Speciale Offerte PlayStation Plus di Settembre 2013

C'è un Assassino sul Plus...

di Daniele Casu
Come annunciato nel corso della GamesCom di Colonia, l'offerta Instant Game Collection di Sony anticipa Settembre portando l'ultimo capitolo pubblicato di uno dei brand più in auge del momento: Assassin's Creed, in attesa del nuovo capitolo che arriverà sugli scaffali in Autunno - anche su PS4. Altre novità riguardano una serie Cult di casa Sony, Jak & Daxter, e la presenza sempre più consistente del mercato Indie con Stealth Inc.

Riportiamo anche le modifiche dell'offerta per PS Vita, con altri due giochi che vanno a sostituirsi ai precedenti. L'aggiornamento sarà attivo dal 28 Agosto.

Gioco del mese di Settembre 2013: ASSASSIN'S CREED III

Dopo due capitoli che prolungavano l'avventura di Ezio Auditore da Firenze, ecco il terzo “ufficiale” Assassin's Creed: un nuovo personaggio in un nuovo periodo storico ma lo stesso fil rouge, ossia la vicenda che vede coinvolto Desmond Miles, gli Assassini e i loro nemici Templari. Desmond può entrare e uscire dall'Animus per dialogare coi suoi amici, oltre che esplorare l'ambiente sfruttando l'agilità che ha acquisito con l'addestramento virtuale nei panni di Altair ed Ezio (e Connor). La maggior parte dell'avventura si svolgerà nei suoi ricordi, ma di tanto in tanto, Desmond sarà impegnato in prima persona in avventure nel mondo reale. Come in tutti i prequel saranno però gli antenati a recitare per la maggior parte del dramma: per le prime tre sequenze di gioco rivivremo le vicende che hanno come protagonista Heytan Kenway ed in seguito conosceremo Ratohnhaké:ton, alias Connor.

Il mondo all'interno dell'Animus ricrea due delle principali città coloniali del XVIII secolo, vale a dire Boston e New York, entrambe teatri di scontri e di occupazione, quando Lealista e quando Patriottica. Una terza locazione presente nel gioco è la tenuta Davenport, ovvero il luogo che funge da sede per le ultime vestigia degli Assassini Americani: Connor utilizzerà la tenuta come base operativa. Tra queste locazioni si staglia una vasta area geografica denominata “Frontiera”: si tratta di un territorio approssimativamente circolare, scosceso e ricco di vegetazione in cui abbondano specie animali. Qua e là sorgono insediamenti più o meno vasti: Lexington, Concord e Valley Forge sono alcuni di questi. Connor è un abile cacciatore e il confronto con la selvaggina avrà un ruolo di contorno molto marcato in AC3. Perché cacciare? Beh, fermo restando che trovarsi di fronte un orso infuriato lascia poche vie di fuga diverse dall'ucciderlo, c'è naturalmente un tornaconto economico nella raccolta di pelle, carne, zanne e quant'altro è possibile estrarre dalla carcassa.

Ubisoft ha approfittato del gap temporale tra Revelation e AC3 per adattare il sistema di gioco al differente periodo storico. I nemici godono ora di un certo grado di gioco di squadra: attaccano simultaneamente o sfruttando le aperture; spesso capita che alcuni avversari ingaggino la mischia mentre altri più numerosi prendono la mira col moschetto. Dopo averli conosciuti in Brotherhood e Revelations, sarebbe stato difficile concepire AC3 senza gli adepti Assassini: questi sono infatti presenti, sebbene abbiano subito diverse modifiche. Uno degli elementi che costituisce una novità assoluta per la serie è la possibilità di salpare a brodo della propria nave per svolgere delle missioni in mare aperto: il natante ha un ruolo limitato nella storia, ma sarà anche presente una mini-trama legata all'influenza Templare in mare. Rispetto agli altri Assassin's Creed, questo terzo (quinto?) capitolo ha una curva dell'apprendimento decisamente più ripida: i tutorial illustrano tutte le novità, ma a ben guardare l'arsenale a disposizione di Connor è più limitato rispetto a quello di Ezio.

