Recensione World Rally Championship

Il rally diventa tascabile.

di Tommaso Alisonno
World Rally Championship,o più semplicemente WRC, è la nomenclatura ufficiale del campionato del mondo rally, e difatti questo gioco può fregiarsi di essere la trasposizione videoludica "ufficiale" per quanto concerne luoghi, piloti e veicoli, dell'annuale manifestazione di corse automobilistiche. In versione casalinga, WRC si è varie volte confrontato con la concorrenza di altri blasonatissimi titoli (uno su tutti, Colin McRae) uscendone a volte vincitore, altre volte comunque onorato. Ai Travellers Tales è toccato il gravoso compito di ricreare l'atmosfera delle gare fuoristrada anche su PSP, ma se non si fosse ancora capito il succo del gioco rimane sempre lo stesso: alla guida del vostro veicolo dovrete affrontare una serie di circuiti a rilievo cronometrico cercando di ottenere tempi sempre più bassi.

L'interfaccia di guida è semplice ed immediata, dato che si avvale dei comandi base di acceleratore, freno, freno a mano e, naturalmente, sterzo, quest'ultimo gestibile a piacimento tramite la croce direzionale o lo stick analogico. La configurazione degli altri tasti non è personalizzabile, ma la disposizione è abbastanza standard ed intuitiva perché, a differenza di altri giochi, non ne sentiate la necessità impellente. Gli indicatori sono tutti concentrati nel lato destro dello schermo, con rilievo cronometrico, indicatore di progresso nel tracciato, tachimetro, contagiri ed indicatore di marcia. Manca, come di consueto nei giochi di rally, la mappa del tracciato, in quanto questa è patrimonio personale del copilota: volta per volta appariranno nel lato superiore dei cartelli che indicheranno la direzione e la difficoltà delle curve che stiamo per impiegare, e contemporaneamente la voce del copilota ci segnalerà la lunghezza delle stesse oltre ad eventuali pericoli come acqua o passaggi stretti.

Dal punto di vista di svolgimento delle gare, il gioco ha un'impostazione molto arcade: tanto per cominciare, non è possibile "settare" il veicolo prima di ciascuna gara, lasciando l'interpretazione della stessa esclusivamente all'abilità del pilota; in secondo luogo, quando siete in pista vedrete davanti e dietro di voi le "ombre" dei piloti che dovrebbero "precedervi" e "seguirvi" nel rilievo, ma questo ombre sono di fatto fittizie. Infatti, se alla partenza siete considerati al decimo posto, vedrete il nono già avanti a voi, e quando lo sorpasserete comparirà l'ottavo sempre un po' più avanti: è sempre possibile arrivare al primo posto, ma il sistema adoperato per simboleggiarlo non è certamente realistico. Ancora, se decidete di cimentarvi nel "campionato", ossia nella serie successiva di gare in giro per il mondo, la condizione indispensabile per proseguire sarà il conseguimento del quinto posto in ogni gara, anche se magari la suddetta facesse coppia con una in cui avete stravinto e la somma dei tempi vi garantisse comunque la vittoria della tappa. Per finire, le gare del campionato sono ordinate, per così dire, dalla più semplice alla più impegnativa, rendendo quindi l'esperienza di gioco non prettamente "tecnica", come ci si aspetterebbe da un simulatore, ma bensì "progressivamente impegnativa", prerogativa tipica degli arcade.

La grafica di gioco è realizzata in maniera molto più che soddisfacente: i modelli delle auto rispecchiano fedelmente i reali e si deformano ogni qualvolta subiscono un impatto; la texturizzazione è piuttosto dettagliata e col passare del tempo i veicoli si macchiano di fango, terra e quant'altro possa inzaccherarli lungo il tracciato. I circuiti sono ben studiati, tanto nelle ambientazioni quanto negli ostacoli (che come abbiamo detto tendono a diventare sempre più insidiosi man mano che si avanza nel campionato), ed ottimi sono anche tutti gli effetti speciali, vale a dire lens-flare e luci dinamiche, pioggia, neve, nonché acqua e fango sollevati dal mezzo in corsa. Unico difetto: per evitare il bad-clipping, ossia la compenetrazione tra i modelli delle vetture e degli ostacoli, gli sviluppatori hanno deciso di essere estremamente pignoli nella registrazione dell'urto, col risultato di peccare nel senso contrario. Capita pertanto che passando troppo vicino a certi ostacoli il veicolo ci sbatta contro nonostante l'occhio dica il contrario. Ottime le musiche, per quanto l'incombenza di cambiarle spetti esclusivamente al giocatore (in caso contrario il gioco ripete sempre lo stesso tema), e ben realizzati i doppiaggi del navigatore, tutti in italiano.

La giocabilità si attesta su livelli decisamente buoni: i controlli sono semplici ed intuitivi, ed i primi circuiti abbastanza semplici e permissivi da consentire anche ai principianti di acquisire rapidamente quella prontezza di riflessi e finezza di controllo necessarie per gestire un gioco di rally. In seguito, il complicarsi dei circuiti rende l'esperienza via via più interessante ed impegnativa, fino a divenire effettivamente difficile. Il gioco vanta diciotto tappe, ciascuna composta da quattro circuiti (anche se alcuni sono il "ritorno" di uno degli altri della tappa) per un totale di settantadue tracciati differenti. Sono presenti quattro livelli di difficoltà (all'inizio solo i due più bassi) e pertanto gli appassionati potranno trovare in questo gioco lunghe ore di divertimento.

In conclusione, WRC è un gioco di guida divertente, di difficoltà crescente ben calibrata, piuttosto longevo e sicuramente accattivante. L'unica cosa di cui però bisogna ricordarsi è che è evidentemente strutturato in maniera arcade, ed è pertanto sbagliato aspettarsi un'esperienza simulativa: non è un difetto, ma una constatazione.

8
Non si può assolutamente dire che la versione PSP di WRC sia un brutto gioco: la grafica è notevole, se si chiude un occhio su alcuni errori di clipping troppo severo, la guidabilità altrettanto buona, i circuiti numerosi e ben ricreati, ed in generale il prodotto compie egregiamente il lavoro di un gioco di guida... arcade, però. La mancanza di una benché minima possibilità di operare settaggi sulla vettura e la disposizione dei circuiti "dal più semplice al più complesso", in parallelo ad un'IA che si fa volta per volta più aggressiva, rende infatti l'esperienza meno "tecnica" delle controparti casalinghe, ma piuttosto "progressiva" come capita negli arcade. Detto questo, un gioco divertente che non mancherà di soddisfare la maggiora parte delle bocche, forse anche le più pretenziose.