Recensione UEFA Champions League Season 2001/2002

di Tiscali News
Si dice che il calcio soffra di una sindrome da "eccessiva esposizione", che calchi troppo di frequente i nostri schermi televisivi, che venga disputato un numero proibitivo di gare. A questo trend non si sottrae il mercato dei videogame, fisiologicamente orientato ad eternare le partite, a cristallizzare sui monitor l'esperienza di campionati, coppe e tornei, a replicare, come un parassita, gli eventi e le competizioni dello sport più popolare al mondo. Laddove guardare non è più sufficiente, il videogioco promette di accedere all'evento e di prendervi parte in maniera immersiva, avvalendosi delle prodezze tecniche garantite dai nuovi hardware e poggiando su meccaniche di gioco collaudate

L'acquisizione delle license rappresenta un elemento non marginale nella politica intrapresa dalle software house, volta ad assimilare la dimensione ludica a quella televisiva, e costituisce un ingrediente essenziale affinché il prodotto assurga a quel grado di realismo, rivelatosi determinante nelle scelte dei consumatori; prioritario, a volte, rispetto alla verosimiglianza stessa dell'azione o all'intelligenza artificiale in dotazione ai giocatori, e più incisivo del peso concesso alla creatività nell'interpretazione della partita

La realizzazione tecnica si pone come variabile importante nella strategia di adesione alla realtà praticata dalle simulazioni sportive: motion capture, modelli poligonali dinamici, effetti in grado di animare l'erba del campo, texture che riproducono le espressioni e i tratti del volto, sono i requisiti minimi che l'utente si aspetta oggi da un titolo come UEFA Champions League. E' al comparto sonoro che spetta di accompagnare la grafica in questa tensione al realismo, attraverso telecronache abbastanza variegate da rispondere a tutte le situazioni di un match, affidate magari a commentatori riconoscibili e già noti al pubblico, o con cori personalizzati per ciascuna squadra, e coerenti con i singoli momenti della gara

"DENGHIU!"

Il titolo Silicon Dreams esaspera tale concetto, ponendosi come fedele "conversione" di un evento televisivo, non di una manifestazione calcistica: se esiste un fattore in grado di discriminare questo gioco da altri prodotti presenti sul mercato, esso risiede innanzitutto nel franchise, anziché nelle componenti ludiche offerte. Quando il contorno vale più della sostanza, succede, come in UEFA Champions League, che il pre-partita sia segnato da una lunga, quanto stucchevole parentesi tecnica dei commentatori e che la presentazione del gioco corrisponda fotogramma per fotogramma alla sigla della massima competizione europea per club. Il tragitto d'approssimazione alla serie FIFA dimostra che la strada per conquistare il pubblico è stata già tracciata (e imitata) da tempo, che lo standard è ormai imposto e che conviene soltanto affinarne le caratteristiche, piuttosto che stravolgerne il concept. Non è un caso che ad ogni stagione gli stessi titoli si presentino puntuali sugli scaffali dei negozi, arricchiti solo da esili modifiche ma forti dell'aggiornamento costante praticato ai nomi, alle statistiche e ai risultati, come semplici data disk venduti a prezzo pieno. Quel che conta è che traducano tempestivamente la disciplina in esperienza videoludica, accompagnandola nel suo svolgimento per sfruttarne le potenzialità commerciali e replicarne fedelmente lo spirito. Un principio, questo, volto essenzialmente ad economizzare e capitalizzare il lavoro degli sviluppatori, impegnati in un'autentica produzione in serie; basti pensare ai Silicon Dreams, artefici di addirittura sette titoli calcistici nell'arco di quattro anni per conto di Eidos, Sega e Take 2. Il dato rilevante è che nessuno di questi giochi si fregia di consistenti peculiarità rispetto agli altri, nonostante siano nati per macchine distinte e rappresentino collane diverse, legate a franchise di varia natura: si passa dai vari Worldwide Soccer per Dreamcast, a Michael Owen's World League Soccer, apparso su PC e PlayStation, sino ad arrivare ai tre capitoli di UEFA Champions League, relativi alle ultime stagioni calcistiche