Il gioco è ancora una volta zeppo di attività collaterali: le cacce al tesoro, la conquista dei forti, la gestione del commercio, le battute di caccia, la ricerca delle pagine degli almanacchi di Franklin e la fabbricazione delle armi speciali... sono tutti elementi che contribuiscono a marcare nel gioco l'impronta stabilita nei capitoli precedenti. La modalità Multiplayer è oramai diventata parte integrante del brand, ma non è neppure una novità che costituisca un gioco completamente a sé stante: il passaggio tra single player e multiplayer è talmente marcato da proporre addirittura una differente interfaccia grafica per i menù. Ovviamente, il nuovo gioco propone mappe e personaggi ispirati alla nuova ambientazione coloniale, nuove abilità speciali e nuove modalità.

Altre Novità di Settembre 2013

THE JAK & DAXTER TRILOGY

The Jak & Daxter Trilogyci offre i primi tre capitoli della saga, per intenderci quelli “ufficiali”; l'origine di questa acclamata serie è da ricercarsi nell'ormai lontano 2001, in concomitanza con il lancio di PS2: la storia narra di due amici, che potremmo definire dei Tecno-Elfi immersi in un mondo fantasy-steampunk, intenti a recuperare dei manufatti e delle fonti energetiche appartenute ai “precursori”. Il gioco rimane godibile a tutt'oggi, grazie a delle meccaniche platforming molto piacevoli inserite in un contesto free-roaming, sebbene alcune ingenuità non corrette in questa riedizione.

Jak 2e3 offrono un cambio netto nella trama, nell'ambientazione e nello stile di gioco, ma preferiamo non dire troppo per coloro che non conoscono la trilogia e non vogliono rovinarsi la sorpresa. Ad ogni modo, i tre giochi sono godibili ancora oggi, soprattutto grazie al gameplay immediato, ai personaggi simpatici ed ad una certa rigiocabilità (ad esempio nel primo Jak per sbloccare il “vero” finale bisogna tornare indietro a raccogliere tutti i collectibles). Magari bisognerà abituarsi di nuovo a quei controlli e a quella telecamera, ma il divertimento è comunque assicurato.

STEALTH INC: A CLONE IN THE DARK

Stealth Bastard dei Curve Studios nasce come titolo freeware su Pc: il successo del gioco è stato tale che ne è dapprima uscita una versione ampliata a pagamento, denominata “Deluxe”, mentre ora assistiamo alla migrazione del bastardissimo omino su console. Una piccola introduzione ci mostra il protagonista venir letteralmente “fabbricato” insieme ad altre decine di suoi cyber-cloni: questo presumibilmente serve a giustificare le sue frequenti morti, dato che come da tradizione il protagonista esplode in un tripudio di sangue virtuale venendo di volta in volta schiacciato, laserato o fatto a pezzi.

Ma passiamo al gioco vero e proprio: saremo immersi in una serie di 80 livelli 2D (più altri 20 già disponibili sottoforma di DLC) sempre più complessi, dove lo scopo è generalmente quello di aprire la porta di uscita e raggiungerla evitando sentinelle robotiche, telecamere, pericoli e trabocchetti vari. In sostanza siamo davanti ad un puzzle-platform con elementi stealth, dove il punto di forza è proprio l'ottimo level design, intricato al punto giusto e artefice di meccaniche trial & error molto soddisfacenti. Il gioco è brutale ed impegnativo ma anche molto divertente.

Titoli già presenti in offerta:

MAFIA II

Mafia fu una delle più belle sorprese del 2002 videoludico, e questo ben oltre il gameplay squisito e la realizzazione tecnica ai tempi sbalorditiva: Mafia aveva un'anima. Mafia 2 vuole evitare fin da subito l'effetto "minestra riscaldata", ripartendo praticamente da zero rispetto al primo capitolo: cambia la location, che dalla soleggiata Lost Heaven trasloca verso la metropoli di Empire Bay; cambiano i tempi con un balzo in avanti che ci porta a cavallo tra la Seconda Guerra Mondiale e gli anni Cinquanta; non cambia invece la base su cui è sviluppata la trama, che segue il cammino del protagonista da outcast a rispettato e temuto gangster.

