Recensione X-Men: Mutant Academy 2

di Tiscali News
La storia dell'Accademia dei Mutanti, nell'ambito dei videogiochi, iniziò numerosi anni fa quando in tutte sale giochi comparvero alcuni picchiaduro bidimensionali prodotti da Capcom. Sulla scia del buon successo riscosso presso il pubblico da questi titoli, qualche tempo dopo anche Activision, ottenute le dovute licenze dalla "Casa delle Idee", si mosse e realizzò X-Men: Mutant Academy, una trasposizione tridimensionale dei protagonisti Marvel. Tuttavia, nonostante l'impegno posto dagli sviluppatori nella sua realizzazione, questo primo videogioco targato Activision non ottenne il successo sperato, ma la scarsa risposta del pubblico non spense l'entusiasmo della nota software house americana. Infatti, appena un anno più tardi, eccola nuovamente impegnata in un altro ambizioso progetto intitolato X-Men: Mutant Academy 2

MUTANTI IN TRE DIMENSIONI

Molti degli appassionati sicuramente ricorderanno gli scomodi e gravi problemi che affliggevano X-Men: Mutant Academy e cioè le imprecise collisioni fra i poligoni dei personaggi, il limitato numero di combattenti selezionabili e la pessima intelligenza artificiale degli avversari controllati dal computer. Questo primo insuccesso ha però permesso agli sviluppatori di imparare dai propri errori al punto tale che X-Men: Mutant Academy 2 sembra aver superato abbondantemente questi difetti. Fedele allo stampo dei titoli immediatamente precedenti che avevano visto protagonisti i noti personaggi di casa Marvel, questo gioco appartiene al genere dei picchiaduro a incontri, caratterizzato dalla presenza di due sfidanti che si danno battaglia, a colpi di poteri speciali e armi tecnologiche, nelle più svariate arene (anche se dalle dimensioni un po' troppo ridotte). Oltre allo stile complessivo, anche le opzioni di gioco offerte in X-Men: Mutant Academy 2 sono decisamente classiche e comprendono, oltre al canonico Arcade Mode (un giocatore contro il computer come nei videogame da sala giochi), anche il Survival Mode (sfida di resistenza e di abilità per un giocatore contro il computer), il Versus Mode (scontri fra due giocatori) e infine l'Academy Mode. Quest'ultima voce in realtà cela un ottimo tutorial nel quale, oltre ai colpi base, vengono descritte minuziosamente, per ciascun personaggio, anche alcune delle combo effettuabili

UN MONDO DI COMBINAZIONI

Innanzi tutto c'è da precisare che, per ovviare agli inconvenienti del predecessore, il numero dei mutanti inizialmente selezionabili è stato aumentato ed è passato dai dieci del primo capitolo ai quattordici dell'attuale versione. I personaggi reclutati per questa nuova sfida sono Cyclops, Phoenix, Storm, Beast, Rogue, Gambit, Wolverine, Forge, Toad, Sabretooth, Mystique, Magneto, Night Crawler, Havoc, ma, ben nascosti nel gran numero di segreti da sbloccare, ci sono anche altri personaggi fra cui il celeberrimo Spider-Man e l'affascinante PsyLocke. Questo naturalmente permette a ciascun giocatore di cimentarsi con le più svariate tattiche di combattimento e quindi di scegliere quella che più si addice al proprio stile di lotta. Comunque, proprio il sistema di combattimento il maggiore punto di forza di questo videogioco. Ciascuno dei protagonisti ha una lunga lista di mosse che possono essere eseguite (tramite i comuni movimenti "a mezzaluna" o mediante combinazioni di comandi piuttosto semplici) e che spaziano dai pugni e calci (leggeri, medi e pesanti) alle combo più letali e articolate. Ad arricchire un repertorio già vasto si aggiungono poi, per ogni personaggio, anche una buona serie di prese, spesso comode per sbalzare via gli avversari troppo "appiccicosi", e alcune super-mosse. Imparare a utilizzare bene e al momento opportuno questo tipo di attacchi, che possono persino essere eseguiti in coda ad alcune combo, è assai utile dal momento che spesso è affidato a loro l'esito di uno scontro. E' importante notare come, sebbene la grafica del gioco sia interamente tridimensionale, il gameplay vero e proprio rimanga strettamente legato ai canoni dei picchiaduro 2D, come già avveniva per esempio nei giochi della serie Street Fighter Ex

