Speciale Offerte PlayStation Plus di Febbraio 2014

Niente carbone, nella calza di Sony, solo roba di prima qualità.

di Davide Ottagono
"Il PlayStation Plus vien di notte, con le scarpe tutte rotte". Non siamo simpatici, lo sappiamo, ma ci sembrava doveroso salutare Gennaio e tutte le feste che che ci hanno abbandonato nel migliore dei modi, così da poterci rivolgere al futuro con rinnovata carica vitale. Febbraio è alle porte e, come ogni mese, il servizio di Sony promette di portare con sè numerose ed interessanti novità, molte delle quali gratuite. Nello speciale di oggi ci accingiamo a dare uno sguardo a tutto ciò che verrà e ai prodotti che potrete mettere in download dal 29 Gennaio sia su PS3 che su PSVita. L'aggiornamento di PS4, vi ricordiamo, è invece previsto per il 5 Febbraio.

OUTLAST (PS4)

Dove sono finiti i veri survival horror?! Ancora non si sa o, almeno, molte volte ci siamo trovati di fronte a veri e propri sacrifici videoludici, immolati in nome di un unico dio invocato nell'idioma moderno sotto il nome di Azione. Vedere a questo punto sul mercato offerte pronte a farci cambiare più di un paio di mutande risulta difficile, ma con Outlast abbiamo addirittura dovuto prendere un cambio extra per paura di avventurarci in casa nel buio. Il titolo radica le sue basi in un copione ben delineato, atto a mettere a proprio agio il videogiocatore, trasferendolo in una dimensione di auto-convincimento piuttosto ideale, così da seguire il protagonista (un tale di nome Miles Upshur) in un viaggio investigativo per svelare i segreti dietro all'oscuro manicomio di Mount Massive. Il sig. Upshur ci viene presentato dai ragazzi di Red Barrels come un normalissimo reporter, completamente incapace nelle arti del combattimento, che per sopravvivere dovrà appellarsi a tre dogmi fondamentali: correre, nascondersi .. o morire!

Non serve quindi alcun tutorial particolare per prendere familiarità con il gioco, data inoltre l'inesistente interfaccia che lascia spazio ad una completa immedesimazione del videogiocatore, che dovrà appellarsi solamente ad una videocamera per farsi strada nell'oscurità. Importante sapere che non avrete a disposizione una luce perpetua, ma anzi dovrete fare estrema attenzione a pesare le vostre gite da aspiranti reporter, dosando l'utilizzo della modalità notturna allo stretto indispensabile ed ammiccando lo sguardo attento verso tavoli, scaffali e cassetti per trovare batterie, vitali per non restare nel buio insieme a qualche sconsiderevole nuovo amico.In questo modo il gameplay rievoca piacevolmente le tematiche fondamentali dei survival horror, mettendo nelle mani del giocatore un alter ego “realistico”, incapace di affrontare un nemico forse più forte di lui (o semplicemente più imprevedibile) facendo ricorso al mero istinto di sopravvivenza della preda nei confronti del predatore.

Outlast è un titolo capace di trasportare il giocatore in un piacevole gioco per la vita, ma allo stesso tempo riporta una IA forse troppo macchinosa, con percorsi impostati e facilmente prevedibili, che dopo un po' di abitudine tende ad annoiare. Il consiglio, se ci è permesso, è di giocare il titolo in un'unica trance, così da mantenere vivo lo stato emozionale iniziale, dato che comunque il titolo può essere tranquillamente finito in poco più di sei ore.

Oulast è un titolo piacevole da giocare, forse un pochettino breve e con un'eccessiva presenza di obiettivi tendenti alla ripetitività. Il team canadese è comunque riuscito a creare un buon titolo, riportando in auge una componente survival forse troppo lasciata da parte negli ultimi tempi. Sicuramente un salto è vivamente consigliato! PS. Portatevi un paio di mutande extra...

METRO: LAST LIGHT (PS3)

Tra i tanti titoli che rischiavano di perdersi nei meandri del cimitero videoludico dopo la tragica “dipartita” di THQ, c'era anche Metro: Last Light. Il sequel diretto di Metro 2033, ancora una volta sviluppato da 4A Games, dopo qualche ritardo di troppo, è riuscito a vedere finalmente la luce, grazie anche a Koch Media che ne ha acquisito i diritti di distribuzione.

