Speciale Natale con PSP - Ecco l'offerta del 2009

Guida alla scoperta di un Natale... portatile!

di Davide Ottagono
Natale è ormai alle porte, e con lui anche la serie di feste, regali e cenoni che porta con sé. Se siete stati bravi e non avete fatto arrabbiare la mamma, allora riceverete tanti soldi. Soldi che, ovviamente, spenderete in videogames vari. Noi di Gamesurf abbiamo voluto approfittare di questo speciale periodo per stilarvi una vera e propria guida all'acquisto (ma anche alla riscoperta) dei migliori titoli approdati su PSP durante questo fantastico 2009. Insomma, parliamo di quei prodotti che - parlando da intenditori a intenditori - vi consigliamo di non lasciarvi sfuggire, a patto che apprezziate il genere (per la cronaca, ci sarà anche un voto finale, preso direttamente dalla precedente recensione di Gamesurf stesso). Menzione a parte, invece, per le perle d'altri tempi: quindi un viaggio non solo attraverso le produzioni degli ultimi dodici mesi, ma anche tra i maggiori esponenti della ludoteca portatile in generale. Nuovi a PSP? Impossibilitati ad acquistare giochi perché non avete ancora la console? Tranquilli, abbiamo pensato anche a voi. Una sezione dedicata interamente ai bundle più succosi in commercio e una digressione sui vari modelli di PSP disponibili (ovviamente, parliamo della nuovissima Go!) vi aiuterà a chiarirvi le idee prima della fatidica spesa. Ma bando alle ciance, pensiamo sia giunto finalmente il momento di capire meglio cosa può offrire la piccola di casa Sony.

Partiamo dalle offerte: in concomitanza con le festività, Sony verrà incontro ai propri acquirenti con sconti vari e bundle appetitosi di ogni tipo. Se il modello “base” di PSP è forse quello lasciato un po' in ombra dalla hardware house, ci pensano le maggiori linee commerciali ad offrire il meglio in un unico pacco. Prendiamo l'esempio di GameStop. GameStop che, come potete vedere dal suo stesso sito, permetterà l'acquisto ad esempio di PSP e Tekken 6, o Fifa 10, o Gran Turismo, o Little Big Planet alla cifra di 189 Euro. Il gioco, in pratica, verrà a costarvi circa una ventina d'euro. Nel caso il modello bianco non vi vada a genio, segnaliamo la presenza di PSP verdi, rosa e turchese, circa 170 euro al pezzo. Ma è la PSP Go la vera regina di questo Natale. E se non lo è per il rapporto qualità/prezzo, che farà storcere il naso a ben più di qualche persona, lo è sul lato delle offerte. Comprate la nuova console portatile e, fino al 10 Gennaio, avrete in regalo un gioco a scelta tra Assassin's Creed: Bloodlines, Gran Turismo e Motorstorm Arctic Edge. Tutti e tre giochi di alto calibro, tra l'altro, come potrete leggere più in basso. PSP Go è venduta al prezzo di 250 Euro e, a differenza del modello precedente, vanta uno schermo migliore, il supporto totale a giochi digitali (manca infatti un qualsiasi lettore dischi) e un design più accattivante. Attenzione: al momento non c'è alcun modo di digitalizzare i vecchi giochi posseduti, quindi passando a Go rischiereste di dover acquistare nuovamente tutta la vostra collezione. Avete le idee più chiare ora? Sapete qual è il modello che fa al caso vostro? Non vi resta far altro che scegliere i giochi per accompagnarlo, allora. Ecco a voi il meglio del meglio.

Resistance: Retribution

 

La lotta contro i Chimera cambia casa. Abbandonati i lidi casalinghi, alieni e guerre alternative sbarcano su console portatile più cattive che mai. Dopo le scorribande statunitensi di Hale e soci, la scena torna nuovamente in Europa: nuovo protagonista, nuova trama e ambientazioni vecchie che si mischiano ad altre nuove. Caldamente consigliato sia ai fan della saga che agli amanti degli sparatutto in generale, per un semplice motivo: funziona, è comodo da giocare e diverte anche senza l'ausilio di una seconda levetta analogica. Difetto che, spesso e volentieri, affossa ogni tentativo di portare forsennate sparatorie su PSP. Nei panni del rude James Grayson, soldato rinnegato e in lotta personale contro gli invasori, visiteremo le più famose città della Francia e del Lussemburgo nel tentativo di contenere la minaccia Chimera e di cercare un metodo per fermare la loro riproduzione. Grazie ad un ottimo sistema di coperture e ad una comoda auto-mira non troppo concessiva, il gioco fila liscio fino al gran finale, senza mancare di offrire sezioni più ostiche. Tutto quanto ha fatto il successo della saga originale, viene riproposto anche in Retribution: dai vari tipi di nemici alle armi fuori di testa, dall'azzeccato mix di familiarità e strutture futuristiche a qualche sporadico veicolo pilotabile. Lasciarselo sfuggire è un crimine.