LA BILANCIA DELLA GIUSTIZIA

Per tutti gli amanti dei picchiaduro, in versione tridimensionale e non, la possibilità di effettuare super mosse durante i combattimenti non costituisce di certo una novità, ma per quanto riguarda X-Men: Mutant Academy 2 c'è da spendere qualche parola in più. Infatti, come già avveniva nella versione precedente di questo gioco, il caricamento dei colpi speciali non è affidato a un solo indicatore, ma a tre diversi "slot". Ciascuna barra può essere riempita solo eseguendo alcune mosse specifiche e non semplicemente attaccando o subendo gli attacchi degli avversari, come avviene nella gran parte dei casi. Gli indicatori quindi, una volta completi, offrono la possibilità di utilizzare contro gli sfidanti altrettante "special". Queste ultime inoltre non possiedono tutte la stessa potenza distruttiva (che si attesta su livelli medio alti e comunque sempre in relazione al livello di difficoltà selezionato) dal momento che una in particolare può persino essere potenziata in fase di esecuzione. Infatti, fra il termine della pressione dei tasti necessari per effettuare la super mossa e l'inizio effettivo di essa intercorre un tempo, per la verità decisamente breve, durante il quale compariranno in basso sullo schermo delle frecce: premendo le frecce direzionali corrispondenti a quelle indicate si potrà moltiplicare l'ammontare dei danni inflitti all'avversario fino a cinque volte. Nonostante molti pregi e notevoli migliorie però X-Men: Mutant Academy 2 ancora soffre di un problema non trascurabile e cioè il notevole sbilanciamento esistente fra i personaggi. Infatti, particolari abilità tecniche a parte, alcuni dei protagonisti risultano nettamente più deboli degli altri finendo inesorabilmente quanto ingiustamente a ricoprire un ruolo di secondo piano

UN PASSATO VIOLENTO

Una delle caratteristiche migliori di X-Men: Mutant Academy 2 è sicuramente l'ottimo motore grafico che permette di far convivere, senza il minimo rallentamento, elementi "pesanti" come fondali 3D interamente animati e illuminazioni dinamiche. Un lampo di genio in sede di sviluppo? Decisamente no, dal momento che il cuore pulsante di questo gioco pare non sia altro se non l'aggiornamento del motore che aveva già mosso l'ormai lontanissimo Thrill Kill e l'altrettanto cruento Wu-Tang, anche se opportunamente riadattato e camuffato con una veste notevolmente meno oscura. In altre parole si tratta di una rivisitazione in chiave molto più "solare" di un passato decisamente violento che però ha permesso di ottenere un risultato di inaspettata qualità sulla vecchia console Sony. Un altro punto a favore di X-Men: Mutant Academy 2 sono i modelli poligonali dei personaggi che, per quanto leggermente spigolosi, risultano nel complesso piuttosto gradevoli, specialmente grazie alle belle texture e alle animazioni piuttosto curate. Ottimi inoltre i controlli del gioco che, anche nelle situazioni più frenetiche, riescono a garantire al giocatore una buona affidabilità. Un elemento invece migliorabile è l'aspetto sonoro i cui punti di forza sono solo alcuni degli effetti dei colpi e le voci dei personaggi. La longevità, seppure decisamente soggettiva, si attesta su livelli mediamente alti sia giocando con gli amici sia da soli. In conclusione, questa volta Activision sembra aver colpito il bersaglio riuscendo a sfruttare con saggezza una licenza prestigiosa e correggendo in maniera accurata gli errori che avevano caratterizzato il primo X-Men: Mutant Academy. Il risultato di tale lavoro è uno dei giochi più interessanti usciti negli ultimi tempi per PlayStation.

L'attesa piuttosto lunga di tutti gli amanti dei picchiaduro di buona qualità sembra essere giunta finalmente a termine, dopo mesi di digiuno, grazie all'ottimo lavoro svolto da Activision. Infatti, salvo difetti più o meno evidenti, come un certo sbilanciamento fra i personaggi e un'intelligenza artificiale discutibile ai livelli di difficoltà più bassi, X-Men: Mutant Academy 2 sembra avere tutte le carte in regola per accattivarsi le simpatie del pubblico. Consigliato alla gran parte dei giocatori sia per la valida realizzazione tecnica, sia per l'altrettanto ottima giocabilità, potrebbe risultare forse troppo semplicistico e grossolano agli occhi dei veri patiti del genere dei picchiaduro.