Recensione UEFA Challenge

di Tiscali News
Un cammino che arriva al suo giusto termine, si diceva. E volendo citare un sommo ci schiudiamo alla cultura più raffinata e scolastica di questo buio secolo: "Epperò, è sbajata!" (Quelo, 1996-1997). La meta è sbagliata, l'arrivo. Insomma, qualsiasi cosa per cui alla Sheffield House possano aver "lavorato". Perché se è vero che Uefa Challenge è indubbiamente il migliore del suo genere, è anche vero che il suo genere è il tiro al piattello, o, volendo porla con maggior distinzione et classe, il "gioco che non s'ha da giocarsi". Intendiamoci, nella nostra carriera di recintori (recensioni, recintori... siamo lì insomma) di videogiochi situazioni simili ne abbiamo viste, ma per quel che riguarda titoli calcistici (o di tiro al piattello) e in particolare negli ultimi anni... ricordiamo forse l'immarcescibile Soccer '97 (Eidos, PlayStation), che rifulge tuttora di vita propria, non stiamo neanche a spiegarvi i motivi ovviamente. In questa ottica anche piccoli sbagli di gioventù quale il fascinoso Bomba '98 (a.k.a. Three Lions) riesce a stagliarsi supremo nell'oscurità nero seppia gettata dall'ultima produzione Infogrames e titoli ormai datati quali Adidas Power Soccer vengono visti sotto diversa luce e con maggior benevolenza (senza voler ricordare che, dal punto di vista giocoso, Adidas Power Soccer era davvero un buon sparatutto in undicesima persona)

MEMENTO MORI

Non è latino. Il titolo del paragrafo è unicamente posto quale testimonianza estremamente sintetica della situazione alla quale viene delegato chiunque volesse giocare a Uefa Challenge e al suo inenarrabile destino. In un... (aggiungere titolo del paragrafo)

Eccolo lì: una sorta di mezza via tra Enrico Cuccia e Giulio Andreotti incarnato olandese volante e travestito da Van Der Sar si appresta al rilancio della sfera. Attorno a lui Le Triomphe del cubismo (il pubblico leggermente pixelloso). Una grossa frecciona che ricorda da vicino FIFA ("Uefa Challenge è molto più vicino a ISS che a FIFA", programmatore capo del gioco, aspirante politico) ci implora di premere l'adeguato tasto... pochi secondi e, con la naturalezza di un orsetto lavatore riempito di elio, la palla vola in mezzo alla nostra metà camp... no, pardon, è comparsa dieci metri più in là di quanto non sembrasse. L'atmosfera è rovente, il buon Longhi e il fido compagno Galli (i due telecronisti Mediaset reclutati per questa edizione italiana del gioco) cercano senza troppo successo di commentare quanto avviene su schermo... purtroppo per loro ogni azione che segue quella precedente spezza la frase pronunciata, portando a una sorta di karaoke con scratch del disco incluso. Ma la partità infuria: Montero prende il controllo della palla, dribbla tutta la difesa della sua squadra (esatto), con tre falcate copre l'interà meta campo juventina (grazie alle animazioni e al frame rate inchiodato sui 15 fps), si fuma con nonchalancé i giocatori avversari, fa una piroetta, scarta Nesta, Cannavaro, Maldini, Tudor e Thruam (tutti accorsi per cercare di bloccare l'inarrestabile urugaiano) e infina si blocca in mezzo all'area. Il portiere avversario si getta ai suoi piedi, scontrandosi però contro un misterioso muro invisibile (quel diavolaccio di Moggi!) posto poco prima del Monterone nazionale. La porta è rimasta incustodita... Il nostro alza la palla, palleggia noncurante dei "nemici" ed esegue una rovesciata che s'infrange all'incrocio dei pali!

