Speciale La storia di Tomb Raider - dal 1996 ad oggi (parte 2)

Vita e morte di un eroina leggendaria

di Davide Ottagono
Proseguiamo il viaggio nell'universo di Tomb Raider iniziato con la prima parte del nostro speciale, ripredenendo il discorso legato al fenomeno ludico Lara Croft, prima di occuparci anche dell'aspetto cinematografigo dell'archeologa più sexy e famosa del mondo.

Lara nei videogiochi (il ritorno)

Crystal Dynamics, una seconda sussidiaria di Eidos, prese in mano le redini della saga, accollandosi il fardello di rinnovare un personaggio che non riusciva ad attirare per nulla le nuove generazioni. Già famosi per aver sviluppato Legacy of Kain, decisero di rivedere le fondamenta stesse del franchise e di ripartire praticamente da zero, come fosse un brand completamente nuovo. Fu così che venne fuori Tomb Raider: Legend (2006).

Gli sviluppatori hanno raccontato che, come il nome lasciava intendere, Legend era un tentativo di ricordare ai fans tutti i punti di forza che una leggenda come Lara Croft era andata a crearsi nell'arco di un decennio. Di fronte a tanti cambiamenti, gli appassionati non potevano che sentirsi straniti, ma la verità è che Crystal Dynamics puntava tanto ad accontentare i fan di vecchia data quanto le nuove generazioni. Serviva un punto d'incontro e, nonostante i tanti difetti, Legend lo trovò tranquillamente. In linea con le precedenti trame e atmosfere, questo primo reboot offriva un'esperienza tra le più appassionanti di sempre, fatta di oggetti mitologici, pericolosi antagonisti mafiosi e fantasmi del passato che tornano a tormentare Lara. Il sistema di controllo fu completamente rivisto, andando maggiormente incontro all'inattaccabile sistema messo appunto in quei tempi dal Prince of Persia che tanto stava spopolando. Per la prima volta nella sua storia, Lara aveva abbassato la testa e si era accontentata di scimmiottare la concorrenza, ma forse era proprio questa la soluzione. Basta trovate dal dubbio gusto, basta con l'incessante desiderio di innovare qualcosa tanto per far parlare di sè. Tomb Raider, se voleva vivere, doveva per prima cosa ricominciare ad essere un gioco come tutti gli altri.

Purtroppo, Legend non si rivelò nient'altro che un esperimento riuscito per metà. Il gioco era semplicissimo, le sparatorie tutt'altro che profonde e la campagna principale poteva essere portata a termine in meno di 6 ore. Però, dopo tanti anni, si vide un barlume di speranza in fondo all'infinito tunnel. A conti fatti, Lara aveva ancora qualcosa da dire, e Crystal Dynamics aveva tra le mani un nome a prova di bomba. Fu proprio nel 2006 che l'interesse del mondo verso la bella ereditiera si riaccese. Dopotutto, Toby Gard era tornato appositamente per supervisionare il tutto.

Un po' a sorpresa, la ricerca della madre di Lara (cominciata in Legend) non ebbe seguito diretto con il capitolo successivo. Per festeggiare il primo decennio di vita del franchise, infatti, Crystal Dynamics annuncia Tomb Raider: Anniversary (2007). Rifacimento totale del primissimo episodio, Anniversary ci catapultava nuovamente nei panni di una giovane ed inesperta Lara alla sua prima avventura. Quella con Natla e lo Scion, ricordate? Tralasciando il fatto che gli sviluppatori avevano trovato in realtà il modo di collegare lo Scion con la madre di Lara (ma questo si sarebbe scoperto solo nel successivo Underworld), la notizia fu presa anche bene da tutti gli "aficionados" di vecchia data. Si parlava infatti di un remake fedelissimo all'originale, ma che ritoccava il tutto con i nuovi sistemi adottati in Legend. Il risultato fu ottimo e, nonostante riuscisse a sorprendere meno di un capitolo completamente nuovo, Anniversary fu l'ennesima prova che Crystal Dynamics era l'unica software-house al mondo capace di trattare Lara come meritava.

