Recensione X-files: Resist or Serve

di Tiscali News
Chi non ha mai sentito parlare di X-Files e dei suoi protagonisti, Mulder e Scully, ha probabilmente vissuto su un altro pianeta negli ultimi 8-10 anni, forse rapito dagli stessi omini grigi a cui Mulder dà la caccia da una vita. Il successo della serie Fox è stato talmente vasto che, come spesso accade, ha travalicato il confine televisivo e cinematografico, riversandosi anche su quello videoludico. Ad onor del vero, questo Resist or Serve, non è il primo tentativo della major americana di imporre il brand degli indagatore dell'incubo sulle piattaforme di gioco. Circa 5 anni fa uscì infatti un primo, tentativo di trasporre le avventure del duo su PC e PSX con un'avventura grafica, dove apparivano anche i due protagonisti in una sorta di cameo, i cui esiti non furono però quelli sperati. Forti però del traino che la serie sembra avere sul grande pubblico, anche se la serie ha chiuso i battenti qualche anno fa, Vivendi ritenta la carta videogame cambiando decisamente rotta rispetto all'avventura punta e clicca e propondendo una struttura di gioco più dinamica e forse più affine agli attuali gusti degli utenti.

Resistence or serve (il titolo è stato direttamente preso da uno degli episodi), si configura appunto come un action/survival horror che affianca appunto alle fasi di ricerca/soluzioni di semplici enigmi tipici dei giochi post Residen Evil, una dose action sicuramente superiore a quella proposta dai titoli della saga Capcom o di qualsiasi altra serie "Simil resident evil", Silent Hill in testa. Per la produzione del gioco, Vivendi ha affidato l'importante lavoro alla Black Ops Enterteinment, già autori di titoli del calibro di Street Ops e Knock Out Kings 2001. Resistence or Serve, inizialmente previsto anche su Xbox, in seguito cancellata, prende in tutto e per tutto la stessa forma dei telefilm, partendo con un piccolo incipit narrativo che ci porta nella Russia d'inizio secolo, più precisamente a Tunguska (vera Dysneyland per gli ufologi), dove un'immane esplosione rade al suolo un'intera foresta, seminando quelli che saranno i germi dell'invasione aliena che da lì ad un secolo dovrà essere portata a termine.

Al termine della sigla la scena si sposterà sui nostri due protagonisti alle prese con la solita indagine di routine (se inseguire alieni macrocefali o esseri metà uomo e metà lucertola può essere associata alla routine), che li porterà a loro insaputa ad incrociare gli eventi attuali con quelli accaduti a Tunguska. Il giocatore potrà scegliere di iniziare la missione prendendo le parti dell'atletico Fox Mulder o della più terrena e pratica Scully, anche se di tanto in tanto sarà obbligato ad un breve scambio di ruoli , dato che le strade dei due protagonisti, nel proseguo dell'avventura, si incrocerà più di una volta. Come anticipato qualche riga più in alto, Resistence or Serve si presenta al pubblico con una veste molto simile ad un qualsiasi survival horror. Mulder e Scully si ritroveranno quindi a vagare per le varie locazioni alla ricerca degli indizi, aiutati ogni qualvolta si troveranno vicino ad un elemento di particolare importanza, dall'apparire su schermo dell'ormai celebre "X" che attirerà la vostra attenzione verso il particolare degno di nota. Classica struttura da survival horror anche per il sistema di salvataggi. Messa in pensiona la vecchia macchina da scrivere tipica della serie Capcom, i salvataggi saranno garantiti ogni qualvolta saremo nei pressi di una grande X (l'avreste mai detto?), che permetterà il salvataggio in uno dei 5 slot messi a disposizione del giocatore.

