Speciale 16 Minis PSP

Minis: genialità a portata di mano, o divertimento in piccolo?

di Davide Ottagono
Preambolo iniziale: cosa sono questi Minis? Niente di così strano se qualcuno di voi ancora lo ignora. Dopotutto, parliamo di una piccola, grande novità che - almeno su PSP - ha preso vita solo negli ultimi tempi. Come suggerisce il nome stesso, i Minis altro non sono che giochi dalla forma e dal prezzo ridotto, con tutti i pro e i contro del caso. Quello che vi offriamo oggi è un articolo alla scoperta di alcuni che abbiamo potuto provare, spolpare e - in ben più di un caso - apprezzare. Partiamo dal presupposto, però, che nessuno di questi “giochini” va paragonato a concorrenti di più alto calibro, per ovvi motivi. Sono titoli nati senza troppe pretese, in cui la loro grandiosità va ricercata più nel rapporto qualità-prezzo (parliamo sempre di una mezza dozzina di euro, o poco oltre) che nel complesso vero e proprio. Messi in chiaro questi pochi (ma vitali) punti, possiamo anche tuffarci insieme nel colorato mondo dei Minis.

Mahjongg Artifacts 2

Un titolo che sicuramente apprezzeranno i proseliti della cultura orientale. Infatti, nonostante in Occidente sia praticamente sconosciuto, il Mahjongg va oggi molto di moda nei Paesi dell'Est come Cina e Giappone (anche se negli Stati Uniti sta prendendo sempre più piede). Sebbene il vero Mahjongg sia un passatempo principalmente da godersi in un gruppo di quattro persone, questa versione digitale ci permetterà di giocare esclusivamente da soli. Poco male, visto che lo spirito del gioco è bene o male lo stesso. Livello dopo livello, dovremo abbattere le muraglie di mattoncini messe su dalla CPU, abbinando le tessere uguali il più velocemente possibile e sfruttando a dovere i vari power-up sparsi in giro per il campo. Il livello di difficoltà è praticamente nullo, non essendoci un vero e proprio avversario con cui confrontarsi, ma è la voglia di migliorare il vecchio punteggio - sessione dopo sessione - a spingere il giocatore a riallacciarsi le cinture per secondo, terzo, quarto o quinto giro. Da sottolineare che, oltre la modalità “Storia”, ci viene offerta anche la possibilità di intraprendere una partita con tasselli infiniti da cancellare. Il passatempo perfetto, quando si è in treno. Un applauso particolare alla colonna sonora e alla grafica coloratissima. Consigliato solo a chi preferisce usare il cervello, al posto dei polpastrelli (anche se, più che cervello, servono solo buoni riflessi).

Voto: 7

Sudoku

Nient'altro da aggiungere. Dopotutto, parliamo niente poco di meno che del Sudoku, il gioco che negli ultimi anni ha spopolato (per usare un eufemismo) in tutto il mondo, Italia compresa. E' sui giornali, sulle settimane enigmistiche, venduto singolarmente - da oggi - anche su console portatile PSP. Il titolo elettronico non si distingue praticamente per nulla da quello cartaceo, ed è forse questa la sua più grande vittoria. Centinaia e centinaia di tabelle da completare con numeri da posizionare nel posto giusto, insomma. Ottimo per chi non può farne a meno, in definitiva. E anche un modo per risparmiare, evitando di comprare sempre nuovi Sudoku per passare il tempo, se vogliamo dirla tutta.