Ci troviamo in una Mosca post apocalittica devastata da una serie di esplosioni nucleari che oltre a radere al suolo la città, hanno contaminato in maniera irreversibile l'aria, costringendo i pochi superstiti a rifugiarsi nella ramificata metropolitana della capitale russa. Qui è nata una nuova società che, come abbiamo potuto già vedere in Metro 2033, oltre a dover fare quotidianamente i conti con mutanti di diversi tipi e dimensioni e una strana razza aliena battezzata Tetri, sembra non aver abbandonato ideologie politiche tanto estreme quanto folli, nonostante la tragicità della situazione.

A livello di gameplay il titolo si appoggia sulle solide basi del primo capitolo. Ci troveremo ancora una volta davanti ad una giocabilità che chiede al giocatore di focalizzarsi sull'approccio allo scontro, con dinamiche che variano in funzione del terreno di scontro (superficie oppure sottoterra). Nel mondo di Metro, la moneta corrente sono i proiettili, che troveremo sparsi per i cadaveri o nelle diverse casse, cassette o cassettine sparse qua e là nei livelli di gioco. Le munizioni classiche serviranno per ricaricare il nostro arsenale, mentre quelle militari - decisamente più rare - potranno essere usate per comprare munizioni, armi nuove o modifiche per le nostre bocche da fuoco dai mercanti che troveremo nelle stazioni a cui faremo visita.

Metro: Last Light è un titolo che nella sua linearità riesce a colpire grazie ad un comparto visivo di sicuro impatto e una storia appassionante e divertente. Se siete fan della serie, o avete avuto modo di leggere i libri, vi consigliamo di giocarlo, così come lo consigliamo a tutti gli amanti della fantascienza o degli FPS.

BIOSHOCK INFINITE (PS3)

Quando nel non troppo lontano 2007 Irrational Games e 2K lanciarono sul mercato il primo Bioshock, assistemmo ad una vera e propria esaltazione di un prodotto che mossosi in discreta sordina nei mesi precedenti il lancio, era riuscito a stupire critica e pubblico per la sua qualità sia di gioco che artistica. Dopo alcuni anni ecco finalmente approdare alla fine di questa generazione il terzo capitolo della saga, con il nome di Bioshock: Infinite.

Costa del Maine, 1912. Un uomo, Booker DeWitt (ex agente della Pinkerton) deve saldare un debito che può valergli la vita. Un compito apparentemente banale: riportare a casa una ragazza di nome Elizabeth. Da questo punto di partenza molto semplice, si dirama una storia che come già ampiamente anticipato dai filmati nei mesi scorsi, ci porterà a visitare una città tra le nuvole di nome Columbia.Questa città che galleggia tra i cieli grazie a dei palloni aerostatici e leggi di fisica quantistica, oltre che simbolo (inizialmente) della grossa potenza emergente dello stato nord americano, si è rivelato un vero e proprio microcosmo di ideali estremi, poteri corrotti e disillusione dell'umanità.

Se sotto l'aspetto narrativo la verve di un tempo sembra scorrere nuovamente nelle vene degli sviluppatori, lo stesso non si può dire del sistema di gioco che a parte un paio di novità di cui vi parleremo a breve offre, un gameplay troppo simile a quello del primo episodio datato 2007. Trattandosi di un FPS atipico, avremo ancora una volta la possibilità di utilizzare delle armi da fuoco sulla mano destra e dei poteri particolari chiamati Vigor(molto simili sia per concetto che per utilità a plasmidi di Bioshock) su quella sinistra. Booker sarà in grado di alternare due armi da fuoco ad una serie di poteri speciali.

Bioshock: Infinite, nonostante le sue imperfezioni, offre sia un contesto narrativo che una qualità artistica e visiva di assoluto livello e spessore. Un titolo complesso ma allo stesso tempo completo e soddisfacente. Forse si poteva osare qualcosa di più, sopratutto nelle fasi di shooting, ma ciò che rimane di questa esperienza è una città che, proprio come fece Rapture diversi anni fa, vi sedurrà fino a farsi amare totalmente. Un'esperienza che nessun giocatore deve lasciarsi sfuggire. Riportate la ragazza e pagate il vostro debito, non ve ne pentirete.