Voto Gamesurf: 8.5

Patapon 2

 

Con già alla spalle un seguito discreto, Sony ha voluto resuscitare questa particolarissima saga, al contempo non privandola dei miglioramenti del caso. Premettiamolo: Patapon è un gioco che o lo si ama o lo si odia. Il secondo capitolo non si discosta eccessivamente dal predecessore, e forse questo non è un suo grandissimo punto a favore, ma chiunque avesse apprezzato il particolare connubio di azione, riflessi, orecchiabilità e strategia, non potrà rimanere comunque deluso. Lo scopo del gioco, per chi non lo sapesse, è quello di tirar su un'armata di Patapon (uno strano popolo di silhouette nere, per chi se lo chiedesse) e di guidarla verso la fine del livello, dandole ordini tramite il suono di un tamburo. Ad ogni tasto della PSP corrisponderà una nota diversa, e la concatenazione di esse formerà un ordine. Ordine che può essere l'attacco, la difesa, l'avanzamento e così via. Se si riesce a sorvolare sulla ripetitività alla base del concetto e al gameplay, sicuramente non aperto a tutti, allora ci si troverà con un prodotto fuori dagli schemi, pieno di stile e stuzzicante per il cervello.

 

Voto Gamesurf: 7.5

Monster Hunter Freedom Unite

 

La caccia approda nuovamente su PSP con Freedom Unite, versione riveduta e corretta di Freedom 2. Una sorta di espansione, per farla breve, consigliata sia a chi ha il capitolo originale sia a chi, in questo fantastico mondo, deve ancora entrarci. Lo scopo principale è quello di girare di città in città ad accettare svariate missioni da portare a termine nelle terre circostanti: recuperare oggetti e catturare/uccidere mostri, in linea di massima. Buona parte del tempo a disposizione andrà a spesa nell'equipaggiarsi di tutto punto con le migliori armi, armature e oggettistica varia. In linea di massima, Freedom Unite soffre dei consueti difetti della serie, da una gestione delle telecamera non comodissima a una certa perdita di mordente se goduto in singolo. Esatto, perché è proprio il multigiocatore il cuore del titolo, il poter affrontare missioni su missioni in compagnia di altre tre persone in carne ed ossa. Se si ama il genere, è impossibile non perdersi per mesi e mesi in questo mondo così pieno di cose da fare.

Voto Gamesurf: 8

Rock Band: Unplugged

 

Quando la natura chiama, è la musica a rispondere per prima. Partite e non potete portare con voi gli strumenti di plastica di Rock Band? Ogni viaggio in treno è una tortura interminabile perché non avete nient'altro di meglio da fare, tra una fermata e l'altra? Rock Band Unplugged è quello che fa per voi. La musicalità e lo stile unici della saga si sono rimpiccioliti in modo grandioso, anche se perdendo qualche feature per la strada. In primis, la quinta nota sugli spartiti. Non avendo periferiche da attaccare, il gioco baserà tutto il suo gameplay sulla pressione a tempo delle quattro note colorate per mezzo di altrettanti tasti azione. Non così scomodo come sembra. Ottima la tracklist che spazia tra vari generi, ma i tagli si fanno sentire più del necessario. La semplicità delle tracce, scelte appositamente per adattarsi ad un sistema come PSP, e la mancanza del multigiocatore faranno storcere un po' il naso ai fanatici di vecchia data, ma ricordiamo che Unplugged rimane una delle uniche scelte del genere sul portatile Sony. In una parola: un acquisto scontato se si è in astinenza da rock and roll.