Nuovo passaggio di generazione, nuovo Tomb Raider. Tomb Raider: Underworld (2008) segna l'avvento di Lara su PS3 e Xbox360, e le aspettative in merito - grazie all'utilizzo di questi nuovi, potentissimi hardware - erano davvero altissime. Probabilmente, però, un anno non bastò a Crystal per tirar fuori il gioco dei loro sogni. Non essendo stato comunque un insuccesso totale, Underworld fece tornare la saga sotto riflettori negativi. Pieno di difetti grafici e tecnici e privo di una pulizia finale, era un covo di bug più o meno gravi che andavano a minare un'esperienza tuttosommato godibile e qualitativa. La sceneggiatura riprende la disperata ricerca di Lara, portandola a viaggiare per tutto il mondo fino al ritrovamento dell'Avalon, il luogo mistico dove è intrappolata da anni. Il copione va ad intrecciarsi perfettamente con quello di Legend ed Anniversary e, seppur non raccontata brillantemente, la storia dà un conclusione degna e soddisfacente alla nuova trilogia, chiudendo dei buchi che la saga si portava avanti da quasi un decennio (in merito a ciò, spiegata anche in cosa consisteva la famosa "nuova era" di Natla).

In verità, Underworld è fra i tre il più fedele alla saga classica. Ancor più di quell'Anniversary che così tanto si era ispirato all'originale Tomb Raider. Sequenze d'azione ridotte all'osso, esplorazione nuda e cruda di fantastici ed enormi scenari naturali, enigmi tosti e platforming allo stato puro. Sì, non fosse stato per il poco tempo a disposizione (un anno per sviluppare un gioco su una console completamente sconosciuta, inutile come lo si vede, resta sempre poco), Underworld sarebbe stato il migliore della trilogia. E, a parere di alcuni (noi compresi), lo è per davvero. Il suo problema è che un sistema più "cattivo", come quello dei veri Tomb Raider, poco si adattava in tempi in cui i videogiocatori sono abituati ad essere imboccati con il cucchiaino ad ogni passo. Alla fine, Underworld si rivelò un insuccesso, anche se alcuni bastian-contrari della critica specializzata (odiamo ripeterci, ma... noi compresi) non sono riusciti ad odiarlo fino in fondo. Crystal si accorse forse di aver sopravvalutato la generazione attuale di giocatori, e aveva capito che proporre un gioco totalmente adventure e dai ritmi così lenti fosse stato un grave azzardo, soprattutto in un'epoca in cui c'era già un certo Call of Duty a farla da padrone. Eidos si ritrovava ancora una volta priva di una saga-immagine che potesse riportarla in auge. Dopo il flop di Underworld, la paura generale fu che Lara potesse tornare ad essere la macchietta dell'era Core Design. Fu allora che sopraggiunse Square Enix.

Produttore e sviluppatore giapponese, Square Enix (già famosa per la saga di Final Fantasy) acquista Eidos nell'Aprile 2009, trasformandola di fatto in una sua sussidiaria. Eidos smette così di esistere, facendo nascere di fatto l'attuale Square Enix Europe. Nomi a parte, la sostanza restò comunque la medesima: stesse persone al lavoro e stessi sviluppatori interni. A Crystal fu data nuovamente fiducia, ma i piani di Square - in merito alla saga - erano altri. Underworld non avrebbe dovuto avere un seguito diretto, ma sarebbe dovuto rinascere dalle sue ceneri. Una seconda volta. Viene annunciato Tomb Raider.