DYNASTY WARRIOR NEXT (PSVITA)

Cavallo di battaglia di Tecmo Koei, anche Dynasty Warriors è presente sin dal lancio su PlayStation Vita, forte del recente successo ottenuto coi capitoli 7 e 7XL su console casalinga. Con una saga così prolifica, troppe volte accusata di ripetitività, il problema è sempre quello di cercare di introdurre qualcosa di nuovo, o comunque reinterpretare i lavori passati in modo da renderli in qualche modo ancora appetibili: in questo senso il team Omega Force ha deciso di ibridare il sistema di gioco prendendo elementi da vari capitoli, sia della serie numerata sia dagli spin-off, e integrando al tutto i comandi touch della nuova console.

Il sistema di gioco si basa essenzialmente sull'uso di un tasto per l'attacco veloce, uno per l'attacco potente, l'attacco Switch (una mossa “di collegamento” utile per concatenare le combo tra loro) il salto, la parata e il “Musou”, ossia la mossa speciale eseguibile dopo aver riempito un'apposita barra. Già nell'ambito Musou troviamo una novità: il giocatore può infatti decidere, anziché limitarsi a premere il tasto canonico, di toccare i lati del touchscreen ed entrare così in modalità “Speed Musou”: a quel punto sarà possibile ottenere effetti devastanti su una più vasta area o in modo prolungato agendo sui controllo di movimento e touch di PS Vita, a seconda del personaggio.

La mappa di gioco è organizzata secondo il concetto di “basi”, ciascuna delle quali difesa da un numero di soldati che si rigenera continuamente: per conquistare una base, e ottenerne quindi i relativi benefici, sarà necessario abbattere i soldati e gli ufficiali in modo da far calare fino a 0 l'indicatore di difesa, il quale però come s'è detto tende a risalire col tempo e ottiene dei picchi se generali o eroi intervengono in difesa. Cosa molto importante, è possibile conquistare una base (tranne l'accampamento centrale) con un singolo colpo tramite la tecnica Assalto; alcune sinergie tra le basi, inoltre, ne rendono l'impossibile la conquista se prima non si espugnano altre postazioni.

Dynasty Warriors Next ha due lacune: il Multiplayer Online e la traduzione capillare. Per il resto si comporta in maniera estremamente dignitosa nel panorama dei titoli Omega Force, offrendo un'esperienza di gioco al pari delle versioni casalinghe con in più la varietà offerta da un'ottima implementazione dei controlli touch e l'introduzione dei minigiochi. Un vero Must-have per gli amanti del genere e qualcosa da provare per i neofiti.

MODNATION RACER: ROAD TRIP (PSVITA)

Il brand Modnation Racers è nato per portare il concept di LittleBigPlanet in un contesto di corse di kart arcade: l'idea di “crea, condividi, gioca” propria del titolo MediaMolecule si sposava infatti in maniera eccellente con il genere, dando a tutti la possibilità di realizzare i propri circuiti su cui poi gareggiare con gli amici. Dopo un convincente capostipite su PS3 e un meno luccicante lavoro su PSP, Modnation Racers è presente al lancio su PS Vita.

Il gioco condivide in pieno il sistema visto nei precedenti capitoli, con anche qualche piccola miglioria. Il sistema di controllo prevede acceleratore e freno, il tasto per la “sgommata”, il turbo e lo scudo, questi ultimi due che consumano un indicatore da riempire compiendo evoluzioni, stando in scia agli avversari o, più comunemente, “sgommando” come poc'anzi menzionato. Lungo il tracciato saranno disseminati i vari item che potranno essere raccolti e utilizzati in gara - parliamo di armi da scaricare sui nemici, mine da posizionare dietro di noi, o di propulsori per ottenere vantaggi notevoli - o alla peggio tramutati ancora una volta in scorta per l'indicatore turbo.

