Recensione Too Human

"Baldur: vadi in guerra!" "Com'è umano lei!"

di Tommaso Alisonno
Narra l'Edda di Snorri che il dio cieco Hod, raggirato dal malvagio Loki, uccise inavvertitamente il figlio prediletto di Odino, il solare Baldur. Per questo fatto, Loki venne imprigionato e condannato a subire in eterno lo sgocciolio della bile di un serpente; ma quando verrà il Ragnarok, la battaglia finale, saranno proprio Baldur e Loki, tornati dalle rispettive prigioni di morte, a condurre le forze del bene e del male l'una contro l'altra. Trasponendo il tutto in fantascientifico, in un mondo in cui gli dei Aesir sono potenti ed immortali grazie alla cybertecnologia, otteniamo l'ambientazione alla base di Too Human.

La vicenda avrà inizio con la liberazione di Baldur, il protagonista della storia, e si dipanerà in quattro capitoli successivi, ma in realtà questo è solo l'inizio: Too Human è infatti dichiaratamente il primo episodio di una trilogia Made in Silicon Knights. Il concept di gioco è quello di un Action-RPG in cui Baldur dovrà attraversare vasti ambienti ipertecnologici abbattendo lungo il suo cammino quantità industriali di nemici robotici e non, accumulando nel contempo esperienza e potere, oltre a elementi di equipaggiamento sempre più potenti.

All'inizio della vicenda saremo chiamati a selezionare una “classe” tra le cinque disponibili: ciascuna di esse avrà le sue limitazioni nell'uso dell'equipaggiamento, caratteristiche di base differenti ed un peculiare albero di sviluppo delle abilità. Il sistema di controllo si basa principalmente sull'uso dello stick analogico sinistro per il movimento, del destro per gli attacchi in mischia e dei grilletti laterali per le armi a distanza (siano esse due pistole distinte o due modalità di fuoco per i fucili), coadiuvati dagli altri tasti per i salti, le schivate e l'attivazione di alcune abilità speciali.

Tecnicamente il gioco presenta alcuni elementi veramente ben realizzati, primo fra tutti la cura nei modelli 3D e nelle textures: basta dare una veloce occhiata agli screenshot per accorgersi che vi è un immane uso di poligoni e un'approfondita cura dei dettagli, ed anche i vasti ambienti su cui l'azione si snoda non sono da meno, anche se per la maggior parte immutabili. Le cose cominciano a peggiorare quando si analizzano le animazioni: corse, camminate e mosse da battaglia, probabilmente eccellenti in un simulatore “inerte”, risultano spesso poco legate all'ambiente circostante, ed ecco che Baldur deve “saltare” anche dislivelli di pochi centimetri e le scalinate vengono trattate alla stregua di piani inclinati. Il cyberspazio, realizzato come un bosco nordico, è indubbiamente affascinante, ma nelle fasi più vaste di esplorazione tende a diventare decisamente molto omogeneo e dispersivo.

Ma il vero punto debole di TH è la gestione delle telecamere: non avendo a disposizione l'analogico destro, utilizzato come già detto per le mosse da corpo a corpo, gli sviluppatori hanno optato per un sistema di inquadratura automatico, al massimo settabile su diverse scale da “primo piano” a “lontano” fino a “isometrica”, che però lascia parecchio a desiderare. L'inquadratura ruota troppo spesso senza apparente motivo, magari per evitare qualche elemento grafico del soffitto, andando addirittura talvolta ad infilarsi sotto al pavimento (raccapricciante), e comunque alterando le traiettorie quel tanto che basta perché il movimento o le combo subiscano violenti scossoni, o peggio ancora coprendo i nemici al nostro sguardo.

Niente da eccepire invece per il reparto audio: la colonna sonora è estremamente maestosa e molto ben realizzata, ed è accompagnata da effetti sonori e suoni d'ambiente molto validi. Il doppiaggio è disponibile in svariate lingue tra cui (udite udite) l'Italiano, ed è anch'esso realizzato ad ottimi livelli. Giusto la gestione del livello di volume ci ha lasciati un po' interdetti, in quanto questo tende a crescere eccessivamente quando la situazione si fa molto caotica.

