Recensione Total War: Rome II

Le legioni di Roma sono di nuovo in marcia. Sui nostri PC!

di Marco Modugno
“Vare, redde mihi legiones!”. L'esito infausto dell'imboscata tesa dai germani di Arminio all'esercito di Publio Quintilio Varo, nel settembre del 9 d.C., denominata appunto clades Variana, ossia disfatta di Varo è nota a chiunque abbia avuto la fortuna di vedersi insegnata la storia romana come si dovrebbe, invece di passare il tempo a districarsi tra noiosissime nozioni sociologiche o altre inutilità come pare vada di moda ultimamente nelle scuole. Roma perse tre legioni e non recuperò mai del tutto il terreno perso in Germania. Se Augusto, stravolto dal dolore per la sconfitta, non poté riavere più indietro il suo esercito del nord, altro invece potranno dire gli appassionati della serie Total War, che finalmente torneranno in possesso dello scettro di comando della più efficiente macchina bellica dell'antichità, in tutto il suo inedito splendore di un numero 2 tirato a lustro che di più, davvero, non si poteva fare.

L'estate appena trascorsa, con le sue ferie, i tempi d'uscita di un titolo che prenderà d'assalto i nostri PC assetati di notti da trascorrere con i dissipatori arroventati e le ventole in fuori giri, mentre nelle cuffie surround le urla d'incitamento dei centurioni, il cozzare delle armi, il nitrire dei cavalli e il barrito degli elefanti, il tonfo sinistro dei massi scagliati da onagri e trabucchi ci separa dal mondo esterno, ci ha concesso un tempo limitato per confrontarci con la versione (quasi) definitiva di un titolo che intende proporsi come nuovo parametro di riferimento, di qui in avanti e per un bel pezzo, per l'intero settore degli RTS storici.

Sperimentare in prima persona un gioco, viverlo nel modo più intenso possibile, andare a caccia di punti di forza e possibili magagne, digerirne i contenuti, gli aspetti tecnici e l'atmosfera per poi mettere a disposizione un giudizio obiettivo, qualificato e, ove possibile, non troppo soporifero è comunque pane per i nostri denti. Così, anche stavolta, ci sforzeremo di fare il nostro dovere mettendo anche i più scettici in grado di decidere se valga o meno la pena di sborsare la cinquantina di euro richiesta per aggiudicarselo (vi diamo una dritta: i negozi online includono nell'offerta anche il primo DLC con tre fazioni in più: Atene, Epiro e Sparta!).

Il confronto con i precedenti capitoli di Total War, incluso il discusso Empire, forse il titolo meno riuscito della serie, è inevitabile e l'aspettativa nei confronti di questo numero 2 della serie “romana”, atteso ormai da mesi con l'ansia che solo un appassionato può conoscere, ha fomentato il fuoco delle supposizioni e discussioni. L'uscita di parecchi filmati in-game, a partire da quello dell'E3 che tutti ricordano, il rilascio di preview, l'organizzazione da parte di Creative Assembly di sessioni di test e piccoli road show ha inoltre lasciato trapelare notizie e indiscrezioni di ogni genere sui corposi contenuti del gioco.

Che ora, a circa un mese dalla preview rilasciata su queste pagine con la quale esponevamo le nostre prime impressioni, sulla base di un'esperienza limitata, allora, alla sola seppur avvincente campagna sannitica, stanno per essere confermate, o smentite, da quanto, a partire dal 5 settembre prossimo, tutti potranno sperimentare di persona sul campo. Nel frattempo, noi approfittiamo di quest'occasione per regalarvi un corposo approfondimento, tanto per non potervi giustificare, in un senso o nell'altro, dicendo che non ve l'avevamo detto.

Il gioco è immenso.

L'andata a capo è un giustificabile espediente letterario per farvi digerire quel che avete appena letto. Sì, Rome 2 è senza ombra di dubbio alcuno l'RTS dell'anno e probabilmente del quinquennio. Se amate la storia romana, lo adorerete. Se l'avete sempre odiata, potrebbe spingervi a intervallare le partite con qualche lettura di Cesare, Livio o Svetonio, nel tentativo di approfondire i fatti e gli eventi che fanno da teatro alla corposissima campagna di gioco. Rivivendo secoli di fasti e ombre della storia militare di Roma, percorrerete infatti uno degli archi temporali più importanti e intensi che l'antichità del Mediterraneo abbia conosciuto, confrontandovi (oppure alleandovi, perché no?) con potenze come Cartagine, la Macedonia, l'Epiro del famigerato re Pirro (l'unico ad attaccare il suolo italico con elefanti, quelli di Annibale invece morirono tutti, la maggior parte attraversando le Alpi, prima di poter essere impegnati in battaglia), l'Egitto dei Tolomei.

