Speciale Offerte PlayStation Plus di Agosto 2013

Gangster, Inseguimenti e Sparatorie

di Tommaso Alisonno
Il mese di Agosto si apre all'insegna di un trittico di novità nell'offerta Instant Game Collection di Sony che certamente contribuirà a renderlo ancora più “caldo” di quanto non sia già di suo. Tra inseguimenti automobilistici, gangster mafiosi e sparatorie, infatti, difficile immaginare un cocktail più esplosivo e letale.

In appendice, come sempre, trovate l'elenco dei titoli che abbandonano invece l'offerta, nonché le novità per PS Vita. L'aggiornamento è fissato per il 31 Luglio: mettete in carica i pad!

Gioco del mese di Agosto 2013: NEED FOR SPEED MOST WANTED

In puro stile Criterion, superata la splendida sequenza introduttiva accompagnata dalle note di Butterflies and Hurricanes dei Muse, Need for Speed: Most Wanted presenta una struttura semplice e funzionale, lasciando da parte le fantasiose digressioni da B movie tipiche della serie in favore di un sistema di gioco basato sul raggiungimento di un unico obbiettivo: diventare il migliore Most Wanted di Fairhaven. Come ogni Most Wanted che i rispetti, anche in questo caso il successo dovrà essere raggiunto sconfiggendo i migliori dieci piloti Most Wanted della città, dotati di abilità alla guida e mezzi decisamente fuori dal comune.

Rispetto al classico copione proposto dalla serie Most Wanted, sono fondamentalmente tre le novità più evidenti della versione targata Criterion. In primis non è più richiesto di accumulare e spendere crediti in nuove auto, visto che tutte le 31 vetture presenti saranno immediatamente disponibili a patto però di scovarne l'ubicazione durante le fasi di free roaming. Secondariamente non esisterà più un solo modo attraverso il quale raggiungere il livello necessario per attivare la relativa sfida Most Wanted: sebbene rappresenti ancora la migliore soluzione in termini di tempo, portare a compimento tutti gli eventi racing disponibili in Fairhaven non sarà, infatti, l'unica strada percorribile, ma sarà altresì possibile accumulare Speed Points girovagando semplicemente per la città compiendo acrobazie di vario genere.

Decisamente differente, infine, anche la struttura stessa delle competizioni, non più legate alla necessità di selezionare l'auto più appropriata per un certo tipo di competizione. Al contrario, sarà la CPU a mostrare gli eventi racing disponibili per la vettura utilizzata in quel preciso momento, eventi che oltre a differenziarsi per tipologia e livello di difficoltà, permetteranno anche di ottenere i potenziamenti necessari per migliorare la resa della stessa auto. Selezionare rapidamente l'auto, accedere all'interfaccia degli upgrade, verificare al presenza di eventi extra disponibili grazie al famigerato autolog, gestire la partecipazione agli eventi racing ed alle sfide Most Wanted, tutto potrà essere fatto velocemente senza la necessità di passare attraverso i classici menu di pausa spezza ritmo attraverso l'opzione Easy Drive, il nuovo sistema di menu contestuali in game.

Seguendo pedissequamente la formula “squadra che vince non si cambia”, anche in questa occasione Criterion Games ha deciso di affidarsi ad un modello di guida decisamente noto, basato come di consueto sull'estremizzazione del concetto Racing Arcade. Nessuna curva da pennellare o gestione certosina del mezzo meccanico da effettuare: in Need for Speed Most Wanted la parola d'ordine è “a tavoletta”. In puro stile Burnout, non mancheranno infine i tipici danneggiamenti senza troppe conseguenze (per la guida) targati Criterion (con tanto di Takedown celebrativo in caso di condotta di gara piuttosto aggressiva), frutto delle sportellate con le altre vetture o dello sventurato “incontro scontro” con le strutture facenti parte l'ambiente circostante.

In ultimo ci pareva doveroso aprire un capitolo a parte per quanto concerne il multiplayer, teorico valore aggiunto di Need for Speed Most Wanted e basato sul medesimo concetto di open World della modalità single player: vi troverete immersi in sessioni free roaming online completamente libere, all'interno della quale il sistema stesso provvederà a creare un mini blocco di cinque eventi che metteranno in diretta competizione i piloti presenti nella stessa area di gioco in quello preciso momento. Se vi è piaciuto Burnout Paradise, Need for Speed Most Wanted è senz'ombra di dubbio il gioco chef a per voi.

