Recensione X-Men: Reign of Apocalypse

di Tiscali News
Annoverabili fra i supereroi sicuramente più famosi e amati, gli X-Men vantano anche in ambito videoludico una storia piuttosto lunga, la cui origine può essere fatta risalire a circa una decina di anni fa. Il capostipite della saga che aveva come protagonisti gli eroi mutanti di casa Marvel fu infatti un picchiaduro a scorrimento che Konami mise sul mercato nel lontano 1992 e che di certo molti degli appassionati ricorderanno per la particolarità che lo distingueva nella sua versione da sala: la possibilità di giocare in quattro grazie a speciali cabinati multi-schermo. Ora, a distanza di tanto tempo e dopo un percorso che ha toccato molti generi videoludici diversi e altrettante console, il gruppo dei protagonisti di questa articolata epopea approda finalmente anche su Game Boy Advance, impegnato nuovamente in un picchiaduro a scorrimento

IL PORTALE DELLA SALVEZZA

I protagonisti di questa avventura sono Wolverine, Rogue, Storm e Cyclops che troviamo ancora una volta uniti per affrontare una sorte beffarda e avversa che li sorprende ad un passo dal ritorno a casa dopo una missione nel Mojoverse. Infatti, in volo sul Blackbird e prossimi a varcare il portale dimensionale che già mostra le solide mura della X-Mansion, il gruppo viene improvvisamente catapultato in una dimensione parallela. Non passa molto prima che i mutanti si accorgano del pericolo dal momento che ad attenderli c'è una scena sconcertante: la X-Mansion è in rovina e apparentemente abbandonata e nessuno dei segnali inviati dallo stesso Blackbird verso la dimora sembra ricevere alcuna risposta. In preda allo stupore, ai quattro eroi non rimane che scendere a perlustrare la zona circostante alla ricerca delle tracce di qualcosa di familiare, ma tutto ciò che riescono a trovare è il corpo ormai senza vita di qualcuno che parrebbe essere proprio Cyclops (se solo questi non fosse sano e salvo davanti a loro). Questo attimo di perplessità non si protrae però a lungo infatti ben presto i primi avversari cominciano ad uscire dalle tenebre per attaccarli. Resta solo un'unica via di fuga per i quattro protagonisti: avventurarsi in quella terra apocalittica alla ricerca del Warp Gate, la loro unica e ultima speranza di tornare a casa

UN TUFFO NEL PASSATO

Quella che sembrerebbe essere una trama interessante cela però un gioco che non brilla di certo per innovazione e originalità. Infatti, benché alla sua prima comparsa sulla piccola e potente console Nintendo, X-Men: Reign of Apocalypse rappresenta, sotto alcuni punti di vista, un vero e proprio tuffo nel passato, ricalcando fedelmente il modello del suo "antenato" da sala giochi firmato Konami senza tuttavia averne ripreso interamente lo spessore tecnico. La prima grande differenza che può essere evidenziata è la presenza di soli quattro personaggi selezionabili (Wolverine, Rogue, Storm e Cyclops appunto) che, se paragonati nel numero anche solo a quelli della versione da sala (che ne aveva sei), risultano limitanti anche per il giocatore meno esigente. Un ulteriore problema è rappresentato dalla caratterizzazione dei protagonisti, che i programmatori hanno reso troppo simili per permettere ai giocatori di trovare uno stile di combattimento adatto alle proprie esigenze e per evitare di costringerli ad accontentarsi del personaggio esteticamente più accattivante o dotato di maggiore forza. Naturalmente, fedeli alla tradizione Marvel, i personaggi si distinguono fra loro per la tipologia degli attacchi (laser e pugni per Cyclops, raffiche di vento per Storm, artigliate per Wolverine ed infine pugni per Rogue), ma la scarsa varietà di questi rende l'intera avventura col passar del tempo una monotona ripetizione della medesima sequenza di combattimento. Nonostante questo, la scelta del personaggio rimane comunque abbastanza importante dal momento che, una volta iniziata la partita, non si avrà più la possibilità di cambiarlo. Infatti, per ovviare all'inevitabile incremento della difficoltà, al termine di ogni livello il giocatore avrà a disposizione due punti esperienza da distribuire a piacere nelle caratteristiche principali (potere mutante, vitalità e forza) del protagonista che in questo modo diventerà sempre più potente