Circostanza, questa della situazione caotica, che si verifica in vero fin troppo frequentemente, e costituisce il più grosso problema di un gameplaying che, di base, sarebbe anche immediato, frenetico e adrenalinico. Nel gioco sono infatti molteplici le fasi in cui ci troveremo ad affrontare quantitativi esorbitanti di nemici la cui resistenza specifica non sarà poi così bassa; se poi tra questi trovano posto un certo numero di artiglieri armati di mitragliatrice, la morte è in agguato circa ogni venti-trenta secondi, perché riuscire ad eludere i bruti per poter mettere le mani addosso agli artiglieri è un'impresa ardua, e neppure questi muoiono facilmente.

Non sarebbe poi un problema eccessivo (per quanto comunque un problema di equilibrio del gioco) se alla morte del personaggio seguisse immediatamente il ritorno al respawn, ma gli sviluppatori “stilosi” hanno pensato bene che ad ogni decesso debba scendere dal cielo una cyber-valchiria per portare l'eroe nel Valhalla. Intendiamoci, la valchiria è splendida... ma sono oltre venti secondi di animazione che dovrete sorbirvi senza poterla skippare: il risultato è che molti scontri, tra cui alcuni coi boss, durano circa il doppio del tempo effettivamente necessario.

Nel gioco è presente una modalità multiplayer cooperativa, ma anche in questa le scelte del team si fanno opinabili, in quanto essa è limitata a soli due giocatori e su console separate: a nostro avviso un banale split-screen avrebbe dato molto all'esperienza di gioco in locale, mentre per l'online non sarebbe stato così complesso lavorare su un co-op anche a più giocatori (la quantità dei nemici l'avrebbe tranquillamente concesso), o perché no delle mappe per deathmatch o simili modalità Multi.

A valle di questi rognosi problemi, il gioco si comporta come un Action-RPG tutto sommato onesto, caratterizzato da una buona trama di fondo che re-interpreta in maniera interessante i miti nordici. La gestione del personaggio è piuttosto libera e vasta, a partire dalla scelta della classe, passando per la specializzazione della stessa, fino alla distribuzione capillare degli ultimi punti abilità, senza dimenticare la scelta e il potenziamento delle armi e delle armature. In effetti, se riuscirete ad appassionarvi nonostante i numerosi difetti, sicuramente potrete provare a rigiocarlo dopo averlo terminato, magari cambiando classe.

In caso contrario, anche tirando duro fino alla fine, avrete a disposizione un monte di ore che si aggira sulla dozzina, abbastanza normale per i tempi che corrono, ma purtroppo suddiviso tra sole quattro missioni. Indubbiamente, considerando il tempo che questo gioco si è fatto attendere e le grandi promesse sul suo conto, ci saremmo aspettati qualcosa di più solido...

5
Dopo tutte le promesse su questo titolo, non ultima il fatto che sia destinato ad essere il primo di una trilogia, non nascondiamo che ci saremmo aspettati un prodotto decisamente superiore. La realizzazione tecnica di base, vale a dire ambienti, modelli ed effetti speciali, è indubbiamente ragguardevole, ma basta vedere come il tutto interagisce insieme e soprattutto quanto possano essere devastanti le inquadrature per avere dei moti di sconcerto. Il gameplaying è sicuramente immediato e adrenalinico, ma viziato da eccessive situazioni di caos asfissiante, a cui segue quasi sempre l'odiata (per la lunghezza) animazione della valchiria. Solo la trama ed il sonoro riescono a tenere alto il ritmo del gioco, che comunque è limitato a quattro missioni. Certo, potreste rigiocarlo con un'altra classe dopo averlo terminato, ma dovreste proprio esservi appassionati ad un gioco poco più che mediocre...