Speciale Offerte PlayStation Plus di Luglio 2013

Chi vuole giocare a Battlefield 3?

di Tommaso Alisonno
I titoli dell'aggiornamento di Giugno, come certo ricorderete, sono arrivati a fine Maggio, ma questo sorta di anticipazione è giunta a proposito per permettere a Sony di modificare l'offerta Instant Game Collection anche durante il periodo dell'E3. Salutiamo pertanto LittleBigPlanet 2, Uncharted 2 e Motorstorm Apocalypse e diamo il benvenuto a Uncharted 3: l'Inganno di Drake, LittleBigPlanet Karting e X-COM: Enemy Unknow.

Il 3 Luglio arriveranno i consueti aggiornamenti, i quali propongono come “gioco del mese” uno degli FPS maggiormente amati dal pubblico e osannati dalla critica, più altri due titoli di tutto rispetto che si soffermeranno, come sempre, per qualche mese in più. Gettate l'occhio anche alla fine dell'articolo per le novità su PS Vita e per i titoli in scadenza.

Gioco del mese di Giugno 2013: BATTLEFIELD 3

La nomea di “Call of duty killer” ha gravato sin dall'inizio sulle spalle degli sviluppatori di Battlefield 3 e il consenso da parte della critica non ha fatto altro che aumentare l'interesse del consumatore elettronico in quello che è a tutti gli effetti un vero e proprio fenomeno. La storia Singleplayer, una novità per il brand (se si fa eccezione per la costola Bad Company), ci metterà nei panni di un marines, il Sergente Henry Blackburn, nella scomoda posizione di essere stato accusato dalla CIA di aver collaborato alla disposizione di un bomba nucleare sul territorio americano (più precisamente a New York). Le 12 missioni che andremo a giocare ci porteranno ad impersonare anche altri personaggi all'interno della storia come Colby Hawkins, un pilota di F18, il caporale Collins addetto ai carri e persino Dimitri Mayakovsky, un agente speciale russo.

Se il single player è però affetto da alcune leggerezze in termini di buchi narrativi, assolutamente soddisfacente è il co-op in due giocatori. Le missioni si sono rivelate assolutamente varie e coinvolgenti e i talenti di DICE sono riusciti ad esprimersi al meglio con un level design pressoché perfetto che enfatizza all'ennesima potenza la cooperazione tra i giocatori. Anche se il numero totale delle missioni è abbastanza basso, solo sette, queste sono estremamente caratterizzate e ben diversificate tra loro. Non mancheranno nemmeno delle missioni di Search and Destroy di materiale altamente importante e quelle più “caciarone” in cui insieme al nostro compagno d'armi dovremo distruggere tutto quello che si muove.

Possiamo tranquillamente affermare che graficamente il titolo è veramente d'impatto anche su console. Certo, non è la versione PC che fa gridare a miracolo nella sua configurazione Ultra, ma con le debite proporzioni, e coscienti degli ovvi compromessi fatti dai ragazzi di DICE, possiamo tranquillamente affermare come il tutto funzioni e funzioni bene. Certo se vogliamo essere pignoli potremmo sottolineare delle saltuarie compenetrazioni tra poligoni, del tearing e del bad clipping, ma sono problemi davvero marginali di fronte ad un impianto visivo che regala nel complesso emozioni in percentuale per più della metà dell'esperienza. Senza scordarci che il tutto è accompagnato da un comparto audio sia a livello di campionatura delle armi che dei rumori della guerriglia che settano dei nuovi e altissimi standard qualitativi.

DICE ha reso, come ovvio, la componente Multiplayer centrale nell'offerta del titolo: in questo senso il titolo offre una varietà e una minuziosità di gioco assolutamente ineccepibile. Innanzi tutto la prima novità che vi sicuramente balzerà all'occhio è il cambiamento apporto a diverse classi che sono selezionabili dal giocatore, votato alla ricerca del bilanciamento perfetto. La modalità assaltatore ad esempio ingloba quella medico, lo stesso cecchino si è rivelato molto utile, soprattutto per i nuovi gadget di cui è dotato e il mitragliere potrà contare su un nuovo treppiede. Indipendentemente dalla scelta che decideremo di intraprendere ci troviamo di fronte ad un titolo che ha cercato, riuscendoci, di bilanciare il più possibile le classi per offrire degli scontri quanto più realistici e sopratutto votati alla collaborazione e al supporto reciproco.