Altre Novità di Agosto 2013

MAFIA II

Mafia fu una delle più belle sorprese del 2002 videoludico, e questo ben oltre il gameplay squisito e la realizzazione tecnica ai tempi sbalorditiva: Mafia aveva un'anima. Mafia 2 vuole evitare fin da subito l'effetto "minestra riscaldata", ripartendo praticamente da zero rispetto al primo capitolo: cambia la location, che dalla soleggiata Lost Heaven trasloca verso la metropoli di Empire Bay; cambiano i tempi con un balzo in avanti che ci porta a cavallo tra la Seconda Guerra Mondiale e gli anni Cinquanta; non cambia invece la base su cui è sviluppata la trama, che segue il cammino del protagonista da outcast a rispettato e temuto gangster.

Le vicende narrate in Mafia 2 ruotano attorno a Vittorio Scaletta, per tutti Vito. Narrato in prima persona dal personaggio principale attraverso una serie di flashback, il plot di Mafia 2 si presenta articolato, pieno zeppo di colpi di scena e straordinariamente "vivo". Grandi ambizioni e "sogni americani" andati in frantumi, ascese e cadute, incoscienza e determinazione, senso del dovere e desiderio di affermazione personale, legami affettivi e spietata professionalità, etica e ingordigia. Il secondo capitolo di Mafia mantiene una identità di free-roaming atipico: per quanto l'open world creato dagli sviluppatori offra qua e là al giocatore distrazioni minori e un'area esplorabile piuttosto vasta, il gioco infatti fa tutto il possibile per non far perdere di vista nemmeno un attimo la storia principale.

Con una certa varietà di situazioni, ci troveremo spesso a guadagnarci la pagnotta tra sessioni di guida, sparatorie, scazzottate e infiltrazioni in punta di piedi. Ad andare per la maggiore sono proprio le sessioni TPS, che prevedono furiosi scontri a fuoco contro un gran numero di gangster rivali: le meccaniche sparatutto di Mafia 2 si basano sul massiccio utilizzo delle coperture, che ci costringerà a balzare in continuazione da un riparo all'altro. Mafia 2 è un gioco da avere: sia per i fan del primo episodio, che si ritroveranno un sequel capace di rendere piena giustizia al nome che porta, sia per tutti coloro che sono alla ricerca di un ottimo videogioco che sappia colpirli ed emozionarli con una trama grandiosa e un carisma che solo i capolavori veri sanno elargire.

SPEC OPS: THE LINE

Lo sparatutto 2K prova una strada differente per essere l'anti-Call of Duty, non spingendo sulla qualità del gameplay o dei set-pieces, bensì sulla sceneggiatura: qualunque giocatore con un minimo di coscienza, una volta giocato e finito Spec Ops: The Line, guarderà con occhi ben diversi qualsiasi altro sparatutto bellico. la storia infatti ci vedrà impegnati in una missione di salvataggio all'interno di una Dubai completamente distrutta e sommersa da una colossale tempesta di sabbia, mentre cercheremo di portare a casa il Colonnello Konrad rimasto sul luogo per salvare quanti più civili possibile.

The Line quindi mira a distruggere quella irritante patina di pseudo-realismo e quello stucchevole patriottismo da due soldi che glissa allegramente sulle colpe e sugli errori del governo statunitense. Ma passiamo al gioco vero e proprio, un canonico sparatutto guerrafondaio in terza persona, con tanto di coperture e disposizione dei tasti come ci si aspetta da un titolo di questo genere. Uniche concessioni ai tatticismi sono la possibilità di impartire ordini ai propri compagni gestiti dell'IA ed il poter distruggere alcune pareti che faranno cadere quintali di sabbia sugli avversari. La campagna è abbordabilissima ma ci riserva alcuni momenti in cui la difficoltà s'impenna notevolmente costringendoci a ripetere svariate volte il medesimo segmento.

Tuttavia non mancano momenti coinvolgenti e spettacolari, incalzati dai dialoghi ben scritti e dalla trama appassionante. La trama fa un buon lavoro per giustificare sparatorie e carneficine, ed anzi in alcuni momenti ci costringe volutamente ad uccidere persone che non vorremmo, creando una sorta di empatia tra il giocatore ed i nemici con l'abile utilizzo di dialoghi intelligenti e talvolta suggestivi. Il valore nascosto del titolo 2K sta insomma nell'atmosfera generata da una Dubai distrutta e sferzata da tempeste di sabbia, che è assolutamente unica se paragonata all'iperrealismo della concorrenza.