Voto Gamesurf: 8

 Final Fantasy Dissidia

 

Come festeggiare decentemente il ventennale della saga se non con un fan service dei più spudorati? Dissidia non fa altro che prendere protagonista e antagonista da ogni capitolo di Final Fantasy, buttarli in un'arena esplorabile in tre dimensioni e farli picchiare fino allo sfinimento. E lo fa maledettamente bene. Sebbene gli amanti dei giochi di ruolo vedranno un po' di cattivo occhio la scelta di Square di sviluppare un vero e proprio picchiaduro, non si può negare come la qualità complessiva sia effettivamente buona. Sorvolando sulla trama, messa lì più a giustificare questo crossing tra i vari personaggi che a tenere alta l'attenzione del giocatore, è il gameplay il vero protagonista, qui. Oltre la solita barra della salute, ci sarà anche quella dell'Audacia, una sorta di contatore della Stamina del personaggio. Più si abbasserà, più i suoi parametri di attacco e difesa caleranno. Presenti anche le immancabili tecniche speciali, ricaricabili con il raccoglimenti di particolari sfere sparse per l'arene. Il buon numero di combo a disposizione farà chiudere un occhio su qualche evidente problema di telecamera.

Voto Gamesurf: 8

Soul Calibur: Broken Destiny

 

La storia di anime e spade abbraccia finalmente i lidi portatili. Certo, non è il magnifico risultato che avremmo sperato, ma Broken Destiny è lontanissimo dall'essere una delusione. Tutti i punti cardine delle versioni casalinghe sono stati mantenuti, dai lottatori alle combo, dagli incantevoli scenari al ricchissimo editor dei personaggi. Tante le modalità da portare a termine, altrettanti i premi con cui agghindare i nostri alter-ego virtuali, graditissimo l'arrivo di guerrieri come Kratos (God of War, mai sentito nominare?), sontuosa la veste grafica. Purtroppo, Broken Destiny va a cadere proprio dove non avrebbe dovuto: mancanza di una modalità Arcade e dell'online, in primis. Difetti piuttosto evidenti a parte, rimane comunque uno spin-off che ha saputo mantenere sia lo spirito che il divertimento dei Soul Calibur originali.

Voto Gamesurf: 7.5

Gran Turismo

 

Dopo anni di promesse ed infinite attese, una delle più grandi saghe automobilistiche della storia è finalmente approdata su PSP. L'aspettativa era altissima, impossibile negarlo, e bene o male è risultata ben riposta. Nonostante i limiti della console portatile, però, Polyphony è riuscita a racchiudere lo stesso i pregi (e i difetti) della saga principale nel pochissimo spazio a disposizione. Il risultato è un Gran Turismo che lascia a bocca aperta su alcuni aspetti ma che, purtroppo, delude su altri. Tantissime auto a disposizione (addirittura 800), idem per i circuiti, pregevole la fattura grafica. La mancanza di una modalità Carriera in cui progredire si fa sentire, facendo perdere al gioco il mordente principale nell'avanzamento. Tralasciando il fatto che le vetture in pista sono calate a 4 in contemporanea, è proprio l'assenza di un singolo accattivante a pesare maggiormente sul voto finale di questo episodio portatile. Per il resto, si ha tra le mani un gioco di dimensioni bibliche, praticamente illimitato nell'offerta. Soldi ben spesi, in definitiva.

Voto Gamesurf: 8

Motorstorm: Arctic Edge

 

Così come accaduto per Gran Turismo, anche Motorstorm fa la cura dimagrante appositamente per entrare su PSP. Certo, non parliamo di una saga storica, ma di un Motorstorm nato solo pochi anni fa, ma i risultati son ben lontani dall'essere deludenti. Lo stile cattivo e rabbioso delle versioni casalinghe è rimasto intatto e, nonostante il cambio di ambientazione (ora innevata), Arctic Edge si rivela essere uno spin-off estremamente godibile e divertente. Non si lascia oscurare dalla “grandezza” del duo originale, insomma. Pecca sempre un po' nella varietà di modalità in singolo disponibili, ma niente che non si possa colmare con qualche sana dose di multiplayer. Il piccolo schermo di PSP, purtroppo, non aiuta i riflessi del giocatore a schivare gli ostacoli alla perfezione, ma questo era scontato. Un acquisto obbligato se avete amato i primi due Motorstorm. Arctic Edge non è nient'altro che una loro riproduzione portatile, altrettanto qualitativa, anche se con addosso i soliti difetti storici della serie.