Senza numero, senza sottotitolo: il sequel di Underworld (ma che cronologicamente sarà un prequel) è un vero e proprio primo capitolo di una nuova saga parallela. Ancora una volta, si riparte da zero per riscrivere questa saga completamente dalle fondamenta. Una Lara più giovane che mai si ritrova a fare i conti con la sua prima, vera avventura. Per l'occasione, però, il background della giovane è stato di nuovo riscritto. A quanto pare, gli accadimenti che hanno reso Lara la "guerriera" che tutti conosciamo si sono distaccati dal più conosciuto disastro aereo in Tibet, trasformandosi in un naufragio nel Triangolo del Drago, un misterioso arcipelago di isole al largo del Giappone. Per la terza volta si riparte daccapo, nel tentativo di avvicinare i giovani ad un personaggio che non ha già 15 anni di storia alle spalle. La protagonista subisce un pesante restyling (anche per andare incontro al pubblico femminile), diventa più credibile (sia nel carattere che nelle forme) e viene messa costantemente alla prova con situazioni al limite dell'umano, ispirandosi palesemente a quell'Uncharted che da tanti anni a questa parte ha monopolizzato il genere senza lasciare neanche una briciola ai colleghi. Questo "Tomb Raider" è un prodotto più attuale, capace di andare incontro ai gusti di chiunque: si esplora, si spara, si combatte, ha scene scriptate spettacolari e si guadagnano punti esperienza per acquisire nuove armi e potenziamenti. Il suo mese d'uscita è questo stesso Marzo, quindi manca poco per provarlo definitivamente con mano.

Lara sul grande schermo

Correva il 1998 quando Paramount Pictures acquistò i diritti di Tomb Raider, con l'intenzione di ricavarne un lungometraggio. In quel periodo, la "fan-base" era estesa come non mai, e il regista Simon West sapeva benissimo la responsabilità che si prendeva traendo un film dal più famoso videogioco del momento. Paramount, aiutata dagli stessi Core Design, iniziò subito dopo il casting, alla ricerca di un volto in carne ed ossa che potesse essere anche solo lontanamente associabile a quello della leggendaria Lara Croft. Voci di corridoio parlavano di Pamela Anderson (chissà perchè...), Demi Moore, Jeri Ryan e Carla Pivonski. Alla fine, la spuntò la già pluri-premiata Angelina Jolie. Come la Jolie stessa aveva ammesso, lei era tutt'altro che un'amante del personaggio, ma capì fin da subito l'importanza di quello che stava facendo. Si legò i capelli, aumentò la propria taglia grazie ad imbottiture nel reggiseno e fu finalmente pronta ad interpretare quello che poi vedemmo su grande schermo. A differenza però di quanto le fu detto all'inizio, per la Jolie non erano previste controfigure nelle scene più difficili, cosa che l'avrebbe trasformata di fatto in una stunt-woman al cento-per-cento. Per calarsi meglio nella parte, cominciò a fare palestra, aumentò il proprio tono muscolare e si allenò costantemente per poter interpretare (completamente da sola) qualunque pazzia fosse stata inserita nel copione, anche rischiando più volte di ferirsi gravemente. Cosa che, a detta di chi le era vicino, non l'ha mai scoraggiata.

Angelina tornò sotto i riflettori anche per girare il seguito, "Il Calice della Vita", diretto questa volta da Jan de Bont. Purtroppo, una volta nelle sale, si rivelò tutt'altro che un successo, con una Jolie che decise di appendere le pistole gemelle al chiodo e di vestire i panni di Lara Croft per l'ultima volta. Era solo il 2003, eppure la saga cinematografica ispirata al videogame più chiacchierato di sempre sembrava già essere volta al termine. Nonostante l'esperimento non propriamente riuscito, Paramount ha comunque in seguito annunciato una terza trasposizione. Ancora oggi non si conosce il nome della nuova attrice, ma una cosa è certa: si cerca una donna più giovane della Jolie, quasi sicuramente per lanciarsi in una trama antecedente agli accaduti del film. Un po' come sta accadendo con i giochi della gestione Square, esatto. Graham King produrrà il terzo lungometraggio, atteso questo stesso 2013.