Titoli già presenti in offerta:

PAYDAY: THE HEIST

Questo sparatutto ricco d'azione vi catapulterà nel mondo del crimine. Sarte chiamati ad affrontare una rapina nel caveau di una banca, gestire gli ostaggi durante l'assalto a un furgone portavalori e persino prendere parte a un'infiltrazione notturna in una struttura segreta di massima sicurezza. Payday: The Heist vi invita a confrontarvi con ambienti dinamici e strategie nemiche pensate per ogni situazione, facendo sì che ogni scena sia sempre unica.

SAINTS ROW THE THIRD

E' passato del tempo da quando i Saints hanno completato la conquista di Siltwater, ma da allora probabilmente hanno preso un po' troppo sottogamba la gestione del territorio. Per cercare di recuperare la stima perduta, Gat e soci decidono di rinverdire i vecchi tempi e svaligiare una banca, ma il successivo intervento dei Syndicate, che gestiscono le altre bande in città, apre loro gli occhi: Siltwater non appartiene più ai Saints, ma questo non significa che i Saints siano d'accordo. Saints Row the Third, terzo capitolo della saga, ricalca essenzialmente le orme dei predecessori, soprattutto quelle del secondo capitolo: siamo ancora una volta al cospetto di un free-roaming cittadino in cui impersonerete il capobanda intento a riassumere volta per volta il controllo di Siltwater.

Il tutto si muove in una ambientazione semi-grottesca in cui la gente può girare semi-nuda per strada e fare una passeggiata con un carro armato. Dopo i primi capitoli introduttivi ci troveremo finalmente con Siltwater a nostra disposizione: tramite il nostro smartphone avremo accesso alla mappa cittadina e alle missioni attivabili, compresa quelle necessarie per proseguire nella trama. A meno di non accettare una missione e recarvi pertanto nel luogo in cui essa si svolge, potrete comunque bighellonare liberamente per le strade di Siltwater, rubando automobili, visitando e svaligiando i negozi, ingaggiando scontri a fuoco con gli sbirri o i membri delle altre gang, e così via.

Attenti, però, a non esagerare: due indicatori, situati intorno alla minimappa, segnaleranno infatti il grado di “allerta” delle bande e della polizia. Man mano che si guadagna “rispetto” (ma potete anche chiamarlo “esperienza”) avrete accesso a numerosi power-up, i quali però andranno acquistati dietro il pagamento di dollari sonanti. Considerando che la vil pecunia è necessaria anche per acquistare armi e munizioni, oltre che per modificare le vetture trafugate in modo da renderle più prestanti e robuste, va da sé che disporre di fondi ed introiti cospicui è innegabilmente buona politica.

Insomma: i fan della saga non potranno che essere più che lieti per il ritorno dei Saints ancora una volta alla conquista di Siltwater, ed anche i neofiti, pur magari dovendo faticare un pochino di più per familiarizzare coi personaggi, potranno godere facilmente e lungamente del grottesco umorismo del titolo Volition. L'importante è saper apprezzare il lavoro stilistico svolto e saper passare sopra a qualche magagna...

UNCHARTED 3: L'INGANNO DI DRAKE

Veniamo subito al dunque: Uncharted 3 è un capolavoro. Lo è alla luce del lavoro di perfezionamento svolto rispetto al secondo episodio e lo è partendo dal semplice ragionamento logico che conduce al seguente assioma: perfezionando un capolavoro difficilmente si otterrà un risultato minore. Senza sacrificare la componente ludica, Naughty Dog ha concentrato gli sforzi sugli aspetti più cinematografici della produzione, con intrecci narrativi appassionanti coadiuvati da uno dei comparti grafici più spettacolari di questa generazione. Uncharted 3 va sicuramente ascritto alla categoria action-adventure, ma ancora una volta il team di sviluppo riunisce diversi generi ludici, riproponendo la ciclica alternanza tra sparatorie, sezioni platform e puzzle solving senza dimenticare di donare a ognuna di queste componenti la dignità che merita.