Voto Gamesurf: 8

PixelJunk Monsters Deluxe

 

I tower defense sono forse i giochi che più di tutti si adattano a PSP. Comodi per una partita e via, non richiedono molti tasti per essere fruiti. Appena un gioco non richiede l'ausilio di una seconda levetta analogica, allora è sempre perfetto per PSP. Lo scopo principale, come in tutti i tower defense, sarà quello di costruire torri difensive (come suggerisce anche il nome del genere) e cercare di bloccare l'avanzata nemica verso la nostra base. Ogni torre ha peculiarità diverse, così come i nemici, e serviranno sangue freddo e ragionamenti repentini per capire cosa costruire o potenziare al momento giusto. E, soprattutto, dove farlo. Sony non ha fatto altro che rispolverare il PixelJunk Monsters che tanto ebbe successo a suo tempo su PS3 e rimpicciolirlo appositamente per PSP. Il risultato è altrettanto qualitativo e godibile, fortunatamente. Per non acquistarlo, dovreste proprio essere amanti delle sparatorie nude e crude.

 

Voto Gamesurf: 8

Grand Theft Auto: Chinatown Wars

Approdato prima su DS e solo in seguito su PSP, Chinatown Wars non è nient'altro che la voglia di Rockstar di tornare alle origini. In tanti hanno imparato a conoscere GTA solo con il terzo capitolo, con il passaggio alla terza dimensione, e quindi i veri capostipiti sono finiti un po' nel dimenticatoio. Poco male visto che, come detto poco sopra, CW riparte proprio dai primi due. La visuale dall'alto è la vera sostanziale differenza, con tutti i cambi di gameplay che porta, ma il concetto è rimasto lo stesso: gironzolare a destra e a manca per le città disponibili accettando missioni dai peggiori malavitosi della zona. Rubare macchine, importunare i cittadini, sfuggire ai piedipiatti: è tutto ancora lì. Se condite il tutto con il solito carisma delle produzioni Rockstar ed una trama sopra le righe, avrete il vostro Chinatown Wars. Caldamente consigliato: lo stile e il divertimento immediato dei primi due GTA è rimasto intatto, nonostante qualche incertezza del motore grafico.

Voto Gamesurf: 8

Little Big Planet

 

Il successo dei Sackboy non si è fermato a PS3, ed eccoli così arrivare anche su console portatile. La premessa è alquanto semplice: se avete amato il capitolo originale, amerete oltremodo anche questo. Se invece non avete mai capito cosa ci fosse di bello nel portare un pupazzetto da una parte all'altra di quei livelli fuori di testa, allora lasciatelo perdere. Lo scopo principale sarà ancora quello di cimentarsi in questa avventura a due dimensioni, come nei platform dei tempi passati: calcolare ogni salto, imparare a menadito il ritmo delle trappole, sfruttare gli elementi dell'ambiente circostante. Le solite cose. Nonostante l'hardware meno performante, però, gli sviluppatori sono riusciti lo stesso a ricreare il baluardo che tanto ha elevato l'originale Little Big Planet a uno dei re del genere: l'editor. La mancanza di un qualsivoglia multiplayer rende proprio l'editor il principale motivo di longevità di questo titolo. Le possibilità di creazione, dalle forme, ai colori, agli adesivi sono praticamente infinite. Un Little Big Planet tascabile come bontà divina comanda, in definitiva, che però ha il grosso difetto di aver troncato definitivamente il comparto multigiocatore.

Voto Gamesurf: 8

Come vi abbiamo già anticipato ad inizio articolo, abbiamo riservato uno spazio particolare alle perle appartenenti non solo al 2009. Parliamo di quei titoli che, magari un po' più vecchiotti, meriterebbero assolutamente di essere ripescati. Ovviamente ce ne sarebbero a decine, ma abbiamo deciso di citare solo gli imperdibili, i gioconi che non dovrebbero mancare nello scaffale di qualunque appassionato che voglia definirsi tale. Che ne dite di...