DENNIS BERGKAMP: UN ECTOLPASMA

I diritti relativi alla Champions League limitano le gare disputabili a quelle previste dalla competizione e circoscrivono i team selezionabili alle formazioni iscritte nella corrente stagione, ma garantiscono anche la gradita comparsa delle squadre vittoriose nelle passate edizioni, dal 1961 ad oggi. E' pertanto possibile allestire sfide tra il rivoluzionario Ajax targato Cruyff e l'imbattibile Milan di Sacchi, mettere a confronto l'attuale Juventus con la compagine che conquistò il trofeo nel 1996, misurare l'effettivo valore del Real Madrid di Zidane in un improbabile match contro le leggendarie merengues degli anni '60

A contendersi la Coppa dei Campioni sono 32 società, nelle quali figurano gli effettivi membri di ciascuna rosa, affini alle caratteristiche peculiari delle controparti in carne ed ossa e ritratti secondo i soliti parametri di velocità, tecnica, restitenza e potenza; nonostante l'evidente sforzo di riprodurre le fattezze degli elementi principali in forza ad ogni organico, le somiglianze non si rivelano mai appaganti, come nel caso di Davids, che calvo non lo è mai stato. Le velleità di diventare piccoli allenatori in carriera sono ostacolate dallo scomodo menù di gestione della squadra, che non riporta sullo schermo gli spostamenti degli uomini sul terreno di gioco e la loro effettiva posizione in campo, al punto che talvolta ripiegare sull'intuito resta l'ultima soluzione plausibile

Il numero di modalità selezionabili non costituisce una carta a favore del titolo Silicon Dreams, quanto piuttosto una lacuna allarmante: la software house inglese ha ignorato quegli elementi che rappresentano il carattere distintivo di altre simulazioni, a partire dal "career mode", dall'opzione "scenario" (inserita nella serie ISS), sino alle componenti manageriali che hanno reso tanto popolare la collana Scudetto, tutte alternative volte a garantire profondità e varietà. All'allenamento, dove la squadra può provare schemi e combinazioni tattiche senza fronteggiare alcun avversario, si associano due tipologie di gioco speculari, "Partita veloce" ed "Amichevole", mentre il cuore dell'intera produzione è racchiuso nella "Champions League", dalla struttura perlopiù salda e non personalizzabile. Sotto questo punto di vista la modalità "Tornei" offre invece garanzie più ampie, evidenziate dalla possibilità di allestire coppe a scontro diretto oppure impostate sui gironi all'italiana, interpretabili con team attuali, squadre del passato o generate attraverso l'editor, mentre la lega europea equivale ad un autentico campionato continentale da disputare in 30 gare, ciò che nei progetti dei grandi club dovrebbe costituire il futuro del calcio; figurano inoltre la competizione chiamata "Multifase" che corrisponde sostanzialmente ad un Coppa dei Campioni cui partecipano squadre di tutti i tempi e il "Torneo Personalizzabile", nel quale ciascun parametro è configurabile a proprio piacimento

RIGORE C'E' QUANDO ARBITRO FISCHIA

UEFA Champions League - Season 2001/2002 poggia su una meccanica di gioco rodata da tempo, forte delle due precedenti edizioni del titolo e del successo conseguito da FIFA Soccer, chiaramente assurto a punto di riferimento degli sviluppatori. Questa tendenza è preannunciata dal comparto estetico, ricavato dal lavoro di EA Sports tanto nelle visuali, quanto nelle animazioni dei modelli poligonali e viene confermata dal ricorso ad un sistema di controllo simile, sebbene in parte semplificato

Il "colpo speciale" si aggiunge al solito repertorio di azioni disponibili, dal passaggio lungo al cross, sino ad arrivare al tiro, la cui potenza viene misurata da una barra sul fondo dello schermo ed è regolabile attraverso la pressione più o meno prolungata del tasto corrispondente. Come già accade in alcuni titoli concorrenti, anche la corsa è attivabile tramite il relativo pulsante, sempre collocato in aree scomode della tastiera a prescindere dalla configurazione scelta: delle tre disponibili, nessuna si adatta infatti in maniera soddisfacente alle esigenze della partita, penalizzando sempre un aspetto dell'azione; per fortuna, l'utilizzo di un pad permette di aggirare sommariamente il problema e garantisce un controllo più efficace e preciso dei singoli giocatori