Le sparatorie, che ora vantano alcune sequenze mozzafiato specie quando si sviluppano in verticale, si arricchiscono di un rilancio dinamico delle granate al mittente, della possibilità di portare gli scudi antisommossa in spalla e di cattivi, finalmente, davvero cattivi. Ci si affida ancora al valido sistema di coperture e il level design, sempre ispiratissimo, lascia qualche concessione all'atteggiamento stealth. Anche dal punto di vista dei puzzle ambientali questo terzo capitolo appare più riuscito, con rompicapo contestuali e moderatamente ispirati. Drake stavolta andrà alla ricerca di Ubar, leggendaria città citata nel Corano col nome di Iram, luogo di incredibili ricchezze e prosperità. Secondo la leggenda, a causa della superbia e dell'immoralità che vi albergavano fu punita dall'ira di Dio alla stregua di Sodoma e Gomorra, e sepolta sotto le sabbie, quindi ricordata col nome di Atlantide del Deserto.

Tecnicamente Uncharted 3 è un'esperienza visiva difficile da dimenticare: la PlayStation 3 “canta”, accompagnata dall'orchestra al completo e dagli applausi e le urla di gioia del pubblico in visibilio. Roba da strapparsi i capelli. Il tutto accompagnato dalla celebre colonna sonora a dir poco sontuosa e un validissimo doppiaggio in lingua nostrana che si affianca senza sfigurare troppo rispetto a quello originale. L'avventura in singolo risulta leggermente più breve rispetto al secondo capitolo, ma arriva in soccorso una modalità multiplayer ancor più corposa che in passato che offre un totale di undici mappe altamente ispirate e modalità come deathmatch, a squadre, Re della Collina, cattura la bandiera e via discorrendo. Naughty Dog sforna un terzo capitolo che approssimato per difetto rasenta l'eccellenza. Come il predecessore, più del predecessore, l'Inganno di Drake è un momento immancabile per ogni videogiocatore che si rispetti.

LITTLEBIGPLANET KARTING

Sackboy ha vanificato i piani di conquista dell'Architetto e sconfitto la minaccia del Negativitron, ma adesso avrà nuovamente il suo bel daffare: condensati dai pensieri (non sempre allegri) di chi passa lunghi tempi in automobile, sull'Immagisfera sono comparsi un gruppo di personaggi denominati Arraffatori, i quali sfrecciano ovunque sui loro veicoli rubando le sfere-premio e danneggiando tutto. Solo Sackboy, saltando su un kart ad essi sottratto, potrà sbaragliarli su loro stesso terreno! Per quanto fosse già nota la possibilità di realizzare gare di vario genere col potente editor di LBP2, Sony ha deciso di dare a Sackboy e al suo mondo un vero e proprio gioco di kart, ovviamente “inzuppandolo” dello spirito allegro, spensierato, vario e flessibili del brand.

Il gioco presenta una Storia che si snoda attraverso un certo numero di “pianeti” in cui troveranno posto le varie prove: per superare un livello e accedere al successivo, normalmente, sarà sufficiente piazzarsi sul podio, ma naturalmente per ottenere tutti i premi previsti dalla gara dovrete raggiungerne la vetta. La modalità Storia è giocabile in cooperativa con altri giocatori - fino a 4, in locale o in rete. Non tutte le prove saranno gare tradizionali: nel gioco trovano infatti posto anche modalità alternative di cui la più presente è certamente l'Arena, la quale consiste nel porre gli antagonisti in un ambiente circoscritto e invitarli a tempestarsi di missili, mine e quant'altro, segnando il punteggio ogni volta che un attacco va a segno.

Ma non finisce qui: il gioco propone numerose altre modalità e mini-giochi, come duelli alla guida di carri-armati, slalom nel traffico cittadino, prove di resistenza sul tapis-roulant, missioni di trasporto uova di drago o stelle marine, fino a veri e propri scenari “boss”, da giocarsi sempre e comunque in sella a un qualche mezzo. Durante la gara potrete raccogliere vari item e power-up semplicemente acchiappando al passaggio i cosiddetti “armizzatori”. Un elemento importante del gioco è il fatto che qualsiasi attacco possa essere nullificato con un'altra arma: una mina può essere distrutta da un missile e viceversa. L'intera Storia si snoda attraverso un totale di circa 30 livelli tra gare, arene e prove speciali, fermo restando che al completamento di ciascuno di questi verrà sbloccata la versione Versus.

Il gioco offre inoltre il potentissimo editor, il quale ha a disposizione parecchio spazio e anche in termini di “risorse” c'è di che sbizzarrirsi. La varietà è garantita dalle geniali idee e dalle molteplici possibilità del concept: non parliamo solo dei classici salti, bivi, strade segrete ed eventuali trappole che potremo incontrare lungo il tracciato, ma anche dell'implementazione del rampino, delle numerose prove collaterali, fino a piccole perle come tracciati che si modificano nel corso della gara - il tutto ottenuto con bivi, portoni e contagiri.