Potrete personalizzare i vostri Mod (=personaggi) sfruttando una gran quantità di skin, di componenti per il viso, di capi d'abbigliamento e di sticker: il gioco si avvale in questa sede dei comandi Touch di PS Vita, la cui efficacia è garantita sia nel selezionare e trascinare le varie parti sul corpo, sia nel riposizionarle, ruotarle, ingrandirle e così via. Altrettanto flessibile l'editor dei veicoli, il quale esattamente come quello dei Mod è puramente estetico e vi consente di pilotare tanto un'automobile dall'aspetto classico, quanto una scatola di cartone, un aeroplano, un laboratorio chimico e chi più ne ha più ne metta.Ancora più interessante l'editor di circuiti, studiato per permettere a chiunque di realizzare in pochi tocchi una gara totalmente nuova.

Quello che seriamente manca in Road Trip è il Multiplayer Online: potrete affrontare un amico esclusivamente in connessione ad-hoc, mentre il supporto in rete sarà mirato esclusivamente alla condivisione delle creazioni. Palliativi: nient'altro che palliativi. La verità è che una volta terminata la campagna in singolo ed aver ottenuto tutti i contenuti, il gioco avrà ben poco da dire, e che dopo aver scaricato o realizzato una manciata di circuiti, è destinato all'oblio. Modnation Racers su Vita non è un gioco propriamente “brutto”, ma è innegabile che sia decisamente incompleto. La modalità carriera c'è tutta, con tutte le sfide secondarie capaci di divertire il giocatore singolo un congruo numero di ore, ma l'abolizione della “storiella” di contorno le toglie parecchia personalità. L'editor dei percorsi funziona egregiamente, così come il tool di condivisione, ma la mancanza del multiplayer online è decisamente limitante. Divertente, ma senza pretese.

Titoli già presenti nell'offerta:

GIANA SISTERS: TWISTED DREAMS (PS3)

Nel lontano 1987 usciva, seguendo la cresta dell'onda dei fratelli idraulici di Nintendo, The Great Giana Sisters, titolo platform sviluppato dalla Time Warp Productions che vedeva i due corrispettivi femminili dei più famosi e meglio conosciuti baffoni girare per un mondo bidimensionale evitando nemici e raccogliendo gemme al posto di soldoni d'oro. 25 anni dopo la Black Forest Games ripropone la storia delle famose sorelle, che ritornano nel mondo videoludico con un re-style grafico più accattivante e decisamente diverso da quello dei super fratelli, mantenendo comunque una trama degna dei titoli di questo genere.

Quest'avventura vede la nostra gemella rapita da un drago panzuto che, dopo averla ingerita per intero senza nemmeno masticarla, scappa via verso l'ignoto: è compito quindi di Giana tentare di riportarla indietro, attraversando un ricco bagaglio di mondi sino al raggiungimento del suo nobile scopo. In termini di giocabilità veniamo aiutati degnamente dalle impostazioni classiche dei titoli platform, decisamente semplici ed intuitivi, proprio come la regola vuole. Oltre al movimento, avremo tre tasti dedicati alle azioni principali della nostra nuova super-eroina, ovvero il Salto, un Volteggio stile Gigi la Trottola ed un Dash Infuocato (ovvero uno scatto) che ci permetterà di uccidere i nostri nemici oppure raggiungere posizioni più alte nella mappa che ci troveremo ad esplorare. La combinazione di queste abilità compone un insalata ricca di ingredienti e possibilità per la ricerca di bonus (nascosti e non) e di metodi per superare gli ostacoli.

Per salvare nostra sorella, dovremo raccogliere il maggior numero di gemme per sbloccare delle stelle con cui accedere ai livelli successivi, via via fino all'ultimo. Il gioco richiede molto ritmo e dimestichezza con le dinamiche proposte, quindi dovrete entrate nell'ottica che tutto si basa sulla dualità del nostro personaggio femminile, visto che il cambio di parrucca determinerà l'apertura di alcune porte, l'avanzamento di alcune piattaforme o ascensori e perfino la possibilità di raccogliere alcune gemme particolari, evidenziate dal colore dei nostri capelli. Giana Sister's: Twisted Dreams è un vero e proprio platform d'altri tempi e ne conserva la difficoltà! Sarà quindi vostro compito avere un pizzico di inventiva per superare alcuni punti chiave del livello, magari evitando anche l'ostacolo piuttosto che eliminarlo.

