.

A distanza di tre anni dall'uscita del capitolo originale, una nuova versione di questo capitolo fece capolino tra gli scaffali, intitolata Resident Evil: Code Veronica X. Uscita su PS2 nel 2001 e su Game Cube nel 2003, questa versione disponeva di 9 minuti in più rispetto alla versione originale, e tutti incentrati sul personaggio di Albert Wesker. Nel 2011 arriveranno anche le versioni rimasterizzate per Xbox 360 e PS3.

Nel 2002 ci fu l'annuncio del passaggio di tutta la saga di Resident Evil su Nintendo Game Cube. I titoli già usciti avrebbe avuto una conversione, mentre ne furono annunciati di nuovi, tra cui il già citato Resident Evil: Rebirth e un nuovo capitolo - originariamente previsto per Nintendo 64 - chiamato Resident Evil 0.

Il gioco, a differenza dei capitoli usciti sino a quel momento, era un prequel degli eventi narrati nel primo Resident Evil, e portava la trama al 23 luglio del 1998, con due agenti del bravo team della S.T.A.R.S. che si trovavano ad indagare su degli omicidi avvenuti sulle colline di Raccoon City.

Anche questo titolo sfruttò diverse novità. Quella più importante è sicuramente quella denominata partner zapping. Inizialmente si pensava che grazie alle cartucce del Nintendo 64, questa eventualità poteva essere gestita al meglio, salvo poi cambiare idea quando gli sviluppatori entrarono in contatto con la potenza della Game Cube.

La trama, come tradizione vuole, cambiò nel corso dello sviluppo, con il titolo che inizialmente doveva fare da sfondo alle vicende di Resident Evil 4, salvo poi cambiare totalmente rotta. I due protagonisti diventarono così Rebecca Chambers (già vista nel primo Resident Evil) e Billy Coen, detenuto del team bravo che scappa una volta che l'aereo su cui stava volando si schianta.

Nonostante l'ottima qualità del titolo, a causa delle scarse vendite della console, il gioco non fu un vero e proprio successo, diventando così uno dei motivi della rescissione del contratto tra Nintendo e Capcom.

A distanza di 3 anni dall'uscita del prequel con il numero 0, arrivò anche l'ultimo capitolo sviluppo specificatamente per Game Cube, stiamo parlando di quello che probabilmente è uno dei capitoli più amati in assoluto dai fan: Resident Evil 4.

A conti fatti, il quarto capitolo oltre a segnare il grande ritorno di Mikami-san è diventato un vero e proprio punto di svolta per la serie sia sotto l'aspetto narrativo che su quello del gameplay, con i capitoli successivi (5 e 6) che seguiranno le linee guida di questo episodio. Prima di arrivare a questa versione, tuttavia, gli sviluppatori provano una versione beta del gioco (chiamata 3.5) in cui il sistema di gioco era ancora troppo legato ai precedenti capitoli.

A tornare protagonista fu Leon Scott Kennedy, incaricato dal governo degli Stati Uniti d'America di salvare la figlia del presidente, Ashley Graham. Dopo la caduta della Umbrella corporation, un nuovo virus si fece largo. Si tratta di un parassita chiamato Las Plagas. A differente degli zombie lenti e goffi, questo virus rende le persone violente e veloci. Il loro nome er Ganados.

Resident Evil 4 utilizzò per la prima volta una telecamera "sopra le spalle" e un ritmo di gioco decisamente più elevato, rispetto ai precendenti episodi. Pur non mancando sezioni esplorative e passaggi di pura osservazione, il gioco spingeva molto l'acceleratore sulle sparatorie, con nemici tosti e dagli attacchi complessi.

L'interazione con l'ambiente aumentò notevolmente in questo capitolo, con tutta una serie di azioni contestuali che era possibili far compiere a Leon, senza dimenticare alcuni elementi di gameplay come rapidi QTE e la possibilità di portare a segno attacchi corpo a corpo. Grazie anche ad una componente tecnica di tutto rispetto e soprattutto a dei tempi di caricamento ormai praticamente nulli, il titolo diventerà un vero cult tra gli amanti della saga.

