Recensione Zusar Vasar

di Tiscali News
Dicevamo? Ah si, giochi che sanno stupire, uscire dal cilindro come il coniglio eblablabla. Poi c'è Zusar Vasar, ma questa è un'altra storia, ben più trucida. In poche parole, se volete tagliare corto e gettarvi nelle amorevoli braccia di un'altra recensione, non preoccupatevi: Zusar Vasar è uno di quei giochi che, tecnicamente, vengono definiti "delle chiaviche mostruose"

E SE MI SGOMMA IL CANELUPO?

Presentato e sospinto come illuminante e originale racing game dalla Art Vision Inc., produttrice e sviluppatrice del gioco, Zusar Vasar, nei mesi precedenti, è addirittura riuscito a ritagliarsi qualche spazio sulle riviste più importanti di videogiochi, tra cui la benemerita EDGE. Effettivamente le immagini distribuite erano scelte ad arte e facevano ben predisporre, mostrando un gioco di guida piuttosto originale caratterizzato da una realizzazione grafica decisamente interessante

Quello che ci ritroviamo effettivamente tra le mani? Un brutto gioco reso tale anche da una veste grafica assolutamente ridicola, per non scadere nel turpiloquio più spregevole

Dopo averne tessuto le lodi, ove possibile, sarebbe d'uopo (ma come siamo colti in un'inutile serata di ferragosto...) capire dove e come inciampa la produzione Art Vision. Mmm, come dire, c'è l'imbarazzo della scelta. Prima di tutto spieghiamo perlomeno a grandi linee cosa offre Zusar Vasar: chi ha avuto modo di vedere Star Wars Episode I si ricorderà sicuramente della scena che vede protagonisti gli "sgusci", traduzione decisamente discutibile dell'originale denominazione "pod". In pratica le antiche bighe di sapore Ben Hur-iano venivano riproposte da Lucas e compagnia bella, ma al posto della trazione animale si trovavano dei possenti reattori di varia foggia e colore

In Zusar Vasar torna la trazione animale, ma sotto forma di bestie meccaniche che coprono buona parte del regno animale: dai quadrupedi ai pesci ai volatili

Divertente? Intrigante? Curioso? Bizzarro? No, idiota

SEMPLICE, CI RIFAI I GOMMINI SOTTO I ZAMPI!

Il risultato di tale letale connubio è presto detto: dieci minuti per scegliere l'animalo da traino, il carro meccanico trainato tra il gran numero di bestiacce e accrocchi d'alluminio e poi il divertente ritorno alla realtà una volta entrati nel gioco vero e proprio. Si può scegliere se l'amico leone deve affrontare le curve con un "drift mode" o "grip mode", esattamente come succede in Ridge Racer. Simile la situazione per cernie, delfini e salmoni vari. Perlomeno ridicolo, visto poi che sul campo (o nell'acqua) si rivelano delle betoniere imprecise, capaci di affrontare le curve solo come uno strambo incrocio tra una vettura da rally e una teiera in ceramica. Situazione leggermente diversa per gli amici uccelli, che vanno guidati tenendo premuti entrambi i grilletti e fatti curvare lasciando uno o l'altro grilletto (che corrispondono alle due ali). Leggermente più divertente, ma proprio quel minimo per non utilizzare il GD Rom quale fresbee col cane

Anche perché il cane poi si rifiuterebbe di prenderlo al volo

ACCATTATE 'STU BABBA'

Durante le gare, nel Championship Mode (che permette di sbloccare diverse locazioni, in aria, in acqua o sulla terra), si può utilizzare un boost che può servire a oltrepassare gli avversari (sempre abnormi e assolutamente impacciati, in mezzo a tracciati ampi poco più di uno degli accrocchi-biga). Le altre modlaità di gioco permettono di affrontare singolarmente le piste o entrare in un Battle Race Mode che offre anche un paio di armi a testa alle vetture, rendendo il gioco finalmente emozionante come un CD di Pupo ascoltato mentre tutti gli amici se ne vanno all'ultimo Loolapallooza (e il confronto ci sta tutto, Ferrari F355 e Wacky Races...)

Le chicche finali ce le siamo tenute per ultime, la realizzazione grafica. Il Macchinetto Conta Poligoni che teniamo a fianco al Dreamcast in redazione conta la bellezza di 200 poligoni per ogni ambientazione (completa) e un massimo di altri 100 per le varie vetture (chi si azzarda a prendere sul serio cifre simili, peste lo colga). Allo stesso modo va appreso con grasse risate (mica sarete tra quelli che hanno comprato il gioco e lo difendono, vero?) il livello medio delle texture (delle che?) o il frame rate. Discorso identico per gli effetti sonori (tanto allietanti quanto una colonia di formiche che vi si inerpica sulla gamba mentre mangiate in giardino) e per le tristi musichette di sottofondo

Certo, se vi piace il genere potreste sempre... Pffff... scusate, scusate, stavo scherzando.

Dopo una colatina di caratteri piuttosto deprimente come quella appena fatta, la conclusione non può che essere univoca. Evitare Zusar Vasar come l'ultimo degli Hanson (che, anzi, esce a testa alta dal confronto) o perlomeno comprarlo unitamente a un gruppetto di amici e ridere forte per almeno una notte, dopodiché dimenticare presto la spesa fatta. Insomma, non c'è nulla di attraente in Zusar Vasar: dalla grafica al sistema di controllo, dal comparto sonoro all'emozione in pista. Tutto è una linea fissa sotto il livello della decenza.