La ricostruzione storica è decisamente fedele, sia per quel che riguarda la visione d'insieme di civiltà sequenze storiche e ambientazioni, sia se ci si “avvicina” per studiare i dettagli di armi, equipaggiamenti, uniformi, costruzioni, e così via. Il team di sviluppo di un centinaio di persone, che si è diviso il lavoro in modo da creare, al suo interno, veri comparti specialistici, mostra di aver fatto bene i compiti a casa. Per questo si riesce a perdonare qualche svista geografica, come la collocazione in prossimità del mare di città che invece ne erano ben distanti come Pella e Antiochia, l'assenza di mura delle stesse, probabilmente giustificata da necessità visive, oltre che per evitare che le battaglie campali tipiche dell'antichità fossero sostituite da un'ininterrotta serie di assedi di tipo medievale. In realtà, infatti, nel periodo romano, per una serie di motivazioni che vanno dalla religione agli aspetti sociopolitici a quelli attinenti alla tattica e agli armamenti allora in uso, gli eserciti in lizza preferivano scontrarsi in campo aperto, sia pur adottando in tale sede tutti gli espedienti che li avessero messi in condizione di prevalere sull'avversario, piuttosto che infrangere il loro assalto sulle mura di una città avversaria. In fondo è solo un gioco, potrebbe dire qualcuno, e se si cede a volte alla tentazione di cercare il pelo nell'uovo valutando un titolo così, è solo perché ci si aspetta il massimo, un po' come certe interrogazioni al limite della perfidia che l'insegnante riserva qualche volta ai primi della classe. E qui il dettaglio e l'accuratezza ci sono e si vedono. Un esempio? Gli eserciti ellenici possono essere schierati con due tipi di falange, a seconda della cultura di appartenenza e del tempo: oplitica, tipica del periodo classico delle città stato, e macedone, come quella disposta sul campo, vanamente, da Perseo a Pidna. E 700 tipi di soldato diversi mettono indubbiamente soggezione, se paragonati agli "appena" 50 di Shogun 2.

Una volta scelta una delle culture selezionabili, nove, più le tre del "pacchetto" greco offerto in promozione, si dà inizio alla campagna che può facilmente trasformarsi in una vera e propria esperienza di vita, intensa e impegnativa come si addice ad un gioco che sta agli antipodi della logica “mordi e fuggi” che spesso caratterizza i giocatori da console, e più giovani. L'utente tipo di Rome 2, decisamente più maturo e, per forza di cose, possessore di un PC di fascia alta, avrà un approccio giustamente prudente, si prenderà il suo tempo per imparare le meccaniche di gioco, simili, ma con qualche innovazione, rispetto ai predecessori, e non si agiterà più di tanto scoprendo che, dopo una quarantina di turni giocati, i primi frutti delle sue dinamiche diplomatiche con le altre culture stanno appena germogliando. Magari un po' di fastidio lo può dare un atteggiamento troppo aggressivo dell'IA nelle prime fasi, quando le civiltà limitrofe, invece di farsi i fatti loro, studiare un po' le intenzioni dei loro vicini e magari valutare le possibilità di proficue alleanze commerciali, iniziano fin da subito ad effettuare sortite ostili ai vostri danni, costringendovi a dotarvi di capacità difensive sufficienti a respingerle, invece di investire altrove le vostre scarse risorse iniziali.