Le vicende narrate in Mafia 2 ruotano attorno a Vittorio Scaletta, per tutti Vito. Narrato in prima persona dal personaggio principale attraverso una serie di flashback, il plot di Mafia 2 si presenta articolato, pieno zeppo di colpi di scena e straordinariamente "vivo". Grandi ambizioni e "sogni americani" andati in frantumi, ascese e cadute, incoscienza e determinazione, senso del dovere e desiderio di affermazione personale, legami affettivi e spietata professionalità, etica e ingordigia. Il secondo capitolo di Mafia mantiene una identità di free-roaming atipico: per quanto l'open world creato dagli sviluppatori offra qua e là al giocatore distrazioni minori e un'area esplorabile piuttosto vasta, il gioco infatti fa tutto il possibile per non far perdere di vista nemmeno un attimo la storia principale.

Con una certa varietà di situazioni, ci troveremo spesso a guadagnarci la pagnotta tra sessioni di guida, sparatorie, scazzottate e infiltrazioni in punta di piedi. Ad andare per la maggiore sono proprio le sessioni TPS, che prevedono furiosi scontri a fuoco contro un gran numero di gangster rivali: le meccaniche sparatutto di Mafia 2 si basano sul massiccio utilizzo delle coperture, che ci costringerà a balzare in continuazione da un riparo all'altro. Mafia 2 è un gioco da avere: sia per i fan del primo episodio, che si ritroveranno un sequel capace di rendere piena giustizia al nome che porta, sia per tutti coloro che sono alla ricerca di un ottimo videogioco che sappia colpirli ed emozionarli con una trama grandiosa e un carisma che solo i capolavori veri sanno elargire.

SPEC OPS: THE LINE

Lo sparatutto 2K prova una strada differente per essere l'anti-Call of Duty, non spingendo sulla qualità del gameplay o dei set-pieces, bensì sulla sceneggiatura: qualunque giocatore con un minimo di coscienza, una volta giocato e finito Spec Ops: The Line, guarderà con occhi ben diversi qualsiasi altro sparatutto bellico. la storia infatti ci vedrà impegnati in una missione di salvataggio all'interno di una Dubai completamente distrutta e sommersa da una colossale tempesta di sabbia, mentre cercheremo di portare a casa il Colonnello Konrad rimasto sul luogo per salvare quanti più civili possibile.

The Line quindi mira a distruggere quella irritante patina di pseudo-realismo e quello stucchevole patriottismo da due soldi che glissa allegramente sulle colpe e sugli errori del governo statunitense. Ma passiamo al gioco vero e proprio, un canonico sparatutto guerrafondaio in terza persona, con tanto di coperture e disposizione dei tasti come ci si aspetta da un titolo di questo genere. Uniche concessioni ai tatticismi sono la possibilità di impartire ordini ai propri compagni gestiti dell'IA ed il poter distruggere alcune pareti che faranno cadere quintali di sabbia sugli avversari. La campagna è abbordabilissima ma ci riserva alcuni momenti in cui la difficoltà s'impenna notevolmente costringendoci a ripetere svariate volte il medesimo segmento.

Tuttavia non mancano momenti coinvolgenti e spettacolari, incalzati dai dialoghi ben scritti e dalla trama appassionante. La trama fa un buon lavoro per giustificare sparatorie e carneficine, ed anzi in alcuni momenti ci costringe volutamente ad uccidere persone che non vorremmo, creando una sorta di empatia tra il giocatore ed i nemici con l'abile utilizzo di dialoghi intelligenti e talvolta suggestivi. Il valore nascosto del titolo 2K sta insomma nell'atmosfera generata da una Dubai distrutta e sferzata da tempeste di sabbia, che è assolutamente unica se paragonata all'iperrealismo della concorrenza.

