Recensione WWE SmackDown vs. RAW 2010

<strong>NON </strong>provateci a casa!

di Tommaso Alisonno
Il pubblico è in delirio, i riflettori si abbassano, il fumo si alza, le luci stroboscopiche inondano l'arena e la musica rock travolge i timpani di tutti, soffocando a stento il boato dei fan: ed ecco che la superstar si fa avanti, inguainato nella sua calzamaglia appariscente, coi muscoli scultorei unti d'olio, gli occhiali da sole inforcati alle dieci di notte. È la notte del Wrestling!

Puntuale come un cronometro, anche l'episodio 2010 di WWE Smackdown Vs RAW approda nelle nostre console casalinghe. Soffermarsi in ulteriori preamboli è più scrupolo che necessità: chi non conosce il Wrestling, la lotta libera americana (derivata dal “catch”) in cui gli atleti sono più attori, acrobati e funamboli che non veri lottatori? Poco importa se le dinamiche sul ring sono pressoché impossibili senza la collaborazione di chi le subisce, o che le storie siano palesemente finte, o che molti incontri abbiano un risultato premeditato: il pubblico si diverte, e l'importante è quello.

Navigare nel menù di WSvsR2010 può essere un'esperienza che lascia spaesati, data la quantità di opzioni disponibili, quindi per il momento concentriamoci sul vero cuore del gioco, ossia gli scontri sul ring. Il sistema negli ultimi anni è cambiato di poco o niente, e si riassume nell'utilizzo dell'analogico sinistro per il movimento e del destro per effettuare le prese veloci, diverse a seconda della direzione e dal fatto che l'avversario sia in piedi o al tappeto, più il tasto per gli attacchi diretti, il lancio contro le corde e la schivata/contrattacco, da effettuare con il giusto tempismo, talvolta critico. Un altro tasto viene utilizzato per rialzarsi rapidamente o evitare uno schieramento, mentre molto più raro è quello relativo alle mosse speciali, disponibili solo dopo aver infiammato a sufficienza la folla. L'ultimo comando permette di effettuare invece le prese trattenute, trasformabili poi in ulteriori proiezioni o nelle “sottomissioni” che costituiscono spesso una delle condizioni di vittoria.

Queste ultime, d'altronde, variano a seconda della sfida impostata: nel match classico potrete sconfiggere l'avversario “sottomettendolo” fino alla resa, trattenendolo con la schiena al tappeto finché l'arbitro non conta fino a tre o buttandolo fuori dal ring e tenendocelo per dieci conteggi. Se però, per esempio, state combattendo nella gabbia d'acciaio, lo schieramento viene negato, ma potete vincere arrampicandovi sulla grata e lanciandovi all'esterno; oppure potrete dover raggiungere una valigia legata sul ring tramite un'apposita scala; o ancora ci sono le lotte a squadra, come due contro due o combinazioni meno equilibrate, fino alla Royal Rumbe, dove anche trenta (!!!) lottatori si lanciano fuori dal ring finché non ne rimarrà solo uno.

Il KO è un'opzione, ma di base è quasi sempre disattivata (fanno eccezione le vere e proprie risse nei backstage): rispetto ai precedenti capitoli, i lottatori risentono dei colpi molto meno, e in effetti l'unica cosa da tenere sotto controllo e la barra del gradimento del pubblico. Oltre agli eventuali incontri liberi, più o meno la prassi in MultiPlayer ma utili anche in allenamento, avremo principalmente tre modalità di gioco in singolo. La prima è la classica “Road to Wrestlemania”: alcune serie di incontri successivi legati tra loro da “storie” del mondo del wrestling, e che vanno in effetti a sostituire la classica modalità “story/Arcade” propria dei picchiaduro, e nella quale sono presenti anche filmati coi lottatori originali.

A questa si affianca una più flessibile modalità “storia creata”, novità di questa edizione, in cui le scene, i dialoghi e le lotte saranno realizzate tramite un apposito editor, e quindi scambiabili tra i giocatori attraverso internet. Chiude la parata la modalità carriera, tramite cui potrete scegliere un lottatore e portarlo dal più semplice campionato professionistico su su fino alle leghe più amate e rinomate, conquistando lungo strada le varie cinture-titolo. Questa modalità è particolarmente indicata se associata ad un altro potente tool a disposizione del giocatore: l'editor dei lottatori. Questa features, ormai affermata nella serie, prevede la possibilità di definire una nuova Superstar (o una nuova Diva) sia nell'aspetto fisico e nell'abbigliamento, sia nelle singole mosse che costituiscono il proprio repertorio, compreso l'intrigante tool di creazione delle mosse finali.