L'approccio di Civilization e dei suoi vari seguiti, in questo caso, dovrebbe aver fatto ormai scuola ma, probabilmente, gli sviluppatori avevano ben presente come la maggior parte degli utenti non disdegni un po' d'azione fin da principio, per scaldare un po' l'atmosfera, e si sono attenuti al copione più in voga. Un incipit appena un po' ostico non deve però scoraggiare. Il bello deve infatti venire non appena si prende confidenza con i mille risvolti dell'intensissima campagna. L'evoluzione del modello di gioco, infatti, ha portato ad un'ottimizzazione che raggiunge qui il (quasi) perfetto equilibrio tra profondità strategica e accessibilità d'utilizzo. Qualche esempio: la gestione delle risorse e dello sviluppo è accorpato per singola provincia e gli insediamenti urbani possono essere implementati di un numero limitato di costruzioni e migliorie. Questo non deve però essere inteso come limite perché, se da un lato evita che si finisca per costruire “cloni” della stessa città con le stesse strutture un po' ovunque, favorendo invece una pianificazione diversificata delle specializzazioni del singolo avamposto, dall'altro non rende le cose oltremodo difficili, costringendo il giocatore a saltare da una schermata all'altra. Il menu di gestione della provincia intera, infatti, è comodamente accessibile a piè di pagina, lasciandovi liberi di fare il vostro lavoro di governanti, invece di dover prenotare sedute di fisioterapia per la sindrome del tunnel carpale.

Un'attenzione particolare è stata riposta inoltre negli aspetti culturali dei vari popoli. L'incontro tra due diverse civiltà può trasformarsi in occasione d'arricchimento (Graecia capta ferum captorem coepit...) oppure di scontro furibondo, a seconda che si decida d'occupare la nuova provincia conquistata con forze di presidio agguerrite ma poco gradite, oppure di affidarla ad un abile diplomatico in grado di conquistare in fretta la benevolenza della popolazione. Occhio però a non abbassare la guardia. Nelle civiltà antiche, molto spesso il vincitore non aveva altra scelta che quella di non andare tanto per il sottile nei confronti del vinto, e anche nel gioco potete scordarvi di risolvere una campagna militare come se si trattasse di una moderna operazione di peace enforcing in un Paese del Terzo Mondo. Più spesso di quanto vorreste, vi ritroverete a intervenire manu militari, a passare per le armi i prigionieri di guerra catturati (con i Germani non ho avuto pietà, con un occhio a Teutoburgo e uno alla Merkel...) o a farne schiavi, utilissima manodopera gratuita in grado di velocizzare non di poco lo sviluppo economico del vostro popolo. L'uso oculato dei vostri agenti, assegnati alle diverse provincie, rappresenterà spesse volte l'ago in grado di far pendere la bilancia dalla vostra parte. A patto che scegliate accuratamente le loro prerogative, sia che si tratti di un Dignitario, di un Campione o di una Spia, in base alla situazione richiesta.

Gli uomini, come sempre, fanno la differenza e anche la scelta di un generale va ponderata con cura, in base alle sue abilità, che crescono con il tempo secondo un sistema che strizza l'occhio agli RPG, e ai suoi apparentamenti. Come nell'antica Roma, infatti, uno zio in Senato o un matrimonio politico al momento giusto possono garantire al vostro proconsole, impegnato in una lontana provincia, l'appoggio e le risorse necessarie a portarlo, un giorno... a varcare il Rubicone diretto a Roma, per conseguire il meritato trionfo! D'altro canto, potete sempre rimuovere chi non fa il proprio dovere, o al contrario inizi a mostrarsi eccessivamente ambizioso e influente, sempre che non ci pensi prima un assassino inviato dal nemico. Anche le unità militari possono acquisire esperienza, sotto forma di tradizione e fama (quella della X Legio di Cesare, citata da Svetonio e Livio, oltre che nel De Bello Gallico di Cesate stesso, dovrebbe essere arrivata all'orecchio anche di chi legge solo fumetti giapponesi...) che saranno tramandate sotto quel particolare labaro anche se il reparto dovesse essere annientato e ricostituito daccapo dopo una sconfitta. Consentendovi di specializzare poco a poco le vostre diverse armate e costituire un apparato militare versatile ed adatto a tutte le imprese, si tratti di un attacco lampo, di un assedio o di una battaglia navale.

A rompere le uova nel paniere dei contendenti, infine, si presentano infine fatti imprevisti che vanno dalle catastrofi naturali, come terremoti e pestilenze in grado di stroncare la migliore delle offensive, a eventi più circoscritti, come un omicidio politico o un vaticinio sfavorevole, in grado comunque di gettare la propria influenza sugli eventi e sulle scelte a seguire.