Altre Novità di Luglio 2013

PAYDAY: THE HEIST

Questo sparatutto ricco d'azione vi catapulterà nel mondo del crimine. Sarte chiamati ad affrontare una rapina nel caveau di una banca, gestire gli ostaggi durante l'assalto a un furgone portavalori e persino prendere parte a un'infiltrazione notturna in una struttura segreta di massima sicurezza. Payday: The Heist vi invita a confrontarvi con ambienti dinamici e strategie nemiche pensate per ogni situazione, facendo sì che ogni scena sia sempre unica.

SAINTS ROW THE THIRD

E' passato del tempo da quando i Saints hanno completato la conquista di Siltwater, ma da allora probabilmente hanno preso un po' troppo sottogamba la gestione del territorio. Per cercare di recuperare la stima perduta, Gat e soci decidono di rinverdire i vecchi tempi e svaligiare una banca, ma il successivo intervento dei Syndicate, che gestiscono le altre bande in città, apre loro gli occhi: Siltwater non appartiene più ai Saints, ma questo non significa che i Saints siano d'accordo. Saints Row the Third, terzo capitolo della saga, ricalca essenzialmente le orme dei predecessori, soprattutto quelle del secondo capitolo: siamo ancora una volta al cospetto di un free-roaming cittadino in cui impersonerete il capobanda intento a riassumere volta per volta il controllo di Siltwater.

Il tutto si muove in una ambientazione semi-grottesca in cui la gente può girare semi-nuda per strada e fare una passeggiata con un carro armato. Dopo i primi capitoli introduttivi ci troveremo finalmente con Siltwater a nostra disposizione: tramite il nostro smartphone avremo accesso alla mappa cittadina e alle missioni attivabili, compresa quelle necessarie per proseguire nella trama. A meno di non accettare una missione e recarvi pertanto nel luogo in cui essa si svolge, potrete comunque bighellonare liberamente per le strade di Siltwater, rubando automobili, visitando e svaligiando i negozi, ingaggiando scontri a fuoco con gli sbirri o i membri delle altre gang, e così via.

Attenti, però, a non esagerare: due indicatori, situati intorno alla minimappa, segnaleranno infatti il grado di “allerta” delle bande e della polizia. Man mano che si guadagna “rispetto” (ma potete anche chiamarlo “esperienza”) avrete accesso a numerosi power-up, i quali però andranno acquistati dietro il pagamento di dollari sonanti. Considerando che la vil pecunia è necessaria anche per acquistare armi e munizioni, oltre che per modificare le vetture trafugate in modo da renderle più prestanti e robuste, va da sé che disporre di fondi ed introiti cospicui è innegabilmente buona politica.

Insomma: i fan della saga non potranno che essere più che lieti per il ritorno dei Saints ancora una volta alla conquista di Siltwater, ed anche i neofiti, pur magari dovendo faticare un pochino di più per familiarizzare coi personaggi, potranno godere facilmente e lungamente del grottesco umorismo del titolo Volition. L'importante è saper apprezzare il lavoro stilistico svolto e saper passare sopra a qualche magagna...

Titoli introdotti il 12 Giugno 2013

UNCHARTED 3: L'INGANNO DI DRAKE

Veniamo subito al dunque: Uncharted 3 è un capolavoro. Lo è alla luce del lavoro di perfezionamento svolto rispetto al secondo episodio e lo è partendo dal semplice ragionamento logico che conduce al seguente assioma: perfezionando un capolavoro difficilmente si otterrà un risultato minore. Senza sacrificare la componente ludica, Naughty Dog ha concentrato gli sforzi sugli aspetti più cinematografici della produzione, con intrecci narrativi appassionanti coadiuvati da uno dei comparti grafici più spettacolari di questa generazione. Uncharted 3 va sicuramente ascritto alla categoria action-adventure, ma ancora una volta il team di sviluppo riunisce diversi generi ludici, riproponendo la ciclica alternanza tra sparatorie, sezioni platform e puzzle solving senza dimenticare di donare a ognuna di queste componenti la dignità che merita.