A distanza di qualche mese, e più precisamente nell'autunno del 2005, gli sviluppatori convertirono il titolo per Playstation 2, aggiungendo una serie significativa di elementi. Il più importante fu sicuramente la modalità Separate Ways, che introduceva la possibilità di giocare la storia dal punto di vista della dottoressa Ada Wong. Il titolo, negli anni a seguire - esattamente come successo per il primo Resident Evil - vedrà arrivare sul mercato diverse conversioni: PC, Wii e persino mobile. Sino ad arrivare al gennaio di quest'anno con l'uscita di Resident Evil 4 Ultimate HD Edition che può vantare un comparto grafico aggiornato in alta definizione e 60 fps.

Anche questa versione, come tutte quelle precedenti, fu fortemente penalizzata dalla censura - con tagli importanti - in Giappone, mentre per l'Europa l'unica a subire questo trattamento fu la Germania.

Resident evil in tempi moderni

Arriviamo cosi ad un passato molto più recente, che coincide purtroppo con anche le critiche più feroci.

Il primo capitolo della serie - il settimo in ordine cronologico - a debuttare su Xbox 360 e PS3 è Resident Evil 5. Annuciato il 20 luglio del 2005, il gioco uscì il 5 marzo del 2009 in Giappone e pochi giorni dopo in Europa e Nord America.

Ambientato 5 anni dopo le avventure di Leon Kennedy in Resident Evil 4, il titolo continuò a raccontare la storia del parassita Las Plagas, spostando il focus su una compagnia farmaceutica chiamata Tricell. Questo porterà Chris Redfield, protagonista di questo capitolo, ad entrare nel team della B.S.A.A. che combatte il bioterrorismo.

La storia si sposterà quindi nel cuore dell'Africa e a fare da spalla a Chris ci sarà Sheva Alomar, agente locale del team speciale. I nemici in questa versione sono chiamati Majini. A livello narrativo ci sarà il ritorno di due personaggi creduti morti: Jill e Albert Wesker.

L'elemento principale in termini di gameplay fu la possibilità di giocare il titolo in cooperativa. Il partner gestibile sia dalla CPU che da un amico online, dava una mano al nostro protagonista contro una serie di nemici che spingevano la serie sempre più verso una deriva action, tanto che alcuni fan misero persino in discussione l'aggettivo “survival horror”.

Molto apprezzato fu invece la modalità secondaria chiamata “Mercenari” che dava la possibilità di giocare il titolo come una sorta di arcade in cui bisogna totalizzare il maggior punteggio possibile in un lasso di tempo definito, uccidendo gli zombie. Questa modalità verrà poi ripresa anche in futuro dedicandogli un capitolo a parte.

A questa variante si aggiunse quella Versus, uscita nel 2009. E' giusto ricordare, inoltre, che nello sviluppo di questo capitolo hanno preso parte attivamente i ragazzi di Clover Studio. Resident Evil 5 verrà ricordato soprattutto per essere stato il primo capitolo ad aver subito accuse di razzismo dopo la messa in onda del trailer del 2007, facendo riferimento ad alcuni elementi che rimandano alla recente storia del post-colonialismo. Insomma, l'uomo bianco che ammazza l'uomo nero è il problema principale di venne accusato il gioco.

Nel 2010 è il turno di Resident Evil: Revelations, titolo nato inizialmente come esclusiva per 3DS, e sviluppato con lo stesso motore grafico di Resident Evil 5, MT Framework. Dopo le lamentele ricevute sul quinto capitolo, il lead producer del gioco Tsukasa Takenaka, dichiarò che Revelations avrebbe riportato la serie alla sua filosofia originale: ritmo lento, tensione, esplorazione ed enigmi.

Il gioco, ambientato nel 2005, narra eventi accaduti dopo la fondazione della B.S.A.A. Buona parte del gioco è ambiento sulla Zenobia, nava da crociera su cui si sono perse le tracce di Chris Redfield e Jessica Sherawat. Prendendo i panni ancora una volta di Jill Valentine e di Parker Luciani (nuovo personaggio) il nostro scopo era quello di far luce su questo mistero. Oltre alla nave, le altre ambientazioni furono ambientate tutte in Europa.

