Recensione Watch Dogs 2

di Tiscali News
Anche se il risultato finale di Watchdogs si era posizionato ad una certa distanza dai livelli qualitativi previsti da Ubisoft, pubblico e critica si sono trovati d'accordo sul fatto che fosse un ottimo punto di partenza per una serie di successo. I presupposti, in fondo, c'erano tutti, a partire da una trama solida, un protagonista affascinante e con un background importante e sullo sfondo una malvagia corporazione, capace di rappresentare il peggio del peggio della civiltà moderna. Gli ingredienti erano ottimi e il primo Watchdogs si configurava come un techno-thriller forse non perfetto, ma che gettava delle basi importanti su cui lavorare.

Con Watchdogs 2, invece, Ubisoft spariglia le carte e degli ingredienti di cui sopra, rimane davvero poco e niente. Niente atmosfere cupe, niente trama “noir” e nemmeno niente più Chicago. Rimane invece la famigerata Blume (la corporazione del male) e la sua rete CtOS, che unisce, e soprattutto spia, tutti i sistemi informatici cittadini, compresi cellulari, telecamere di sicurezza, computer, banche e più in generale qualsiasi strumento elettronico di San Francisco. Ecco, il setting del gioco si è spostato proprio a San Francisco, dove i nostri protagonisti si adoperano per bloccare la versione 2.0 della CtOS.

Messo in pensione Aidan Pierce, troviamo Marcus a sostenere l'intero peso narrativo del gioco. Non sappiamo molto di lui, perché da bravo hacker, Marcus ha fatto di tutto per cancellare al mondo le tracce della sua esistenza. Lo troviamo come membro attivo della DedSec, lo stesso gruppo di hacker di cui faceva parte Aidan, che opera dai bassifondi della città per mettere a tacere una volta per tutte la Blume e la sua fitta rete di controllo.

Messo da parte il clima molto più serioso della sua prima uscita, in Watch Dogs 2, Ubisoft Montreal distende molto i toni della narrativa, pur incentrando il gioco su tematiche importanti come il controllo delle informazioni, i Big Data sui cittadini e l'utilizzo degli stessi per scopi non propriamente benefici. Anche i protagonisti della DedSec, rappresentano in modo tutto sommato positivo le azioni dei personaggi sullo schermo, anche se spesso dovremo necessariamente far ricorso alle armi da fuoco, il che va in controtendenza all'etica hacker che impone la non violenza.

Marcus e il resto della banda, dall'interno di una fumetteria/ludoteca adibita a base operativa, si muoveranno all'interno della città nel più classico degli open world per portare a termine missioni primarie e secondarie che mirano al cuore della Blume e alla disattivazione della CtOS. Contrariamente al primo episodio, però, manca un vero e proprio punto di partenza da cui far partire l'avventura (che, ve lo ricordiamo, consisteva nel trovare l'autore dell'omicidio della nipote di Aiden). In questo caso invece le missioni vengono un po' sparse a pioggia sull'intera città con un filo conduttore sicuramente più debole rispetto al passato e che, alla lunga, tende un a far perdere di vista lo scopo primario del gioco.

Nelle ore passate nella San Francisco di Watch Dogs 2 abbiamo portato a termine missioni davvero ben radicate nella cultura pop moderna. Abbiamo aiutato un attore di successo e venir fuori da una pericolosa setta religiosa (Tom Cruise e Scientology?), abbiamo ascoltato disquisizioni importanti su Guerre Stellari e abbiamo addirittura sabotato la stessa Ubisoft per recuperare il trailer di un gioco in uscita e pubblicarlo in anticipo sulla grande rete, con tripudio e gaudio dei nostri follower.

Sia chiaro, non sono i follower di Twitter quelli a cui punta la DedSec, quanto piuttosto utenti che consentono volontariamente alla stessa DedSec di poter utilizzare la potenza dei loro sistemi per contrastare lo strapotere della CtOS e poter costruire una rete tecnologica capace di lanciare un attacco definitivo nei confronti della Blume. Ogni nostra operazione, ogni azione mossa contro la CtOS, addirittura anche le foto che Marcus mette in rete, sono condivise e apprezzate dagli utenti, che accettano quindi di installare un particolare client della DedSec sulle proprie macchine e far parte quindi del gruppo, senza mai mettere a rischio i propri dati personali.