DRAGON'S DOGMA: DARK ARISEN (PS3)

Ci sono espansioni che rappresentano semplici aggiunte che non incidono minimamente con il valore del titolo originale a cui vengono affiancate, mentre altre sono un vero e proprio plusvalore capace di rendere migliore l'esperienza del videogame da cui derivano. Così, giusto per rimescolare un po' le carte, questa volta iniziamo con il giudizio finale sul prodotto in esame e vi diciamo sin da subito che Dark Arisen appartiene alla seconda categoria. L'originale Dragon's Dogma è un gioco nato con tanti lati positivi, nonostante diversi problemi gli abbiano impedito di innalzarsi oltre al grado di buon titolo. Dark Arisen non viene offerto come il classico DLC da comprare tramite store online e da “applicare” al proprio gioco, ma arriva unicamente in edizione completa: il discorso è decisamente interessante per coloro che ancora non hanno iniziato ad addentrarsi in questo mondo perché si porteranno a casa un prodotto più che completo e appetibile.

Ma cosa c'è di nuovo in questo Dark Arisen? Per prima cosa, i contenuti. In compagnia di Olra raggiungerete il Nerabisso, luogo dove si svolgerà una nuova avventura contornata da svariate quest e subquest, senza contare la quantità più che allettante di nuovi oggetti ed equipaggiamenti da aggiungere alla collezione del gioco base. In alcune situazioni siamo certi che sarete costretti a tentare di sconfiggere qualche grosso mostro più di una volta, perché la difficoltà si rivelerà più che notevole: gettarsi nel Nerabisso con un protagonista di livello inferiore al 60esimo non sarà una mossa saggia. Molti elementi legati al gameplay hanno ricevuto un nuovo bilanciamento e tutta la struttura del prodotto se ne bea rendendo Dark Arisen, di fatto, una evoluzione del gioco originale. Anche tecnicamente potrete notare interessanti novità, a partire dal pacchetto per installare le texture in alta definizione.

Sale il livello di sfida e solo i veri eroi potranno gettarsi in questa nuova avventura... Dragon's Dogma vi aveva incuriosito? Allora questa è decisamente l'occasione migliore per far vostro un titolo che riesce, sebbene con alcuni problemi, a trovare un punto d'incontro tra GDR occidentali e giapponesi.

STEALTH INC: A CLONE IN THE DARK (PS3 e PS Vita)

Stealth Bastard dei Curve Studios nasce come titolo freeware su Pc: il successo del gioco è stato tale che ne è dapprima uscita una versione ampliata a pagamento, denominata “Deluxe”, mentre ora assistiamo alla migrazione del bastardissimo omino su console. Una piccola introduzione ci mostra il protagonista venir letteralmente “fabbricato” insieme ad altre decine di suoi cyber-cloni: questo presumibilmente serve a giustificare le sue frequenti morti, dato che come da tradizione il protagonista esplode in un tripudio di sangue virtuale venendo di volta in volta schiacciato, laserato o fatto a pezzi.

Ma passiamo al gioco vero e proprio: saremo immersi in una serie di 80 livelli 2D (più altri 20 già disponibili sottoforma di DLC) sempre più complessi, dove lo scopo è generalmente quello di aprire la porta di uscita e raggiungerla evitando sentinelle robotiche, telecamere, pericoli e trabocchetti vari. In sostanza siamo davanti ad un puzzle-platform con elementi stealth, dove il punto di forza è proprio l'ottimo level design, intricato al punto giusto e artefice di meccaniche trial & error molto soddisfacenti. Il gioco è brutale ed impegnativo, ma anche molto divertente.

UNCHARTED 3: L'INGANNO DI DRAKE (PS3)

Veniamo subito al dunque: Uncharted 3 è un capolavoro. Lo è alla luce del lavoro di perfezionamento svolto rispetto al secondo episodio e lo è partendo dal semplice ragionamento logico che conduce al seguente assioma: perfezionando un capolavoro difficilmente si otterrà un risultato minore. Senza sacrificare la componente ludica, Naughty Dog ha concentrato gli sforzi sugli aspetti più cinematografici della produzione, con intrecci narrativi appassionanti coadiuvati da uno dei comparti grafici più spettacolari di questa generazione. Uncharted 3 va sicuramente ascritto alla categoria action-adventure, ma ancora una volta il team di sviluppo riunisce diversi generi ludici, riproponendo la ciclica alternanza tra sparatorie, sezioni platform e puzzle solving senza dimenticare di donare a ognuna di queste componenti la dignità che merita.