Le sparatorie, che ora vantano alcune sequenze mozzafiato specie quando si sviluppano in verticale, si arricchiscono di un rilancio dinamico delle granate al mittente, della possibilità di portare gli scudi antisommossa in spalla e di cattivi, finalmente, davvero cattivi. Ci si affida ancora al valido sistema di coperture e il level design, sempre ispiratissimo, lascia qualche concessione all'atteggiamento stealth. Anche dal punto di vista dei puzzle ambientali questo terzo capitolo appare più riuscito, con rompicapo contestuali e moderatamente ispirati. Drake stavolta andrà alla ricerca di Ubar, leggendaria città citata nel Corano col nome di Iram, luogo di incredibili ricchezze e prosperità. Secondo la leggenda, a causa della superbia e dell'immoralità che vi albergavano fu punita dall'ira di Dio alla stregua di Sodoma e Gomorra, e sepolta sotto le sabbie, quindi ricordata col nome di Atlantide del Deserto.

Tecnicamente Uncharted 3 è un'esperienza visiva difficile da dimenticare: la PlayStation 3 “canta”, accompagnata dall'orchestra al completo e dagli applausi e le urla di gioia del pubblico in visibilio. Roba da strapparsi i capelli. Il tutto accompagnato dalla celebre colonna sonora a dir poco sontuosa e un validissimo doppiaggio in lingua nostrana che si affianca senza sfigurare troppo rispetto a quello originale. L'avventura in singolo risulta leggermente più breve rispetto al secondo capitolo, ma arriva in soccorso una modalità multiplayer ancor più corposa che in passato che offre un totale di undici mappe altamente ispirate e modalità come deathmatch, a squadre, Re della Collina, cattura la bandiera e via discorrendo. Naughty Dog sforna un terzo capitolo che approssimato per difetto rasenta l'eccellenza. Come il predecessore, più del predecessore, l'Inganno di Drake è un momento immancabile per ogni videogiocatore che si rispetti.

LITTLEBIGPLANET KARTING

Sackboy ha vanificato i piani di conquista dell'Architetto e sconfitto la minaccia del Negativitron, ma adesso avrà nuovamente il suo bel daffare: condensati dai pensieri (non sempre allegri) di chi passa lunghi tempi in automobile, sull'Immagisfera sono comparsi un gruppo di personaggi denominati Arraffatori, i quali sfrecciano ovunque sui loro veicoli rubando le sfere-premio e danneggiando tutto. Solo Sackboy, saltando su un kart ad essi sottratto, potrà sbaragliarli su loro stesso terreno! Per quanto fosse già nota la possibilità di realizzare gare di vario genere col potente editor di LBP2, Sony ha deciso di dare a Sackboy e al suo mondo un vero e proprio gioco di kart, ovviamente “inzuppandolo” dello spirito allegro, spensierato, vario e flessibili del brand.

Il gioco presenta una Storia che si snoda attraverso un certo numero di “pianeti” in cui troveranno posto le varie prove: per superare un livello e accedere al successivo, normalmente, sarà sufficiente piazzarsi sul podio, ma naturalmente per ottenere tutti i premi previsti dalla gara dovrete raggiungerne la vetta. La modalità Storia è giocabile in cooperativa con altri giocatori - fino a 4, in locale o in rete. Non tutte le prove saranno gare tradizionali: nel gioco trovano infatti posto anche modalità alternative di cui la più presente è certamente l'Arena, la quale consiste nel porre gli antagonisti in un ambiente circoscritto e invitarli a tempestarsi di missili, mine e quant'altro, segnando il punteggio ogni volta che un attacco va a segno.

Ma non finisce qui: il gioco propone numerose altre modalità e mini-giochi, come duelli alla guida di carri-armati, slalom nel traffico cittadino, prove di resistenza sul tapis-roulant, missioni di trasporto uova di drago o stelle marine, fino a veri e propri scenari “boss”, da giocarsi sempre e comunque in sella a un qualche mezzo. Durante la gara potrete raccogliere vari item e power-up semplicemente acchiappando al passaggio i cosiddetti “armizzatori”. Un elemento importante del gioco è il fatto che qualsiasi attacco possa essere nullificato con un'altra arma: una mina può essere distrutta da un missile e viceversa. L'intera Storia si snoda attraverso un totale di circa 30 livelli tra gare, arene e prove speciali, fermo restando che al completamento di ciascuno di questi verrà sbloccata la versione Versus.

Il gioco offre inoltre il potentissimo editor, il quale ha a disposizione parecchio spazio e anche in termini di “risorse” c'è di che sbizzarrirsi. La varietà è garantita dalle geniali idee e dalle molteplici possibilità del concept: non parliamo solo dei classici salti, bivi, strade segrete ed eventuali trappole che potremo incontrare lungo il tracciato, ma anche dell'implementazione del rampino, delle numerose prove collaterali, fino a piccole perle come tracciati che si modificano nel corso della gara - il tutto ottenuto con bivi, portoni e contagiri.