Voto: 7

BrainPipe

BrainPipe è forse una delle esperienze più psichedeliche che ci siano capitate sottomano da un po' di anni a questa parte. Difficile racchiuderlo in un genere particolare, ma il gameplay - in linea di massima - consiste nel far superare a questo bulbo oculare i vari ostacoli presenti in questo sub-strato dell'inconscio cerebrale. Lo sappiamo, è psichedelico fin dalla spiegazione. Visuale in prima persona, dita sul pad (o sull'analogico, ma non sappiamo quanto sia consigliato) e siete pronti a partite. Evitando raggi laser, palle infuocate e amenità varie, potrete procedere verso livelli sempre più avanzati (e, quindi, maggiormente impegnativi). Sorvolando sullo stile generale, per cui sinceramente non siamo impazziti, il principale difetto è proprio il sistema di controllo. Il gioco in sé non è già semplicissimo, ma quando ci si mette la sensibilità dell'”occhio” tra noi e il traguardo, allora è la fine. Spesso può capitare infatti di vedere in anticipo un ostacolo ma non riuscire a superarlo, perché il nostro protetto si è spostato troppo, o troppo poco. Tanto allenamento magari ricalibrerà il tutto, ma vi sfidiamo ad avere la pazienza necessaria a non abbandonarlo dopo un paio di Game Over.

Voto: 5.5

Breakquest

 

Quello che amiamo definire “la brutta copia di Arkanoid”. Non che Breakquest sia brutto, premettiamolo, ma non si può pensare altrimenti mentre si abbattono quelle file di mattoncini utilizzando la forza di rimbalzo della nostra “balestra”. Ma andiamo con ordine. Arkanoid, per chi non lo sapesse, è quel vecchissimo coin-op in cui - ai comandi di una vera e propria sbarra - dovevamo far rimbalzare una pallina utile per distruggere tutti i mattoncini colorati di fronte a noi, al contempo facendo attenzione che non passasse le nostre difese. Capito cosa intendiamo? Bene, Breakquest è praticamente la stessa cosa. Il principale problema è che la nostra arma da assedio non è calibrata alla perfezione per raggiungere ogni punto del campo nel minore tempo possibile. Risultato? Che se la pallina vola via oltre le nostre previsioni, sarà difficile raggiungerla nel tempo necessario. Buona l'introduzione di vari ostacoli sparsi per i livelli, molti dei quali - al passaggio della pallina - rispondono anche con un'ottima fisica. Questi ostacoli, quindi, diventano dei nuovi elementi da tener conto quando si cerca di calcolare le traiettorie della sfera. Tantissimi i livelli da giocare, con tanto di difficoltà extra, quindi la longevità è assicurata. A meno che non abbiate tra le mani un clone di Arkanoid (o l'Arkanoid originale, perché no?) calibrato un po' più saggiamente.

Voto: 6

Fieldrunners

 

Come poteva mai mancare un Tower Defense come Dio comanda? Ultimamente, soprattutto grazie il Live Arcade ed il PSN stanno prendendo sempre più piede, e Fieldrunners ne è la prova definitiva. Per chi non fosse pratico del genere, spieghiamo cosa sia un Tower Defense: il nostro scopo sarà quello di proteggere la nostra base da un'infinità di assalti nemici, ma senza attaccare.  Solo difendendoci, così come suggerisce la parola stessa. Come? Con varie torri da costruire sul campo, ovviamente. Tramite i soldi fornitici ad inizio missione e ad ogni ulteriore kill in battaglia, potremo tirar su delle strutture difensive per avere la meglio sulle ondate nemiche. Fieldrunners non si discosta molto da questa politica, ma riesce a divertire lo stesso. Quattro le tipologie di torri a disposizione (un po' pochine in realtà, soprattutto se paragonate ai capisaldi del genere), ma la varietà dei nemici fa perdonare ogni altra lacuna. Tosto, tattico e bello da vedere/ascoltare, Fieldrunners è un acquisto obbligato per chiunque abbia apprezzato un Savage Moon o un Pixel Junk Monsters a caso. A questo prezzo, poi, sarebbe un reato lasciarselo scappare.