XCOM: ENEMY UNKNOW

Se si prova a ricordare/recuperare quel X-COM: UFO Defense, di cui XCOM: Enemy Unknown ne è remake, ci si rende conto, tra le altre, di una cosa in particolare: il titolo di MicroProse era un muro. Un nemico sconosciuto da studiare sul campo, giocando (provandoci) e andando a sbattere. Ecco che il confronto tra XCOM: Enemy Unknown e la fonte originale ci dice innanzitutto dell'evoluzione dei tutorial nei videogiochi. In XCOM: Enemy Unknown il giocatore è il comandante. Tutte le decisioni - strategiche e operative - sono sua emanazione: laddove c'è interazione per il giocatore, c'è produzione di una scelta per il comandante.

La macro-struttura di XCOM: Enemy Unknown prevede infatti fasi puramente strategiche alternate a combattimenti tattici a turni. Se le prime rimandano più direttamente alla tradizione del videogioco da computer, i secondi risultano forse più familiari all'universo console, in cui il gioco di ruolo con campo di battaglia a scacchiera vanta una notevole tradizione. Ricerca scientifica, costruzione di nuove strutture, armi, oggetti, addestramento ed equipaggiamento di nuovi soldati: queste alcune delle responsabilità del giocatore. Nuovi manufatti (recuperati in battaglia) sbloccano nuove ricerche scientifiche, nuove ricerche sbloccano nuove armi o costruzioni. Nuove armi permettono di raggiungere, tornati sul campo di battaglia, nuovi obiettivi. Il completamento di ogni progetto richiede infatti un certa quantità di denaro e un certo numero di giorni. Ma gli alieni non aspettano.

Il gioco trasmette la sensazione dell'inferiorità dell'uomo nei confronti della minaccia aliena, un'idea narrativa traslata con efficacia sul piano ludico. La maggior parte delle missioni, soprattutto nella fase iniziale del gioco, sono richieste di aiuto, emergenze, contingenze. Per quanto le fasi di gestione della base godano di un rapporto di interdipendenza rispetto alle fasi di battaglia, queste ultime rappresentano innegabilmente il cuore ludico del gioco. Come già detto, si tratta di battaglie sul modello del tattico a turni. Dunque una manciata di soldati da muovere singolarmente sulla mappa di gioco con l'obiettivo di eliminare tutte le unità avversarie, nel nostro caso orripilanti alieni. XCOM: Enemy Unknown è un'opera di interesse per almeno tre motivi: aggiorna con successo un classico del passato, ripropone un genere vagamente in declino, si dimostra una pratica introduzione all'ufologi.

ICO AND SHADOW OF THE COLOSSUS HD COLLECTION

Può un gioco che ha oltre dieci anni sul groppone continuare a trasmettere emozioni e sentimenti semplicemente attraversando le sue ambientazioni ripulite e restaurate? E può un altro gioco, costruito in parte su enormi boss da sconfiggere in altra parte da un vasto mondo in cui perdersi, costituire ancora una sfida interessante per un mondo in cui i concetti del gaming si sono evoluti? La risposta, secondo noi, è certamente “Si”, a entrambe le domande. Ico e SotC: due titoli che hanno in comune la creatività di Fumito Ueda, da esso dichiaratamente “riuniti” in un'unica ambientazione di cui è destinato a far parte anche The Last Guardian. Il primo, la tenera storia del bambino cornuto che deve fuggire da un castello insieme alla diafana principessa Yorda, fece la sua comparsa nel 2002; Il secondo, l'audace impresa di Wander per riportare in vita la donna amata, giunse sugli schermi nel 2005.

Ico fu all'epoca uno sfoggio di potenza grafica grazie alle sue immense ambientazioni e alle sue tinte che andavano dalle lucentezze delle mura del castello alle cupe oscurità delle grotte sottostanti, passando per le ombreggiate sale interne. Dal punto di vista del gameplay, il fatto di gestire un protagonista semi-immortale in un contesto di puzzle-platform in cui bisogna difendere fino alla fine una comprimaria indifesa non era esattamente una novità; l'atmosfera fiabesca fa però sì che i giocatori vadano oltre la “bellissima patina” esteriore e assorbano in toto le emozioni offerte dal contesto. Decisamente differente SotC: un gioco costruito intorno allo scontro con 16 giganteschi Boss da affrontare principalmente con l'intuito e l'ingegno, dato che i percorsi per arrampicarsi sui loro corpi titanici e raggiungere i punti deboli sono spesso astrusi. Ma SotC è anche un gioco di esplorazione e di viaggio, mettendo a disposizione del giocatore un fedele destriero per esplorarle in lungo e in largo il suo mondo fiabesco.