XCOM: ENEMY UNKNOW

Se si prova a ricordare/recuperare quel X-COM: UFO Defense, di cui XCOM: Enemy Unknown ne è remake, ci si rende conto, tra le altre, di una cosa in particolare: il titolo di MicroProse era un muro. Un nemico sconosciuto da studiare sul campo, giocando (provandoci) e andando a sbattere. Ecco che il confronto tra XCOM: Enemy Unknown e la fonte originale ci dice innanzitutto dell'evoluzione dei tutorial nei videogiochi. In XCOM: Enemy Unknown il giocatore è il comandante. Tutte le decisioni - strategiche e operative - sono sua emanazione: laddove c'è interazione per il giocatore, c'è produzione di una scelta per il comandante.

La macro-struttura di XCOM: Enemy Unknown prevede infatti fasi puramente strategiche alternate a combattimenti tattici a turni. Se le prime rimandano più direttamente alla tradizione del videogioco da computer, i secondi risultano forse più familiari all'universo console, in cui il gioco di ruolo con campo di battaglia a scacchiera vanta una notevole tradizione. Ricerca scientifica, costruzione di nuove strutture, armi, oggetti, addestramento ed equipaggiamento di nuovi soldati: queste alcune delle responsabilità del giocatore. Nuovi manufatti (recuperati in battaglia) sbloccano nuove ricerche scientifiche, nuove ricerche sbloccano nuove armi o costruzioni. Nuove armi permettono di raggiungere, tornati sul campo di battaglia, nuovi obiettivi. Il completamento di ogni progetto richiede infatti un certa quantità di denaro e un certo numero di giorni. Ma gli alieni non aspettano.

Il gioco trasmette la sensazione dell'inferiorità dell'uomo nei confronti della minaccia aliena, un'idea narrativa traslata con efficacia sul piano ludico. La maggior parte delle missioni, soprattutto nella fase iniziale del gioco, sono richieste di aiuto, emergenze, contingenze. Per quanto le fasi di gestione della base godano di un rapporto di interdipendenza rispetto alle fasi di battaglia, queste ultime rappresentano innegabilmente il cuore ludico del gioco. Come già detto, si tratta di battaglie sul modello del tattico a turni. Dunque una manciata di soldati da muovere singolarmente sulla mappa di gioco con l'obiettivo di eliminare tutte le unità avversarie, nel nostro caso orripilanti alieni. XCOM: Enemy Unknown è un'opera di interesse per almeno tre motivi: aggiorna con successo un classico del passato, ripropone un genere vagamente in declino, si dimostra una pratica introduzione all'ufologi.

Titoli già presenti in offerta:

ICO AND SHADOW OF THE COLOSSUS HD COLLECTION

Può un gioco che ha oltre dieci anni sul groppone continuare a trasmettere emozioni e sentimenti semplicemente attraversando le sue ambientazioni ripulite e restaurate? E può un altro gioco, costruito in parte su enormi boss da sconfiggere in altra parte da un vasto mondo in cui perdersi, costituire ancora una sfida interessante per un mondo in cui i concetti del gaming si sono evoluti? La risposta, secondo noi, è certamente “Si”, a entrambe le domande. Ico e SotC: due titoli che hanno in comune la creatività di Fumito Ueda, da esso dichiaratamente “riuniti” in un'unica ambientazione di cui è destinato a far parte anche The Last Guardian. Il primo, la tenera storia del bambino cornuto che deve fuggire da un castello insieme alla diafana principessa Yorda, fece la sua comparsa nel 2002; Il secondo, l'audace impresa di Wander per riportare in vita la donna amata, giunse sugli schermi nel 2005.

Ico fu all'epoca uno sfoggio di potenza grafica grazie alle sue immense ambientazioni e alle sue tinte che andavano dalle lucentezze delle mura del castello alle cupe oscurità delle grotte sottostanti, passando per le ombreggiate sale interne. Dal punto di vista del gameplay, il fatto di gestire un protagonista semi-immortale in un contesto di puzzle-platform in cui bisogna difendere fino alla fine una comprimaria indifesa non era esattamente una novità; l'atmosfera fiabesca fa però sì che i giocatori vadano oltre la “bellissima patina” esteriore e assorbano in toto le emozioni offerte dal contesto. Decisamente differente SotC: un gioco costruito intorno allo scontro con 16 giganteschi Boss da affrontare principalmente con l'intuito e l'ingegno, dato che i percorsi per arrampicarsi sui loro corpi titanici e raggiungere i punti deboli sono spesso astrusi. Ma SotC è anche un gioco di esplorazione e di viaggio, mettendo a disposizione del giocatore un fedele destriero per esplorarle in lungo e in largo il suo mondo fiabesco.

