Recensione WRC 2: FIA World Rally Championship

Milestone ci riprova...

di Giuseppe Schirru
Difficile rimanere impassibili le rare (rarissime?) volte che un videogioco presenta una firma italiana. Lo spirito patriottico è tale che viene quasi da lanciare anatemi a Codemasters per aver sfornato un titolo d'altissimo livello come Dirt 3, quando altrimenti questo WRC 2 dell'italianissima Milestone si sarebbe presentato in pista senza alcun agguerrito avversario a dargli filo da torcere. Ma sarebbe stato giocare sporco. A un anno di distanza dal primo WRC la software house milanese ci riprova, conscia delle lacune del proprio prodotto e rea di aver proposto un reparto grafico di basso profilo. Stavolta andrà meglio?

Il primo impatto col gioco è senz'altro positivo. A livello di modalità WRC 2 non si fa mancare proprio nulla, propone la versione aggiornata dell'arcinota e classica carriera, la scuola di rally per chi muove i primi passi, partite in singolo, tra amici a schermo condiviso, multiplayer e via discorrendo. Nulla di nuovo sotto il sole, e qua non ci piove, ma nulla da ridire in quanto a completezza. Le maggiori novità si riscontrano proprio nella modalità principe, The Road to the WRC, che ora propone le figure di ingegneri, meccanici, responsabili marketing quando poi alla fine si corre, si corre, e l'importante è solo quello. Da una macchina di piccola cilindrata con cui fare i bulli nelle viuzze di paese si passerà a qualche bolide roboante con cui dettar legge perfino in autostrada, secondo il copione più classico. E magari si chiude un occhio sulla linearità stessa della modalità in questione, condita da fiumi di testo e sicuramente più “striminzita” (e meno coinvolgente) rispetto a quanto offerto dalla concorrenza, ma comunque tutt'altro che avara per quanto concerne piste e location: Finlandia, Italia, Germania, Giordania, Messico, Francia sono alcune delle ambientazioni in cui andremo a scorrazzare con le sei differenti classi di vetture previste.

Prima di scendere in pista si nota l'ampio ventaglio di possibilità offerte al giocatore, che gli permette di intervenire pesantemente sull'assetto della vettura regolando molle, compressione, barra antirollio, l'angolo dello sterzo o il differenziale, tanto per dire. Ciò non porti a pensare che WRC 2 sia un titolo per pochi, poiché attivando gli oramai onnipresenti aiuti (manca solo la guida automatica) anche un infante può tagliare per primo il traguardo senza fatica. Una volta su pista ci si rende conto che Milestone ha lavorato con mano sicura, preferendo il perfezionamento rispetto al rivoluzionamento per quanto concerne il sistema di guida.

 

È infatti in pista che il titolo Milestone dà il meglio di sé, grazie a un modello di guida gradevole e appagante (disattivando gli aiuti) che è stato migliorato rispetto allo scorso anno e strizza l'occhio agli amanti del freno a mano. Sensibili le differenze a seconda del settaggio pre-gara, più veritiera la fisica dei mezzi, con vetture che rispetto al passato mostrano un maggior peso specifico e hanno un comportamento più realistico su strada. In pista sarà poi disponibile l'opzione Rewind che oramai tutti conosceranno: premendo il tasto Y sarà possibile riavvolgere di qualche secondo la gara e rimediare a qualche bieca figura che ci ha visti andare per campi rovinando una gara fino a quel momento perfetta. Il gioco prevede anche un sistema di danni dinamico che comprometterà le prestazioni della vettura a seconda dei danneggiamenti.

A livello multiplayer delude la decisione di eliminare obbligatoriamente le collisioni, riducendo il tutto alla corsa contro fantasmi, ovvero a chi compie il miglior tempo su pista, nonostante la presenza di sedici individui in tutto. Milestone pare comunque abbia perso di vista il fatto che in un racing game il reparto grafico non è certo il fattore principale, ma poco ci manca. WRC 2 si presenta infatti come un titolo “vintage”, con una grafica datata che non regge il confronto con quanto offre il mercato odierno. E qui il paragone con Dirt 3 risulta al limite dell'imbarazzo. Sottotono la modellazione poligonale delle vetture, atroce la texturizzazione di gran parte dei tracciati, odiosi gli effetti di pop-up e altre difetti grafici sparsi in ogni dove che per magnanimità non menzioniamo. Quel che si salva è il discreto senso di velocità e i 30fps quantomeno stabili. Molto meglio invece per quanto riguarda il reparto audio che si avvantaggia di effetti sonori al di sopra della media e propone un doppiaggio onesto dei vari copiloti presenti, non sempre celeri nelle indicazioni ma comunque utili alla causa.

È vero che WRC 2 ha compiuto qualche passo in avanti rispetto alla scorso anno, ma è altrettanto vero che i passi che lo distanziano dalla concorrenza, leggasi Dirt 3, sono davvero troppi, al limite dell'incalcolabile. Bisogna comunque dare atto che WRC 2, reparto grafico a parte, rimane un prodotto di tutto rispetto, che nonostante alcune scelte discutibili (assenza di collisioni nel gioco online, tanto per citarne una) propone un modello di guida appagante e si lascia giocare senza troppi fronzoli.

 

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È vero che WRC 2 ha compiuto qualche passo in avanti rispetto alla scorso anno, ma è altrettanto vero che i passi che lo distanziano dalla concorrenza, leggasi Dirt 3, sono davvero troppi, al limite dell'incalcolabile. Bisogna comunque dare atto che WRC 2, reparto grafico a parte, rimane un prodotto di tutto rispetto, che nonostante alcune scelte discutibili (assenza di collisioni nel gioco online, tanto per citarne una) propone un modello di guida appagante e si lascia giocare senza troppi fronzoli.