Così come nel Watch Dogs originale, il filo conduttore dell'intera esperienza di gioco saranno proprio le capacità di Marcus e soci nell'hacking. Attraverso il telefonino di Marcus (che non ha mai bisogno di ricarica, beato lui), potremo accedere praticamente a qualsiasi dispositivo elettronico in città, riuscendo a prendere il controllo di qualsiasi cosa sia a portata di vista del nostro personaggio. Potremo far impazzire i semafori della città per seminare i nostri inseguitori, rubare impunemente soldi dalle carte di credito dei cittadini (Oh, fare l'hacker costa…), ascoltare le loro telefonate (tutto il gioco è in italiano), oppure prendere il controllo delle telecamere di sicurezza e, facendo ponte tra una telecamera e l'altra, raggiungere punti altrimenti inaccessibili a Marcus e operare qualsiasi tipo di hacking attraverso il suo occhio elettronico.

Ogni operazione portata a termine avrà non solo il merito di aumentare i nostri follower, come detto in precedenza, ma anche di sbloccare dei particolari punti ricerca che consentiranno a Marcus di potersi attorniare di tutta una serie di migliorie e gadgets che potranno aiutarlo non poco nelle missioni rimanenti. Per esempio, potrà avere a disposizione un drone quadrirotore grazie al quale raggiungere i punti più alti dei palazzi dove si potrà intrufolare in tutta sicurezza, oppure un drone su ruote, da utilizzare nei classici condotti d'areazione per avere accesso a case o uffici dove violare i sistemi informatici e recuperare preziose informazioni per il prosieguo del gioco.

Ovviamente però ci saranno momenti in cui saremo impegnati in prima persona ed ecco che allora Marcus dovrà fare sfoggio di improvvisazione e abilità stealth per cercare di operare indisturbato, facendo soprattutto leva su un sistema di coperture che ricorda molto da vicino l'ottimo sistema già visto in The Division. Se però le cose non dovessero andare come previsto, Marcus potrà anche utilizzare delle armi (che può addirittura stamparsi da solo nella base operativa), per estirpare il problema alla radice. Ovviamente un metodo molto poco elegante ed eticamente non in linea con il vero universo hacker, ma basare tutto quanto sullo stealth poteva avrebbe sicuramente rappresentato un grosso problema per Ubisoft.

Ovviamente la San Francisco riprodotta in Watch Dogs 2 è liberamente percorribile in lungo e in largo con tutti i mezzi che potete trovare in città e anche se il sistema di guida è meno intuitivo rispetto ad altri titoli Open World, riuscirete a farci la mano dopo una mezzora di apprendistato. La città pullula di eventi a cui prendere parte, a partire dalle classiche gare automobilistiche fino alle gare specifiche per i droni, negozi d'abbigliamento dove poter rinfrescare il proprio look e località specifiche dove potersi fare dei selfie che saranno particolarmente apprezzati dai fan e che andranno ad aumentare il numero dei follower. Non mancheranno anche locations, dove Marcus potrà recuperare contante fresco, sottraendolo a bande rivali, personaggi che ci assegneranno missioni random e missioni dove poter invece guadagnare punti extra per la ricerca.

Tutte le informazioni, come detto, passano per il cellulare di Marcus, a cui possiamo avere accesso in qualsiasi momento e che ci metterà a disposizioni le app attraverso cui potremo aggiornare le missioni in corso, vedere la mappa della città con i punti d'interesse, chiamare un'auto a noleggio in stile Uber o avere accesso all'albero delle ricerche per sbloccare nuove abilità. Il tutto attraverso una grafica molto spartana e in linea con quanto ci si aspetta dai sistemi utilizzati realmente dagli hackers. Anche la schermata d'apertura del gioco ricorda molto un ambiente Linux o Dos e in questo senso i grafici hanno fatto davvero un buon lavoro.