Le sparatorie, che ora vantano alcune sequenze mozzafiato specie quando si sviluppano in verticale, si arricchiscono di un rilancio dinamico delle granate al mittente, della possibilità di portare gli scudi antisommossa in spalla e di cattivi, finalmente, davvero cattivi. Ci si affida ancora al valido sistema di coperture e il level design, sempre ispiratissimo, lascia qualche concessione all'atteggiamento stealth. Anche dal punto di vista dei puzzle ambientali questo terzo capitolo appare più riuscito, con rompicapo contestuali e moderatamente ispirati. Drake stavolta andrà alla ricerca di Ubar, leggendaria città citata nel Corano col nome di Iram, luogo di incredibili ricchezze e prosperità. Secondo la leggenda, a causa della superbia e dell'immoralità che vi albergavano fu punita dall'ira di Dio alla stregua di Sodoma e Gomorra, e sepolta sotto le sabbie, quindi ricordata col nome di Atlantide del Deserto.

Tecnicamente Uncharted 3 è un'esperienza visiva difficile da dimenticare: la PlayStation 3 “canta”, accompagnata dall'orchestra al completo e dagli applausi e le urla di gioia del pubblico in visibilio. Roba da strapparsi i capelli. Il tutto accompagnato dalla celebre colonna sonora a dir poco sontuosa e un validissimo doppiaggio in lingua nostrana che si affianca senza sfigurare troppo rispetto a quello originale. L'avventura in singolo risulta leggermente più breve rispetto al secondo capitolo, ma arriva in soccorso una modalità multiplayer ancor più corposa che in passato che offre un totale di undici mappe altamente ispirate e modalità come deathmatch, a squadre, Re della Collina, cattura la bandiera e via discorrendo. Naughty Dog sforna un terzo capitolo che approssimato per difetto rasenta l'eccellenza. Come il predecessore, più del predecessore, l'Inganno di Drake è un momento immancabile per ogni videogiocatore che si rispetti.

LITTLEBIGPLANET KARTING (PS3)

Sackboy ha vanificato i piani di conquista dell'Architetto e sconfitto la minaccia del Negativitron, ma adesso avrà nuovamente il suo bel daffare: condensati dai pensieri (non sempre allegri) di chi passa lunghi tempi in automobile, sull'Immagisfera sono comparsi un gruppo di personaggi denominati Arraffatori, i quali sfrecciano ovunque sui loro veicoli rubando le sfere-premio e danneggiando tutto. Solo Sackboy, saltando su un kart ad essi sottratto, potrà sbaragliarli su loro stesso terreno! Per quanto fosse già nota la possibilità di realizzare gare di vario genere col potente editor di LBP2, Sony ha deciso di dare a Sackboy e al suo mondo un vero e proprio gioco di kart, ovviamente “inzuppandolo” dello spirito allegro, spensierato, vario e flessibili del brand.

Il gioco presenta una Storia che si snoda attraverso un certo numero di “pianeti” in cui troveranno posto le varie prove: per superare un livello e accedere al successivo, normalmente, sarà sufficiente piazzarsi sul podio, ma naturalmente per ottenere tutti i premi previsti dalla gara dovrete raggiungerne la vetta. La modalità Storia è giocabile in cooperativa con altri giocatori - fino a 4, in locale o in rete. Non tutte le prove saranno gare tradizionali: nel gioco trovano infatti posto anche modalità alternative di cui la più presente è certamente l'Arena, la quale consiste nel porre gli antagonisti in un ambiente circoscritto e invitarli a tempestarsi di missili, mine e quant'altro, segnando il punteggio ogni volta che un attacco va a segno.