PAYDAY: THE HEIST

Questo sparatutto ricco d'azione vi catapulterà nel mondo del crimine. Sarte chiamati ad affrontare una rapina nel caveau di una banca, gestire gli ostaggi durante l'assalto a un furgone portavalori e persino prendere parte a un'infiltrazione notturna in una struttura segreta di massima sicurezza. Payday: The Heist vi invita a confrontarvi con ambienti dinamici e strategie nemiche pensate per ogni situazione, facendo sì che ogni scena sia sempre unica.

SAINTS ROW THE THIRD

E' passato del tempo da quando i Saints hanno completato la conquista di Siltwater, ma da allora probabilmente hanno preso un po' troppo sottogamba la gestione del territorio. Per cercare di recuperare la stima perduta, Gat e soci decidono di rinverdire i vecchi tempi e svaligiare una banca, ma il successivo intervento dei Syndicate, che gestiscono le altre bande in città, apre loro gli occhi: Siltwater non appartiene più ai Saints, ma questo non significa che i Saints siano d'accordo. Saints Row the Third, terzo capitolo della saga, ricalca essenzialmente le orme dei predecessori, soprattutto quelle del secondo capitolo: siamo ancora una volta al cospetto di un free-roaming cittadino in cui impersonerete il capobanda intento a riassumere volta per volta il controllo di Siltwater.

Il tutto si muove in una ambientazione semi-grottesca in cui la gente può girare semi-nuda per strada e fare una passeggiata con un carro armato. Dopo i primi capitoli introduttivi ci troveremo finalmente con Siltwater a nostra disposizione: tramite il nostro smartphone avremo accesso alla mappa cittadina e alle missioni attivabili, compresa quelle necessarie per proseguire nella trama. A meno di non accettare una missione e recarvi pertanto nel luogo in cui essa si svolge, potrete comunque bighellonare liberamente per le strade di Siltwater, rubando automobili, visitando e svaligiando i negozi, ingaggiando scontri a fuoco con gli sbirri o i membri delle altre gang, e così via.

Attenti, però, a non esagerare: due indicatori, situati intorno alla minimappa, segnaleranno infatti il grado di “allerta” delle bande e della polizia. Man mano che si guadagna “rispetto” (ma potete anche chiamarlo “esperienza”) avrete accesso a numerosi power-up, i quali però andranno acquistati dietro il pagamento di dollari sonanti. Considerando che la vil pecunia è necessaria anche per acquistare armi e munizioni, oltre che per modificare le vetture trafugate in modo da renderle più prestanti e robuste, va da sé che disporre di fondi ed introiti cospicui è innegabilmente buona politica.

Insomma: i fan della saga non potranno che essere più che lieti per il ritorno dei Saints ancora una volta alla conquista di Siltwater, ed anche i neofiti, pur magari dovendo faticare un pochino di più per familiarizzare coi personaggi, potranno godere facilmente e lungamente del grottesco umorismo del titolo Volition. L'importante è saper apprezzare il lavoro stilistico svolto e saper passare sopra a qualche magagna...

UNCHARTED 3: L'INGANNO DI DRAKE

Veniamo subito al dunque: Uncharted 3 è un capolavoro. Lo è alla luce del lavoro di perfezionamento svolto rispetto al secondo episodio e lo è partendo dal semplice ragionamento logico che conduce al seguente assioma: perfezionando un capolavoro difficilmente si otterrà un risultato minore. Senza sacrificare la componente ludica, Naughty Dog ha concentrato gli sforzi sugli aspetti più cinematografici della produzione, con intrecci narrativi appassionanti coadiuvati da uno dei comparti grafici più spettacolari di questa generazione. Uncharted 3 va sicuramente ascritto alla categoria action-adventure, ma ancora una volta il team di sviluppo riunisce diversi generi ludici, riproponendo la ciclica alternanza tra sparatorie, sezioni platform e puzzle solving senza dimenticare di donare a ognuna di queste componenti la dignità che merita.

