Recensione Total Overdose

Carl Johnson in salsa Mariachi? Parliamone...

di Andrea Casetti
C'era una volta un certo Driver, titolo capace di tracciare un nuovo sentiero per l'allora già sovraffollato (figuriamoci ora!) genere racing, offrendo ai giocatori la possibilità di esibirsi in spericolati e appassionanti inseguimenti. Poi fu la volta di Driver 2, il quale spostò il gioco ai confini tra i generi racing e action, donando una dimensione in più al gameplay. Quindi, con l'avvento della PS2, fu la volta della Rockstar, capace di sfruttare appieno le potenzialità del nuovo hardware realizzando una serie (GTA, per chi ancora non lo avesse capito) davvero sorprendente, sbaragliando di fatto la concorrenza dei mediocri Driv3r e True Crime.

Ora si intravede all'orizzonte un nome nuovo, il quale ambisce ad unire i principali pregi di GTA, Max Payne e Prince of Persia.

1"

Minestrone di idee

In Total Overdose vestirete i panni di Ramiro Cruz, il fratello gemello del recentemente infortunatosi Tommy, agente della DEA (acronimo di Drug Enforcement Administration, un'organizzazione che combatte un cartello della droga). Ramiro dovrà quindi vestire i panni del consanguineo per proseguire nella lotta contro la malavita. Non bisogna tuttavia trascurare un piccolo particolare: Ramiro è la pecora nera della famiglia, essendo appena uscito di prigione, e quindi non mancherà di ignorare le rigide procedure della polizia per risolvere le situazioni "a modo suo".

La prima impressione che si ha una volta presa confidenza con il personaggio è quella di essere di fronte a un vero e proprio minestrone di idee altrui: la struttura di gioco è tale e quale a quella di GTA, in quanto potrete vagare come dei disperati per la città a bordo di veicoli (rigorosamente rubati) o a piedi, oppure potrete intraprendere missioni per proseguire lungo la trama del gioco. Evidenti i richiami ai titoli Rockstar anche nei rallenty, che vi mostreranno le vostre evoluzioni sui vari salti disseminati per la città.

Di chiara ispirazione a Max Payne sono invece le sparatorie, di cui vengono riproposte le acrobazie e l'ormai onnipresente bullet time, che ovviamente non poteva non mancare in un gioco del genere.

Pistola d'Oro & Co.

Prince of Persia ha infine suggerito agli sviluppatori di inserire la possibilità di riavvolgere il tempo (utile per porre rimedio ad eventuali errori fatali) nonché la capacità di utilizzare i muri per compiere acrobazie particolarmente spettacolari.

Per fortuna gli sviluppatori non si sono limitati a prender spunto dello stato dell'arte di vari generi, bensì hanno avuto il buon gusto di aggiungere qualcosa di originale. In particolare vanno menzionate le abilità speciali, come il "colpo alla testa", davvero ben implementato: premendo l'apposito tasto vedrete il mirino avvicinarsi velocemente alla testa di un nemico e, quando il bersaglio sarà agganciato, basterà premere il grilletto R1 con tempismo adeguato per eliminare il malcapitato in un sol colpo. Oltre a questa sono presenti altre abilità speciali come la "Pistola d'Oro", "El Mariachi", il "Tornado" ed "El Toro", tutte attivabili grazie ai punti extra che guadagnerete in virtù delle uccisioni compiute entro lo scadere del "timer Combo" e, soprattutto, grazie ai punti sparsi per le ambientazioni.

Niente notte

Purtroppo i punti forti di questo TO sembrano finire qui: la prima grande pecca consiste nel modello di guida, davvero incomprensibile: oltre una certa velocità le vetture tenderanno a sbandare non appena sfiorerete la levetta dello sterzo, riprendendo aderenza solo quando avrete ridotto di parecchio la velocità.

Un'altra grave pecca è rappresentata dal sistema di gestione dei danni: è vero che le portiere e i cofani si spalancano, ma non lasciano vedere alcun accartocciamento delle lamiere. Non fa granché differenza, inoltre, sparare alla fiancata o alle ruote: in ogni caso le gomme resteranno integre, mentre a sganciarsi saranno gli sportelli.

Anche l'ambientazione include in sé non pochi difetti: è meno vasta della sola Los Santos di GTASA, ciononostante è suddivisa in varie aree con fasi di caricamento tra l'una e l'altra. Infine le condizioni meteo non variano: è vero che in Messico è difficile veder piovere, ma se non altro l'alternanza del giorno alla notte si dovrebbe notare anche lì, no?

Conducenti immateriali

Ha dell'incredibile, inoltre, ciò che succede sparando a un conducente seduto al posto guida di un veicolo: questi, invece di accasciarsi sul volante, attraversa ectoplasmaticamente le lamiere della vettura per stramazzare al suolo. Nemmeno le animazioni di Ramiro sono esenti da critiche, riproponendo tutti i difetti mostrati dal Tanner di Driv3r, mentre sono davvero innumerevoli le compenetrazioni a cui assisterete, sia tra i suoi arti e i muri, sia tra le portiere delle vetture e le pareti di gallerie. In conclusione, questo Total Oversode si lascia giocare, soprattutto grazie a una buona meccanica che gestisce le sparatorie, ma presenta una serie interminabile di difetti che lo rendono in alcuni casi inferiore al già mediocre Driv3r. Improponibile, ovviamente, il confronto con GTA.

6
Total Overdose sfida senza mezzi termini l'imperatore GTA, cercando di proporre qualcosa che Rockstar non ha ancora pensato di includere nel suo capolavoro: il bullet time e le evoluzioni spettacolari di Max Payne, nonché le capacità soprannaturali di riavvolgere il tempo di Prince of Persia. Oltre a queste si annoverano abilità del tutto nuove, che rendono le sparatorie piuttosto divertenti e spettacolari. Peccato per un modello di guida da rivedere almeno in toto, per tutta una serie di difetti e per la mancanza di cura nei dettagli che gli impediscono di impensierire il Re GTA.