Un lavoro che si riflette anche in tutti gli aspetti tecnici del gioco, perché la San Francisco che ci troviamo di fronte è davvero un gioiello da un punto di vista grafico, con una visuale a perdita d'occhio, ricca di dettagli e ben realizzata anche da un punto di vista puramente estetico. Anche il sistema d'illuminazione e i modelli poligonali di protagonisti e comprimari sono ottimamente realizzati e siamo rimasti anche particolarmente stupiti nell'osservare il realismo con cui sono state riprodotte le normali attività quotidiane delle persone. Le strade infatti pullulano di persone che cammino, parlano tra di loro (a volte ascoltando le loro conversazioni potete apprendere anche delle cose utili) e partecipano tutte ad una credibile attività quotidiana.

Tra le capacità di Marcus, per esempio, c'è anche quella di hackerare i cellulari di un qualsiasi passante, facendo surriscaldare la batteria. E' capitato che in seguito a questo una persona sia stata male proprio sotto i nostri occhi e un altro cittadino accorso abbia chiamato un'ambulanza, arrivata da lì a pochi istanti per prendersi cura del malcapitato. Certo, nella fretta l'ambulanza ha messo sotto un passante, ma apprezziamo la buona volontà, suvvia. Insomma, tecnicamente, Watch Dogs 2 è davvero un gran bel vedere e a volte vi stupirete semplicemente nel fermarvi in un punto qualsiasi ad ammirare il paesaggio e ad osservare la vita che vi scorre davanti. Tutto questo ben di dio è anche condivisibile con altri giocatori, grazie a missioni pensate per poter essere affrontare in cooperativa in modalità drop in, drop out. Niente di eclatante, sia chiaro, ma funzionano a dovere.

Il vero problema del nuovo lavoro di Ubisoft Montreal è quello di non aver costruito un solido impianto narrativo al pari del primo capitolo. Si sente la mancanza di un filo conduttore che unisca tutti i vari punti dell'impianto narrativo e spesso il filo logico tra le varie missioni tende ad annacquarsi in mezzo al Mare Magnum di cose che Marcus può fare grazie alle sue smisurate, ed inverosimili, capacità tecnologiche. E qui arriva il secondo problema, perché nelle fasi più avanzate del gioco, ad una crescita esponenziale delle capacità del nostro protagonista, non fa da contraltare un innalzamento delle abilità dei nostri avversari, le cui risorse e comportamenti rimangono pressochè inalterate lungo tutto il corso del gioco. Ne consegue che alla lunga il nostro compito diventerà un po' troppo semplice, andando a perdere di mordente.

Due problemi piuttosto importanti, che però non tolgono smalto ad un gioco che opera un importante testa coda nella sua breve esistenza. Il che, a ben guardare, potrebbe essere un pregio non da poco. Riuscire a costruire un universo dove si possa passare da un techno thriller ad atmosfere molto più morbide, pur mantenendo inalterati finalità e cattivi di turno, potrebbe rappresentare un ulteriore tassello nell'intelaiatura di Ubisoft che gli darebbe modo di costruire praticamente qualsiasi cosa in un ipotetico terzo episodio. Watch Dogs 2 parte un po' lentamente e soprattutto spiazza chi pensava di trovarsi davanti una infrastruttura narrativa così solida e articolata, ma riesce comunque a conquistare grazie ad un ottimo sistema Open World e a missioni articolate e creative il tanto che basta per dare libero sfogo alla propria fantasia criminale (ma per un fine nobile).

8
Forse Watch Dogs 2 non ha lo stesso impatto forte e immediato che aveva il primo episodio, però è capace di conquistarvi nel medio periodo, forte di una realizzazione tecnica davvero brillante e di una struttura delle missioni che può dare libero sfogo d'interpretazione. Peccato per un impianto narrativo debole, che forse non riesce a coinvolgere del tutto il giocatore nelle attività di Marcus e compagni, ma se riuscite ad apprezzare il lato più leggero del prodotto Ubisoft, avrete tra le mani un titolo davvero divertente, ben realizzato e pregno di citazioni della pop culture davvero imperdibili.