Speciale Playstation Network

Vediamo un po': cosa ci acquistiamo di bello online?

di Tommaso Alisonno
Ora che la Playstation3 sembra aver preso definitivamente piede, è anche giunto il momento che il suo sito di servizi Online - il Playstation Network - sfrutti lo Store per mettere a disposizione degli utenti quanti più giochi da acquistare direttamente online. Diamo un'occhiata ad alcuni dei principali titoli, rigorosamente in ordine alfabetico.

 

1942 JOINT STRIKE (Capcom)

Una simpatica idea di Capcom per un remake dal gusto prettamente da sala giochi. 1942, con i suoi seguiti, rappresentava in un certo senso la naturale evoluzione del mitico Space Invaders: nascevano così gli sparatutto a scorrimento verticale. Stiamo parlando, se ancora non si fosse capito, del gioco in cui si è chiamati a pilotare un aereo della seconda guerra mondiale, inquadrato dall'alto, impegnato in una pericolosa missione di infiltrazione: contro di lui si scaglieranno squadroni serrati di caccia intercettatori coadiuvati da fortezze volanti al limite del fantascientifico e da svariate forze di terra, fino allo scontro con i boss di fine missione - spesso aeroplani, navi o carri armati di proporzioni titaniche.

 

Dalla nostra parte, oltre alla resistenza del veicolo (diversamente dalla originale versione coin-op del lontano 1984, non si perde una vita al singolo contatto con un proiettile nemico), anche un arsenale piuttosto vasto: in alternativa alla mitragliatrice di base potremo infatti raccogliere sul campo differenti forme di attacco, siano esse missili, laser a lungo raggio o cannoni a vasta area d'effetto. Quando le cose si mettono proprio male, avremo la possibilità di effettuare un “attacco dirompente” (altrimenti detto “USA LA BOMBAAA!!!”) che distrugge in un sol colpo tutti i nemici minori e i proiettili vaganti su schermo, ma naturalmente il numero di utilizzi è limitato.

Un'ulteriore implementazione è la barra dello speciale, che una volta riempita consentirà di effettuare degli attacchi con missili autoguidati (se giocate in singolo), o degli attacchi in combo (se giocate in doppio) che sono poi il “Joint Strike” che da il nome al gioco. Il resto è silenzio: si gironzola per lo schermo cercando di evitare i nemici, di abbatterne il più possibile e di accumulare punti o power-up, fino allo scontro coi boss. Uno schema di gioco semplice che conserva però intatto, a distanza di oltre vent'anni, tutto il suo brio e la sua spensieratezza. Hardcore.

 

Pregi: Immediato, semplice, trascinante, rilassante.

Difetti: nonostante gli innegabili e graditi ammodernamenti, il concept è comunque dedicato quasi esclusivamente agli hardcore-gamers.

 

VOTO: 7,5

 

COMMANDO 3 (Capcom)

Se 1942 è stato uno dei primi shooter a scorrimento verticale, Commando non è stato da meno, anche se l'ambientazione è radicalmente diversa: non più aeroplani e squadroni affiancati ma un eroe armato di mitragliatrice e con la cartucciera a tracolla (impossibile non intravedere in lui la caricatura di personaggi Hollywoodiani) che avanza in una jungla zeppa di soldati nemici. Un gioco che a suo tempo (stiamo parlando del 1985) spopolò sul C64 e vantò innumerevoli cloni, e che innegabilmente portò per successiva evoluzione agli FPS (ma qui stiamo divagando).

Capcom riprende la “serie” dall'ultimo numero utilizzato, ossia il 3: tre come d'altronde sono i personaggi selezionabili, i membri della task force “sciacalli” utilizzati per le missioni d'infiltrazione in cui l'esercito regolare non può intervenire. Un elemento interessante del gioco, sebbene non una novità in senso assoluto (lo stesso Riff, presentato più avanti, adotta un sistema analogo) è quella di poter muovere il proprio personaggio con lo stick analogico sinistro e contemporaneamente poter sparare in qualsiasi direzione mediante il destro, comandi semplici ed immediati a cui si aggiungono i tasti laterali per il lancio delle granate (limitate) e l'eventuale uso del Mega-Crash, ossia l'attacco che elimina tutti i nemici su schermo.