UNO SGUARDO SEMPRE VIGILE

Un aspetto che risulta particolarmente gradevole è quello dei controlli che si mostrano, fin dal primo approccio con X-Men: Reign of Apocalypse, estremamente semplici e immediati. Attraverso l'utilizzo della croce direzionale è possibile far muovere il personaggio nella direzione desiderata all'interno dell'area di gioco, mentre al tasto R è affidato il compito di farlo saltare. Fra i controlli di movimento è presente inoltre un balzo avanti, effettuabile con una doppia pressione della freccia direzionale destra o sinistra, che però non risulta troppo utile se posta in relazione con la velocità degli attacchi dei nemici. Pessima poi l'idea di non legare a questa "rincorsa" un qualche tipo di attacco extra (una spallata, una scivolata, o qualcosa di simile), che avrebbe reso l'azione più varia, garantendo diversi approcci allo scontro. Leggermente più complesso il sistema di combattimento: con la pressione dei tasti A e B è possibile effettuare rispettivamente un attacco normale e uno pesante, una pressione simultanea degli stessi pulsanti permette invece di ottenere un "attacco dirompente", capace di colpire i nemici su entrambi i lati del personaggio, a discapito però di una piccola parte della sua energia vitale. Per eseguire un "attacco proiettile" (e colpire così numerosi avversari in fila) è sufficiente premere Giù-Destra o Giù-Sinistra (a seconda della direzione desiderata) sulla croce direzionale e subito dopo A, mentre per afferrare e lanciare via il nemico è necessario dirigersi verso di lui e attaccarlo con A senza rilasciare la freccia direzionale. Purtroppo una volta afferrato un nemico non sarà possibile fare altro che colpirlo e lanciarlo via, senza la possibilità di trascinarlo lungo i livelli come avveniva in altri giochi simili. L'ultima arma è rappresentata da un "attacco furioso" che, effettuabile con il tasto L al riempimento della barra che indica l'energia mutante posseduta dal personaggio, si comporta esattamente come una piccola supermossa

BATTAGLIA FINALE

Una maggiore differenziazione degli attacchi, specialmente da un personaggio all'altro, avrebbe sicuramente reso maggiore giustizia a questo gioco e soprattutto gli avrebbe permesso di affrontare con minore incertezza il confronto con lo storico Final Fight di Capcom (convertito per Game Boy Advance e ribattezzato per l'occasione Final Fight One). Infatti, sebbene antecedente a X-Men: Reign of Apocalypse, Final Fight One presenta una giocabilità nettamente superiore (pur non possedendo altrettante mosse) oltre ad un maggior numero di diversivi (oggetti da spaccare e bonus come armi aggiuntive da raccogliere, oltre che prese differenti per ciascun personaggio) che rendono l'avventura molto più interessante e soprattutto varia. Da questo quadro non troppo positivo non emergono neanche le modalità di gioco che, oltre all'opzione "Avventura" per un giocatore, annoverano anche due opzioni multiplayer. La prima è il classico "Versus Mode", che offre la possibilità a due giocatori (entrambi in possesso di un Game Boy Advance e della cartuccia del gioco) di sfidarsi in un duello: il numero dei personaggi e delle arene selezionabili in questa opzione di gioco aumenta man mano che si completa la modalità avventura con ciascuno dei protagonisti principali. La seconda opzione multiplayer è denominata "Co-op" e consiste nella classica modalità cooperativa per due giocatori, carissima agli amanti dei picchiaduro sin dai tempi di Double Dragon e divertente anche in questa nuova versione. Qualunque sia la modalità scelta rimangono comunque problemi più o meno gravi comuni a tutte che contribuiscono a minare ulteriormente la giocabilità e l'attrattiva di questo titolo. Fra questi i difetti più evidenti sono sicuramente la pessima l'intelligenza artificiale dei nemici, che si comportano in maniera tanto metodica da risultare prevedibili, e l'assenza di un valido metodo di parata che riduce tutti gli scontri ad un mero scambio di colpi (problema che rovina particolarmente la modalità "Versus"). I giocatori più esperti non avranno dunque grandi problemi per portare a termine il gioco in tempi brevi, riuscendo ad essere messi un po' alla prova unicamente al più alto livello di difficoltà

MUTANTI TASCABILI

In questo quadro non felicissimo l'aspetto grafico, caratterizzato da una fluidità ottima e un sapiente uso delle caratteristiche del Game Boy Advance, è forse quello che dimostra la maggiore cura nella realizzazione facendo risultare X-Men: Reign of Apocalypse decisamente gradevole alla vista. Le animazioni sono di particolare pregio, specialmente quelle dei personaggi, anche se la forte componente teatrale di queste le rende a dir poco innaturali e talvolta anche poco fluide. Tuttavia anche questo aspetto presenta qualche problema che, a dire il vero però, si concretizza in una generale povertà nella caratterizzazione dei nemici (che si presenteranno sempre uguali o quasi durante tutto il corso dell'avventura). I fondali si attestano su livelli qualitativi superiori a quelli dei nemici, anche se qualche colore in più, oltre che una maggiore quantità di animazioni, avrebbe sicuramente giovato. Un altro lato positivo di X-Men: Reign of Apocalypse è quello sonoro che, con musiche graziose ed effetti sonori abbastanza interessanti, si dimostra particolarmente adeguato allo stile del gioco. Un'ultima nota positiva è rappresentata dalla possibilità di salvare fino a quattro partite contemporaneamente. In conclusione un titolo interessante per alcuni versi, ma senza troppe pretese.

X-Men: Reign of Apocalypse è un discreto picchiaduro a scorrimento che potrebbe piacere agli utenti di Game Boy Advance a patto di non essere particolarmente esigenti. Se posto a confronto con altri titoli caratterizzati da una maggiore giocabilità, come ad esempio Final Fight One, rivela tutte le sue numerose debolezze, ma questo non riesce a soffocare del tutto i meriti del gioco di Activision. Peccato per la longevità non molto alta e per la modalità Versus, che avrebbe potuto rappresentare un altro punto di forza di questo titolo, al pari della modalità cooperativa. Consigliato quasi esclusivamente agli amanti dei picchiaduro a scorrimento.