Recensione X Files The Game

di Tiscali News
Gli agenti Mulder e Scully sono alle prese con un'indagine di cui ci è dato scoprire poco, si trovano in magazzino che secondo Fox dovrebbe contenere le classiche prove schiaccianti, ma come sempre al loro arrivo è vuoto, anzi no, c'è una strana sostanza sul pavimento

Mentre i due esaminano l'ambiente, un gruppo armato fa irruzione ferendo Scully, dopo tutto si fa più misterioso, una luce abbagliante e delle urla disumane sono l'ultima cosa che ci vengono mostrate dalla presentazione. Parte la sigla accompagnata dalla musica di Mark Snow e ciò che sappiamo è che i due agenti dell'FBI sono scomparsi nel nulla senza lasciare traccia

In questa avventura grafica rivestiamo i panni dell'agente Craig Willmore. Il nostro compito è semplice ma al tempo stesso complesso: ritrovare i due beniamini di casa Fox

Il caso ci viene assegnato dal nostro capo, Armitage Shanks, assieme a Skinner. Nel corso delle indagini vi sposterete di locazione in locazione per venire a capo del solito complotto, magari salvando la pelle a voi e ai due protagonisti

La produzione è decisamente ricca. Gli attori sono infatti gli stessi della serie originale, e anche se Mulder e Scully svolgono il ruolo degli scomparsi (comodo a livello monetario), avremo modo di vedere in azione più di uno dei personaggi già incontrati nei telefilm, compreso un membro dei Lone Gunner

La cura cinematografica riposta in questo X-Files, non si limita però ai soli attori (e all'ottimo doppiaggio in italiano, che si appoggia alle stesse voci del telefilm), la regia è eccellente, così come la fotografia, uno dei marchi più riconoscibili di X-Files, che sicuramente ha di molto contribuito alla sua atmosfera algida e al tempo stesso rarefatta

Questa ricostruzione estetica del telefilm nel videogioco riesce a calare bene il giocatore nella trama e sembra spesso di assistere ad una vera e propria puntata del serial televisivo

Il gioco poi, nonostante faccia uso di schermate statiche per rappresentare i vari ambienti, è pieno di animazioni che cercano di ravvivare gli sfondi. Il tutto è poi soprattutto farcito di particolari, come depliant, poster, fotografie, libri e documenti che se magari non sono utili alle indagini, riescono però ad aumentare la sensazione di un mondo reale ed aggiungono un background interessante alle ambientazioni o agli stessi personaggi

In casa vostra potrete per esempio trovare i fascicoli con i documenti che riguardano il vostro divorzio: non servono a nulla ma rendono il vostro personaggio più vivo. Stesso discorso per i vari quadri o per le targhe presenti nell'agenzia, un contorno che aggiunge sapore alla portata principale

L'interfaccia prevede un kit per le prove e un PDA che contiene utili informazioni come la mappa o che vi permette di consultare eventualmente la vostra posta elettronica gli schedari e così via. Tutto è gestito tramite i vari pulsanti, ma la scelta delle azioni abbinate ai tasti non sempre è azzeccata. Potrete, come in ogni avventura che si rispetti, raccogliere degli oggetti da usare in giro e, quando vi troverete davanti ad un altro personaggio, potrete porgli delle domande e assumere diversi atteggiamenti in modo da osservare le sue reazioni. Nel corso del gioco ci sono anche alcune sezioni dove potrete fare uso della vostra pistola cercando di uccidere alcuni nemici

In realtà il pad rende il tutto un po' scomodo e il mancato supporto del mouse Sony non aiuta di certo le cose. Riguardo agli oggetti da raccogliere bisogna poi osservare che certe volte diventerete matti, poiché alcune delle prove sono così piccole o ben mimetizzate nello sfondo da risultare invisibili agli occhi di qualsiasi comune mortale. L'unico consiglio che vi possiamo dare, casomai vi doveste "bloccare" in qualche punto, è di esplorare tutto con estrema attenzione, probabilmente vi è sfuggito un indizio grande quanto il pelo del mignolo destro di una pulce birmana

Anche la sezione dei dialoghi, in realtà, non è molto soddisfacente: gli stati emozionali non influenzano quasi mai le conversazioni, e il gioco in finale ha una trama estremamente lineare che pregiudica qualsiasi tipo di "uscita fuori strada"

Il gioco finisce quindi per essere una difficile caccia ai particolari, mista ad una quantità di dialoghi che serve unicamente a far proseguire la storia. Le sezioni di tiro al bersaglio sono un diversivo neanche troppo difficile

Sicuramente il fascino di questo titolo risiede nella sua fedele trasposizione del telefilm e nell'atmosfera intrigante che gli appassionati della serie apprezzeranno più di ogni altra cosa, magari sorvolando su delle meccaniche di gioco che lo rendono più simile ad un film interattivo che non ad un'avventura vera e propria.

6
X-Files è un prodotto che probabilmente manderà in sollucchero quelli di voi che vivono a pane e Chris Carter: l'atmosfera del telefilm è avvertibile ovunque. La qualità tecnica è indubbia: una regia eccellente, la fotografia che ha reso famosa la serie e l'ottimo doppiaggio in italiano contribuiscono non poco alla qualità di X Files.<br />Quello che ci lascia perplessi è invece proprio il gioco, e Next Game recensisce questi ultimi non di certo i film. L'avventura, sebbene sorretta da una trama intrigante, scricchiola sotto il peso di un'interfaccia scomoda, di indizi in scovabili negli sfondi. Inoltre i dialoghi, seppure intriganti, non danno nessuna reale libertà al giocatore che si ritrova costretto a seguire (magari con gli occhi adoranti del fan) uno dei tanti film interattivi che hanno costellato la storia dei videogiochi degli ultimi anni.