Voto: 7.5

Funky Punch

 

Un picchiaduro 2D (ma con grafica tridimensionale) senza alcuna pretesa, e lo si nota fin da subito. La prima cosa che salta all'occhio è la povertà grafica, nonostante lo stile scanzonato e “bambinesco” riesca a coprire un po' il tutto. Ma, il problema principale, è il sistema di combattimento stesso, già solo partendo dal fatto che ogni personaggio è praticamente identico a qualsiasi altro, fatta eccezione per la distruttiva tecnica speciale. I controlli, per di più, sono legnosi come pochi altri. Poche mosse a disposizione, frustrazione totale nel cercare di mettere in pratica un qualunque combattimento degno di questo nome, visivamente povero. C'è davvero poco da salvare, eccezion fatta per lo stile dei personaggi. Alcuni di loro sono simpatici, altri semplicemente da provare, altri ancora degli Smile che elargiscono botte a destra e a manca. Ma, oltre, la genialità di qualche trovata, c'è poco altro da salvare. O da dire, in generale.

Voto: 4.5

Bloons

 

Bloons è un gioco molto particolare, dove il tutto sfocia in un'unica regola: cercare di far scoppiare il maggior numero di palloncini a livello con l'ausilio di una scorta limitata di freccette. Quante volte, ad una qualunque festa di compleanno, avete desiderato sfogarsi su quei pezzi di plastica pieni di elio solo per vederli esplodere e ridacchiare delle facce spaventate dei bambini di fianco? Ora potete. Certo, non ci sono i bambini scioccati, ma fa lo stesso. La semplicità del tutto è sia croce che delizia, perché se da un lato è divertente mandare al creatore queste sferette colorate, dall'altro ci si può annoiare ben presto. La buona varietà di livelli, con ostacoli piazzati per farci calcolare meglio la traiettoria dei nostri dardi, però, riesce ad innalzare questo titolo almeno alla sufficienza. Senza infamia e senza lode, in definitiva.

Voto: 6

Hero of Sparta:

 

Già solo all'avvio del gioco, si capisce come questo Hero of Sparta non sia il solito Mini. Filmato in Computer Grafica impeccabile, dove un guerriero spartano si fa strada tra orde di non-morti e bestie mitologiche di ogni tipo, brandendo coraggiosamente un'unica spada e falciando brutalmente qualunque cosa gli sia vicina. Il tutto ricorda God of War? È la prima cosa che è venuta in mente anche a noi, pad alla mano. Rimandare Hero of Sparta al mito di Kratos è assolutamente normalissimo, e non è neanche chissà quale difetto, ad essere sinceri. Se qualunque action si ispira a GoW per migliorarsi, allora non vediamo perché fargliene una colpa. Atmosfera e ispirazioni a parte, non si può far altro che notare la completezza del titolo sotto i tantissimi aspetti. In linea di massima è un picchiaduro 3D a scorrimento, con tante armi da utilizzare, boss da sconfiggere (con fatality in Quick Time Events, ovviamente), magie da apprendere e fasi platform da superare. Molto completo, come dicevamo prima. Hero of Sparta è, almeno al momento, il modo migliore per godersi una piccola, grande avventura ad un prezzo irrisorio. Peccato per la scarsa profondità del sistema di combattimento, che può portare il giocatore ad annoiarsi prima del previsto, e per alcuni rallentamenti che minano pesantemente lo spettacolo del tutto. Ma, oltre questo, c'è ben poco di cui lamentarsi. Fatelo vostro se volete un piccolo, timido clone di Chain of Olympus.