Le sparatorie, che ora vantano alcune sequenze mozzafiato specie quando si sviluppano in verticale, si arricchiscono di un rilancio dinamico delle granate al mittente, della possibilità di portare gli scudi antisommossa in spalla e di cattivi, finalmente, davvero cattivi. Ci si affida ancora al valido sistema di coperture e il level design, sempre ispiratissimo, lascia qualche concessione all'atteggiamento stealth. Anche dal punto di vista dei puzzle ambientali questo terzo capitolo appare più riuscito, con rompicapo contestuali e moderatamente ispirati. Drake stavolta andrà alla ricerca di Ubar, leggendaria città citata nel Corano col nome di Iram, luogo di incredibili ricchezze e prosperità. Secondo la leggenda, a causa della superbia e dell'immoralità che vi albergavano fu punita dall'ira di Dio alla stregua di Sodoma e Gomorra, e sepolta sotto le sabbie, quindi ricordata col nome di Atlantide del Deserto.

Tecnicamente Uncharted 3 è un'esperienza visiva difficile da dimenticare: la PlayStation 3 “canta”, accompagnata dall'orchestra al completo e dagli applausi e le urla di gioia del pubblico in visibilio. Roba da strapparsi i capelli. Il tutto accompagnato dalla celebre colonna sonora a dir poco sontuosa e un validissimo doppiaggio in lingua nostrana che si affianca senza sfigurare troppo rispetto a quello originale. L'avventura in singolo risulta leggermente più breve rispetto al secondo capitolo, ma arriva in soccorso una modalità multiplayer ancor più corposa che in passato che offre un totale di undici mappe altamente ispirate e modalità come deathmatch, a squadre, Re della Collina, cattura la bandiera e via discorrendo. Naughty Dog sforna un terzo capitolo che approssimato per difetto rasenta l'eccellenza. Come il predecessore, più del predecessore, l'Inganno di Drake è un momento immancabile per ogni videogiocatore che si rispetti.

LITTLEBIGPLANET KARTING

Sackboy ha vanificato i piani di conquista dell'Architetto e sconfitto la minaccia del Negativitron, ma adesso avrà nuovamente il suo bel daffare: condensati dai pensieri (non sempre allegri) di chi passa lunghi tempi in automobile, sull'Immagisfera sono comparsi un gruppo di personaggi denominati Arraffatori, i quali sfrecciano ovunque sui loro veicoli rubando le sfere-premio e danneggiando tutto. Solo Sackboy, saltando su un kart ad essi sottratto, potrà sbaragliarli su loro stesso terreno! Per quanto fosse già nota la possibilità di realizzare gare di vario genere col potente editor di LBP2, Sony ha deciso di dare a Sackboy e al suo mondo un vero e proprio gioco di kart, ovviamente “inzuppandolo” dello spirito allegro, spensierato, vario e flessibili del brand.

Il gioco presenta una Storia che si snoda attraverso un certo numero di “pianeti” in cui troveranno posto le varie prove: per superare un livello e accedere al successivo, normalmente, sarà sufficiente piazzarsi sul podio, ma naturalmente per ottenere tutti i premi previsti dalla gara dovrete raggiungerne la vetta. La modalità Storia è giocabile in cooperativa con altri giocatori - fino a 4, in locale o in rete. Non tutte le prove saranno gare tradizionali: nel gioco trovano infatti posto anche modalità alternative di cui la più presente è certamente l'Arena, la quale consiste nel porre gli antagonisti in un ambiente circoscritto e invitarli a tempestarsi di missili, mine e quant'altro, segnando il punteggio ogni volta che un attacco va a segno.

Ma non finisce qui: il gioco propone numerose altre modalità e mini-giochi, come duelli alla guida di carri-armati, slalom nel traffico cittadino, prove di resistenza sul tapis-roulant, missioni di trasporto uova di drago o stelle marine, fino a veri e propri scenari “boss”, da giocarsi sempre e comunque in sella a un qualche mezzo. Durante la gara potrete raccogliere vari item e power-up semplicemente acchiappando al passaggio i cosiddetti “armizzatori”. Un elemento importante del gioco è il fatto che qualsiasi attacco possa essere nullificato con un'altra arma: una mina può essere distrutta da un missile e viceversa. L'intera Storia si snoda attraverso un totale di circa 30 livelli tra gare, arene e prove speciali, fermo restando che al completamento di ciascuno di questi verrà sbloccata la versione Versus.