Nooo! E' esattamente il quarto legno colpito dall'inizio dell'incontro. Uefa Challenge farà indubbiamente la fortuna di tutte le meretrici là fuori, è pieno zeppo di pali, colpiti ovviamente

Vi sembra strano? E' quanto succede in Uefa Challenge, poi non dite che non vi avevamo avvertito..

COPPETTA DEL NONNINO

Il gioco Infogrames è letteralmente traboccante di modalità di gioco, esistono coppe predefinite, mini campionati europei, competizioni singole, possibilità di creare la propria lega/coppa preferita, decidere insomma qualsiasi parametro possa aumentare la personalizzazione del gioco. Il tutto, calato nell'ambiente sopra descritto risulta leggermente (giusto uno zinzino) inutile, ma tant'è..

I nomi dei giocatori ci sono, che poi siano quelli originali o meno poco conta. Sta di fatto che alcune squadre offrono delle rose "originali" anche se a tratti non complete (nella Juve manca quella riservucola di Del Piero, bazzecole) per probabili motivi di copyright, mentre in altre formazioni tutto è lasciato all'inventiva dei game designers... Ma il problema dei giochi di calcio non è mai stato questo (non, perlomeno, se il gioco vero e proprio era valevole)

In Uefa Challenge anche il sistema di controllo appare assolutamente inadeguato, tanto preparato quanto il sottoscritto in fisica quantistica applicata. Il sottoscritto non ha neanche finito le medie inferiori. Insomma, la risposta sul campo ai comandi impartiti avviene in modo lento e impreciso, le animazioni "cicliche" impediscono di avere un controllo del giocatore anche solo sufficiente, il gioco stesso NON esegue il cambio automatico del giocatore in controllo quando ci si trova in difesa. Da rivedere da zero anche le collisioni tra i giocatori, capaci di arbitrare i tackle secondo strambe regole su cui non vogliamo indagare oltre. A proposito di regole: l'arbitro tende ad assegnare punizioni secondo dei propri schemi mentali degni del Gaetano Pini milanese di qualche decennio fa (istituto di ricovero psichiatrico di primissima fattura, anzichenò!)

TECNOLOGIA AL POTERE

Aspetto visivo e sonoro: dal punto di vista grafico Uefa Challenge si difende egregiamente, con dei modelli poligonali discreti e dotati di animazioni piuttosto riuscite, se prese singolarmente. Ovvero, una volta che devono essere "concatenate" tra di loro in partita si dimostrano estremamente slegate, sgraziate e innaturali. Il frame rate, come già detto piuttosto insufficente, non aiuta di certo nel render giustizia a una realizzazione tecnica che comunque avrebbe potuto cavarsela all'interno di una realizzazione globale di scarsissimo valore. Il sonoro si risolve in una serie di motivetti (un paio) techno-pop capaci di rovinare i rapporti con la Santa Sede anche al più integerrimo e rispettoso religioso-giocatore. I problemi inerenti al commento in-play sono già stati ampiamente descritti, rimangono da giudicare gli effetti sonori (sufficenti) e i cori del pubblico. Questi ultimi sono costituiti unicamente da delle mini-grida di poco più di un secondo di qualche reale platea, poi legati tra di loro in "loop" continuo. Insomma, un effetto assolutamente... come dire... mal riuscito? Ehr...

Ho visto cose che voi umani preferireste non vedere. Quindi passate oltre. Se volete compiere studi sulla fisica di un orsetto lavatore amante dell'elio, se volete capire come Montero o Tretubi può mettere a segno un gol degno del Pelé dei tempi d'oro, se pensate che rappare con Bruno Longhi e Giovanni Galli sia il massimo della sciccheria, se, in definitiva, odiate il calcio... Uefa Challenge potrebbe rappresentare un ottimo acquisto. Chiunque cerchi un buon gioco di piattaforme si rivolga altrove. Lo stesso dicasi per chi vuole un gioco di calcio alla Winning Elven (non dovevamo dirlo, ci eravamo promessi di non citarLO mai all'interno di questa recensione e invece ci siamo cascati... orgh!).