Speciale Diablo III

Svelati i nostri prossimi compagni d'armi!

di Andrea Bruni
Novità "diaboliche" in arrivo dal fronte Blizzard: abbiamo avuto modo di fare due chiacchere con un disponibilissimo Jay Wilson, lead designer di Diablo 3, per approfondire un aspetto del prossimo hack'n slash della casa californiana su cui finora siamo rimasti a secco, o quasi, di informazioni; ossia i seguaci, personaggi di supporto che affiancheranno il PG nel corso dell'avventura. La curiosità a riguardo è tanta, e una data d'uscita che verosimilmente sarà tutt'altro che prossima non fa che renderci ancora più ghiotti di qualunque nuovo dettaglio possa venirci rivelato sul nuovo capitolo di una delle saghe più amate e giocate dal popolo dei PC gamers. Dunque, non ci resta che scoprire insieme tutto quello che Blizzard ha intenzione di rivelarci sui nostri prossimi compagni d'armi contro la minaccia delle forze dell'Inferno.

Gamesurf: Innanzitutto, buongiorno Mr Wilson e grazie per il tempo che ci è concesso. Siamo davvero curiosi di sapere qualcosa in più sugli eredi dei mercenari di Diablo 2, e siamo sicuri che non ci mancheranno risposte molto interessanti. Ma iniziamo dalle meccaniche di base: quanti sono i personaggi tra i quali potremo scegliere il nostro alleato? Saremo sempre limitati a un solo compagno attivo o avremo la possibilità di formare un mini-party più folto?

Jay Wilson: Vorrei fare subito una precisazione, non avremo a che fare con "mercenari" ma con "seguaci" (followers, ndr), è una differenza non da poco; questi personaggi non si unirano a noi dietro compenso, ma semplicemente decideranno spontaneamente di accompagnare il protagonista e offrire il loro aiuto nella sua missione. Il ruolo dei seguaci è cambiato rispetto alla controparte introdotta in Diablo 2.

In ogni caso, sono previsti tre diversi personaggi reclutabili, e potremo portarne con noi sul campo di battaglia solamente uno per volta. Comunque, gli altri seguaci di cui abbiamo ottenuto i servigi saranno ad aspettarci nella nostra carovana all'interno delle varie città, in modo che in qualunque momento potremo tornare indietro e cambiare la nostra spalla.

GS: Questo ci suggerisce che questi personaggi appartengano a classi predefinite e ben differenziate, diciamo bene? Possiamo conoscere meglio questi tre nuovi "amici"?

JW: Certamente, ogni seguace ha caratteristiche distinte, che permetteranno al giocatore di poter scegliere un compagno che possa risultare complementare alle peculiarità della sclasse del personaggio principale. Ad esempio, abbiamo il Templar, un "guerriero sacro" dalle abilità perlopiù difensive, è un tenace combattente corpo a corpo adatto al ruolo di "tank" attirando su di sé gli attacchi nemici e quindi risultando una valida scelta per le classi meno idonee al combattimento diretto. Al contrario, lo Scoundrel (traducibile come "furfante", "canaglia") è un personaggio smaccatamente offensivo, esperto nel tiro a distanza e dotato di abilità in grado di colpire direttamente i nemici. Infine la Enchantress, anch'essa orientata verso il combattimento a distanza, svolge fondamentalmente un ruolo di supporto, le sue magie sono perlopiù a beneficio del protagonista, conferendogli diversi bonus in combattimento.

GS: Quello delle abilità è un discorso interessante. Quanto è ampia la gamma di "trucchetti" che i seguaci potranno acquisire nel corso dell'avventura, e come funzioneranno? In Diablo 2, i mercenari non avevano accesso alla riserva di mana del PG principale, in questo nuovo capitolo è in vista un cambiamento?

JW: No, le abilità speciali dei seguaci non funzioneranno attraverso al mana, ma bensì saranno basate sul sistema del cooldown, ogni abilità avrà un tempo di ricarica prima del quale non potrà essere riutilizzata. Comunque i seguaci avranno accesso ciascuno a 12 abilità uniche e differenziate.

GS: Questo ci porta a una domanda che da tempo ci frullava nella mente: potremo controllare in qualche modo l'utilizzo dei poteri del nostro seguace? Sarà ancora gestito in maniera automatica oppure potremo impartirgli ordini e suggerire strategie, direttamente o indirettamente?

JW: No, niente del genere. Nella progettazione di Diablo 3 ci siamo posti l'obiettivo principale di mantenerci fedeli alla filosofia su cui poggia la serie, che fa della semplicità e dell'immediatezza di gameplay la prerogativa principale; per cui abbiamo voluto evitare qualunque elemento che possa appesantire o rendere più macchinosa l'esperienza di gioco. Gli alleati sapranno bene come comportarsi sul campo di battaglia, lasciando il giocatore a concentrarsi sul controllo del proprio personaggio.