Per riportare in vita una simile titanica gloria del passato, gli sviluppatori hanno deciso di affidarsi all'ormai pluritestato sistema grafico del cell-shading, fornendo pertanto al tutto un aspetto volutamente cartonoso (gli stessi personaggi sono disegnati in maniera molto caricaturale, con uno stile che ricorda molto quello di Cartoon Network) e nel contempo chiaro e godibile. Il gameplaying è immediato ed impreziosito dalla possibilità di giocare anche in tre giocatori simultaneamente, ma soprattutto è incredibile come un concept così “semplice” mantenga immutato ai giorni d'oggi tutto il suo charme e il suo coinvolgimento.

Non mancano naturalmente gli ammodernamenti: oltre alla barra dell'energia (vale lo stesso discorso di 1942), la possibilità di utilizzare postazioni fisse (mitragliatrici) e veicoli d'assalto di quando in quando, addirittura con un giocatore alla guida e gli altri alle postazioni di tiro, proprio come succede in oramai tutti gli FPS. Un ritorno alle origini che non mancherà di entusiasmare anche i giocatori più giovani: godibile in singolo, spassoso in due, fenomenale in tre.

 

Pregi: pulito e colorato, ottimo stile, intramontabile.

Difetti: in multiplayer lo scrolling dello schermo a volte danneggia qualche giocatore.

 

VOTO: 8

 

HIGH SPEED BOWLING

Di base, probabilmente saprete tutti, almeno per grandi linee, in cosa consista il gioco del bowling: impugnata una pesante palla tramite i fori opportunamente praticati, bisogna scagliarla contro un triangolo di dieci birilli cercando di abbatterne quanti più possibile in uno o massimo due colpi. Abbattere l'intero schieramento darà luogo ad uno “spare”, od uno “strike” se eseguito in un unico lancio: questi risultati speciali varranno dieci punti (solitamente i punti sono uno per ogni birillo abbattuto) più i punti del tiro successivo (o dei due tiri successivi per lo strike). Va da sé che il punteggio massimo sul singolo tiro è il “Turkey” da 30 punti (tre strike di seguito), e in una gara sul monte di cento birilli è possibile raggiungere l'ipotetico punteggio di 300. High Speed Bowling è probabilmente una risposta diretta ad uno dei titoli più riusciti di casa Nintendo, il gioco di Bowling di WiiSports.

Il principale problema che gli sviluppatori devono essersi ritrovati ad affrontare è stato senza dubbio quello di ricreare con il Sixaxis, periferica nata su evoluzione dell'originale Pad PSX e quindi da utilizzare con due mani, il movimento del lanciatore di palle da bowling, notoriamente eseguito con un sola mano. Al problema si è ovviato studiando un'impugnatura alternativa del controller, il quale in questo gioco andrà stretto “dal basso”, con il pollice appoggiato al tasto Croce e l'indice e il mignolo nei pressi dei grilletti L2 ed R2. saranno infatti questi gli unici tasti di cui avrete bisogno: dopo aver selezionato, mediante il sensore di movimento, la posizione da cui volete lanciare, confermerete la scelta con Croce; idem valga per la scelta della traiettoria iniziale. Una volta che comincerà la corsa del vostro alter-ego digitale, sarà vostro compito oscillare il controller prima indietro e poi in avanti, tanto più velocemente quanta più spinta vorrete imprimere alla sfera, ma attenti a non superare il livello di “sforzo” o la traiettoria si farà più erratica. È durante questa esecuzione che, agendo sui grilletti L2 ed R2, potrete imprimere alla palla uno “Spin” in senso orario o antiorario, tanto più accentuato quanto più il tasto sarà premuto (ovviamente compatibilmente alle caratteristiche del personaggio e della palla selezionati).