Voto: 8.5

Kahoots

Kahoots è una sorta di platform a scorrimento bidimensionale in cui, ironicamente, non si può saltare. Non si può saltare, non si può cadere nei burroni e - in linea generale - non si può morire. Cosa lo rende appetibile, invece? Il fatto che dovremo essere noi giocatori, con proverbiale sangue freddo, a dovergli aprire un cammino il più velocemente possibile. Questo sarà possibile sostituendo le mattonelle del pavimento con quelle adiacenti, spesso con differenti proprietà. Potremo spostare il pavimento spinato (e mortale) alle nostre spalle, ad esempio, e sostituirlo con uno normale, così da poter proseguire indisturbati. O, ancora, potremo piazzare un pavimento trappola dove più ci fa comodo, così da poter atterrare al piano inferiore. Più si va avanti nei livelli, e più si noterà la bravura degli sviluppatori nell'offrire sempre qualcosa di nuovo capace di sorprendere e di rimescolare le carte in gioco. Tanti i mondi da superare, altrettante le torte secondarie da scovare. In definitiva, sicuramente da tenere in considerazione, soprattutto se si è amanti delle esperienze intelligenti e diverse dal solito.

Voto: 7

Puzzle Scape Mini

 

Se dovessimo paragonare Puzzle Scape Mini alla prima cosa che ci viene in mente, quella sarebbe Tetris. Tetris che, tra le tante cose, è compreso anche tra i titoli che abbiamo provato (ma di cui, ovviamente, parleremo in seguito). Parliamo sempre e comunque di un gioco in cui, alla caduta di tasselli di determinato colore, dovremo andare a piazzarli al posto giusto e cercare di farli cancellare a vicenda prima che raggiungano il soffitto. Le regole generali, però, sono piuttosto differenti da quelle di un Tetris a caso. Per prima cosa, i tasselli che cadono sono cubi singoli, e non forme predefinite. Il nostro scopo è quello di formare una parete (quindi un cubo, un rettangolo, o qualunque altra figura chiusa) con tasselli dello stesso colore, così da cancellarli sul posto e poter continuare, almeno fino allo scadere del tempo. Come facilmente intuibile, riflessi e prontezza cerebrale la fanno da padrone, e più si va avanti e più il ritmo diventa accattivante. Non chissà che innovazione, ma assicuriamo che riesce ad ammaliare e divertire il giocatore, anche se con poco.

Voto: 7.5

Fortix

 

Niente di così diverso da quanto proposto da Taito a suo tempo con Qix, ma pur sempre un rifacimento di quello che - ancora attualmente - è uno dei giochi più spensierati e accattivanti di sempre (riproposto, tra l'altro, anche su telefonia mobile). Il titolo, nonostante abbia regole semplici e assimilabili praticamente da chiunque, si presenta fin da subito ben più complesso del previsto. E del necessario, forse. Ma andiamo con ordine: ai comandi di un cavaliere, il nostro scopo sarà quello di conquistare terre nemiche. Come? Grazie alla visuale dall'alto, potremo vedere perfettamente ogni spostamento nostro e avversario, oltre che al campo da conquistare. Avanzando nel territorio nemico, il nostro cammino verrà segnato da una linea fosforescente: se riusciamo a chiudere questa linea in una figura qualsiasi, allora il territorio all'interno diventerà nostro. Ovviamente, bisogna fare particolarmente attenzione alle torrette (sparano infatti palle di cannone), ai vari tipi di draghi e così via. Nel caso venissimo colpiti, o venisse colpita la linea alle nostre spalle, allora sarebbe Game Over. Peccato che la struttura vincente di Qix sia stata cambiata e, a parer nostro, in peggio. Le torrette nemiche sparano troppo frequentemente, e questo ci costringe a “rincasare” nel territorio già conquistato troppo in fretta, arrivando a guadagnare terreno quasi un centimetro alla volta, con perdita di tempo conseguente. Persino i power-up, spesso e volentieri vitali, sono impossibili da raggiungere a causa dell'altissimo ratio di fuoco dei baluardi nemici. In definitiva, rimane pur sempre il remake di un classico intramontabile. Peccato che qualche scelta proprietaria abbia rovinato il perfetto bilanciamento che tanto ci aveva ammaliato anni fa.   