Il gioco offre inoltre il potentissimo editor, il quale ha a disposizione parecchio spazio e anche in termini di “risorse” c'è di che sbizzarrirsi. La varietà è garantita dalle geniali idee e dalle molteplici possibilità del concept: non parliamo solo dei classici salti, bivi, strade segrete ed eventuali trappole che potremo incontrare lungo il tracciato, ma anche dell'implementazione del rampino, delle numerose prove collaterali, fino a piccole perle come tracciati che si modificano nel corso della gara - il tutto ottenuto con bivi, portoni e contagiri.

XCOM: ENEMY UNKNOW

Se si prova a ricordare/recuperare quel X-COM: UFO Defense, di cui XCOM: Enemy Unknown ne è remake, ci si rende conto, tra le altre, di una cosa in particolare: il titolo di MicroProse era un muro. Un nemico sconosciuto da studiare sul campo, giocando (provandoci) e andando a sbattere. Ecco che il confronto tra XCOM: Enemy Unknown e la fonte originale ci dice innanzitutto dell'evoluzione dei tutorial nei videogiochi. In XCOM: Enemy Unknown il giocatore è il comandante. Tutte le decisioni - strategiche e operative - sono sua emanazione: laddove c'è interazione per il giocatore, c'è produzione di una scelta per il comandante.

La macro-struttura di XCOM: Enemy Unknown prevede infatti fasi puramente strategiche alternate a combattimenti tattici a turni. Se le prime rimandano più direttamente alla tradizione del videogioco da computer, i secondi risultano forse più familiari all'universo console, in cui il gioco di ruolo con campo di battaglia a scacchiera vanta una notevole tradizione. Ricerca scientifica, costruzione di nuove strutture, armi, oggetti, addestramento ed equipaggiamento di nuovi soldati: queste alcune delle responsabilità del giocatore. Nuovi manufatti (recuperati in battaglia) sbloccano nuove ricerche scientifiche, nuove ricerche sbloccano nuove armi o costruzioni. Nuove armi permettono di raggiungere, tornati sul campo di battaglia, nuovi obiettivi. Il completamento di ogni progetto richiede infatti un certa quantità di denaro e un certo numero di giorni. Ma gli alieni non aspettano.

Il gioco trasmette la sensazione dell'inferiorità dell'uomo nei confronti della minaccia aliena, un'idea narrativa traslata con efficacia sul piano ludico. La maggior parte delle missioni, soprattutto nella fase iniziale del gioco, sono richieste di aiuto, emergenze, contingenze. Per quanto le fasi di gestione della base godano di un rapporto di interdipendenza rispetto alle fasi di battaglia, queste ultime rappresentano innegabilmente il cuore ludico del gioco. Come già detto, si tratta di battaglie sul modello del tattico a turni. Dunque una manciata di soldati da muovere singolarmente sulla mappa di gioco con l'obiettivo di eliminare tutte le unità avversarie, nel nostro caso orripilanti alieni. XCOM: Enemy Unknown è un'opera di interesse per almeno tre motivi: aggiorna con successo un classico del passato, ripropone un genere vagamente in declino, si dimostra una pratica introduzione all'ufologia.

Titoli PS VITA

  • Uncharted Golden Abyss
  • Gravity Rush
  • Urban Trial Freestyle
  • New Little King's Story

Titoli in scadenza il 28 Agosto 2013

  • Need for Speed Most Wanted
  • ICO and Shadow of the Colossus HD Collection
  • Demon's Souls
  • LEGO Il Signore Degli Anelli (PS Vita)
  • When Vikings Attack! (PS Vita)

Dopo gli annunci di Colonia, l'arrivo di Assassin's Creed III non desta stupore, ma questo non nasconde il fatto che siamo comunque al cospetto di un titolo AAA con meno di un anno di vita. Ottimo anche lo spazio al Retrò ed all'Indie con offerte sempre interessanti.