Per quanto riguarda il gameplay è necessario immergersi nella filosofia dell'epoca: in Ico, per esempio, capita sovente che la gestione delle telecamere non metta il personaggio in posizione ottimale per compiere i salti. Certo è snervante quando il ragazzo precipita da una torre perché non è andato “dove avremmo voluto”, ma cosa è meglio quando l'alternativa sono i moderni salti pre-calcolati? Per non parlare degli scontri Boss di SotC, praticamente il fulcro dell'esperienza di gioco: al giorno d'oggi sarebbero certamente meno estenuanti ma probabilmente sarebbero per buona parte sostituiti da QTE. In conclusione, questa riedizione dei due capolavori PS2 di Fumito Ueda riesce a riportare sui moderni schermi in HD e in 3D il fascino artistico dei lavori originali, offrendo una sfida alternativa al panorama moderno e regalando un buon numero di ore di fiaba e di sogno, prima ancora che di divertimento, ai giocatori di ieri, di oggi e probabilmente di domani.

DEMON'S SOULS

stato uno dei titoli più attesi e contemporaneamente uno dei più discussi: gioco per veri giocatori e pietra miliare dei GDR, o ammasso di scelte di gameplaying opinabili? Il gioco sembrava destinato a non arrivare neppure in Europa, poi c'è stato il boom delle vendite, compreso l'e-shipping intercontinentale, a dimostrazione che esistono, e sono parecchi, giocatori più coraggiosi (o tracotanti) di quanto non si pensasse - ma andiamo con ordine. Siamo al cospetto di un Action-RPG dalla visuale in terza persona di ambientazione prettamente fantasy, infarcita di evidenti influenze gotiche. La vicenda si svolge nel regno di Boletaria, circondato da una coltre di nubi oscure generate da un'entità parte divina e parte demoniaca nota come “l'Antico”.

La morte è una presenza oppressiva in Demon's Souls, e se ne fa la spiacevole scoperta proprio alla fine del Tutorial: il gioco ha infatti una duplice natura in cui un giocatore in gamba riuscirà a recuperare un corpo fisico (il ché non succederà prima di aver avuto ragione del primo boss, ma in seguito si sbloccheranno altri sistemi), ma ogni volta che sarà sconfitto - e non saranno poche - si troverà a continuare a giocare in forma di spirito e con la barra della vita dimezzata. Soprattutto, scordatevi di poter “ricaricare la partita”: come in un MMORPG, Demon's Souls non permette dietrofront, l'unico salvataggio possibile è quello automatico, e ogni volta che si entra in un livello, anche dopo una resurrezione, i mostri saranno tornati al loro posto per tartassarvi.

Il concept è che “chi muore paga”, ed in un gioco che non perdona nulla, può essere molto pesante: il vedere sfumare ore di gioco solamente perché non ci è entrata una parata o perché un mostro assurdo è sbucato dal nulla è semplicemente castrante, e si traduce nell'obbligo di rinunciare ai premi faticosamente accumulati o dover rischiare nuovamente la vita per recuperarli. Bisogna re-imparare a impostare una strategia, bisogna ricordarsi dell'atavico istinto alla prudenza e dimenticarsi le corse a testa bassa in mezzo ai gruppi di nemici o l'ossessivo button-smashing. Quando smetterete di incavolarvi per ogni morte e prenderete questi episodi come una lezione per migliorarvi, allora e solo allora entrerete nella vera ottica di Demon's Souls: forse non tecnicamente splendido, certamente fin troppo severo, ma bello, molto bello.

CATHERINE

Vincent Brooks, 32 anni, fidanzato da cinque anni con Katherine McBride, si limita a vivere alla giornata e passare le serate al bar con gli amici di sempre. La sua vita verrà però stravolta con la conoscenza di una ragazza giovane e sensuale di nome Catherine: notte dopo notte Vincent comincia a sognare di dover scalare una muraglia interminabile composta da blocchi mobili, e chi cade nel sogno, muore anche nella vita reale. Catherine rientra nella categoria dei Puzzle-Game: il gioco consiste nel superare i livelli successivi del mondo dell'Incubo, cercando di raggiungere la vetta di una muraglia costruendo un percorso tramite gli appositi blocchi mobili.

