Recensione Wallace & Gromit in Project Zoo

di Tommaso Alisonno

Wallace e Gromit sono due personaggi di animazione, se non erro inglesi, realizzati in plastilina, o Pongo che dir si voglia. Wallace è un inventore tanto geniale quanto bislacco, una sorta di Archimede Pitagorico con la testa perennemente fra le nuvole; Gromit è il suo cane, una specie di bracco a cui, è il caso di dirlo, manca solo la parola, dato che cammina su due zampe, siede a tavola e legge il giornale (un po' come il cane dell'ispettore Gadget). Un giorno, i due si recano allo zoo per festeggiare il compleanno di un animale che hanno "adottato", ossia l'orso bianco Archie, ma una volta giunti a destinazione scoprono che il malvagio pinguino Feathers McGraw ha rapito gli altri animali, tra cui Archie, e trasformato lo Zoo nella centrale operativa per i suoi loschi piani (qualcosa, immagino, che abbia a che fare con la conquista del mondo da parte dei pennuti anfibi). Toccherà ai due eroi di plastilina l'arduo compito di contrastare il malvagio pinguino e liberare il loro amico.

È con questa trama semplice e fantasiosa che parte Project Zoo, il gioco platform in cui vedremo il poliedrico Gromit impegnato nel compito di superare una serie di livelli in cui dovrà balzare da una piattaforma all'altra e sconfiggere i pinguini robot e gli altri alleati di Feathers McGraw, liberando nel contempo i cuccioli tenuti prigionieri per costringere gli animali ai lavori forzati. Wallace, dal canto suo, lo seguirà il più possibile pronto ad aiutarlo nelle situazioni che richiederanno un intervento tecnico.

I controlli di gioco hanno una struttura tutto sommato semplice. Guidate Gromit attraverso la levetta analogica sinistra, e ruotate l'inquadratura mediante quella destra. Il tasto che utilizzerete più a lungo è la Croce, il cui scopo è quello di far saltare l'atletico cane, e come di consueto ad una più prolungata pressione coinciderà un più salto più alto e più lungo. Quadrato è il tasto d'attacco: se non avrete selezionato un'arma, Gromit menerà calci e spintoni tutt'altro che inoffensivi.

Cerchio è utilizzato per selezionare le armi o gli altri oggetti da tenere in mano, come ad esempio la torcia: non tutte le armi provocano effettivamente danni (la pistola a banane, ad esempio, si limita a stordire gli avversari), ma tutte possiedono delle peculiarità che ci obbligano all'utilizzo in certe fasi del gioco. Triangolo è il tasto d'iterazione: se vi troverete davanti ad un interruttore o simili, Gromit lo attiverà, mentre in tutti gli altri casi fischierà (come già detto, Gromit non parla) per richiamare Wallace, che se sarà in grado di raggiungerlo non se lo farà dire due volte; la sua presenza sarà infatti indispensabile per riparare interruttori o altri marchingegni, o in generale per risolvere determinati enigmi che Gromit da solo non sarebbe in grado di superare. I tasti laterali sinistri (L1 ed L2) centrano l'inquadratura e danno la soggettiva nell'uso delle armi a distanza, mentre quelli destri (R1 ed R2) faranno accovacciare Gromit, in modo da effettuare una scivolata (se premuti in movimento) o da dargli una posizione di partenza per un altissimo salto con capriola (se premuti da fermo). Un altro modo per ottenere il salto con capriola, questa volta proiettato in avanti anziché in alto, è quello di premere rapidamente Indietro e poi Avanti e Croce.

Gromit è in grado di compiere tante altre azioni speciali, ad esempio quando sale per le scale o le corde, o pilota un elicottero, ma per queste cose vi rimando all'esperienza diretta in gioco.

Dal punto di vista grafico il gioco si presenta veramente gradevole e ben fatto: la grafica 3D si accosta egregiamente allo stile dei personaggi nativi come pupazzi di plastilina, dando un risultato colorato, allegro e per la maggior parte privo di sbavature. Il campo visivo è molto ampio e ricco di dettagli, anche se invero qualche volta il motore tende ad essere leggermente scattoso, segno che forse ci si sarebbe dovuti accontentare di qualcosina di meno (o ottimizzare un pochino di più). La struttura dei livelli (ventitré tra ufficiali e bonus, divisi in sei mondi) è molto curata, con qualche idea interessante ed nel complesso un ottimo lavoro. Un po' seccante, alle volte, il fatto che non sia possibile visualizzare costantemente la salute residua di Gromit e che l'indicatore compaia solo quando si accusa un colpo o quando scende sotto il 50%.

Il reparto audio è un po' strano... le musiche sono carine, ma suonate a un po' sottotono. I doppiaggi sono limitati a Wallace (gli animali, s'è detto e ripetuto, non parlano), che ha una voce sì buffa ma invero un po' cantilenante... d'altronde credo si tratti del doppiatore originale e pertanto niente gli si può dire. Ottimi, invece, gli effetti sonori.

Ma il punto debole del gioco è, mi dispiace dirlo (perché io la reputo la cosa più importante) la giocabilità.

Non che di base l'idea non sia divertente (dopotutto i platform "tirano" sempre), e non che non siano divertenti la storia o le situazioni che si vengono a creare, ma semplicemente il gioco non si "lascia giocare" in semplicità. Punto primo, i controlli veri e propri sono molto precari, tanto che salti fatti venti volte vengono falliti senza una ragione evidente, e fallire significa spesso dover iniziare da capo il livello. Punto secondo, le telecamere tendono troppo spesso a ruotare per i cavoli loro, e talvolta a fissarsi in una determinata posizione "troppo tardi". Faccio un esempio pratico. Ipotizziamo che debba saltare una serie di assi mancanti di ponte: una volta posizionato Gromit per un'adeguata rincorsa, centro la telecamera per essere sicuro di non sbagliare, e mi accingo a correre dritto e saltare... sennonché, A META' DEL SALTO, la telecamera ruota di novanta gradi inquadrando il ponte di lato, si fissa così e io vedo Gromit che cade nel vuoto. Questi episodi son tutt'altro che sporadici.

Infine, anche la longevità non è poi così vasta: in circa una settimana di gioco neanche troppo impegnativo è sicuramente possibile concludere i sei episodi, a patto di avere la meglio sul sistema di controllo ribelle. La ricerca dei vari "gettoni" necessari per sbloccare filmati è solo un piccolo surplus che potrebbe spingervi a rigiocarlo uno o due volte, ma probabilmente non di più.

Concludendo, W&G Project Zoo è un gioco dalla aspettative serie, dall'idea carina, dalla realizzazione tecnica molto buona ma dalla pecche notevoli e seccanti. Adatto soprattutto ai giovanissimi, diciamo tra i 6 e 12 anni, meglio se cocciuti e testardi, ma sconsigliato agli altri.

6
Project Zoo non sarebbe un brutto gioco, se solo rispondesse correttamente alle sollecitazioni e concedesse al giocatore un sistema di telecamere più flessibile ed efficiente. Un vero peccato, specie considerando il fatto che il lavoro del level designer è indubbiamente molto buono e che il carisma dei personaggi è davvero elevato, così come buona è la realizzazione tecnica; ma la giocabilità risulta eccessivamente compromessa da meritare una sufficienza.