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Recensione Viva Piñata: Trouble in Paradise

Problemi  in arrivo per Piñata Island

di Tommaso Alisonno
Piñata Island sarebbe un vero paradiso se non ci fossero i soliti guastafeste: parliamo del dottor Pester e della sua banda di Canaglie, che nottetempo si sono intrufolate nelle strutture di Piñata Central con lo scopo di trafugarne gli archivi, ma che nella loro dabbenaggine ne hanno invece causato la cancellazione. Adesso, come sempre, tocca a noi provetti giardinieri il compito di rimpolpare il megacomputer di informazioni, e non esiste metodo migliore che non quello di rimboccarsi le maniche e incominciare a catturare e addomesticare le varie Piñata.

 

 

Trouble in Paradise (Guai in Paradiso nella versione italiana) è il sequel del fortunato Viva Piñata che nel 2006 ha mostrato al pubblico alcune delle capacità fino ad allora nascoste della Xbox360. La pregevolezza tecnica, l'originalità del gameplay e la simpatia delle Piñata (tale da meritare una serie di cartoni animati e uno spin-off dal titolo Party Animals) erano tali da lasciar presagire un sequel, o meglio ancora una “espansione indipendente” a breve termine. Lo scopo del gioco, di base, è quello di addobbare un giardino in modo che le Piñata selvatiche ne vengano attirate e poi vi si stabiliscano, per poi accoppiarle ed allevarle. Man mano che si attirano e si accoppiano le varie Piñata si ottengono denaro ed esperienza, entrambi requisiti per attirare altre specie ancora.

In questo nuovo TIP, il numero delle Piñata attirabili sarà sensibilmente migliorato rispetto al predecessore, soprattutto grazie alla presenza di due nuove aree di gioco, il Piñartico e il Deserto Dolce, dove alcune nuove razze, o variazioni sul tema delle vecchie, razzolano senza poter essere “attirate” nella maniera classica. Per mettere le mani su di esse (all'unico fine di crescerle e coccolarle, s'intende) sarà pertanto necessario piazzare delle trappole con le relative esche prelibate, anche se fino all'ultimo non avremo mai la certezza di aver operato una cattura finché non esamineremo il contenuto della cassa. Il valore delle Piñata sarà dato dall'apposito indicatore di “carammellosità”, aumentabile nutrendole o vestendole in maniera a loro gradita.

Ma quello che più che altro è soddisfacente in TIP è la presenza di un registro di missioni successive che potremo affrontare liberamente, e che in un certo senso costituisce una sorta di “binario” sul quale far procedere la nostra esperienza di gioco. Se nel primo Viva Piñata, infatti, le missioni ci venivano presentate a caso e con un limite di tempo (e per questo motivo molte non potevano fisicamente essere superate), qui saranno ciò che darà al gioco una direzione chiara verso un ipotetico “finale”. Infine, se possedete una telecamera Xbox Live Action, potrete importare elementi di gioco, come denaro o nuove Piñata, esibendo davanti all'obiettivo le apposite carte vendute separatamente, con un sistema insomma che permette di acquistare features anche senza disporre di una connessione a internet.

 

 

Il palco grafico di TIP è decisamente il medesimo di Viva Piñata: più che di un vero e proprio gioco nuovo possiamo infatti dire di essere principalmente al cospetto di un'espansione indipendente. Non che questo costituisca effettivamente un “problema”: dopotutto il lavoro dei Rare è sempre pregevole, colorato, ben animato, indubbiamente simpatico, stabile e fluido. Quello che manca, a distanza di due anni, è quell'alone di “stupore” che permeò il primo titolo. Ad ogni modo i miglioramenti sono comunque presenti, soprattutto per quanto riguarda l'interfaccia di gioco e dei menù, ora più chiara e arricchita da finestre molto più esaustive. E, naturalmente, non bisogna dimenticare l'ottimo lavoro relativo alle numerose Piñata introdotte.

Un discorso similare si può fare per quanto concerne il palco audio: le musiche dei vari stacchetti e i versi degli animali sono i medesimi, indubbiamente ben realizzati, del primo episodio e a questi si vanno ad aggiungere tutti quelli relativi alle nuove Piñata, compresa ovviamente la danza amorosa. I doppiaggi sono parte in Americano (durante i filmati) e parte in Italiano (in-game), e come sempre ben realizzati. Quello che manca, con un po' di nostalgia, è il tema originale di Viva Piñata...

Il sistema di gioco è piuttosto semplice, anche se in realtà il tutorial proposto è decisamente più scarno di quello del predecessore e si esaurisce in tre sole missioni in cui impareremo ad attirare, catturare e accoppiare le Piñata.

 

Diciamo pertanto che gli utenti del primo Viva Piñata non avranno affatto problemi a gettarsi immediatamente nelle varie quest mentre i neofiti necessiteranno probabilmente di almeno un'ora di gioco “libero” prima di padroneggiare appieno i vari registri, strumenti, menù e parametri. Come il primo episodio, anche in questo potreste trovarvi in situazioni un po' caotiche, specie quando il giardino comincerà a popolarsi molto velocemente e gli spazi si faranno ristretti: a quel punto sarà necessario operare delle scelte anche drastiche, cosa non certo indolore quando vi troverete a vendere la vostra prima, adorata Piñata per far spazio a nuove ingombranti specie.

Interessante novità nel campo del MultiPlayer è l'implementazione di una modalità cooperativa fino a quattro giocatori sullo stesso giardino, anche in locale, così che ci si possa dividere le competenze (allevamento, coltivazione, costruzione, e così via) e progredire insieme nell'avventura. A questa si aggiunge la possibilità, per chi possiede un abbonamento Xbox Live, di partecipare ad alcuni contest OnLine, tra cui le gare di velocità o i concorsi di bellezza tra Piñata. Il tutto dovrebbe garantire una discreta mole di ore di gioco, con l'unico difetto che una volta assistito a tutti gli accoppiamenti e una volta concluse tutte le missioni, difficilmente lo inizierete da capo, ma rimarrà sempre disponibile, come il precedente, sottoforma di ternario interattivo.

 

 

8
Viva Piñata supera anche l'esame del sequel con un convincente episodio che riesce a mantenere viva e fresca l'esperienza del gioco originale - allevare simpatiche bestiole attirandole nel proprio giardino - inserendo la varietà di nuove feature quali la cattura o l'acquisto delle carte, e nel contempo dando al tutto una direzione chiara mediante il sistema di quest successive. Anche le modalità MultiPlayer sono sostanzialmente migliorate, grazie ad un co-op funzionale e a vari contest online, fornendo così ai fanatici delle Piñata una nuova ottima arena in cui destreggiarsi.