Recensione WWE 2K14

2K fa il suo esordio nel mondo dello sport entertainment!

di Roberto Vicario
Mentre il carrozzone della WWE si avvicina sempre più velocemente all'ultimo PPV più importante dell'anno - Survivor Series - 2K è pronta a lanciarsi all'interno del wrestling videoludico con il primo capitolo della saga WWE 2K. Come molti di voi sapranno, il fallimento di THQ ha portato la casa americana all'acquisizione della licenza videoludica, portando all'interno del brand 2K sports anche lo sport entertainment per eccellenza. Buona la prima? scopriamolo insieme.

Trenta lunghi anni di emozioni

Non importa se chi legge sia una persona giovane o con qualche primavera sulla spalle, l'appassionato di wrestling può vantare ricordi bellissimi, emozionanti, che solamente un PPV importante come Wrestlemania è stata in grado di regalare. Ma cos'è Wrestlemania? Riducendo tutto a termini calcistici, potremmo paragonarlo alla finale di Champions League. Ma il Grand daddy of them all è probabilmente qualcosa di più. Uno show di tre e più ore in cui tutto il lavoro di un anno viene messo completamente in gioco davanti a milioni di persone. Un momento in cui la carriera di un wrestler può essere consacrata nella storia o cadere nell'anonimato. Una serie di match in cui due o più contendenti sputano lacrime e sangue, per regalare ai fan momenti che rimarranno impressi nella memoria, per sempre.

Con la prossima edizione (6 aprile 2014 a New Orleans) verranno celebrati i 30 di questo storico PPV e 2K, abile stratega, non si è fatta sfuggire l'occasione di celebrare questo importante avvenimento, trasformando questa “festa” in una vera e propria modalità di gioco, la principale di WWE 2K14.

Così, partendo da quel lontano 31 Marzo 1985, in cui all'interno di un affollato Madison Square Garden, Andre The Giant e Big John Studd si sfidavano per decretare il vero gigante della WWE (allora WWF) mettendo in palio carriera e denaro, arriveremo, a suon di match storici, all'edizione 29, con dispute più recenti come quella di The Rock contro John Cena.

Tutto questo passerà attraverso una serie di match che ci chiederanno di completare una serie di obiettivi sia obbligatori che facoltativi, per ripercorrere momenti salienti dei match proposti ricostruiti in maniera impeccabile. Manovre spettacolari, interferenze, atterramenti dell'arbitro e tanto altro saranno situazioni che dovremo cercare di portare a termine durante l'evoluzione del match per ricostruire quelli che sono stati momenti storici per questo business.

Ci ritroveremo quindi a rivivere nel lontano 29 Marzo del 1987, durante Wrestlemania III, lo storico match tra Ricky “ The Dragon” Steamboat contro Randy “ Macho Man” Savage, oppure sempre durante quell'evento l'apice di una rivalità storica come quella tra Hulk Hogan e Andre the Giant. Ovviamente questi sono solo due esempi dei match che potremo rivivere e andando in la nel tempo avremo personaggi storici come Mick Foley, The Undertaker, The Rock, Goldberg, Brock Lesnar e tanti altri.

Quello che più ci ha colpito è stata la cura con cui gli sviluppatori di Yuke's in collaborazione con i ragazzi di Visual Concept (l'anno prossimo dovrebbe avvenire l'effettivo passaggio del testimone) hanno ricostruito questi match. Oltre al rigore a livello di mosse effettuate durante il match, avremo una ricostruzione fedele dei wrestler a livello estetitco e di entrare sul ring, ma non solo. Tutto il contesto è stato finemente ricostruito per offrire agli appassionati la possibilità di rivivere fedelmente quei match. Grafiche televisive, cartelloni dei fan e persino una serie di filtri per simulare la qualità di trasmissione dei tv degli anni '80 e '90, sono piccole finezze che i fan non faranno fatica ad apprezzare. A testimoniare questo importante lavoro di “ricostruzione storica” vi è anche la presenza di ring annonucer storici come Howard Finkel o manager alla Bobby “ Brain” Heenan.

Non bisogna inoltre dimenticare che, grazie al vasto repertorio video della WWE, gli sviluppatori hanno inserito una serie di filmati che accompagneranno i match principali, raccontando in pochi minuti la rivalità tra i contendenti, rinfrescando la memoria ai fan e spiegando invece ai più giovani come si era evoluta la situazione che aveva portato a quel match.

Portando a termine gli obiettivi secondari sbloccheremo inoltre wrestler storici che potremo così utilizzare all'interno delle altre modalità di gioco, per un roster totale che sfiora i 50 lottatori tra quelli attuali e le leggende - il più grande roster per un titolo della serie -.

Modalità dicevamo, che non mancano certamente, dato che gli sviluppatori si sono prodigati nell'offrire ai giocatori il maggior numero di match possibili che attraverso 46 tipi diversi di stipulazioni, danno tantissime possibilità di match. Queste modalità serviranno ovviamente anche per creare il nostro show all'interno della modalità WWE Universe, già conosciuta ai più, ma che in questa versione risulta decisamente più curata. Il nostro compito sarà sempre quello di portare avanti la compagnia gestendo - e se si vuole giocando - i diversi show come Smackdown o Raw ed ovviamente creando le rivalità che porteranno i lottatori a scontrarsi durante i PPV. Le modalità di personalizzazione in questo senso sono tantissime, potremo ovviamente modificare il programma di uno show, oppure i parametri (heel o face) di una superstrars e la reazione del pubblico alla sua apparizione, fare spostamenti di roster, creare team e ovviamente decidere come portare avanti il feud tra una puntata e l'altra. A questo potremo aggiungere le varianti degli infortuni durante l'anno che potrebbero costringerci a cambiare i nostri piani in corsa. Per quanto possa risultare ancora poco accattivante, la modalità Universe è stata decisamente migliorata rispetto all'anno scorso, ed il nostro consiglio è quello di dargli un occhio anche se lo scorso anno non vi aveva pienamente convinto.