L'uscita del gioco diede la possibilità a Capcom di riscattarsi, offrendo ai fan un capitolo in grado davvero di richiamare le atmosfere dei primi capitoli. Il ritorno a dei nemici lenti ma comunque molto temibili e tutta una serie di puzzle molto intriganti, si unirono alle qualità tecniche della console Nintendo e ad un sistema di controllo intrigante, generando così un cocktail che portò il titolo ad un successo di pubblico e critica.

Molto apprezzata è stata inoltre la variante Raid, una sorta di modalità Mercenari, modificata per l'occasione.

Il 22 gennaio 2013, Capcom ha annunciato la versione HD del titolo, uscito su PS3, Xbox 360 e Wii U. Oltre ad una grafica migliorata, questa edizione ha potuto vantare diverse aggiunte in termini di contenuti.

Arriviamo così alla fine di questo lunghissimo viaggio: Resident Evil 6. L'ultimo capitolo rilasciato sul mercato nell'ottobre del 2012, è stato sin da subito catapultato sotto la luce dei riflettori per via di alcune dichiarazioni che modificarono il genere da Survival Horror a Dramatic Horror.

Per la prima volta in assoluto la storia fu divisa in tre campagne differenti, con tre protagonisti: Leon Scott Kennedy (accompagnato da Helena Harper), Chris Redfield (accompagnato da Pier Nivans) e Jake Muller che sarà affiancato da Sherry Birkin la bambina vista in Resident Evil 2. A questi tre personaggi si aggiungerà ancora una volta, una campagna segreta in cui usare Ada Wong.

Annunciato nel gennaio dello stesso anno in cui è uscito, il titolo, in base al personaggi scelto offriva gameplay differenti. Da Leon, che offriva un gameplay più vicino alle origini, passando per una deriva decisamente più action con Chris, sino ad arrivare alle fasi esplorative e molto CQC di Jake.

Il titolo ha visto al lavoro un team di circa 600 persone, in assoluto il più grande mai assemblato per lo sviluppo di un titolo Capcom. Oltre ad una componente tecnica di primo livello, il gioco per la prima volta dava la possibilità al giocatore di muoversi durante le fasi di mira, elemento fortemente richiesto da parte dei fan.

Nonostante cambiamenti importanti sotto l'aspetto narrativo e ludico, anche questo capitolo rimarrà oggetto di pesanti critiche da parte dei fan.

Spin off e derivati

Se quelli che vi abbiamo raccontato sino ad ora sono solamente i titoli che portano avanti ufficialmente la trama del gioco, non sono assolutamente da meno gli spin off e le varianti uscite nel corso degli anni parallelamente alla serie ufficiale. In particolare, dobbiamo ricordare quattro serie che hanno seguito gli eventi della storia principale su una strada quasi parallela: Gun Survivor, Outbreak, Chronicles e Mercenaries. A queste si è poi aggiunto recentemente Operation Racoon City.

Il primo spin off in assoluto ad avere visto la luce è stato, nel non troppo lontano 2000, Resident Evil: Survivor su PS1 e successivamente su PC, gioco che rispetto al gameplay originale aveva una visuale in prima persona e mischiava elementi di gioco tipici degli FPS e degli sparatutto su binari, con il pieno supporto della light gun.

Il protagonista del gioco era Ark Thompson, e la storia era ambientata nel 1998, quindi in linea con gli eventi del primo capitolo ufficiale. La particolarità di questo primo capitolo stava nel fatto che fosse l'unico ad avere più di un collegamento con la trama ufficiale, per via di diversi richiami in grado di fare ancora più luce sugli eventi accaduti a Raccoon City.