La risoluzione del puzzle dei blocchi non costituirà l'unico ostacolo alla scalata di Vincent: il protagonista dovrà affrontare il fattore “tempo”, dato che man mano che questo scorre i piani più bassi della muraglia sprofonderanno nel nulla; in secondo luogo man mano che si prosegue nella vicenda si avrà a che fare con blocchi fragili, blocchi-trappola da cui fuoriescono lame, blocchi più pesanti da spostare, blocchi di ghiaccio su cui si scivola e altri ancora. Infine, il gioco ci metterà al cospetto di alcuni nemici, siano essi gli altri occupanti del mondo dei sogni - rappresentati sottoforma di montoni - o enormi demoni che incarnano le sue paure e le sue ansie.

Ma il gioco non si limita ai sogni di Vincent: una volta giunto all'agognato risveglio, il protagonista dovrà rapportarsi col resto del mondo, soprattutto con le due ragazze (Katherine e Catherine) e con gli amici del Bar. Il protagonista potrà parlare con gli altri avventori, e nei dialoghi emergeranno di tanto in tanto delle domande a cui dare risposte di carattere morale che influenzeranno alcuni elementi di gioco, tra cui il finale. Catherine è un gioco talmente atipico che per la sua originalità, per la genialità intrinseca del sistema e per la perfetta coesione tre Puzzle game e risvolti di trama emerge decisamente dalla massa dei titoli in commercio. Il fatto che poi tocchi tematiche “scottanti” come il sesso, la fedeltà, la paternità, fino alla vita e la morte, lo rende anche non privo di spessore - ma non aspettatevi un gioco erotico!

MALICIOUS

Un gruppo di Anziani druidi, consci del fatto che siamo degli umani davanti ad una console, ci dà il benvenuto dicendoci che dovremo liberarlo da un'entità maligna che minaccia tanto il loro mondo quanto il nostro: i Guardiani che proteggono questa dimensione si sono rivoltati contro i loro Anziani e dovremo sconfiggerli uno ad uno ed acquisire i loro poteri per poter poi affrontare la battaglia finale. Una volta scelto se impersonare un giovane guerriero dalle fattezze maschili o femminili, dovremo decidere da quale dei cinque livelli iniziare la nostra piccola avventura: ognuno di essi è a tutti gli effetti un'arena più o meno grande, che ospita un boss estremamente diverso dagli altri quattro per aspetto, dimensione, tipi di attacco e poteri che custodisce.

Le arene saranno riccamente popolate da eserciti e demonietti che tentano di farci la pelle, e che ci ostacoleranno di continuo durante la lotta contro il boss di turno: In sostanza, bisognerà equilibrare gli attacchi al boss con quelli alla folla, sia per non farsi sopraffare che per accumulare energia mistica; ma soprattutto dovremo adottare una strategia ragionata nello scegliere in quale ordine visitare le arene e quali poteri acquisire prima degli altri, tenendo anche conto del fatto che più andremo avanti nella partita e più la difficoltà aumenterà esponenzialmente.

Il gioco si presta quindi ad essere rigiocato più volte prima di essere padroneggiato e finito, proprio come i vecchi arcade da sala giochi: un titolo molto singolare per l'attuale panorama ludico, che sembra uscito dall'era dei coin-op. Potremo definirlo un incrocio tra Virtual On e Dinasty Warriors con un'estetica tipicamente JRPG, tra il fantasy ed il barocco.

Titoli PS VITA

  • Uncharted Golden Abyss
  • Gravity Rush
  • Ninja Gaiden Sigma Plus (3 Luglio)
  • Unit 13 (3 Luglio)

Titoli in scadenza il 3 Luglio 2013

  • Kingdoms of Amalur - Reckoning
  • Lord of the Rings War in the North
  • The Cave
  • Rayman Origins (PS Vita)
  • Coconut Dodge Revitalised (PS Vita)

Dopo l'aggiornamento straordinario effettuato nel corso dell'E3 2013, Sony torna ad aggiornare l'offerta <strong>Instant Game Collection</strong> introducendo tre titoli interessantissimi, dallo sparatutto “puro” all'open world più sfrenato. Interessanti anche le novità PS Vita per un inizio d'Estate veramente ricco.