God of War: Chains of Olympus

La prima (e unica, al momento) avventura dell'eroe spartano su console portatile, Chains of Olympus è riuscito a portare su PSP tutto quanto fatto di buono da Santa Monica su PS2. Il titolo è, di fatto, un prequel narrante le vicende che hanno portato Kratos a diventare il guerriero spietato e sanguinario che abbiamo imparato a conoscere su piattaforme casalinghe. Ogni cosa, nonostante il restringimento, è ancora al suo posto: gameplay facilmente fruibile, Quick Time Event spettacolari, mostri mitologici da abbattere e tanto, tanto altro ancora. Ispiratissime le ambientazioni, così come le fasi combattive/esplorative, altrettanto magnifica la realizzazione grafica e sonora. Chains of Olympus soddisferà i palati di ogni appassionato di GoW che si rispetti, a patto che quest'ultimo riesca a chiudere un occhio sulla longevità, oggettivamente ridotta ai minimi termini. 5 o 6 ore in tutto per portarlo a termine, e i livelli di difficoltà superiori non cambieranno di molto la situazione. La durata dell'avventura, però, rimane comunque l'unico neo di una produzione ai massimi livelli.

Voto Gamesurf: 9

Metal Gear Solid: Portable Operation

 

Come potevamo parlare di console Sony senza citare Snake, uno dei suoi principali baluardi? Dopo averci offerto i due Acid, Konami torna alla ribalta con un vero e proprio capitolo della saga, ma questa volta portatile. Niente più carte o ruolismi vari: stealth, filmati, Guerra Fredda. Ecco il vero seguito di Snake Eater. Che poi era a sua volta un prequel, quindi siamo qui a parlare del sequel del prequel (confusi?). Alcuni anni sono passati, e Big Boss è tornato suo malgrado ad impicciarsi di affari fantapolitici di importanza mondiale. In veste di ulteriore prequel, Portable Ops offre una trama capace di far luce su alcuni punti, seppur oscurandone altrettanti. Cominceremo a vedere il radicale cambiamento che porterà poi Big Boss a diventare il rivoluzionario che suo figlio si ritroverà a combattere, oltre che alla nascita di alcune delle stelle più splendenti dell'intera saga, Gray Fox in primis. Accattivante, pieno di stile e appassionante come nient'altro su PSP, Portable Ops non riesce però ad adattare il complesso gameplay della serie alle limitate capacità della nuova console. Problemi di telecamera piuttosto frequenti non aiutano il giocatore nelle sezioni stealth, costringendolo troppo spesso ad allertare i nemici e a passare a tattiche ben più sanguinarie. Un vero peccato, perché parliamo di un ulteriore, bellissimo film interattivo che - con l'ausilio di un normale pad - sarebbe risultato sicuramente più godibile. Rimaniamo in attesa di Peace Walker, sequel del sequel del prequel (va bene, la smettiamo), che promette di portare questo filone portatile ancora più in alto.

Voto Gamesurf: 8.5

Silent Hill: Origins

 

Dopo lo sbandamento rappresentato dal quarto episodio, la voglia di Konami di ritornare ai fasti delle origini si è manifestata proprio in questo Origins, tutt'altro che un semplice spin-off. Il ritorno alla collina silente più amata di sempre, infatti, è una piacevole strizzata d'occhio a tutti i fans rimasti delusi dagli ultimi spostamenti della saga. Origins è un ottimo capitolo, stracolmo di tutte quelle cose che hanno reso l'opera Konami un must del survival horror. Atmosfere malate e nebbiose, nemici orrendamente fuori di testa, un'ansia perenne che permea ogni granello di ambientazione, fasi combattive ridotte all'osso. Unico, grande, difetto: la longevità. Portare a termine l'avventura principale non richiederà più di cinque o sei ore, e i motivi per rigiocarlo sono praticamente prossimi allo zero. Come si dice in questi casi? Breve ma intenso? Probabile. Un gioco davvero eccellente minato dall'ombra della brevità. Non mancherà comunque di saziare gli appassionati. E di spaventarli, ovviamente.

Voto Gamesurf: 8

Final Fantasy VII: Crisis Core

 

