Speciale Nintendo Switch

Il nostro giudizio su Nintendo Switch: Pro e Contro.

di Roberto Vicario

E finalmente ci siamo: la nuova generazione di Nintendo è ufficialmente iniziata. Switch è nelle nostre mani da diversi giorni e in questo lasso di tempo abbiamo avuto, finalmente, la possibilità di testare con calma tutte le peculiarità dell’hardware. In questo articolo vi raccontiamo quella che è stata la nostra esperienza con la nuova ammiraglia Nintendo; una console ricca di fascino, non esente da difetti, che possono essere comunque limati in futuro. Gettiamoci quindi nell’analisi di Switch senza ulteriori indugi.

Switch messo a nudo

Partiamo ovviamente dal cuore pulsante dell’intero pacchetto, ovvero la console. Nel complesso l’impatto visivo ci ha convinto. Lo schermo capacitivo da 6,2 pollici è molto solido e elegante  (d’altronde anche l’occhio vuole la sua parte!). Sulla parte superiore della console trovano spazio il pulsante power, quello del volume, il jack per le cuffie e lo slot per inserire i giochi in un formato proprietario.

Sulla parte laterale di destra e sinistra si notano invece le due guide per poter infilare i due joy-con. Infilarli e sfilarvi è un vero e proprio gioco da ragazzi; in tutti questi giorni non ci è mai capitato che le due periferiche si bloccassero o avessero problemi di sorta sotto questo aspetto. A console accesa, inoltre, per capire quando il joy-con ha fatto presa, ci sarà un “click” audio che testimonierà l’avvenuta connessione con la console. Per rimuoverli invece, basterà tenere premuto un tastino sulla parte posteriore della console, e anche questa pratica l’abbiamo trovata piuttosto semplice e priva di qualsiasi tipo di complicazione.

Sempre nella parte posteriore trova invece spazio invece lo stand che, una volta aperto, permette di appoggiare lo schermo su qualsiasi tipo di superficie piana così da consentire a due giocatori di usufruire dello stesso schermo per furibonde partite a due giocatori. Sotto di esso è presente uno slot per una memoria SD, utile per ampliare la memoria della console (al momento sono supportate le micro SD, SDHC e tramite aggiornamento le SDXC). Infine, nella parte inferiore, troviamo i due altoparlanti e la presa USB di tipo C per la ricarica della console.

La base invece, per quanto funzionale, è un grosso pezzo di plastica a nostro modo di vedere non particolarmente attraente. Sul fronte della base capeggia il logo e la scritta di Nintendo Switch, mentre nell’angolo in basso a sinistra troviamo il LED che si illumina quando la console è collegata alla TV. Nella parte laterale di sinistra troviamo due porte USB a cui è possibile attaccare alcune delle periferiche che verranno messe in vendita al lancio dell’hardware, come ad esempio il Pro Controller.

Nella parte posteriore troviamo invece uno sportello che, una volta aperto, offre una serie di porte di cui una per l’HDMI Out, quella classica del blocco alimentatore e infine una terza porta USB (attualmente in grado supportare unicamente il 2.0). La parte più intrigante di questa periferica è ovviamente il vano superiore, all’interno del quale viene alloggiato Switch. Dobbiamo ammettere che, durante le nostre, prove inserimento e l’uscita di Switch sono di una comodità assoluta, ma cosa più importante, il passaggio dell’immagine dalla console alla TV (e viceversa) è automatico e immediato, senza alcun tipo di fronzolo o complicazione.

Passando alle periferiche abbiamo avuto modo di testare a fondo i due Joy-Con presenti all’interno della console. Nonostante le dimensioni contenute (102 mm X 35,9 mm X 28,4 mm). Ergonomicamente parlando li abbiamo trovato molto comodi, sia impugnati in verticale che in orizzontale; senza dimenticare che, anche dopo lunghe sessioni di gioco, non abbiamo mai avvertito crampi o altri tipi di problemi. La cosa impressionante è che questi picccoli controller sono una specie di concentrato tecnologico. Quello di sinistra è dotato del pulsante L,ZL meno, di uno stick, dei tasti direzionali, e sul lato dei piccoli SL e SR. Particolare il pulsante di cattura (che similmente ad altre console permette di fare un capture dell’immagine per poi tenerla salvata all’interno della galleria personale, e/o condividerla sui social). Quello di destra condivide gran parte della configurazione, eccezione fatta per la presenza del tasto più, dei direzionali sostituti da Y,A,X e B, e del tasto home che riporta alla dashboard della console in qualsiasi momento.