Nel complesso, il gameplay di questa versione da recensione ci è parso decisamente a posto, con un'implementazione corretta e sufficientemente intuitiva dei menu e delle schermate, anche se chi si appresta a giocarlo sa bene di non doversi aspettare l'immediatezza di un FPS, e un'IA decisamente migliorata anche rispetto alla versione preview vista un mesetto fa. Le vostre unità, a quanto ci è sembrato, sono meno propense alle escursioni non autorizzate in giro per la mappa e si attengono più strettamente agli ordini di movimento, pur senza trascurare l'aspetto del morale, davvero ben realizzato.

Anche la coesa fanteria romana vacillerà, ad esempio, davanti ad una carica di elefanti su terreno pianeggiante, ma sarà possibile spaventare i pachidermi con il fuoco, di cui hanno il terrore, volgendoli in rotta. Però dai legionari, specie dall'epoca cesariana in poi, ci saremmo attesi una performance mediamente migliore delle altre fanterie coeve. Esercito flessibile, ben addestrato ed armato, la legione più volte si scontrò e vinse partendo da situazioni di inferiorità numerica notevole. Cosa che difficilmente vi riuscirà nel gioco, dal momento che greci, egizi, epirioti e cartaginesi, pur con le dovute differenze di armamento, si comportano più o meno, a pari specializzazione, nello stesso modo. La tentazione di ricorrere al “tank rush” quindi, non è del tutto fugata anche se, il più delle volte, una corretta gestione delle forze in campo consente di prevalere anche di fronte ad un'armata nemica più forte (ma non troppo).

Molto interessante anche l'aspetto dei rapporti diplomatici. Intendiamoci, dato il titolo della serie (Total WAR) non aspettatevi di poter vincere una campagna o anche solo sopravvivere senza dotarvi di forze armate efficienti e di tecnologia bellica di livello elevato. La guerra era uno dei mezzi più comuni di risoluzione delle controversie e delle esigenze di espansione dei popoli, nell'antichità, e occorre curare fin dai primi turni la costruzione di edifici e truppe e l'accumulo di risorse economiche in grado di sostenere sforzi bellici prolungati, pena il rischio di ritrovarsi invasi e spazzati via dalla mappa molto presto. Però, specie nelle fasi più avanzate della campagna, la corretta gestione dei rapporti politici e commerciali con i vicini, evitando ove possibile i conflitti da sostituire a più proficue alleanze, non costituisce solo uno degli aspetti più divertenti del gioco, ma può rappresentare un validissimo aiuto per dilazionare un possibile attacco nei nostri confronti, dandoci il tempo di rafforzarci abbastanza per resistere e contrattaccare a nostra volta.

Sugli aspetti tattici del combattimento, ossia la visibilità del nemico, il sistema di telecamere e il mantenimento del metodo sasso - carta - forbice nei confronti tra unità di tipo differente, avevamo già detto nella preview. Opportuno ribadire che, proprio sulla gestione della visuale in game gli sviluppatori hanno dato il massimo, lavorando di fino sull'ottimizzazione del puntamento, degli zoom e del cambio tra una o l'altra camera. Meritevoli di menzione sono la visuale dall'alto, che talvolta, nelle battaglie di più ampio respiro, si rende indispensabile per evitare la confusione. Peccato solo che in quella modalità non sia possibile dare comandi di schieramento ma solo generici di movimento. E la soldier camera, che trasforma il gioco, per i pochi momenti che potrete permettervi di distrarvi dalla battaglia nel suo insieme, in una via di mezzo tra un titolo d'azione in terza persona e un kolossal hollywoodiano in costume.

In questo contesto, ovviamente, la grafica pretende il suo pedaggio in termini di hardware. I requisiti minimi, se vogliamo essere onesti, non consentiranno di rendere giustizia ad un motore davvero spettacolare, mettendo oltre tutto a rischio di crash le vostre partite. Meglio affrontare il titolo con una macchina di fascia più alta, anche se non al top della gamma. Un processore e una scheda video di buon livello, equipaggiati con un quantitativo generoso di RAM e installando gli ultimi driver disponibili (dettaglio da non trascurare mai, quando ci si spinge a certi livelli), saranno in grado di giocare con i settaggi al massimo, o giù di lì, e godersi il livello quasi foto realistico dei combattimenti, anche al massimo livello di zoom, proprio come (e anche meglio) nei filmati pubblicitari visti in giro. Stessa cosa vale per il sonoro, che per la sua qualità merita una buona scheda e ottime casse surround, oppure una cuffia adeguata per chi è costretto al silenzio da vicini un po' troppo sensibili che potrebbero non gradire di vedersi rievocare in camera da letto, magari ad orari postlucani, il fragore della battaglia di Zama, o di quella di Cinoscefale.