Essere il prequel di quello che, senza se e senza ma, è uno dei titoli più amati di sempre, ha sia lati positivi che negativi. Di positivo, sai per certo che tu, software house, venderai come il pane appena sfornato. Di contro, c'è il fatto che hai un fardello enorme: portare avanti (anche se poi si narrano gli inizi, e non il continuo) un pezzo di storia videoludica nel migliore dei modi, cercando di trattarlo nel migliore dei modi e di non toppare in alcuna maniera. Fortunatamente, Square ci è riuscita. Crisis Core è un eccellente modo per affacciarsi al mondo di FFVII, oltre che l'unico modo per i fans di vedere dove tutto è iniziato. Nei panni del famosissimo Zack, ci imbarcheremo in una fantastica avventura alla scoperta del principio e della fine: vedremo nascere il personaggio di Cloud, assisteremo al radicale cambiamento che trasformerà lo stimato Sephiroth in un ribelle senza pietà, alla prima entrata in scena di Aerith e così via, il tutto attraverso splendide sequenze in Computer Grafica. Il gameplay, dal lato suo, è preso quasi di peso dal collega Kingdom Hearts (altra produzione di Nomura): tanta azione hack and slash alla base, un minimo di ruolismo nelle caratteristiche e una slot machine che a volte entra in gioco per fare il nostro lavoro sporco. L'idea di fondo, dopo un po', può risultare ripetitiva o poco profonda, ma vi assicuriamo che il prezzo vale il biglietto.

Voto Gamesurf: 9

Castlevania: Dracula X Chronicles

 

Principalmente, questa collezione per PSP ha un solo motivo di esistere: offrire un remake di Rondo of Blood. Remake che, fortunatamente, è riuscito a mantenere intatti l'atmosfera e il gameplay del capitolo originale, con tutti i suoi pro e contro, offrendo un “semplice” Rondo of Blood con grafica tridimensionale. Se poi ci aggiungete che gli originali Symphony of the Night e Rondo of Blood (che, vi ricordiamo, fino ad allora era ancora inedito nel nostro territorio), potrete capire il perché Dracula X Chronicles sia una collection imperdibile. Parliamo di due tra i migliori giochi di sempre, che hanno generato dietro di loro una vera e propria scia di proseliti, offerti in un unico pacco, con in più la novità del remake citato poco sopra. Se proprio volessimo fare i pignoli, diremmo che PSP non si è dimostrata granché adatta a rioffrirli in “salsa moderna”, vuoi per i controlli non precisissimi, vuoi per uno schermo che - più che migliorare - ha solo peggiorato la qualità grafica di giochi già vecchi per conto proprio (ci riferiamo al mancato supporto dei 16:9, che porterà all'apparizione di fastidiose bande nere laterali, tra le tante cose). Ma se siete amanti della saga, o semplicemente avete voglia di assaggiarla per la prima volta, non avrete alcun motivo per lasciarvi sfuggire questo pack più unico che raro.

Voto Gamesurf: 8

Ultimate Ghost&Goblins

 

Non è un caso che Ghost&Goblins sia posizionato appena dopo Castlevania. Vogliamo strizzare l'occhio agli appassionati più vecchiotti, a coloro che - con questi giochi - ci sono cresciuti. Dopo Konami, tocca a Capcom fare un tuffo nel passato. Ultimate Ghost&Goblins è il ritorno in grande stile di Re Artù, nuovamente costretto a fronteggiare la solita armata di mostri infernali e a sfuggire da situazioni impossibili muovendosi esclusivamente in due dimensioni. Se il concetto di base, quello del platform-action 2D è rimasto intatto, stessa cosa non possiamo dire per il gameplay. Niente paura, parliamo semplicemente di qualche novità volta a svecchiare il sistema, niente di troppo grave: Artù potrà ora arrampicarsi agli appigli, fare un doppio salto, equipaggiarsi con magie e poteri differenti, ripararsi dietro ad uno scudo e così via. Per venire incontro alla nuova generazione di giocatori, in più, gli sviluppatori hanno addirittura aggiunto dei diversi livelli di difficoltà. Perché, non dimentichiamolo, se G&G era famoso per qualcosa, questo era proprio l'immonda ostilità di ogni singola sezione. Ultimate G&G resta assurdamente ostico, premettiamolo, ma dà quantomeno la scelta di portare a casa la pellaccia (e, anche qui, mai troppo facilmente) optando magari per un “Easy”. I soliti pro e contro della serie, insomma, trasportati di peso anche in questo nuovo capitolo.

