Recensione Unreal Tournament III

Inarrivabile, Impareggiabile, Ineguagliabile

di Walter Paiano
Inarrivabile, impareggiabile, ineguagliabile: siamo tentati di lasciare che le tre parole che campeggiano sulla copertina scarlatta del gioco parlino da sole, ma questo vorrebbe dire essere un po' troppo trionfalistici, anche per un gioco come Unreal Tournament 3.

UT3 è l'ultimo capitolo della serie di sparatutto online più famosa di sempre  che basa il proprio successo su un'ottima miscela di scontri frenetici, armi futuristiche e modalità di gioco originali ambientate nelle arene multiplayer (e non ) di un non meglio precisato futuro.

La prima novità della serie è l'introduzione, nella serie Tournament del gioco, di una modalità Campagna, che va ad aggiungersi alla possibilità di organizzare scontri offline contro avversari comandati dal PC (i bot), e che serve essenzialmente come allenamento alla ben più ostica avventura multiplayer, ambientata in quel luogo arcano noto come server, dove giocatori di tutto il mondo non aspettano altro che un polletto da fraggare a colpi di lanciarazzi (il sottoscritto, ndr).

La Campagna assume però qui una valenza più profonda, quasi di tutorial a 360 gradi: oltre che su video introduttivi in computer grafica ben realizzati (che hanno la brutta tendenza a impiantarsi, vedere box a lato) possiamo contare sul briefing della fida Jester per capire come vada affrontata ogni mappa, in un crescendo di situazioni che vanno via via mostrando tutte le varie mappe e modalità che ritroveremo online.

 

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Come modalità abbiamo il DeathMatch e il Team Deathmatch, ovvero il puro e immediato frag a squadre o tutti contro tutti, il Capture the flag a piedi (un po' fastidiosa qui la mancanza della mappa radar), il Capture the Flag con veicoli, che assume toni altamente spettacolari quando nelle mappe sono presenti punti che se controllati danno bonus particolari, e anche di questo ne parliamo a breve e la modalità Strategia, dove bisogna controllare/conquistare una serie continua di nodi energetici per poter danneggiare il nucleo di energia nemico. Detto così il tutto sembra piuttosto arido, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze; partiamo proprio dal comparto armi, che vanta ben 10 strumenti d'offesa ben bilanciati e inaspettatamente versatili, dotati quasi tutti di una modalità di fuoco alternativa che aggiunge varietà all'esperienza di gioco.

Facciamo alcuni esempi: possiamo usare il Bio-fucile per minare della aree grazie ai blob verdastri che spara, ma tenendo premuto il pulsante destro possiamo creare una sorta di bolla velenosa che emette altri blob un paio di secondi dopo l'impatto col nemico. Possiamo usare la modalità alternativa del fucile shock per sparare delle bolle d'energia, quindi centrare le bolle col raggio primario del fucile per farle esplodere a mezz'aria (e questo principio lo usano anche alcuni veicoli), o ancora possiamo usare le schegge a rimbalzo del Flak per colpire un nemico nascosto dietro l'angolo. Se troviamo un buon posto per cecchinare (e ce ne sono, a dispetto della natura frenetica del titolo) possiamo cominciare a mietere vittime con lo Sniper, o ancora possiamo decidere di usare il devastante Martello a Impatto per macellare i nemici, una volta che saranno abbastanza vicini ( e vai a trovarlo uno che ha il sangue freddo di sparare a un forsennato che li corre incontro con in mano una sorta di ariete meccanico!). Nemmeno il lanciarazzi può dirsi a questo punto un'arma privilegiata, perché se è vero che è l'arma che fa più male, è anche vero che la devi saper usare.

Abbiamo parlato delle modalità, la linfa vitale della longevità del gioco in multiplayer: tra queste spicca in particolare la modalità Strategia.

 

Si tratta di una sorta di Conquest (chi ha giocato a un rts della serie Company of Heroes capirà il concetto) in cui bisogna mantenere il controllo su dei nodi energetici sparsi per il campo di battaglia, fino a formare una linea ininterrotta fino al nucleo nemico, e una volta fatto ciò iniziare a bersagliare di colpi la sfera, che a questo punto perde l'invulnerabilità che anche il possesso di un solo nodo intermedio le assicura. Il fatto è che i nodi devono essere conquistati in sequenza, e per fare ciò ci sono due modi: o si distrugge la protezione temporanea nemica, si neutralizza il nodo e ci si piazza sotto aspettando che lo scudo della nostra squadra si riformi, oppure si usano le sfere di energia che periodicamente compaiono dai distributori vicini ai nuclei principali.

L'uso di una sorta di skateboard attivabile con il tasto Q rende il tutto molto più fluido e divertente, anche quando affrontiamo mappe molto grandi, dove anzi la presenza di alcuni nodi periferici (e non necessari per abbassare la protezione al nucleo nemico) aggiunge più profondità all'azione, in quanto il loro possesso sblocca veicoli, armi e postazioni più potenti, oltre che punti di respawn ( punti di rinascita, da cui poter ricominciare a giocare in caso di morte) più avanzati.