In più, gli ambienti presenti in questo gioco verranno spesso citati in Resident Evil 0. Visto il più che discreto successo raccolto da questa formula all'interno dell'ormai nutritissima schiera di fan, Capcom negli anni fece uscire altri due capitoli, chiamati: Resident Evil: Survivor 2 Code: Veronica e Resident Evil: Dead Aim.

Il primo uscì nel 2001 su PS2, e vista la natura del titolo, fu sviluppato in collaborazione con Namco (con pieno supporto alla sua light gun). Come lascia intuire il titolo, il gioco si ispirava agli eventi di Code: Veronica e ci metteva nei panni di Claire Redfield e Steve Burnside. A differenza dell'altro capitolo il giocatore aveva un mirino fisso e un tempo limitato per eliminare i nemici di quella determinata zona, pena l'arrivo del minaccioso Nemesis.

Ultimo capitolo di questo fortunato spin off è stato Resident Evil: Dead Aim, uscito nel 2003 sempre su PS2. Riproponendo uno stile di gioco perfettamente identico a quello dei precedessori, questo capitolo ci metteva nei panni di due agenti segreti: Bruce McGiven e Fongling. Il loro compito era quello di ripulire un transatlantico diretto verso gli Stati Uniti, colpito dagli effetti del T-virus.

Decisamente di altra pasta è invece la storia e la giocabilità di Resident Evil Outbreak. Uscito in Giappone nel 2003 e un anno dopo in Europa, il titolo è stato l'unico della serie a “violare” l'accordo di esclusiva della serie su console Nintendo, proponendo uno spin off dal gameplay differente.

La particolarità di questo titolo sta nel fatto che è il primo della serie ad avere la possibilità di giocare in cooperativa online. Ambientato sempre a Raccoon City, il giocatore poteva scegliere tra 8 personaggi selezionabili, e doveva portare a termine i cinque scenari proposti. Ognuna di queste location aveva una durata di circa un'ora, proprio per venire incontro all'esperienza online.

Il gioco basava tutta la sua esperienza sulla collaborazione tra i quattro giocatori che potevano affrontare la missione sia collaborando - scelta più saggia - oppure muovendosi in maniera indipendente. Ognuno degli otto personaggi aveva abilità particolari, e attraverso un semplicissimo sistema di messaggistica i giocatori potevano interagire tra di loro.

Purtroppo, l'esperienza della versione europea fu fortemente penalizzata dalla mancanza del comparto online, e da un'intelligenza artificiale al limite del ridicolo. Errore che Capcom non commise una seconda volta con l'arrivo di Resident Evil Outbreak File 2.

Il secondo capitolo uscì nel 2004 in Giappone e anche in questo caso un anno dopo in Europa, utilizzava la medesima formula di gioco del predecessore, con l'unica differenza che le ambientazioni riprendevano gli eventi narrati in Resident Evil 2 e 3. Tuttavia, a differenza del precedente capitolo, il responso di pubblico e critica non fu altrettanto positivo tanto da spingere Capcom a spegnere i server di gioco nel 2007.

Molto importante è stato invece il ruolo che la serie Chronicles ha ricoperto nell'universo di questo brand. Il primo dei due capitoli, Resident Evil: The Umbrella Chronicles, uscì nel 2007 per Wii e qualche anno dopo in versione HD su PS3.

Riproponendo il gameplay tipico degli sparatutto a scorrimento, il gioco dava la possibilità al giocatore non solo di affrontare le missioni in cooperativa, ma anche di scegliere tra differenti personaggi della serie, tra cui Jill, Chris, Rebecca, Ada e altri ancora.

Alla missioni principali, suddivise per scenari (10 in totale) vi erano delle missioni secondarie che una volta portate a termine sbloccavano oggetti secondari e da collezione. Attraverso questi eventi, inoltre, il giocatore aveva la possibilità di capire i motivi della caduta della Umbrella, e di avere un ulteriore punto di vista su quanto è accaduto all'interno degli eventi raccontati nella storia principale.

Il seguito, Resident Evil: The Darkside Chronicles, uscito su Wii nel 2009 in Europa e anch'esso successivamente su PS3 nel 2012, manteneva lo stesso gameplay del predecessore, con l'unica differenza che veniva venduto in bundle con lo Wii Zapper della console Nintendo.