Voto Gamesurf: 8

Killzone: Liberation

 

Dopo la parziale delusione rappresentata dal primo capitolo, è con questo spin-off portatile che Guerrilla cerca di raddrizzare il tiro. Riuscendoci, a parer nostro, prima del grandioso Killzone 2 che sarebbe arrivato qualche anno più tardi. Consci dei vistosi limiti di PSP, soprattutto riguardanti i controlli, gli sviluppatori decidono così di abbandonare la natura FPS della saga per una maggiormente adatta alle potenzialità del portatile Sony. Ed ecco così che Liberation sposta la propria telecamera in modo da riprendere la scena dall'alto, rendendolo più un action tattico che un semplice sparatutto. Studiare bene la zona sarà l'unico modo per procedere illesi, mentre le classiche azioni come sparare, lanciare granate o accucciarsi dietro ai ripari vanno ad unirsi ad altre new-entry, come la possibilità di dare ordini al proprio compagno di squadra. Vario e sempre stuzzicante, Liberation è un must del genere, anche grazie al solito carisma che gli artisti di Guerrilla riescono da sempre ad infondere nei loro giochi. Templar e soci tornano alla ribalta nel migliore dei modi: appena riuscirete a padroneggiare il nuovo gameplay, non semplicissimo alle prime battute, avrete tra le mani un titolo fuori dagli schemi e tutto da godere.

Voto Gamesurf: 8.5

Tekken: Dark Resurrection

 

Nonostante già in precedenza abbiamo citato Broken Destiny, versione portatile di Soul Calibur, altra grande saga picchiaduro, non possiamo non consigliare anche Dark Resurrection. Dark Resurrection che, in tutto e per tutto, è l'essenza massima dell'anima di Tekken, solo rimpicciolita a dovere. Tanti personaggi, tante modalità, tante combo a disposizione: il solito, grandissimo Tekken, insomma. Tutto quello che avrete imparato ad apprezzare su console casalinghe è stato riprodotto passo per passo anche qui, e nel migliore dei modi. Certo, magari padroneggiare la croce direzionale non è facilissimo, soprattutto agli inizi, ma è davvero roba di poco conto considerando l'offerta. Un Tekken come Namco comanda da portare sempre in tasca con sé. Di che possiamo mai lamentarci?

Voto Gamesurf: 9

LocoRoco 2

 

Dopo l'ottima prestazione del primo episodio, Sony torna più in forma che mai per offrire questo sequel. A dire il vero, è proprio la sua natura di seguito a non innalzare LocoRoco 2 più del necessario. Ci spieghiamo meglio: per quanto la struttura di gioco sia ancora accattivante, con un level design vario e sempre ispirato, il retrogusto di già visto permea l'intera produzione. Ma, poche innovazioni a parte, c'è ben poco di cui lamentarsi. Comandare queste palline multicolore in giro per i fantastici livelli ha ancora un grande appeal, così come la veste grafica e sonora ancora una volta non delude. Se avete amato il gameplay spensierato del primo capitolo, amerete per forza di cose anche quest'ultimo. Sorvolando sulla (scontata, a dire il vero) mancanza di una vera e propria rivoluzione, ritroverete il caro, vecchio, semplice e carinissimo LocoRoco. Solo ulteriormente potenziato.

Voto Gamesurf: 8

 

 

Da non dimenticare i Minis, novità totale in campo PSP. Così come accadde al tempo per l'AppStore, infatti, in una sezione dedicata del PSN sarà possibile scaricare questi mini-giochi per pochi euro. Spesso e volentieri, nonostante le contenute spese di sviluppo, sono proprio i Minis i padroni del divertimento. Piccoli, perfetti per una partitella e via e facili da comprendere: i giochi portatili per antonomasia, ironicamente, sono proprio loro. Ovviamente, non tutti meritano di essere scaricati. Per una guida alla scoperto di questo nuovo mondo, vi rimandiamo al nostro precedente speciale: un elenco di una dozzina di Minis con relativa mini-recensione vi tornerà utile, poco ma sicuro.

Cos'altro c'è da dire? Che sia 3000 o Go, che siano giochi del 2009 o degli anni precedenti, PSP ha attualmente molto da offrire. Vi abbiamo elencato quelli che, a parer nostro, sono i bundle e i titoli da regalarsi (o da farsi regalare, ovvio) per le feste natalizie ormai alle porte. Mentre scegliete quello che più si addice ai vostri gusti, o al vostro metodo di gioco, non possiamo far altro che augurarvi un felice Natale e, in generale, un buon fine anno. PSP e Sony, negli ultimi dodici mesi, ci hanno dimostrato quanto sia possibile fare con un po' di olio di gomito e il giusto supporto first e third party. Che questo sia un augurio anche a loro: che il 2010 sia ancora migliore!