XCOM: ENEMY UNKNOW (PS3)

Se si prova a ricordare/recuperare quel X-COM: UFO Defense, di cui XCOM: Enemy Unknown ne è remake, ci si rende conto, tra le altre, di una cosa in particolare: il titolo di MicroProse era un muro. Un nemico sconosciuto da studiare sul campo, giocando (provandoci) e andando a sbattere. Ecco che il confronto tra XCOM: Enemy Unknown e la fonte originale ci dice innanzitutto dell'evoluzione dei tutorial nei videogiochi. In XCOM: Enemy Unknown il giocatore è il comandante. Tutte le decisioni - strategiche e operative - sono sua emanazione: laddove c'è interazione per il giocatore, c'è produzione di una scelta per il comandante.

La macro-struttura di XCOM: Enemy Unknown prevede infatti fasi puramente strategiche alternate a combattimenti tattici a turni. Se le prime rimandano più direttamente alla tradizione del videogioco da computer, i secondi risultano forse più familiari all'universo console, in cui il gioco di ruolo con campo di battaglia a scacchiera vanta una notevole tradizione. Ricerca scientifica, costruzione di nuove strutture, armi, oggetti, addestramento ed equipaggiamento di nuovi soldati: queste alcune delle responsabilità del giocatore. Nuovi manufatti (recuperati in battaglia) sbloccano nuove ricerche scientifiche, nuove ricerche sbloccano nuove armi o costruzioni. Nuove armi permettono di raggiungere, tornati sul campo di battaglia, nuovi obiettivi. Il completamento di ogni progetto richiede infatti un certa quantità di denaro e un certo numero di giorni. Ma gli alieni non aspettano.

Il gioco trasmette la sensazione dell'inferiorità dell'uomo nei confronti della minaccia aliena, un'idea narrativa traslata con efficacia sul piano ludico. La maggior parte delle missioni, soprattutto nella fase iniziale del gioco, sono richieste di aiuto, emergenze, contingenze. Per quanto le fasi di gestione della base godano di un rapporto di interdipendenza rispetto alle fasi di battaglia, queste ultime rappresentano innegabilmente il cuore ludico del gioco. Come già detto, si tratta di battaglie sul modello del tattico a turni. Dunque una manciata di soldati da muovere singolarmente sulla mappa di gioco con l'obiettivo di eliminare tutte le unità avversarie, nel nostro caso orripilanti alieni. XCOM: Enemy Unknown è un'opera di interesse per almeno tre motivi: aggiorna con successo un classico del passato, ripropone un genere vagamente in declino, si dimostra una pratica introduzione all'ufologi.

CONTRAST (PS4)

In un mondo surrealista ispirato ai cabaret degli anni '20, zeppo di luci, ombre e musica Jazz, la piccola Didi ha un'amica immaginaria che tanto immaginaria non è: si chiama Dawn, ed è una ragazza capace di tramutarsi in ombra e in questo modo correre e saltare sulle altre ombre poriettate sulle pareti. Contrast è il titolo sviluppato da Compulsion Games in cui i giocatore è chiamato a guidare Dawn in una serie di livelli ibridi 2D/3D, sfruttando la capacità della ragazza di rendersi bidimensionale a piacimento.

Tra salti, corse e rompicapi da risolvere, Dawn dovrà aiutare Didi - che a sua volta dovrà spesso assistere l'amica, distorcendo o allungando le ombre - a fare luce sui misteri della sua famiglia, composta da un padre partito e una madre sempre assente. Contrast è dunque un platform/puzzle ibrido 2D/3D che, in un'ambientazione originale e accattivante, metterà a dura prova i riflessi e la materia grigia dei giocatori.

RACE DRIVER: GRID 2 (PS3)

Race Driver GRID è stato un titolo che ha segnato la storia della attuale generazione di console, quantomeno per quanto riguarda gli appassionati dei videogame di corsa: Race Driver GRID 2 è frutto del lavoro dei ragazzi di Codemasters e del loro voler dimostrare di avere ancora molto da dire nel campo dei racing game. La modalità principale del gioco, sebbene non manchino le classiche opzioni per creare le proprie gare personalizzate, è il cuore pulsante dell'esperienza, quantomeno per quanto riguarda il single player. Verremo catapultati in una sequenza di eventi estremamente vari dove dovremo dare il meglio di noi. Il sistema è abbastanza aperto e lascia al giocatore una certa possibilità di scelta: si viene messi davanti ad alcuni inviti a competizioni e, in base alla propria bravura, si apriranno le strade per nuove gare, sino ad arrivare alla creazione della WRS che, come funzionava il primo GRID, segue una evoluzione su base stagionale.