Sebbene il titolo meritasse tutte le attenzioni del caso, visto il brand di grandissimo successo e richiamo, i Black Ops sembrano proprio non aver messo né anima, né cuore nel lavoro svolto. Basta dare una rapida occhiata ai modelli poligonali dei protagonisti e alle scarne ambientazioni, a cui sono state relegate textures di bassa fattura, per capire come le risorse impiegate per questo titolo siano state mal spese. Non solo i protagonisti siano solo vagamente somiglianti a David Duchovny e Gillan Anderson (gli attori che interpretano rispettivamente Mulder e Scully), ma sono dotati di un set di animazioni che ci riporta bruscamente a titoli visti alle origini della vita del monolite nero. Idem dicasi per i nostri avversari che vanno infoltire le fila di "un bestiario" a basso contenuto artistico, non riuscendo assolutamente ad incidere in un titolo dove l'impatto emotivo è di fondamentale importanza. Eppure, pur senza una rappresentazione scenica degna di tale nome, Resistence or Serve potrebbe anche riuscire a funzionare, a patto che siate dei fan della serie e riusciate quindi a cogliere la moltitudine di citazioni di cui i programmatori hanno farcito il gioco.

Passo a prenderti tra Anasazi e Ascension

Come ogni titolo tratto da una serie TV o un Film di primaria importanza, anche in Resistence or Serve potremo trovare decine di piccole auto-citazioni che strapperanno più di un sorriso ai fan più accaniti. Si comincia con i nomi delle strade dove Mulder e Scully andranno ad operare, chiamate con i reali nomi degli episodi che hanno popolato le nove serie TV per continuare con le bottiglie di birra vuote che Mulder troverà lungo il suo cammino e che potrà utilizzare come bombe Molotov, che riportano sull'etichetta un tatuaggio, protagonista di un episodio che ha visto Scully indiscusso personaggio principale. Non potevano mancare all'appello anche gli altri personaggi che hanno popolato gli episodi di X-Files. Ecco quindi che ritroveremo i vari Krycek, il famoso gruppo dei "Guerrieri Solitari", il capo diretto del dinamico duo, Skinner e il canceroso Smoking Man, ancora una volta impegnato a recitare la parte del cinico senza speranza, la cui unica attività è quella di cancellare le tracce del coinvolgimento del governo americano nella prossima colonizzazione aliena.

Non molto, in verità, ma Resistence or Serve regala un'esperienza di gioco con tinte piuttosto piatte e monotone, tra uno scontro a fuoco e l'ennesima porta da sbloccare con il classico codice riportato sul classico pezzo di carta trovato tra gli effetti di uno dei protagonisti. Un vero peccato, perché gli ingredienti base per un titolo ben al di sopra della media, c'erano veramente tutti. Trama accattivante, mistero a profusione e una struttura di gioco capace di portare il giocatore direttamente "dentro" l'episodio, vista la peculiare struttura di gioco, trasformando in realtà il sogno di qualsiasi fan. Il tutto "musicato" dagli stessi autori della serie con l'ormai celeberrima sigla e con tutti i motivi d'intermezzo diventati ormai un vero e proprio "marchio di fabbrica" della serie, oltre ovviamente alle reali voci degli attori che impreziosiscono il gioco con la loro interpretazione.

In fin dei conti Resistence or Serve è la classica ottima occasione mancata che meritava senz'altro un trattamento più adeguato a quelle che sono le enormi potenzialità di un brand come quello di X-Files. Un peccato che Vivendi abbia sparato a salve una cartuccia così importante, affidando la produzione del gioco ad un team incapace di riprodurre in modo adeguato un prodotto che ha fatto invece dell'immagine e dei chiaro scuri che riflettono le personalità dei due protagonisti, l'arma vincente che l'ha imposta sulla scena mondiale per ben 10 anni.

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Vivendi manca clamorosamente il "match point" con questo Reistence or Serve, affidandone lo sviluppo ad un team incapace di cogliere al meglio la vera essenza dello show della Fox, limitandosi a scimmiottare i "fratelli più grandi" del survival horror e mostrandosi incapace di condire un piatto che sarebbe già stato saporito di suo. Un vero peccato, che relega la seconda trasposizione ludica degli indagatori dell'incubo all'usufrutto della sola schiera degli appassionati, che si impegneranno a ricercare lungo il cammino dei nostri eroi le numerose chicche autocelebrative sparse dai Black Ops, chiudendo un occhio sugli orrori grafici e strutturali che, purtroppo, abbondano.