Le modalità di gioco sono essenzialmente quattro: la partita libera, la sfida contro personaggi pilotati dall'IA (necessaria per sbloccarli, e con loro le loro bocce), il torneo e il cosiddetto “trick shot”. Quest'ultimo sarà una prova di abilità che consisterà nell'abbattere tutti i birilli posizionati  (e fin qui...) avendo però cura di evitare ostacoli come coni stradali o seggiole piegevoli piazzate sulla pista: dimenticatevi pertanto, perlomeno ad alti livelli, di poter fare strike con un tiro diretto, e preparatevi ad impratichirvi con lo spin. Il gioco è immediato e divertente, ma l'inadeguatezza ergonomica del Sixaxis emerge piuttosto rapidamente, in quanto l'impugnatura non è comoda quanto vorremmo, e soprattutto l'uso dei trigger (specie col mignolo) è piuttosto difficoltoso; inoltre, a meno di opportune opzioni per ora assenti, i giocatori mancini avranno non pochi problemi ad adattarsi ad un sistema di gioco che sembra prediligere ferocemente la mano destra.

 

Pregi: presentazione gradevole, personaggi e palle piuttosto vari, si gioca col sensore di movimento.

Difetti: qualche Bug tecnico, il Sixaxis non è anatomicamente adatto a quest'utilizzo, arduo per i mancini.

 

VOTO: 5,5

 

LOCOROCO COCORECCHO

Locoroco è stato certamente uno dei titoli più geniali mai concepiti per la PSP: i simpatici e vocianti protagonisti hanno infatti saputo, con la loro semplicità, aprire una breccia anche nei cuori più “blindati” dall'incessante ricerca del massimo profilo hardware e della grafica più avveniristica. Approdato su PS3, Locoroco si trasforma non nella grafica ma nello spirito, e per quanto lo scopo sia sempre quello di portare i simpatici “sacchetti” alla fine del livello, quello che cambia adesso è il metodo. Se nella controparte PSP, infatti, la conduzione dei Locoroco avveniva mediante l'inclinazione dei loro piani d'appoggio, nella nuova versione PS3 gli esserini seguiranno la scia di una colorata farfalla che voi manovrerete in maniera canonica, ossia tramite lo stick analogico.

“Tutto qui?” Naturalmente no! Sarebbe stato veramente uno spreco se un gioco così dinamico non sfruttasse le potenzialità del sixaxis: saranno presenti infatti alcune piattaforme oscillanti che seguiranno meticolosamente l'inclinazione reale del controller e su cui i Locoroco dovranno volta per volta arrampicarsi o scivolare, più tutta una serie di “marchingegni” la cui attivazione sarà parimenti legata al nostro fedele sensore di movimento. Le stesse “porte” che segnano l'accesso a fasi successive del gioco saranno accessibili solo facendo abbassare un ponte levatoio a furia di agitare il controller, ed ancora sarà possibile svegliare i Locoroco addormentati tra i rami e i viticci “scuotendoli” con tutta la pianta.

Più che il progenitore PSP, Locoroco Cocoreccho punta al colore su schermo: vi troverete infatti a condurre una migrazione di esseri di vari colori che andranno a comporre un mucchio numeroso e variopinto da scortare attraverso fiumi, pozzanghere e trappole di ogni sorta fino ai punti di raccolta, in modo da accedere alle sessioni seguenti. Il “colore” del gioco si ripercuote anche sulle casse, in quanto la musica di sottofondo conserva il suo charme originale: semplicemente ipnotica, saturante, a tratti assillante, ma indimenticabile, di quelle che non si vede l'ora che finiscano ma che poi dopo si canticchiano per settimane. A questa aggiungete le vocine dei Locoroco, ciascuno dei quali emette il caratteristico verso “Cocoreccho” con un'intonazione differente a seconda del colore.