Ma per quanto concerne il capitolo “editing”, il prodotto non si ferma certo qui: abbiamo già citato l'editor delle storie, ma che dire della possibilità di personalizzare l'entrata del nostro lottatore, e magari di far proiettare sui megaschermi un filmato realizzato con spezzoni dei precedenti incontri? Quando poi possiamo addirittura creare i simboli, i disegni e i tatuaggi da applicare sul modello, nonché realizzare tenute alternative persino per i lottatori ufficiali, possiamo dire che rimangono ben pochi limiti da valicare. Insomma: THQ ci ricorda che il Wrestling è spettacolo, ed in quanto tale ci vuole una certa dose di fantasia artistica per valorizzarlo.

Spettacolo che naturalmente abbisogna dell'apposito comparto tecnico. Ecco pertanto che il motore grafico fa sfoggio delle sue potenzialità sia nell'editor, sempre più curato, sia nelle cinematiche di ingresso dei lottatori, con effetti speciali vari, compreso l'occasionale fumo. Le cose scemano un po' quando inizia lo scontro vero e proprio, tanto che il ring illuminato sterilmente e coi lottatori agli angoli opposti costituisce un po' uno shock dopo lo sfarzo precedente. La cosa è in effetti curiosa, perché a ben guardare quello che vediamo non è per niente “brutto”: i modelli sono ottimamente animati e le textures mantengono un ottimo dettaglio anche in-game, anche se a dirla tutta alcune decalcomanie tendono a generare qualche sbavatura.

In sostanza, il motore è pressoché lo stesso degli ultimi due anni: squadra che vince non si cambia, risultati più che discreti, ma forse avremo gradito qualche miglioria in più. Assolutamente niente da eccepire per quanto riguarda il sonoro, invece: ancora una volta siamo al cospetto di un nutrito elenco di musiche su licenza che spaziano dal RAP, all'Hip-Hop, al Funky, all'Heavy-Metal e a quant'altro possa venire in mente ad un lottatore per il suo ingresso sul ring (c'è anche l'opera lirica di Santino Marella). Le voci originali fanno il loro effetto, anche se per i commentatori forse avremmo gradito la traduzione, magari con un commentatore dei nostri (chi ha detto Dan Peterson?). Testi in Italiano.

Il sistema di controllo si impara abbastanza in fretta, una volta che si metabolizza la posizione delle botte, delle schivate e delle varie prese: in seguito si passa ad apprendere, o a personalizzare, una mossa per volta, finché il lottatore non ha più segreti per noi, ma il fatto che comunque non ci siano da studiare lunghe combo fa si che in qualsiasi momento, magari per motivi “di trama”, si possa passare ad un altro personaggio subendo pochissimo il trauma. Giocando contro l'IA si ha però l'impressione che forse la difficoltà sia stata un po' troppo abbassata rispetto ai capitoli precedenti: non per fare quelli che si lamentano sempre e comunque, visto che negli ultimi due anni vedevamo il comportamento dell'IA come troppo aggressivo, ma forse la virtù sta nel mezzo: adesso con un minimo di pratica si abbatte Jhon Cena anche con un personaggio appena creato (e quindi con le Stats al minimo).

Fortunatamente alcune modalità prevedono una selezione delle difficoltà, e soprattutto sbizzarrirsi nella carriera, nel Road to Wrestlemania e nelle storie, anche solo quelle preimpostate, richiede parecchio tempo. Soprattutto, dedicherete (alcuni direbbero “perderete”) molto tempo tra i vari editor: definire fino all'ultimo dettaglio anche un solo personaggio creato può infatti portarvi via qualcosa come tre ore di vita. Il tutto, naturalmente, per poi gettarvi online in mischie furibonde. Purtroppo al momento attuale il titolo fatica un po' a tener testa alla Lag, ed in un tipo di gioco in cui il tempismo (soprattutto nelle parate e contrattacchi) è cruciale si tratta sicuramente di un difetto a cui, speriamo, venga posta al più presto una pezza.

Per il resto, questa nuova versione 2010 di WWE Smackdown Vs RAW è esattamente quello che ci aspettavamo: la nuova incarnazione della lotta preferita dagli americani, ancora più personalizzabile sebbene costruita sulle solite fondamenta, incredibilmente varia, straordinariamente longeva. Per i fan, ma non solo.

8
WWE Smackdown Vs RAW si migliora ancora, forse non tanto dal punto di vista tecnico (il motore grafico è infatti sempre lo stesso), ma sicuramente introducendo sempre più possibilità di personalizzazione per i lottatori creati. Tra le modalità presenti, fa bella mostra di se l'editor delle storie, che grazie al supporto online permette di prolungare l'esperienza con la fantasia degli altri utenti. Modalità online che, però, richiede urgentemente una patch per la Lag...