Per quanto riguarda il gameplay è necessario immergersi nella filosofia dell'epoca: in Ico, per esempio, capita sovente che la gestione delle telecamere non metta il personaggio in posizione ottimale per compiere i salti. Certo è snervante quando il ragazzo precipita da una torre perché non è andato “dove avremmo voluto”, ma cosa è meglio quando l'alternativa sono i moderni salti pre-calcolati? Per non parlare degli scontri Boss di SotC, praticamente il fulcro dell'esperienza di gioco: al giorno d'oggi sarebbero certamente meno estenuanti ma probabilmente sarebbero per buona parte sostituiti da QTE. In conclusione, questa riedizione dei due capolavori PS2 di Fumito Ueda riesce a riportare sui moderni schermi in HD e in 3D il fascino artistico dei lavori originali, offrendo una sfida alternativa al panorama moderno e regalando un buon numero di ore di fiaba e di sogno, prima ancora che di divertimento, ai giocatori di ieri, di oggi e probabilmente di domani.

DEMON'S SOULS

stato uno dei titoli più attesi e contemporaneamente uno dei più discussi: gioco per veri giocatori e pietra miliare dei GDR, o ammasso di scelte di gameplaying opinabili? Il gioco sembrava destinato a non arrivare neppure in Europa, poi c'è stato il boom delle vendite, compreso l'e-shipping intercontinentale, a dimostrazione che esistono, e sono parecchi, giocatori più coraggiosi (o tracotanti) di quanto non si pensasse - ma andiamo con ordine. Siamo al cospetto di un Action-RPG dalla visuale in terza persona di ambientazione prettamente fantasy, infarcita di evidenti influenze gotiche. La vicenda si svolge nel regno di Boletaria, circondato da una coltre di nubi oscure generate da un'entità parte divina e parte demoniaca nota come “l'Antico”.

La morte è una presenza oppressiva in Demon's Souls, e se ne fa la spiacevole scoperta proprio alla fine del Tutorial: il gioco ha infatti una duplice natura in cui un giocatore in gamba riuscirà a recuperare un corpo fisico (il ché non succederà prima di aver avuto ragione del primo boss, ma in seguito si sbloccheranno altri sistemi), ma ogni volta che sarà sconfitto - e non saranno poche - si troverà a continuare a giocare in forma di spirito e con la barra della vita dimezzata. Soprattutto, scordatevi di poter “ricaricare la partita”: come in un MMORPG, Demon's Souls non permette dietrofront, l'unico salvataggio possibile è quello automatico, e ogni volta che si entra in un livello, anche dopo una resurrezione, i mostri saranno tornati al loro posto per tartassarvi.

Il concept è che “chi muore paga”, ed in un gioco che non perdona nulla, può essere molto pesante: il vedere sfumare ore di gioco solamente perché non ci è entrata una parata o perché un mostro assurdo è sbucato dal nulla è semplicemente castrante, e si traduce nell'obbligo di rinunciare ai premi faticosamente accumulati o dover rischiare nuovamente la vita per recuperarli. Bisogna re-imparare a impostare una strategia, bisogna ricordarsi dell'atavico istinto alla prudenza e dimenticarsi le corse a testa bassa in mezzo ai gruppi di nemici o l'ossessivo button-smashing. Quando smetterete di incavolarvi per ogni morte e prenderete questi episodi come una lezione per migliorarvi, allora e solo allora entrerete nella vera ottica di Demon's Souls: forse non tecnicamente splendido, certamente fin troppo severo, ma bello, molto bello.

Titoli PS VITA

  • Uncharted Golden Abyss
  • Gravity Rush
  • LEGO Il Signore Degli Anelli
  • When Vikings Attack!

Titoli in scadenza il 31 Luglio 2013

  • Battlefield 3
  • Catherine
  • Malicious
  • Ninja Gaiden Sigma Plus (PS Vita)
  • Unit 13 (PS Vita)

Ad un mese caldo una terna di novità caldissima, con inseguimenti, sparatorie e gangster per un'Estate veramente all'insegna del gameplay “Hot”. Non mancano, come sempre, novità anche per PS Vita, con due nuovi titoli simpatici e frizzanti.