Voto: 6

Alien Havoc

 

Metal Gear Alien. Visuale dall'alto, azione stealth sfrenata e ronde nemiche da evitare (o da stroncare sul nascere, se armati dei giusti strumenti). Non parliamo di Solid Snake e soci, ma di Alien Havoc, un titolo che sicuramente fa il verso allo spionistico di Kojima - almeno per il gameplay principale - ma che va ben oltre come idea. Gli alieni esistono, ora ne abbiamo le prove, e stanno venendo sulla Terra per... rubare le nostre mucche? Non ne sappiamo la motivazione, ma questo è lo scopo principale del gioco. Creatoci il nostro alieno (è possibile infatti cambiargli colore, ma nient'altro), è il momento di sbarcare alla fattoria più vicina, evitare i contadini appostati per farci la pelle e rubar loro quanti più bovini possibili, così da poter tornare alla nostra navicella. Ci si nasconde nell'erba, si tirano sassi ai nostri inseguitori e si usano le varie coperture artificiali per non farsi vedere, fine della storia. Non aspettatevi chissà che spremi-meningi, o spremi-polpastrelli. È una via di mezzo, mediamente interessante, ma che comunque non ci ha fatto impazzire.

Voto: 5

Tetris

 

Potete anche saltare questo pezzo. Conoscete Tetris, avete giocato a Tetris, avete sicuramente sentito parlare di Tetris: ergo, il votone è più certo del sole all'alba, inutile perdere altro tempo qui. Tetris è leggenda, e nonostante siano passati decenni dalla sua prima apparizione, fa ancora faville (anche) sulle nuove console. Questo rifacimento per PSP lo dimostra. Parliamo di un prodotto che va incontro sia ai nostalgici sia agli affamati di novità, di fatto, visto che all'interno sarà possibile trovare sia il Tetris originale (anche se ritoccato nella grafica) che altre nuove versioni “fuori di testa”. Lo scopo è semplice, oltre che sempre lo stesso. Aguzzare la vista e l'ingegno e far cadere i tasselli al posto giusto e nel momento giusto, così da poter creare righe vincenti e cancellare più tetramini possibili prima che raggiungano la sommità della schermata. Semplice, veloce, nient'altro che una droga d'altri tempi. Se non lo volete fare vostro, i motivi sono principalmente due: o avete ancora l'originale a casa, o siete rulli compressori in cerca esclusivamente di crucchi da sforacchiare. In qualunque altro caso, sarebbe un reato non acquistare un titolo così entusiasmante (e praticamente infinito) ad un prezzo così irrisorio.

Voto: 9

Pinball Fantasies

 

La moda dei Flipper è destinata a durare per sempre. E, nonostante qualche decennio fa fosse molto più diffusa, oggi si difende ancora a denti stretti. Se Pinball Fantasies è un piccolo accenno al ritorno in auge di suddetta moda, allora non possiamo che esserne più felici. Pinball Fantasies offre 4 campi da gioco per quattro esperienze sostanzialmente diverse (oltre che a tema). Divertimento infinito ad un prezzo super-scontato, nonostante l'alta qualità. I campi sono ben differenziati tra loro, i controlli (ovviamente) semplicissimi e funzionali, bonus piazzati tatticamente nei punti più difficili da raggiungere e sferette metalliche che sfrecciano ovunque prima di ficcarsi costantemente, e per la nostra “gioia”, nello spazio che cerchiamo tutto il tempo di proteggere. Pronti alla sfida? Pensate di essere degli esperti del flipper? Volete battere i più alti punteggi mondiali? Pinball Fantasies allora fa al caso vostro. Anche perché non c'è molta altra scelta, sotto questo punto di vista. Magari, la prossima volta, qualche campo extra non farebbe male.