Innovativo? Forse no: dopotutto è dai tempi dei Lemming, e forse anche prima, che giochiamo a portare alla fine di un livello un'orda di esserini apparentemente innocui, ma in Locoroco l'innovazione sta nella varietà e contemporaneamente nella stessa semplicità. Soprattutto, l'innovazione sta nella simpatia inarrestabile dei protagonisti, che forse arriverete ad odierete ma nonostante ciò non potrete fare a meno di amare. Un must!

 

Pregi: colorato e simpaticissimo, musica da droga, moltissimi segreti.

Difetti: tende a stancare in fretta, piuttosto breve.

 

VOTO: 6,5

 

PIXELJUNK RACERS

Prendete un percorso in cui le automobili possano procedere in una sola direzione, seguendo dei binari prefissati e paralleli, al massimo potendo “balzare” dall'uno all'altro, un po' come le più avveniristiche piste che facevano la loro bella figura nei negozi di giocattoli degli anni '80. sostanzialmente Pixeljunk Racers è questo, con la differenza che le corsie disponibili non sono due ma cinque, e che non rischiate di finire fuori dalla pista in curva se premete troppo il tasto dell'acceleratore.

La caratteristica più interessante di questo gioco è quella di proporre una serie sconfinata di sfide e di modalità, tanto nel gioco in singolo quanto in gruppo: alla più classica delle corse in cui bisogna arrivare per primi al traguardo, infatti, si contrappongono numerosi altri tipi di gare, che vanno dalla necessità di rimanere in scia ad un avversario per un certo tempo, al tentativo di travolgere quante più auto “neutrali” possibile, alla speranza di percorrere più strada possibile senza urtare nessuno, e così via. Tutte le competizioni saranno caratterizzate da una cospicua presenza di “traffico”: le automobili bianco-grigie che procederanno a velocità varie ma di base sensibilmente inferiori alla vostra costituiranno infatti un ostacolo mobile che vi troverete immediatamente a dover fronteggiare, e persino con cinque corsie a disposizione non mancheranno le situazioni in cui faticherete a trovare un passaggio, perdendo così tempo prezioso.

Inizialmente saranno accessibili solo due circuiti ed un numero limitato di modalità, ma man mano che si supereranno le prove proposte andranno a sbloccarsi via via tutte le altre. Quello che lascia un po' perplessi del titolo è il fatto che la grafica si quanto di più semplice e parimenti caotico possibile: è pur vero che Pixeljunk Racers punta fondamentalmente sulla velocità, ma la pista statica letteralmente satura di automobili della dimensione di formiche è veramente fastidiosa alla vista, soprattutto se non avete l'ausilio di un televisore HD. Dalla sua il gioco ha naturalmente l'immediatezza (c'è da premere solo il tasto dell'acceleratore, più due direzioni per cambiare corsia) e la molteplicità delle gare, e non mancherà di destare interesse come party-game.

 

Pregi: controlli semplici, concept immediato, moltissimi tipi di sfide.

Difetti: visivamente faticoso, tecnicamente carente, comparto audio insipido.

 

VOTO: 4,5

 

 

RIFF: EVERYDAY SHOOTER

Signore e signori, il gioco concettualmente più semplice del mondo: pilotando un oggetto (...cannone? Astronave?) con l'analogico sinistro e sparando a raffica indicando la direzione con l'analogico destro, dovremo cercare di superare una serie di 8 livelli evitando molteplici avversari che sbucano da ogni dove e cercando di abbatterli. Ad un concept decisamente semplice e realizzato con una scelta tecnica minimalista che strizza l'occhio all'illuminazione frattale, si vanno poi ad applicare tutte le variazioni sul tema per rendere l'esperienza il più varia, ed ecco che gli otto livelli differiscono sensibilmente per la foggia ed il comportamento delle torme avversario che cercheranno di abbattere il nostro cursore. Particolarmente interessante il fatto che il punteggio non sarà mai incrementato semplicemente abbattendo gli avversari, ma sarà necessario raccogliere col proprio passaggio i bonus che questi rilasceranno, evento automatico solo per alcuni di essi, mentre per altri sarà necessario innescare esplosioni, reazioni a catena e combo varie per poter estrapolare i bonus. I punti accumulati potranno poi essere spesi per acquistare vite aggiuntive, l'accesso a nuovi livelli, modifiche del comparto audio-video e vari altri extra.

