Recensione Valkyrie Profile 2: Silmeria

Quando Odino chiama, le Valkirie rispondono...

di Fabio Fundoni
La Cavalcata delle Valkyrie

Alicia è la figlia del re di Dipan. Non è però una delle fortunate principesse a cui le fiabe c'hanno abituati. Almeno non da quando Barbarossa, suo padre, l'ha rinchiusa in un castello lontano dalla capitale, mettendone in scena la finta morte. Tutto incominciò quando Alicia iniziò a mostrare visibilmente due personalità differenti, sino al punto di discutere animatamente con se stessa. Troppo per un casato così in vista, al punto di arrivare alla scelta della finta dipartita quando i primi pettegolezzi sulla sanità mentale della delfina arrivarono nei quattro angoli del regno. Ma non è follia ad animare la giovane, infatti in lei riposa l'anima di Silmeria, una delle tre Valkirie, impareggiabili guerriere fedeli al dio Odio. Nonostante però la divinità non abbia ancora sancito il risveglio della combattente, Silmeria prende coscienza di se e decide di ribellarsi, al fine di riprendersi tutto il suo potere, negatogli da sonno impostole. Grazie alla forza residua della Valkiria, Alicia riesce a fuggire dalla prigione, nel disperato tentativo di tornare tra le grazie del genitore.

Se già la storia si preannuncia complicata, altri elementi contribuiscono a rendere traballante le situazioni che si muovono attorno a lei: la sua nazione sembra essere sul piede di guerra, e non una lotta qualsiasi, ma una vera e propria ribellione agli dei. Come se non bastasse, Odino non ha digerito la rivolta di Silmeria, sguinzagliando Hrist, Valkiria attualmente "in servizio", pronta a seguire la fuggitiva sino in capo al mondo. Per fortuna non sono solo le fragili spalle della nostra protagonista a dover sopportare tutti questi pesi, troverà infatti alcuni forti alleati: alcuni tra i vivi, altri grazie al potere di Silmeria di comandare gli einehrjar, spiriti di guerrieri deceduti legati a oggetti materiali, non ancora trapassati nel Valhalla. Questa è la complessa trama di un avventura che ci condurrà a scoprire i fatti accaduti prima di Valkyrie Profile, gioco di ruolo per PlayStation One mai uscito su suolo europeo (forte però di un remake per PSP), ma capace di entrare nel cuore di tantissimi appassionati.

Da due a tre dimensioni

Rincuoriamo subito chi ci sta leggendo: quello che stiamo giocando non è il classico jrpg che ormai abbiamo provato in tutte le salse. Tri-Ace prende il coraggio a due mani e ci porta un sistema di gioco quanto mai inusuale, ma che si dimostra ben studiato ed appagante. Alicia si muove perennemente su binari fissi, quasi fosse il personaggio di un platform bidimensionale, dove tutto però è reso con una quantità impressionante di poligoni, dai protagonisti ai fondali. Ogni volta che le si parerà davanti la possibilità di cambiare strada, parlare con qualcuno o analizzare un oggetto, comparirà sullo schermo un indicazione che ci dirà cosa premere per compiere l'azione desiderata. Usciti dalle città, dovremo preoccuparci anche dei nemici. Niente scontri casuali, ogni avversario è ben visibile, o meglio sono ben visibili degli spiriti che se toccati trasferiranno l'azione su un campo di battaglia dove dovremo vedercela con diversi mostri, a seconda dei casi. Trasportarti in arene naturali, entreremo dunque nel vivo dell'azione.

Dimenticheremo in fretta il movimento lineare, dovendo imparare ad usare uno dei migliori battle system mai visti su console. Guidando un party di massimo 4 personaggi potremo muoverci in lungo e in largo, visionando la situazione grazie ad una mappa in sovrimpressione, dove noi e i nostri compagni saremo segnalati da quadrati blu, mentre i mostri da simili figure geometriche rosse, tra cui ne spiccherà uno bordato di giallo, rappresentante il Leader dei nostri avversari, colui che dovremo sconfiggere per porre termine alle ostilità, a patto di non voler darsela a gambe (sempre che la morfologia dell'arena lo permetta). Muovendo il nostro gruppo, dovremo avvicinarci all'obbiettivo, in modo da farlo entrare nel nostro raggio d'azione, delimitato da un cerchio attorno a noi. Solo allora potremo attaccare, guidando i diversi personaggi, ognuno legato ad un pulsante del pad. Premendo in differenti successioni, daremo vita a diverse combo che non solo causeranno danni più o meno alti, ma raggiungeranno le varie parti del corpo del malcapitato, permettendoci di recuperare, oltre ai classici punti esperienza, oggetti distinti abbinati ad ogni arto.

Naturalmente anche gli antagonisti si muoveranno mentre lo faremo noi (mentre se staremo fermi, tutto rimarrà immobile, permettendoci di osservare al meglio la situazione e scegliere la nostra strategia), sarà importante non finire nel loro raggio d'azione, segnalato da una griglia rossa sul terreno. Naturalmente non saremo instancabili e, una volta esaurita una speciale barra dei "punti azione", dovremo riposarci, a patto di non averla ricaricata subendo danni o compiendo particolari combinazioni d'attacco. Ai giocatori più smaliziati non sarà certo sfuggito il richiamo a Vagrant Story, altro titolo Square con simile sistema di battaglie, Valkyrie Profile 2: Silmeria alza però il tiro, aggiungendo diverse possibilità come quella di poter dividere il party in due gruppi per accerchiare chi ci si oppone o utilizzare alcune mosse speciali, sempre che l'arma impugnata lo consenta. Tutto contribuisce a combattimenti estremamente strategici e spettacolari, necessari però di un periodo di tempo per assimilare la carne al fuoco disponibile.