Per portare avanti la nostra scalata al successo non saremo costretti, però, a vincere ogni competizione, ma basterà conquistare un numero adeguato di fan per aprirci le porte dei vari circuiti, con uno stile molto “social”: Niente premi in denaro da guadagnare, ma solo una notorietà misurata in “follower”. Ogni qual volta ci servirà una nuova automobile ci verrà data la possibilità di sceglierne una da una ristretta rosa, mentre le restanti saranno conquistabili con appositi eventi in cui dovremo convincere l'azienda costruttrice di essere abbastanza bravi da meritarci in regalo un esemplare della loro creazione.

GUACAMELEE! (PS3 e PS Vita)

Guacamelee! è il platform/arcade che Drinkbox ha sviluppato simultaneamente su PS3 e PS Vita: si tratta di un gioco dalle meccaniche di base estremamente “vecchia scuola” e realizzato totalmente con grafica bidimensionale, ricco di humor, citazioni e, soprattutto, salti al limite del millimetro. Il giocatore impersona Juan, il placido coltivatore di agave che indosserà la maschera del Luchador per salvare la Figlie di El Presidente dalle grinfie di Carlos Calaca, il Signore dei Morti. I comandi di base sono molto semplici, dato che si limitano a un tasto di salto e uno per l'attacco semplice, più la schivata.

Un altro tasto frontale permette di effettuare la presa, mentre l'ultimo è dedicato alle mosse speciali, le quali andranno guadagnate col tempo infrangendo determinate statue sparse nel mondo. Queste mosse, il cui uso è limitato da un serbatoio che si ricarica col tempo, avranno un'utilità ben più vasta che non il semplice combattimento in quanto la loro dinamica le rende anche indispensabili per superare alcune sezioni di salto. Ad un certo punto, il protagonista padroneggerà il potere di passare dal mondo dei vivi al mondo dei morti: la meccanica non è certo nuova ma offre ancora una volte ottime circostanze di gameplay.

La realizzazione grafica, totalmente bidimensionale, prevede un mondo molto allegro e colorato, zeppo di dettagli e camei veramente divertenti: le citazioni sono all'ordine del giorno in Guacamelee!, tutte riviste in chiave messicana. Anche la colonna sonora è in pieno stile Messicano, con simpatici arrangiamenti di tromba e chitarra classica: non mancano riferimenti a brani celebri, tra cui ovviamente “la Cucaracha”. In ultima analisi, Guacamelee! è divertente: questo è fuor di dubbio. Anche evitando di soffermarsi sui segreti e sulle parti più astruse, anche ignorando o passando sopra alle innumerevoli citazioni, rimane un platform/picchiaduro coinvolgente e brioso, e poco importa se la trama è poco più di un pretesto per far correre Juan da una parte all'altra delle varie locazioni.

RIASSUMENDO:

Non più disponibili su PSPlus:

  • Dal 29 gennaio: DmC Devil May Cry
  • Dal 29 gennaio: Remember Me
  • Dal 29 gennaio: Soul Sacrifice
  • Dal 29 gennaio: Blazblue Continuum Shift Extend
  • Dal 29 gennaio: GTA Liberty City Stories PSP
  • Dal 5 febbraio: Don't Starve
  • Dal 5 febbraio: RESOGUN

Presto disponibili su PSPlus:

  • Dal 29 gennaio: Metro Last Light
  • Dal 29 gennaio: BioShock Infinite
  • Dal 29 gennaio: Dynasty Warriors Next
  • Dal 29 gennaio: ModNation Racers: Road Trip
  • Dal 5 febbraio: Outlast

Che altro aggiungere che non sia stato già detto? Ancora una volta, il PSPlus di Sony si conferma essere un servizio imprescindibile per il videogiocatore nudo e crudo. Si paga poco e si giocherà davvero tanto, questo Febbraio. Noi, al posto vostro, non sapremmo nemmeno da dove iniziare. Il nuovo anno inizia col botto, sulle tre piattaforme giapponesi, con una lista davvero eccezionale di piccoli e grandi capolavori, nessuno escluso.