Riff è un titolo che assume a tratti le tinte di un benchmark per il motore grafico della PS3, visto che mira a muovere contemporaneamente una miriade di piccoli modelli su schermo gestendo nel contempo numerosi effetti luminosi: il classico “giochino di prova” abbastanza divertente perché uno sviluppatore più o meno solitario si prenda la briga di modificarlo, espanderlo e completarlo fino a renderlo un passatempo semplice e gradevole. Ovviamente, non aspettatevi l'ultimo capolavoro della storia, ma sicuramente troverete sempre quei cinque-dieci-quindici minuti al giorno da dedicare a questo sparatutto...

 

Pregi: concept semplice e immediato, livelli piuttosto differenziati, miriadi di avversari su schermo

Difetti: tecnicamente basilare, concept comunque ripetitivo

 

VOTO: 6

 

MESMERIZE

Figure e movimento, questo il concetto alla base di Mesmerize per PlaystationEye: più che un acquario interattivo, il titolo è proprio un passatempo di tipo psichedelico che ci propone vari giochi di luce e di figure che reagiscono, singolarmente o in gruppo, agli stimoli ottici. Si va dalla più classica delle scintille luminose che si muove su campo nero rilasciando una scia, alla serie di parallelepipedi che variano di altezza a seconda delle fonti di luce, alle masse gassose che si condensano se spinte l'una all'altra fino ad esplodere. Alcuni delle esperienze proposte sfruttano inoltre la percezione sonora del PSEye, modificando o resettando lo scenario al presentarsi di rumori forti ed improvvisi.

Mesmerize è un passatempo più ipnotico, a tratti “acido”, di Tori Emeki, titolo sicuramente più romantico e rilassante, ma non per questo l'esperienza può essere meno accattivante. Diciamo che la scelta di una o dell'altra (o di entrambe) le finestre grafiche è lasciata esclusivamente ai vostri gusti.

 

Pregi: psichedelico ed ipnotico

Difetti: per la salute dei vostri occhi, è meglio non abusarne

 

VOTO: 6

OPERATION CREATURE FEATURE

Un vero e proprio gioco per PlaystationEye. I simpatici e polimorfi esserini noti come “Blurb” abitavano pacificamente il loro mondo, finché una misteriosa oscurità non lo avvolse e creature senza scrupoli li catturarono per mandarli a lavorare sino alla morte nelle miniere di Gozer. I Blurb sono animali essenzialmente stupidi e pavidi che mancano totalmente di spirito d'iniziativa, e pertanto nonostante le porte delle loro miniere siano sempre aperte non cercano mai di evadere senza una guida. Fortunatamente, la forza di liberazione aliena trova il modo di creare una sorta di portale tramite cui guidare i Blurb verso la salvezza, e qui entriamo in campo noi, posti di fronte al nostro portale inter-dimensionale che alto non è che il PSEye.

Lo scopo del gioco è presto detto: affronteremo una serie di livelli successivi in cui dovremo condurre all'uscita il maggior numero di Blurb possibile, o perlomeno il quantitativo minimo richiestoci. Gli esserini, come già detto, non brillano per iniziativa e senza una nostra mano (è proprio il caso di dirlo) rimarranno fermi, immobili ed indifesi lì dove si trovano. Fortunatamente, sarà sufficiente agitare una mano di fronte al PSEye perché tutti i Blurb vicini ne vengano attratti, cominciando addirittura a fluttuare nell'aria fintanto che il movimento continuerà. Dopo aver letteralmente preso per mano gli esserini, sarà nostro compito quindi quello di condurli all'uscita, cercando ovviamente di evitare i numerosi ostacoli come pozze di lava, strapiombi, nastri trasportatori, presse idrauliche e quant'altro potrà ridurre in briciole i simpatici amici. Se inizialmente non mancheranno le “piazzole di sosta” dove depositare i Blurps in modo da riprendere fiato per qualche secondo (non troppi, perché il tempo a disposizione è limitato), ben presto i livelli cominceranno ad essere strutturati in modo tale che ogni spedizione dall'ingresso all'uscita debba essere svolta in un'unica volata, ovviamente attraverso passaggi sempre più pericolosi ed angusti e con un numero di Burps richiesto sempre maggiore.