A differenza del precedente capitolo, qui la storia si focalizzò sugli eventi accaduti a Leon Kennedy, negli ultimi capitoli della saga originale, raccontati sotto forma di diario. Oltre a Leon, si poteva utilizzare all'interno di una particolare modalità di gioco chiamata “oblio” Claire Redfield, impegnata nella fuga da Rockfort island in compagnia dell'ormai noto Steve Burnside. Oltre A Leon, si poteva giocare anche nei panni di Jack Krauser, con tanto di finale alternativo.

Ultima, ma non meno importante, la serie Mercenaries che, dopo l'ottimo successo ottenuto come modalità di gioco secondaria in Resident Evil 4 e 5, è stata proposta ai giocatori sotto forma di capitolo a se stante su Nintendo 3DS. Uscito nel 2011, Resident Evil The Mercenaries 3D, riproponevamo lo stesso identico gameplay delle versioni uscite in precedenza con in più il supporto all'effetto stereoscopico della portatile di Nintendo, nuove modalità alternative, il supporto al Wi-Fi e tutta una serie di personaggi inediti. Gli scenari di gioco, invece, furono estrapolati da Resident Evil 4 e 5. Purtroppo il successo di questo capitolo dedicato, non fu tale da spingere Capcom a lavorare su un eventuale seguito.

Ultimo, in ordine cronologico, spin off ad essere uscito è invece Resident Evil Operation Raccoon City. Il titolo ha visto la luce nel 2012 su PS3, Xbox 360 e PC. Sviluppato da un team esterno (gli Slant Six Games) e si ispira ad un'idea nata durante lo sviluppo di Lost Planet 2.

L'idea di realizzare uno sparatutto in terza persona a “team” in cui i giocatori dovevano collaborare tra di loro per bloccare orde di zombie, il tutto basato su una forte componente online. Per questo motivo, fu chiamato a lavorare sul progetto il team della serie “Socom”, affiancato dagli sviluppatori della serie Outbreak.

La storia era ambientata nel 1998, e si collocava nel periodo temporale degli eventi raccontati in Resident Evil 2 e 3. I protagonisti erano un gruppo di 6 mercenari ingaggiati dalla Umbrella, con il compito di distruggere tutte le prove che vedono coinvolta la multinazionale nell'epidemia zombie.

Nel corso della trama, i mercenari si sconteranno anche con un gruppo di SPEC OPS, mentre in una modalità era possibile giocatore utilizzando i personaggi storici della serie come Jill, Carlos, Claire, Leon e così via.

Alla modalità campagna, erano affiancante altre modalità di gioco che permettevano partite sia collaborative che competitive. Il titolo una volta sul mercato, spacco letteralmente la critica con schiere di giornalisti che lo bocciavano ed altri che lo premiavano.

Oltre ai questi spin-off molto corposi, Capcom fece uscire diversi titoli anche su mobile, che vi elenchiamo qui sotto:

Biohazard i Survivor (i-mode, 2001)

Biohazard: Zombie Buster (i-mode/Vodafone/au-phone 2001)

Biohazard: Zombie Shooter (i-mode/au-phone, 2001)

Biohazard Assault: Nightmare (i-mode/Vodafone, 2002)

Biohazard: The Missions (Vodafone, 2003)

Biohazard: Confidential Report(Vodafone/au-phone, 2004)

Biohazard: The Stories (i-mode, 2005)

Gli zombie invadono il cinema

L'enorme successo videoludico della serie Resident Evil, non lasciò indifferente Hollywood, che acquisto i diritti della proprietà intellettuale per portare così su grande schermo il videogioco. Inzialmente dietro al progetto doveva esserci George A. Romero, salvo poi affidare il tutto a Paul W.S. Anderson.

Il primo film, Resident Evil: Genesis uscì nel 2002, e nel cast vi erano nomi come Michelle Rodriguez e Milla Jovovich. La pellicola prendendo spunto dalla serie originale videoludica, offriva una versione inedita della storia a partire dal personaggio principale - che rimarrà per tutti i film - chiamato Alice Abernathy.