Voto: 8

Vempire

 

E' ormai palese: la moda dei puzzle game con tasselli da far scomparire è ufficiale. Solo in questo stesso articolo abbiamo parlato di Tetris e di Puzzle Scape: adesso tocca all'italianissimo Vempire mettersi in mostra. Come avrete già capito, Vempire segue il cammino già tracciato da tanti suoi colleghi, fortunatamente migliorandolo ulteriormente. Il nostro scopo sarà quello di passare tutti i livelli del gioco, sia normali che secondari (dove potremo guadagnare vari artefatti per semplificarci le partite successive). Per far ciò, dovremo riempire una fialetta (che non è niente di diverso da un contatore di punti) entro il tempo limite, abbinando file di quattro o più mattoncini dello stesso colore - approfittando della rotazione di un quadrato 2x2 - facendoli scomparire. Veloce, colorato e d'atmosfera, Vempire fa praticamente quello che già offre Puzzle Scape, ma con stile e possibilità in più. Da sottolineare la possibilità di acquistare vari potenziamenti, oltre che dei seguaci (tali Minions), per aiutarci nell'impresa. Altro titolo su cui ragionare, altro titolo stylish, altro titolo da non lasciarsi sfuggire a questo prezzo.

Voto: 8

Yummy Yummy Cooking Jam

 

Se aprirvi un vostro ristorante è sempre stato un sogno ricorrente, allora questo è il gioco che fa per voi. Sulla falsariga di alcuni flash game PC, Cooking Jam ci permetterà di aprire i battenti di una rosticceria, servire i clienti in arrivo e tornare a casa con un bel malloppone tintinnante in tasca. Premettiamolo da ora: è dannatamente divertente, oltre che tattico e pienissimo di possibilità. Lo scopo principale del gioco è quello di soddisfare un tot di clienti prima che scada il tempo, andando incontro alle loro precise richieste grazie agli strumenti a disposizione. Dato loro il menù, non ci resta far altro che prendere l'ordinazione e servirgli il tutto nel minor tempo possibile. E tutto grazie ad unico cursore! Più si va avanti nel gioco, più diventerà appassionante, con clienti che sparano richieste a raffica, panini che prima di essere serviti vanno cotti, carne che prima di essere sbattuta nel panino va girata e rigirata sulla griglia, mance che arrivano solo se si mettono gli ingredienti in un certo ordine, patatine da togliere dalla friggitrice prima che friggano troppo, carne da togliere dal fuoco prima che... ehm, vada a fuoco, e così via. Servirà una buona dose di pensiero laterale per tenere testa a più clienti contemporaneamente, ed è dannatamente divertente, oltre che soddisfacente. Un difetto? L'analogico (o i tasti direzionali, ancora meglio) di PSP non è adattissimo a lavori di precisione come questi. Lavori in cui, ad essere sinceri, un mouse andrebbe alla perfezione. Per di più, Cooking Jam fa anche venire fame.

Voto: 8.5

Ed eccoci arrivati alla fine di questo nostro fantastico viaggio. Cosa abbiamo quindi imparato in questi ultimi venti minuti? Che non servono milioni di dollari e centinaia di persone al lavoro per tirar su qualcosa che possa divertire, principalmente. Nei Minis che abbiamo recensito oggi si nascondono infatti delle vere e proprie perle a bassissimo prezzo. Certo, affiancate magari da prodotti evitabili, ma di questo non ne avevamo dubbi fin dall'inizio. Tetris, Puzzle Scape e Vempire sono ottimi puzzle game capaci di tenere impegnato il cervello tra una fermata di treno e l'altra, mentre Majhong e Sudoku sono semplicemente versioni convenienti - rispettivamente - di un gioco da tavolo (quasi introvabile) e del passatempo più amato dagli italiani. Pinball e Cooking Jam, dal canto loro, sono assolutamente da provare, così come Hero of Sparta è il Minis che più in assoluto si avvicina ad un action game a prezzo pieno. Certo, Funky Punch e BrainPipe sono capaci di annoiare dopo un paio minuti (soprattutto il primo), ma niente di così orrendo che non possa piacere ai fan del genere. Avete dei giochi a prezzo risibile, avete un articolo che ve li viviseziona tutti. Cosa aspettate ora a scegliere quello che più vi si addice?