La grafica è poco più che essenziale, ma gradevole: c'è molta varietà tra i Blurps, tanto che a tratti possono anche ricordare dei frutti nelle loro forme plastiche, soprattutto pere e pesche. Le tinte scelte sono giocoforza piuttosto cupe, ma dopotutto la vicenda si svolge all'interno di miniere in un mondo avvolto nell'oscurità. Gli ambienti sono ben realizzati, variegati in quanto a strutture e trappole, e decisamente ben studiati come intrico. La colonna sonora è gradevole e ricorda spesso alcune pellicole di animazione, non ultima Nightmare Before Christmas. Il sistema di controllo risponde egregiamente alle sollecitazioni e condurre i Blurps alla salvezza è più una questione di resistenza che non di precisione; non mancano però passaggi delicati in cui gli spostamenti andranno eseguiti con la dovuta delicatezza. Sostanzialmente un gioco divertente con cui cominciare ad apprezzare le capacità del PSEye.

 

Pregi: grafica pupazzosa e divertente, sebbene un po' cupa, ottima risposta del PSEye

Difetti: certi passaggi sono una questione di resistenza

 

VOTO: 7

 

 

SNAKEBALL

Uno dei giochi più noti degli albori dell'informatica è “Nibbles”, anche se molti lo conosceranno col il titolo “Snake” che gli è stato dato nella versione Mobile: esatto, stiamo parlando del vermetto, o serpentello, che diventa più lungo man mano che inghiotte degli oggetti. Il gioco di base ha subito negli anni molteplici trasformazioni, evoluzioni e modifiche, fino ad approdare su PS3 con il titolo di Snakeball, in quanto stavolta i nostri serpentelli avranno a che fare con delle palle multicolori. Diciamo subito che il nostro “serpente” sarà in realtà una specie di navicella condotta da un simpatico alter-ego digitale dalle fattezza robot-alieniformi che scivolando sulla superficie dell'arena di gioco cercherà di catturare delle sfere colorate “inghiottendole” e mandandole così a comporre la sua “coda”. La navicella è protetta nei lati (e nella coda) da campi energetici ma è totalmente indifesa in corrispondenza della “bocca”: per questo motivo si distrugge nel momento in cui ha un impatto frontale contro un'altra navicella, o contro la propria stessa coda.

Fin qui, ovviamente, il gioco è analogo al succitato Nibbles (o Snake che dir si voglia): una delle modalità di gioco in solitario, infatti, consisterà proprio nel cercare di raccogliere il maggior numero di sfere possibile prima di schiantarsi. La fantasia degli sviluppatori si è spinta però ben oltre questo schema già noto, inserendo in primis la caratteristiche che le sfere in questione non stiano sempre immobili, ma tendano a rotolare e rimbalzare qualora urtate o colpite da altre sfere, che potrete lanciare come proiettili inerziali: si dia infatti il caso che alcune barriere, pericolose per la vostra navicella, siano abbattibili se colpite da una sfera lanciata a tutta velocità. Inoltre, la nostra guida sarà disturbata da molteplici ostacoli, che andranno dalle succitate barriere, a mine vaganti (sembrano sfere, ma esplodono), fino a grossi fasci di energia che ci inseguiranno, o addirittura torrette che ci spareranno contro. I colpi non saranno sempre letali - attenzione - ma naturalmente a lungo andare i nostri scudi cederanno.