Nonostante la critica non abbia mai amato la serie cinematografica, ad oggi, grazie agli ottimi incassi a fronte di spese tutto sommato basse per la produzione, si possono contare ben 5 capitoli.

Dopo il primo film, Aderson abbandonò i due successivi, Resident Evil: Apocalypse (2004) girato da Alexander Witt e Resident Evil: Extinction (2007) diretto da Russell Mulcahy. Solamente nel 2010 con Resident Evil: Afterlife il regista tedesco torna alle redini del progetto dirigendo, producendo e scrivendo la sceneggiatura del quarto capitolo e di quello successivo uscito nel 2012 ed intitolato Resident Evil: Retribution.

Nel corso degli anni, la saga ha introdotto sempre più riferimenti al mondo videoludico con personaggi come Claire, Chris e Jill, nemici (partendo dagli zombie e arrivando sino agli infetti di Resident Evil 4 e 5) e riferimenti narrativi che facevano capo a fatti avvenuti nei capitoli principali del videogioco.

Ad oggi, sappiamo che il regista con l'uscita del quinto capitolo ha fatto partire una nuova trilogia con il prossimo capitolo già in programma e attualmente in fase di scrittura della sceneggiatura.

Oltre al cinema in carne ed ossa, la saga di Resident Evil ha sfondato anche nel mondo dell'animazione, con una serie di lungometraggi in CGI. Il primo di questi film è stato Biohazard 4D-Executer uscito nel 2000 solo sul mercato giapponese. Dovremo aspettare il secondo lungometraggio nel 2008 chiamato Resident Evil: Degeneration per vedere in Europa questo genere di film. Il successo fu tale che nel 2012 uscì un terzo capitolo chiamato Resident Evil Damnation.

Libri, Giochi da tavolo, cosplay e merchandising

A chiudere l'immenso universo che il brand di Resident Evil (o Biohazard chiamatelo come volete!) è riuscito a generare ci pensano ad esempio i libri. La scrittrice statunitense S.D.Perrry ha scritto innumerevoli romanzi basati sulle trame dei giochi, argomentandoli in maniera decisamente più ricca di particolari sia sugli eventi che sui personaggi. Di questi, sei sono stati pubblicati in italia:

Tyrant il distruttutore (Resident Evil: The Umbrella Conspiracy)

Caliban Cove (Resident Evil: Caliban Cove)

La città dei morti (Resident Evil: City Of The Dead)

L'orrore sotterraneo (Resident Evil: Underworld)

Resident Evil - Nemesis (Resident Evil: Nemesis)

Codice Veronica (Resident Evil: Code Veronica)

Zero Hour - tratto da Resident Evil 0.

Ai libri si è poi aggiunta tutta una serie di fumetti, editi in Italia da Panini, che attraverso diversi archi narrativi raccontano le gesta degli eroi del videogioco, arricchendo ulteriormente la trama di particolari.

A questo aggiungiamo anche tutta una serie di altre iniziate legate al cosplay da parte di moltissimi fan, e soprattutto a tutta una serie di gadget e merchandising che spazia dalle classiche action figure, sino ad arrivare ai GDT (Giochi Da Tavolo) con l'uscita di Resident Evil: The Deck Building game, un gioco di carte edito - purtroppo solo all'estero - da Bandai .

Il fenomeno Resident Evil, o più precisamente il brand Resident Evil dalla sua nascita ad oggi ha vissuto di costanti evoluzioni che l'hanno portato ad avere circa 60 milioni di copie vendute dalla serie nell'arco di 18 anni di vita. Al di là di pro e contro, o critiche ed elogi, la saga di Capcom rientra di diritto nell'Olimpo dei videogiochi, ed in fondo, se ancora oggi ci spaventiamo davanti ad uno schermo mentre giochiamo, buona parte del merito lo dobbiamo a questi titoli e a quello che hanno rappresentato nell'evoluzione del videogioco.