Lo sapevate che...?

Abbiamo voluto concederci un ultimo spazietto per tutte quelle curiosità più simpatiche legate al mondo di Tomb Raider e non. Gli aneddotti sono molteplici, e alcuni di loro non mancheranno di strapparvi qualche risata. Dopo aver letto alcune cose, ve lo assicuriamo, non sarete più gli stessi. Ad esempio...

Lo sapevate che Lara Croft ha ben tre ville, ma ne vediamo sempre una sola? Ereditate direttamente da re Edoardo VI, le restanti due sono mantenute dal National Trust.

Lo sapevate che il nome della via della cittadina di Derby (Inghilterra) in cui aveva sede la Core Design, dopo un sondaggio pubblico, fu cambiato in "Lara Croft Way"? Ironia della sorta, circa il 90% dei partecipanti al voto erano d'accordo ad affibbiare all'archeologa nazionale la targhetta della strada.

Lo sapevate che Lara Croft è entrata nel Guinness dei Primati? Certo, ve lo abbiamo già anticipato prima, ma potevate immaginare che detiene non uno, non due, ma ben sei record? Ad oggi, è il personaggio dei videogiochi più riconosciuto dalle masse, quello col background più dettagliato e persino quello con l'adattamento cinematografico più riuscito.

Lo sapevate che Angelina Jolie, l'attrice che ha interpretato l'archeologa sul grande schermo, viene ancora oggi additata dalle generazioni più giovani semplicemente come "Lara Croft"? Famoso il suo aneddoto a riguardo, in cui una bambina le si avvicinò per un autografo, solo perchè pensava fosse realmente Lara Croft. Che tenera. Probabilmente, uno dei motivi per cui la Jolie decise di cambiare strada, però.

Lo sapevate che il personaggio di Lara Croft, soprattutto nel suo periodo di boom, fu l'oggetto di discussione più attaccato dai gruppi femministi? Stando a loro, infatti, le forme irrealistiche e un prototipo di bellezza irraggiungibile portavano sulla cattiva strada un'intera generazione di maschietti e femminucce. I ragazzini erano innamorati di Lara, quasi scambiandola per una persona vera, e settarono i loro standard di "donna da amare" sempre più in alto. Le ragazzine, invece, potevano essere disposte a fare di tutto per somigliarle. Tranne qualche caso raro, però, fortunatamente non ci siamo trasformati in niente di tutto questo. Oppure sì?

Lo sapevate che l'italianissima Elda Olivieri, assieme alla collega francese, è la doppiatrice che per più capitoli ha accompagnato Lara Croft nelle sue avventure? Ironicamente, persino l'interprete anglofona è cambiata più volte negli anni, mentre noi ne abbiamo una sola che ci accompagna da quasi 20 anni. Motivo di fierezza, no? Peccato che, per motivi di trama, Elda sia stata sostituita per il nuovo episodio. Fine del record.

Lo sapevate che Lara Croft è apparsa incalcolabili volte sulle copertine di riviste all'infuori del mondo dei videogiochi? Ad esempio, sul magazine di moda britannico The Face, sul Time e su Newsweek. Per di più, apparve anche su Focus e sul Financial Times. Senza dimenticare le apparizioni nelle pubblicità della Visa, delle bevande Lucozade, della rivista Brigitte e delle automobili Seat. Dulcis in fundo, promosse anche una campagna per il cancro alla pelle.

Lo sapevate che le sue gesta sono state narrate anche nel campo della musica? Moltissime le band che hanno composto pezzi ispirati a Lara Croft, infatti, e tra questi appaiono i Depeche Mode, Moby, Faith No More, Jimi Tenor e Apollo 440. Prese vita anche un album apposito che racchiudeva al suo interno tutti questi famosi tributi, dal titolo "A Tribute to Lara Croft". La bella avventuriera sfondò anche all'italianissimo San Remo, con Mina Rei ed Eugenio Finardi (1999) che portarono rispettivamente un video ufficiale ispirato a Tomb Raider e una canzone intitolata "Amami Lara". Sempre rimanendo in tema "italiano", non dimentichiamoci che anche Piero Pelù e i Litfiba l'hanno omaggiata in "Lara Song".