È tutto? Decisamente no! Con la raccolta delle palle abbiamo, come detto, citato solo una delle modalità di gioco, ma ancora più interessante è il fatto che nelle altre due modalità saranno presenti una o più “buche” in cui dovrete andare ad “imbucare” (appunto) le sfere per ottenere punti. Le modalità succitate sono denominate Sfida (in solitario, su schemi via via più complessi) ed il vero e proprio Snakeball, dove vi troverete impegnati nel tentativo di accumulare punti mentre degli avversari, siano essi IA o umani, cercheranno di fare altrettanto, e naturalmente uno dei punteggi più ambiti si ottiene quando un avversario si schianta contro la nostra coda. Dulcis in fundo, le armi: cosa c'è di meglio, nel marasma di mine vaganti, sfere rotolanti e serpenti guizzanti, che non prendere un bel mitragliatore e scaricare una sventagliata di laser contro gli avversari? Ce n'è proprio di tutti i gusti!

Nonostante il concept alla base semplicissimo (sebbene, come visto, fiocchino le aggiunte e le complicazioni), Snakeball è un gioco dannatamente competitivo e divertente, soprattutto nella sua modalità principe (lo Snakeball, appunto), specie se giocato contro avversari umani. La realizzazione grafica è essenziale eppure molto affascinante, in quanto il pavimento dell'arena si illumina dei molteplici colori delle sfere quando queste vengono ingoiate, sparate eccetera, creando dei giochi di luce e colore assolutamente intriganti. Consigliato a tutti: facile iniziare, impossibile smettere!

 

Pregi: grafica sintetica ma ricca di effetti, concept semplice ma difficoltà garantita, ottima variazione su un tema intramontabile, praticamente eterno.

Difetti: curva di difficoltà ripida.

 

VOTO: 8

TEKKEN 5 DARK RESURRECTION ONLINE (Bandai-Namco)

Uun titolo che probabilmente non necessita di grandi presentazioni: alzi la mano chi non ha mai sentito parlare della serie di Tekken! ...ok, abbassate le mani. Stiamo parlando di una delle più rinomate serie di picchiaduro ad incontri uno contro uno, che contende all'eterna rivale Virtua Fighter la palma di miglior serie di giochi di combattimento 3D “a mani nude” (Soul Calibur, altro titolo di punta di Namco, è infatti un gioco di battaglie armate). Questo specifico gioco completa la conversione di Tekken Dark Resurrection per PSP, impreziosito dal comparto grafico di Tekken5 per PS2 e naturalmente, come il titolo stesso fa presagire, implementando la possibilità di sfidare avversari online.

Tekken 5 Dark Resurrection Online conta un rooster di tutto rispetto: ben 34 personaggi immediatamente disponibili più uno, Jinpachi, da sbloccare terminando la modalità Arcade. Questa è la canonica modalità in cui il giocatore singolo affronterà una serie di avversari di difficoltà crescente fino ad aggiudicarsi il titolo del “torneo del pugno di ferro”, ma naturalmente sarà solo propedeutica alla sfide vere e proprie, siano esse in locale o online. Un'altra modalità di gioco in Singleplayer, la Ghost, permetterà un allenamento virtualmente illimitato: dopo ogni scontro vinto, infatti, potremo scegliere il successivo avversario tra tre proposti, correlati di complessità espressa in “kyu”, “dan” o vari titoli come “esperto”, “lupo solitario”, “divinità” eccetera. Anche il nostro personaggio avrà un suo titolo, che si potrà migliorare superando gli appositi “esami”: null'altro che combattimenti normalissimi che si presenteranno ogni tot incontri vinti e che, se superati senza utilizzare “credits”, miglioreranno il nostro “livello”. Inutile dire che il Rank Online andrà invece guadagnato esclusivamente sul campo delle sfide.