GS: Immaginiamo che comunque resterà in piedi un certo grado di interazione con questi PnG, come la possibilità di equipaggiarli, di guarirli con magie o pozioni qualora la situazione si faccia critica, o l'onere di riportarli in vita nel caso venissero sconfitti.

JW: Le pozioni sono proprio uno di quegli aspetti che, per perfezionale il feeling d'immediatezza, abbiamo cercato di limitare il più possibile! Nel gameplay dei precedenti Diablo, esse avevano un peso non indifferente, e in certi casi potevano risultare una meccanica piuttosto scomoda, come appunto nel caso di dover guarire i mercenari trascinando la pozione sulla rispettiva icona.

Abbiamo pensato a un metodo alternativo per il ripristino della salute: alcuni nemici, una volta uccisi lasceranno cadere degli speciali oggetti guaritivi, raccoglierli restituirà parte dei punti ferita al personaggio principale e al suo seguace, così come a tutti i giocatori che lo stanno affiancando in cooperativa. Anche il sistema delle "resurrezioni" è stato rivisto radicalmente; se in Diablo 2, per rimettere in sesto un compagno caduto, era necessario tornare alla città più vicina e farlo rianimare pagando una somma proporzionale al livello d'esperienza. In Diablo 3 abbiamo tolto la necessità di effettuare questi backtracking, in quanto i compagni non "muoiono" mai veramente: se vengono danneggiati pesantemente, essi al massimo possono venire temporaneamente incapacitati. La loro forza vitale si rigenererà automaticamente in un certo lasso di tempo, o in alternativa, potremo soccorrerli direttamente concentrandoci su di loro per qualche secondo, facendoli tornare pronti all'azione più velocemente.

L'inventario degli alleati sarà invece ancora al suo posto, dandoci la possibilità di equipaggiarli con armi, scudi, armature o elmetti per migliorare le loro caratteristiche.

GS: I seguaci potranno utilizzare anche oggetti speciali, come ad esempio alcuni mercenari di Diablo 2 avevano accesso ad armi e armature riservati a specifiche classi giocabili?

JW: Assolutamente sì. I seguaci avranno oggetti tutti per loro, che ne influenzeranno caratteristiche e abilità, il Templar ad esempio potrà portare con sé i libri sacri, equipaggiabili unicamente da lui.

GS: Con questo, ci siamo fatti un panorama davvero chiaro e completo sul gameplay. Non ci restano che un paio di domande meno legate alle pure meccaniche di gioco, ma che sfociano nel lato più "avventuroso" di Diablo 3. Hai detto che i seguaci si uniranno a noi di loro volontà. Quindi, dobbiamo aspettarci che li recluteremo man mano che procederemo attraverso la campagna? Per avere i loro servigi dovremo risolvere specifiche quest?

JW: Certamente, incontreremo i tre nel corso dell'avventura, e avremo modo di aiutarli e guadagnarci la loro fiducia, convincendoli a seguirci e supportarci.

GS: La nostra ultima domanda vuole proprio approfondire questo discorso. Ci sembra di capire che i seguaci non saranno più solamente delle utili "armi" a nostra disposizione, ma "personaggi" a tutti gli effetti. Dobbiamo quindi aspettarci che abbiano una biografia e una personalità delineata, e un vero e proprio ruolo all'interno della storia? Magari potremo essere coinvolti in side quest legate a loro?

JW: Avete detto bene, i seguaci saranno veri e propri personaggi, dotati di una loro caratterizzazione e con una ragione d'esistere all'interno del mondo di gioco e della storyline principale. Non sono previste missioni correlate, ma abbiamo lavorato per renderli più che sagome passive e bidimensionali, abbiamo pensato a un certo grado di interazione con ambienti e situazioni, dove i nostri compagni avranno modo di dire la loro.

Ringraziando Blizzard e il buon Jay Wilson, usciamo da quest'intervista con le idee molto più chiare, sull'argomento specifico dei followers, ma anche sulla filosofia che dovremo aspettarci da Diablo 3, che si preannuncia più fedele che mai a sé stesso e alla formula di assoluta immediatezza che ha decretto lo strepitoso successo dei capitoli precedenti. Restate sintonizzati, perchè sul prossimo lavoro di Blizzard ci sarà ancora tanto da scoprire e svelare, giusto per ingannare un'attesa, che -ahinoi- pare sarà ancora tarata sulle tempistiche non certo frettolose dei papà di Warcraft e Starcraft. Il prezzo da pagare per poter godere dell'ennesimo capolavoro di questa SH? Questo avremo domo di scoprirlo. E nel frattempo, rincuoriamoci sapendo che nel nuovo, sanguinoso scontro contro il Male, non combatteremo soli