Entrambi i Joy-Con sono dotati di Bluetooth 3.0, dell’accelerometro e giroscopio e del rumble HD. Quest’ultima feature sembra davvero spettacolare, anche se in Zelda non è stata molto sfruttata. Aspettatevi qualche ulteriore aggiornamento riguardante questa caratteristica all’interno del pezzo dedicato a 1,2 Switch. Sul Joy-Con destro è inoltre presente l’NFC per gli Amiibo e la telecamera IR in grado di leggere determinati movimenti. Entrambi i “pad” sono dotati di laccetti che, attraverso le scanalature, permettono di avere i tasti SL e SR dotati di due bumber decisamene più comodi da utilizzare.


Questi, infine, possono essere inseriti all’interno di una impugnata che li trasforma in un vero e proprio pad. Pur non essendo il massimo sotto l’aspetto estetico, a livello ergonomici l’impugnatura non è per nulla malvagia, e può essere un’ottima soluzione da poter portare in giro.

 

Play Everywhere

La forza di Switch sta ovviamente nel suo essere una console ibrida, in grado di offrire tre modalità di gioco: a casa comodamente sulla TV con la console attaccata alla base, portatile a tutti gli effetti con i due Joy-Con attaccati ai due lati della console e ovviamente nella modalità “da tavolo” che permette a più giocatori di partecipare alle sessioni di gioco (fino ad 8 players contemporaneamente).

Seguendo l’ordine enunciato dobbiamo dirvi che la console nella sua versione casalinga ci ha restituito un ottima impressione. La risoluzione massima a cui si può arrivare è 1920x1080p e 60 fps (al momento Zelda da noi testato arrivava a 900p), un salto in avanti netto per quanto riguarda Wii U, ma che rimane comunque inferire a quello che è attualmente presente sul mercato (PS4 PRO) e che arriverà nei prossimi mesi.

Il meglio di se la console lo da ovviamente nella sua forma portatile; la risoluzione a 1280x720p è davvero ottima e, grazie alle dimensione contenute del pannello, il risultato è davvero soddisfacente. Abbiamo notato però che in condizioni di gioco all’aperto, specialmente alla luce, la retroilluminazione soffre un po, ma rimane comunque giocabile.

Discorso batteria: anche qui dalle prove effettuate con Zelda dobbiamo ammettere che ci aspettavamo qualcosa di meglio. Rispetto alle 3 ore dichiarate giocando con illuminazione a livello medio, non siamo andati oltre alle 2 ore e mezza, meno di quanto dichiarato dalla stessa Nintendo.

Molto meglio la durata dei Joy-Con che si attesta oltre le 15 ore, ma qui sorge il vero problema di Switch. Per ricaricare i Joy-Con, comprando la confezione base è possibile ricaricarli solamente o tenendoli attaccati a Switch collegata alla base, oppure staccando l’alimentazione che collega la basetta e portandosi in giro il cavo. Questa scelta non ci ha convito anche perché “obbliga” l’acquirente a doversi far carico di una spese ulteriore che può essere o un ulteriore cavo di ricarica oppure dell’impugnatura dotata di attacco USB per la ricarica. Rischiare di rimanere a bocca asciutta perché i Joy-Con si sono scaricati, non è proprio il massimo per una console che punta anche al gioco portatile.

Altro elemento che non ci ha convinto pienamente è la presenza dei laccetti. Questi, con la necessità di collegarli sempre tramite slide, aggiungono un ulteriore passaggio per poter giocare a determinati titoli, costringendo i giocatori spesso a dover togliere la console dalla base, sfilare i Joy-Con e successivamente infilare i lacetti nello slide. A noi questo passaggio è sembrato un po troppo macchinoso, oltre al fatto che portarli in giro sfusi (a me che non si compra una custioda, ma richiede altra spesa di denaro) si rischia seriamente di perderli. Anche questo aspetto poteva essere ragionato meglio.

…e tutto il resto?

Come avrete notato mancano alcuni pezzi a questo succoso speciale. Tra questi citiamo la prova approfondita del rumble, il gioco in più giocatori ma soprattutto molte delle feature che riguardano la dashboard. Il nuovo aggiornamento sarà infatti rilasciato al day one con il lancio della console e questo permetterà di testare a fondo alcune delle caratteristiche che non siamo ancora stati in grado di testare con mano.

Proprio per questo motivo vi rimandiamo ad un aggiornamento di questo articolo che ci e vi illuminerà su tutto quello che non siamo ancora stati in grado di testare. Continuate a seguirci.

Nonostante alcuni errori che non abbiamo particolarmente apprezzato, nel complesso Nintendo Switch è innegabilmente una console ricca di fascino e soprattutto in grado di offrire realmente quello che prova a comunicare. Nuovi modi di intraprendere il gaming e una sorta di ritorno “alle origini” per quanto riguarda il multigiocatore. Una serie di elementi che messi assieme rendono appetitosa la console sia ai gamer puri, quanto ai casual. La nuova generazione di Nintendo parte in maniera decisamente intrigante.