La tempistica di rilascio del codice definitivo non ci ha consentito, invece, di testare a lungo il comparto online, sul quale ci siamo potuti cimentare solo brevemente, in qualche partita due contro due, su server appositamente predisposti per noi recensori (e che la media di abilità fosse a livello pro si vedeva eccome! Sono volate legnate che nemmeno Scipione l'Africano...). Quel che abbiamo visto, comunque, fa capire come siano state gettate solide basi di quello che promette di diventare il luogo d'incontro degli appassionati di RTS storici almeno per il biennio a venire (senza porre limiti alla Provvidenza, ovviamente).

Il sistema di lobby, la gestione dell'abbinamento degli avversari e la velocità di connessione sperimentata (anche se il sospetto di aver goduto di una corsia preferenziale nei test è più che lecito) lascia tranquilli sul funzionamento dei server a pieno regime.

4 giocatori contro 4, vista la mole di calcolo da gestire in tempo reale, non sono pochi e le opzioni del multiplayer sono abbastanza diversificate da soddisfare anche gli schizzinosi. Partite veloci con eserciti preconfigurati si affiancano all'opzione Custom, che consente di tarare il proprio schieramento in ogni dettaglio e salvarlo, riutilizzandolo poi a piacimento. CA dichiara di mettere a disposizione circa 10mila (!) possibili campi di battaglia, selezionabili con un semplice click sulla mappa. Cui si aggiungono le mappe specifiche delle cinque capitali principali, Roma, Atene, Alessandria, Babilonia e la disgraziata Cartagine, in cui combattere epici scontri urbani.

Aggiungeteci la possibilità, data per scontata, di poter implementare, in futuro, mod anche imponenti (magaricome quello dedicato al Signore degli Anelli che ho provato poco tempo fa, sviluppato sul motore del primo Rome) danno la sensazione di qualcosa di davvero grandioso su cui varrà la pena d'investire tempo e impegno, ricambiati da ore di divertimento impagabile.

Nell'antica Roma, la massima ambizione di un generale era quella di vedersi tributato un trionfo solenne, potendo rientrare nell'Urbe lungo la via Trionfale, appunto, alla testa delle truppe, dei carriaggi con il bottino e di torme di prigionieri in catene. Oggi, due millenni e qualcosa dopo, i sogni di gloria degli strateghi virtuali sono necessariamente legati a questo titolo. Non si può continuare ad arrogarsi la patente di appassionato di RTS storici senza confrontarsi con l'IA e contro gli altri giocatori umani sui campi di battaglia di Rome 2.

Il gioco è disponibile dal 5 settembre online e nei negozi. Alea iacta est! Ci vediamo a Filippi!

9
Rome 2 è un giocone. Guardando al panorama degli RTS degli ultimi anni, è facile arrivare alla conclusione che, dai tempi di GDI contro NOD del primo C&C di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. E che il filone storico, con pretese sempre più realistiche sul piano della ricostruzione e della fedeltà agli eventi autentici, la fa da padrone. Ora, una volta per tutte, bisogna alzare le mani e arrendersi alla straripante capacità di Creative Assembly di piazzarsi sempre sulla vetta del podio (magari occupando anche le due piazze d'onore con due suoi titoli recenti). Il futuro è questo, in termini non solo tecnici, ma di coinvolgimento e precisione nell'ambientazione. Qualche sbavatura è inevitabile, non essendo al perfezione assoluta cosa di questo mondo. Ma è difficile immaginarsi, nei mesi e anni a venire, qualcosa, dico qualsiasi cosa che possa insidiare l'ultimo capitolo di Total War sotto qualsiasi punto di vista. A meno di non essere allergici alla storia romana, non ce n'è davvero per nessuno. Unico peccato è che i requisiti macchina, non certo minimali, non lascino molte possibilità ai possessori di PC non aggiornati e performanti. E' ora di fare l'upgrade tanto rimandato. Altrimenti... vae victis!