Nel capture the flag al posto dello skate abbiamo il teletrasportatore, un diabolico aggeggino che tramite la pressione del pulsante sinistro sputa un disco, che poi sarà la posizione dove ci ritroveremo una volta che avremo premuto il tasto destro del mouse: l'ideale per farsi tutto il campo di battaglia in 6-7 secondi sfuggendo ai cecchini nemici.

Naturalmente, una volta presa la bandiera il trucchetto non sarà utilizzabile, e a noi toccherà riportare la bandiera nemica fino alla nostra per segnare un punto.

A chi si aspetta una mezza dozzina di mappe tutte uguali e stereotipate, consigliamo di guardarsi gli screen: intricate foreste, complessi industriali, ponti affiancati da strette gallerie e sovrastati da imponenti architravi, ma anche città piene di vicoli ciechi, sottopassaggi e barricate fanno dei level designer di Ut3 degli ottimi rivoltatori di frittate: il gioco è lo stesso, ma la varietà delle ambientazioni evoca più del dovuto, un po' come un Call Of Duty enfatizza al massimo l'azione piazzando il giocatore al punto giusto nel posto giusto.

 

Dal punto di vista dei veicoli abbiamo mezzi capaci delle più mirabolanti acrobazie aeree e terrestri , ma mancano all'appello mezzi esclusivamente marini, anche perché mancano mappe che facciano di una distesa d'acqua una variabile strategica.

Si tratta ad ogni modo di mezzi armati alla perfezione per attacchi mordi e fuggi, corazzati per resistere fino ad oltranza o progettati per fare in modo buono entrambe le cose, sfoggiando sempre e comunque armi d'offesa, texture e intelaiature esteticamente affascinanti.

Non potevano certo mancare i cosidetti Mutatori, piccole modifiche grafiche o di gameplay: tra questi una sorta di slow motion che si attiva ogni volta che uccidiamo un nemico, l'aumento del ritmo di fuoco delle armi, l'eliminazione di tutti i power up dal terreno di gioco, l'uso di un solo tipo di arma, la visualizzazione esagerata delle teste in base alle uccisioni o aiuti in termini strategici o di armamento per i giocatori che vengono fraggati più spesso.

Sul fronte della giocabilità, se confrontiamo il prodotto con uno qualsiasi degli fps più decorati di questo 2007 notiamo un confronto quasi sempre alla pari: grande varietà di armi e veicoli, ognuna con un fuoco primario e un fuoco secondario con possibilità di unire i due effetti in varie combinazioni devastanti, variazioni continue del ritmo di gioco, possibilità di introdurre i Mutatori, presenza sul campo di gioco di potenziamenti, armature e dispositivi (quali le mine a ragno, le cariche o i generatori di campo lento). Aggiungiamoci una certa longevità assicurata da campagne e mappe offline, la sfida multiplayer e la presenza dell'Unreal Engine 3 Editor per creare nuove arene, e otteniamo un titolo che difficilmente lascerà i nostri hard disk. Ma cosa rende particolare questo motore grafico, l'Unreal Engine 3, di cui Unreal Tournament è il cavallo di battaglia?

Anzitutto un'ottimizzazione di buon livello, che consente di far girare il gioco a livelli eccelsi anche su macchine di media potenza (gli screen sono presi da un processore a 3,4 Ghz, Geforce7600gs e 1,5 Gb di ram), poi una caratterizzazione dei movimenti, delle texture e dei riflessi davvero evocativa.

Tra i protagonisti della campagna e i personaggi di Gears of War, la killer application che nel 2006 si guadagnò diverse lodi su Xbox360 ed è ora disponibile per PC, notiamo diverse somiglianze, mentre nell'ambiente di gioco il gusto per l'illuminazione sfocata e i riflessi esagerati si accompagnano a texture sgargianti e effetti grafici esaltanti, portando all'ennesima potenza quanto di buono già visto in GOW.

Un comparto sonoro di tutto rispetto, dinamico rispetto all'azione e sempre all'altezza della situazione, anima non solo gli scontri offline ma anche le arene multiplayer, che in tanti giochi dello stesso genere risentono di una imbarazzante apatia sonora. Non è così in questo caso, ed è per questo che Ut3 si candida con largo anticipo a essere il migliore Fps da giocare online a partire da oggi e per molti mesi a venire.

Cercare situazioni in cui il level design o il ritmo di gioco perdono la propria eccellenza è difficile, perchè pur rimanendo improntati a uno svolgimento frenetico offrono diversi spunti tattico-strategici interessanti e molte situazioni varie. Se pensate che presto i Mod saranno rilasciati a decine e decine, non c'è un solo motivo per cui lasciarsi scappare Ut3. A meno che i videogiochi in cui si spara non riuscite proprio a digerirli.

 

9
Se Unreal Tournament 3 fosse uno sparatutto ripetitivo e scontato non saremmo stati qui a lodarlo come, in massima parte, abbiamo fatto. E' un cavallo di razza che corre coi paraocchi, ma lo fa con eleganza, intelligenza e un certo gusto per la scenografia e la strategia. L'Unreal Engine 3 fa faville senza richiedere un PC ninja, e trova nella longevità e nell'inventiva di questo terzo capitolo della serie un'incarnazione più che degna, anche se non tutte le scelte di gameplay sono azzeccate, e la stabilità non è assicurata.