Lo sapevate che Lara Croft fu il primo personaggio dei videogiochi ad essere reputato un "sex symbol"? Di uomini che sbavano sulle sue curve poligonali ce ne sono ancora a milioni, ma tra di loro ci fu un genio che vinse su tutti gli altri. Era il periodo dell'uscita del primissimo episodio, quando un anonimo - seguito da uno stuolo di adepti - pubblicò su un proprio dominio la patch che poi prese il nome di "Nude Raider". Scaricandola e installandola sulla versione PC del gioco, come avrete capito dal nome, permetteva di vestire i panni di una Lara... senza vestiti (scusate il gioco di parole). Il successo che ebbe la patch fu senza limiti, ma ovviamente Eidos si mosse in fretta per bloccarne la fuoriuscita. Dopotutto, poteva mettere il personaggio in una cattiva luce, e rischiavano molto dopo il successo iniziale. La storia, dopo querele e mesi di tribunale, finì con l'acquisizione da parte di Eidos del dominio incriminato, che venne poi trasformato in un sito hard per soli adulti. Ci dispiace smentire le incessanti voci di corridoio che correvano in passato, ma non c'era nessuna patch simile su console, nonostante leggende raccontino che alcuni irriducibili giocatori stiano ancora oggi provando ad attivarla. Buona fortuna, vi stimiamo.

Lo sapevate che, con lo sbarco su PS3 e Xbox360 della serie con Underworld, fu chiamata una vera e propria atleta per registrare le animazioni di Lara Croft? Al tempo, infatti, si unì al team la medaglia d'oro olimpionica Heidi Moneymaker come supervisore dell'intero reparto animazioni.

Lo sapevate che l'enorme taglia di reggiseno di Lara Croft è nata da un semplice errore? Alla fine, per quanto l'idea di Toby Gard fosse di rendere affascinante Lara per mezzo del suo carattere ingestibile, fu proprio la spropositata ottava (o nona, o decima, dopo vari studi siamo ancora nel dubbio) della donna a bucare lo schermo. Eppure, fa ridere pensare che se non fosse stata per la testa calda di Toby Guard, oggi ricorderemmo Lara per ben altro. Una storia confermata vuole infatti che, mentre il resto del team era in pausa e lontano dalle postazioni di lavoro, Guard scimmiottò con i programmi di modellazione aumentando la taglia di reggiseno del 150% rispetto a quella originale, per fare uno scherzo ai colleghi quando sarebbero tornati al PC. Ironia della sorte, la nuova coppia di bombe della protagonista, invece di causare l'ilarità che si aspettava, convinse Core Design (che al tempo doveva essere composta esclusivamente da maiali in calore) a lasciarla nella sua nuova versione. Ah, i casi della vita...

Finalmente, siamo arrivati alla fine del nostro viaggio. Speriamo che per voi sia stata una piacevole ed interessante lettura, almeno tanto quanto lo sia stato per noi scriverlo. L'amore per qualcosa spinge a tutto e, alla fine, anche noi a suo tempo siamo stati fan sfegatati di Lara. Tra gioie e dolori che si sono susseguiti per diciassette, lunghi anni ci troviamo finalmente di fronte al nuovo episodio della saga. Episodio che, ancora una volta, promette di ricominciare da zero e lasciare sullo scaffale tutto quello che abbiamo visto e provato in precedenza. Ovviamente, restate sintonizzati su GameSurf per scoprire se ne è valsa veramente la pena. Il reboot di Tomb Raider è atteso per il prossimo Marzo, ma potete aspettarvi una recensione già nella settimana a venire.