E' preferibile articolare la manovra per vie centrali e ricorrere insistentemente al tackle in scivolata, considerando la refrettarietà dei direttori di gara ad interrompere il gioco, ma in generale il numero di combinazioni si rivela sufficiente, non esistono espedienti troppo intuitivi per andare in gol e la varietà nella costruzione delle azioni è assicurata. L'impostazione globale si pone a metà strada tra titoli spiccatamente arcade del calibro di Perfect Striker su Nintendo 64, ed esemplari maggiormente votati al versante simulativo, come ISS Pro Evolution per PlayStation, da cui UEFA Champions League riprende in modo particolare nella meccanica dei contrasti uno contro uno. Piuttosto che effettuare rischiosi dribbling risulta infatti vantaggioso ricorrere a tattiche più corali ed avvolgenti, alla luce di una certa lentezza dei giocatori nella risposta ai comandi e della fiscalità nella segnalazione dei fuorigioco, comunque disattivabile

ZONA CESARINI

Se il motore grafico offre prestazioni mediocri, afflitto da problemi di fluidità e da animazioni legnose, è tuttavia lecito sottolineare il lavoro di design svolto per gli stadi, realmente fedeli ai quaranta templi del calcio ritratti e infarciti della stessa atmosfera. L'inserimento delle condizioni atmosferiche, capaci di condizionare incisivamente il comportamento degli uomini in campo e la visuale di gioco piuttosto ampia, che favorisce egregiamente le azioni ariose, costituiscono altri due elementi riusciti, insieme alle telecronache, verosimili e varie, danneggiate dai soliti, fisiologici inconvenienti tipici di questo genere ma in grado di esaltare le varie fasi della manovra in modo appropriato

Una nota di demerito va agli estenuanti caricamenti, giustificati solo in parte dalla massiccia presenza di voci e cori digitalizzati, mentre si è dimostrata meritevole d'elogi la buona intelligenza artificiale che caratterizza tanto i compagni quanto gli avversari, così come la realizzazione dei calci piazzati, funzionale e pratica: è possibile raggiungere i giocatori cui è assegnato un numero "chiave" attraverso la pressione del pulsante corrispondente sulla tastiera, regolando opportunamente la potenza e l'angolazione dell'esecuzione

In sostanza si tratta di un prodotto abbastanza incolore, minato da una realizzazione deludente e dalla scarsa originalità, pensato come "collage" di esperienze videoludiche differenti. Potrebbe costituire un'alternativa convincente a Fifa solo nel caso ne abbiate provato più di un episodio, ma la longevità davvero esile suggerisce che il franchise cui UEFA 2002 è legato rappresenta un limite troppo forte alla varietà

Su PC la simulazione calcistica definitiva deve ancora vedere la luce e solo se saprete accontentarvi dell'ennesimo tentativo abbozzato, potreste rivolgere qualche attenzione al titolo Silicon Dreams; altrimenti, tornate a gustarvi la Champions League sulle emittenti televisive.

UEFA Champions League - Season 2001/2002 rappresenta una miscela incolore di elementi importati da altre serie videoludiche, manca di un'anima definita e di una personalità solida, come evidente dal debito pagato alla serie FIFA, pur giovandosi dell'esperienza di Silicon Dreams e capitalizzando al massimo il franchise della prestigiosa competizione europea. Questo elemento, in particolare, si pone come croce e delizia dell'intera produzione, circoscrive le possibilità di scelta e limita la varietà di gioco, approssimando per difetto i contenuti; ne deriva una longevità drasticamente compromessa e solo in parte riscattata dalla soddisfacente libertà di manovra, per di più impreziosita da un'ottima intelligenza artificiale. La realizzazione tecnica mediocre, i caricamenti lunghissimi e l'omissione della modalità di gioco online infieriscono sul giudizio finale e fanno di UEFA 2002 il titolo ideale per chi è stanco dei soliti prodotti EA Sports. Rimandato alla prossima stagione.