Libera la Valkiria che è in te

Ma non è solo armi alla mano che saggerete la profondità del gameplay in questione. Con gli oggetti recuperati in giro per le arene, potremo recarci nelle varie armerie sparse per villaggi e città, dove artigiani e mercanti saranno ben felici di acquistare ciò che portieremo, per potervi forgiare armi ed armature più forti del normale. Certo, non venderanno questi favolosi manufatti a qualsiasi viandante, ma quando a forza di fare affari con noi, ci saremo fatti un nome ai loro occhi, potremo mettere le mani su articoli capaci di fare la differenza. Ogni personaggio potrà indossare diversi tipi d'equipaggiamento: armi, armature per testa, busto, gambe, braccia e accessori vari. Nella pagina dove potremo scegliere cosa portare, noteremo che ogni elemento è distinto da un colore e da una runa. Indossando colori uguali e particolari combinazioni runiche, scoveremo delle abilità sopite dentro di noi che, salendo di livello, diventeranno utilizzabili durante il gioco. Com'è facilmente intuibile, si viene a creare un circolo tra combattimenti, oggetti ritrovati, armerie, equipaggiamento e abilità, creando una simbiosi dalle mille sfaccettature, tanto elaborata quanto utile al potenziamento dei nostri beniamini. Un'altra fonte di oggetti sarà l'alzare di livello dei nostri einehrjar.

Scovabili nel gioco toccando alcuni particolari oggetti, combatteranno fedelmente per noi ma, raggiunto un dato livello d'evoluzione, potremo scegliere se tenerli con noi come alleati o liberare le loro anime e farli finalmente riposare in pace. Ogni volta che ne libereremo uno, riceveremo un dono, solitamente molto utile per il continuo dell'avventura. A noi decidere il da farsi, in ogni caso la buona quantità di einehrjar e la presenza di compagni umani obbligatori, unita ai premi di cui sopra, non faranno pesare le liberazioni, se non in termini "affettivi". Altra novità: Alicia possiede grazie a Silmeria, la possibilità di lanciare dalle proprie dita dei fotoni, particelle in grado di cristallizzare per brevi attimi i nemici per superarli indenni o sfruttarli come piattaforme. I fotoni permettono anche di teletrasportarsi al posto di un cristallo, qualora lo si colpisca due volte. Quanto detto sin ora, non fa altro che denotare un gameplay frutto di attenti studi e oculate scelte, che si va ad unire ad elementi abbastanza classici, come le magie elementali o la presenza di status tipo avvelenamenti, maledizioni e via dicendo.

Non è mai troppo tardi

Nonostante il titolo in esame sia arrivato in Europa più di un anno dopo la pubblicazione in Giappone, l'impatto visivo è di pregevolissima fattura. Ad onor del vero, grazie la linearità della fase esplorativa, gli sviluppatori hanno potuto inserire un enorme quantità di poligoni, non dovendoli far gestire alla cosnole se non in pochi movimenti. Ciò non sminuisce però uno stile fantasy di tutto rispetto ed una scelta cromatica che si rivela più che adatta ad ogni situazione, da cupi dungeon a ridenti vallate. Se i paesaggi sono splendidi, i personaggi non sono da meno, anzi si collocano tra le migliori rappresentazioni grafiche mai viste su PlayStation 2, denotando una cura maniacale in ogni dettaglio e nelle animazioni. Purtroppo non mancano alcune "scalettature", come ormai ci siamo dovuti rassegnare a vedere su console a 128 bit. Affidate a Motoi Sakuraba, le musiche non deludono, contribuendo alla creazione di un'atmosfera epica e solenne. L'autore delle colonne sonore di giochi come Baten Kaitos, Golden Sun, Stone Ocean e di anime come Saiyuki, dona l'ennesima prova del talento inesauribile che l'ha designato da anni tra i migliori compositori dell'ambiente. Se del gameplay abbiamo già parlato a sufficienza, spendiamo con piacere alcune parole per la longevità: la storia principale offre circa trenta ore di gioco, abbondantemente incrementabili qualora si vogliano esplorare tutti i dungeon disponibili, essendo alcuni opzionabili. Non saremo sulle cento ore di gioco che spesso si sentono accomunare a molti jrpg, ma qui difficilmente si è vinti dalla noia, tranne in alcune battaglie dove con una strategia non perfetta, potremmo trovarci a morire svariate volte. Certo è impossibile definire quale sia il miglior gioco di ruolo disponibile sul mercato, ma Valkyrie Profile 2: Silmeria si conquista a ragione un posto nell'Olimpo... o forse, in questo caso, è meglio dire nel Valhalla!

8
In un mercato che punta deciso all'affermarsi della nuova generazione, Valkyrie Profile 2: Silmeria ci prende per mano e c'invita a soffermarci ancora un po' ad assaporare quello che PlayStation 2 riesce ancora ad offrire sul finire della sua vita commerciale. Con i dovuti accorgimenti che ne limitano la libertà d'esplorazione, Tri-Ace sfodera uno dei giochi di ruolo più godibili e interessanti di questi ultimi anni. Indubbiamente ci sentiamo di segnalare una necessaria dedizione per comprendere a pieno le meccaniche di gioco e qualche personaggio non troppo carismatico ma, forte di una trama avvincente, di una realizzazione tecnica sontuosa e di un gameplay tanto profondo quanto elaborato, l'ultimo capitolo della saga della Valkyrie si propone come un titolo che saprà appassionare gli amanti del genere e affascinare la maggior parte di coloro che vorranno posarvi lo sguardo.