Non mancherà ovviamente l'online con i classici match liberi o classificati, anche se in questo senso non abbiamo notato grossi cambiamenti rispetto alla versione dello scorso anno.

Here comes the pain!

Ma come si comporta WWE2K14 una volta entrati nel ring? in linea generale, essendo rimasta Yuke's alle redini dello sviluppo, la giocabilità nonostante il cambio di publisher non si discosta più di tanto da quella vista nelle versioni precedenti. In particolare, il main focus dell'azione sarà ancora una volta il tempismo con cui riusciremo ad effettuare le contromosse che ci porteranno a compiere prese o colpi diretti. Il parco mosse, come da tradizione, sarà arricchito da mosse di sottomissione, prese fuori dal ring, manovre aree e ovviamente le immancabili mosse finali legate alle finisher utilizzate solitamente per chiudere il match.

Ancora una volta la giocabilità si è dimostrata semplice da apprendere ma al contempo impegnativa da padroneggiare vista la presenza di move list specifiche per ogni lottare e stili di lotta differenti (aerials, brawler ecc.) che chiederanno uno studio più specifico per essere sfruttati al meglio. In questa direzione abbiamo apprezzato la pulizia generale che gli sviluppatori hanno utilizzato per rendere il tutto più fluido e legato possibile. Grazie alle nuove animazioni, l'inerzia - grande problema della serie - è stata finalmente sistemata rendendo ad esempio il passaggio da una presa ad una mossa di sottomissione decisamente più realistico. Il tutto è aiutato da una pulizia a livello di compenetrazione poligonale quanto mai ottima con pochissimo clipping, compenetrazione poligonali assenti e una maggiore attenzione nel sistema di collisione tra i due lottatori e sopratutto con il ring ed il bordo ring. Insomma, in attesa di vedere cosa cambierà con il passaggio alla nuova generazione e sopratutto ai ragazzi di Visual Concept, per quello che verosimilmente è l'ultimo capitolo di questa generazione gli sviluppatori di Yuke's hanno deciso di offrire quello che a conti fatti è in assoluto il miglior gameplay della serie raffinato nel miglior modo possiible.

Dove invece si inizia ad intavedere la mano di 2K è sicuramente nella gestione dell'editor, in assoluto il più avanzato e completo della serie. Come già accennato nel nostro speciale dedicato, gli sviluppatori hanno messo nelle mani dei fan un sacco di nuovi elementi che permettono di rendere estremamente personalizzabile ogni singolo elemento di gioco: arene, cinture, entrate e move list sono solo la punta di un iceberg che offre il suo meglio nella personalizzazione dei wrestler. Oltre a potersi sbizzarrire nella creazione di una superstar inventata, quest'anno potremo modificare i modelli di (alcune) WWE susperstrar.

Questa possibilità ci permetterà di aggiornare ad esempio l'attire del wrestler in base a come lo vediamo in televisione, piuttosto che modificare le mosse più utilizzate. Due semplici esempi di una feature che permetterà, durante l'anno ai giocatori, di tenere costantemente aggiornato il loro gioco con gli show televisivi. A conti fatti, quindi, avremo 100 slot di salvataggio per creare il roster più ampio e personalizzabile mai avuto in un gioco WWE. Inoltre, tutte queste modifiche potranno essere utilizzate anche all'interno della modalità Universe, dando così la possiiblità ai fan di tenere aggiornata anche la versione “manageriale” del titolo.

Dove il gioco invece sembra ormai faticare è nel comparto visivo. Sebbene i modelli poligonali siano piuttosto fedeli alle controparti reali, andando ad analizzarli con la lente di ingrandimento, si scopre come i pixel o le mappature delle superfici, siano ormai decisamente superate. In generale il colpo d'occhio, per quanto ancora in parte gradevole, non è più quello di una volta e vista la quantità di modelli mossi su schermo - decisamente inferiore a qualsiasi altro titolo sportivo - è lecito aspettarsi qualcosa di più. Che gli sviluppatori si concentrati per realizzare un motore all'altezza della next gen? Probabile. Tuttavia ci sarebbe piaciuto vedere ancora un po di lavoro su quello di questa generazione visto che di succo da spremere, come si dice in questi casi, ce n'era ancora parecchio.

Nulla da segnalare sotto l'aspetto audio con molte voci dei wreslter campionate, theme song ufficiali ed il sempre ottimo commento a cura di Jerry “The King” Lawrence e Michael Cole.

Tirando le somme possiamo quindi ammettere che nonostante il passaggio da THQ a 2K, in questo capitolo le fondamenta del gioco sono rimaste abbastanza invariate. Nonostante si tratti palesemente di un capitolo di transizione, sia per la software house che per la nuova imminente generazione, gli sviluppatori sono stati in grado di offrire una quantità di contenuti più che soddisfacente che farà sicuramente gola ai fan del prodotto, in attesa ovviamente della next gen.

8
WWE 2K14 è sicuramente il capitolo più vasto e completo che il brand ha mai avuto. Un nutrito numero di wrestler e stipulazioni, la modalità Wrestlemania e un sistema di editing vastissimo, sono tutti elementi che i fan apprezzeranno sicuramente. Non una rivoluzione, ma piuttosto un lavoro che consacra quelli che sono stati i passi avanti fatti da questo brand durante questa generazione di console, in attessa di scoprire cosa ci riserverà quella nuova.