Il sistema di combattimento di Tekken si basa sull'uso di quattro tasti, due per i pugni (destro e sinistro) e due per i calci (idem), più la croce direzionale o lo stick analogico per lo spostamento avanti o indietro, la parata, il salto e l'accovacciamento. Di base non sarà possibile “ruotare intorno all'avversario” come in altri giochi, ma lo spostamento laterale è comunque effettuabile mediante apposite mosse o schivate, o viceversa quando si è colpiti da tecniche con imponente forza cinetica (leggasi “calcio rotante alla Chuck Norris”). Le arene sono tutte più o meno regolari, di norma circolari o quadrate, e tutte circondate da barriere insormontabili: non esiste pertanto il “ring-out”, e l'unico modo per vincere lo scontro è quello canonico di mandare a zero l'energia dell'avversario, o al massimo di averne più di lui allo scadere del tempo limite.

Vincendo gli scontri sarà possibile accumulare dei punti che potranno poi essere spesi per modificare gli abiti dei personaggi o acquistare gadget da applicarvi, oppure scambiati con materiale aggiuntivo scaricabile online, come artwork o filmati: contiamo sull'operosità della Namco perché la sezione download sia sempre pregna di novità, anche perché di base non sono disponibili neppure gli ending dei personaggi per la modalità Arcade. Complessivamente, un titolo che non potrà mancare nella ludoteca di qualsiasi fanatico della serie di Tekken, ma che per la sua immediatezza, vastità, e soprattutto per l'apprezzabilissima modalità online, dovrebbe essere preso in considerazione da qualsiasi appassionato di picchiaduro, perlomeno fintanto che non usciranno titoli “nuovi” specifici per Next-Gen forniti di questa feature.

 

Pregi: ben 34+1 personaggi giocabili, ottima fusione dei titoli PSP e PS2, moltissime modifiche estetiche disponibili, soprattutto la modalità Online.

Difetti: tecnicamente la PS3 può sicuramente dare di più, la modalità singleplayer è piuttosto povera e mancano anche gli ending dei personaggi.

 

VOTO: 8

 

 

TORI EMEKI

Come Mesmerize, uno dei vari “acquari interattivi” per PlaystationEye, studiati per rilassarsi davanti allo schermo eseguendo movimenti fluidi e delicati senza alcun assillo di sorta. Muovendo una mano davanti al PSEye, attirerete nella zona interessata uno stormo di corvi neri, facendo così scrollare l'inquadratura in quella direzione. Il paesaggio che potrete esplorare si rifà alla pitture e stampe tradizionali giapponesi su pergamena (lo stile a cui si è, per capirci, ispirato anche il videogioco Okami) e mirerà a rappresentare svariati ambienti, dalle montagne, al mare, a pianure con pagode di varia natura, a cime di vulcani, foreste, fino al trono celeste della dea del sole Amaterasu. Lo scrolling avviene limitatamente nelle tre direzioni, di modo che a seconda di dove vi trovate lo spostamento degli uccelli in verticale implichi uno spostamento verso o dall'orizzonte piuttosto che una variazione di quota. A seconda della zona esplorata, anche la tonalità di filtro varierà in modo da adeguarsi all'”elemento dominante”, e così la musica orientaleggiante che fa da accompagnamento all'esperienza.

Esperienza invero molto rilassante: si possono trascorrere piacevolmente svariati minuti in piedi, o perché no accomodati, di fronte al nostro televisore semplicemente guidando con una mano i nostri compagni pennuti in giro per un mondo sereno ed ipnotico.

 

Pregi: Stilisticamente ottimo, molto rilassante.

Difetti: può tenere compagnia per massimo una decina di minuti alla volta.

 

VOTO: 6

L'estate è alle porte, e nel frattempo il PSn ha provveduto a "caricarsi" di offerte più o meno interessanti per allietare i nostri afosi pomeriggi. Di carne al fuoco ce n'è parecchia, per tutti i gusti: si tratta solo di afferrare con una mano il Sixaxis, con l'altra la carta di credito e... scegliere!