Recensione Tokyo Jungle

Giungla d'asfalto

di Massimiliano Pacchiano
Anche se negli ultimi tempi il gaming giapponese non se la passa benissimo, i veri appassionati non hanno mai smesso di amare l'inconfondibile stile nippo-digitale fatto di eccessi e bizzarrìe. A dirla tutta il qui presente Tokyo Jungle fa parte di quella piccola cerchia di giochi jappocentrici così strani e singolari che difficilmente riescono a raggiungere gli scaffali nel resto del mondo. Parliamo di titoli davvero fuori di testa, peculiari ma a loro modo affascinanti, quelli che solo gli appassionati più hardcore conoscono e che il pubblico occidentale di solito disprezza: un paio di esempi possono essere LSD Dream Emulator della Asmik Ace per PlayStation o Lack of Love della Ascii per Dreamcast.

 Ma quindi Tokyo Jungle è arrivato anche nei nostri negozi? Niente affatto, perché il gioco è stato trasformato in un download digitale acquistabile solo su PSN e prezzato adeguatamente: 12.99 euro contro i 3.900 Yen dell'edizione giapponese su disco (i quali corrispondono a circa 40 euro, due terzi del prezzo pieno). Il cambio di “supporto” ed il taglio di prezzo sono senza dubbio graditi, in quanto sebbene il titolo del team Crispy's sia molto interessante e coinvolgente, è anche vittima di un comparto tecnico tutt'altro che spettacolare, incapace forse di competere con gli altri titoli full-price che invadono il mercato. Allo stesso modo, anche il numero di trofei sono stati ridotti a 13 ed è stato eliminato il tanto agognato platino.

Ma passiamo al gioco vero e proprio: siamo in un prossimo futuro in cui l'umanità si è estinta, e la caotica città di Tokyo è ormai ridotta a un deserto fatto di cemento e vegetazione spontanea. In questa strana ambientazione troviamo tutta una serie di animali, che vanno dalle bestiole domestiche alle belve selvatiche (fuggite dallo zoo a quanto pare) ed il nostro compito sarà semplicemente quello di sopravvivere impersonando di volta in volta un diverso rappresentante della catena alimentare. Detto così sembra un gioco piuttosto limitato, ma in realtà Tokyo Jungle riserva parecchie sorprese ed una profondità inaspettata.

Inizialmente avremo a disposizione solo due animali tra cui scegliere: un cagnolino (il classico volpino giapponese) ed un cerbiatto. Queste due bestiole rappresentano in pratica le due classi che troveremo nel gioco: i predatori e gli erbivori. Si tratta di due approcci differenti al gioco, con la prima categoria costretta ad uccidere per procacciarsi il cibo (magari assalendo gli animali più indifesi), mentre l'altra è più propensa a difendersi, nascondersi e nutrirsi di piante e frutti. Inutile dirlo, gli erbivori adottano uno stile di gioco più votato allo stealth, mentre i predatori alternano azione pura ad un pizzico di discrezione in presenza di animali particolarmente pericolosi.

Ci si muove all'interno della capitale giapponese inquadrata lateralmente, ed a seconda dell'animale prescelto avremo tutta una serie di obbiettivi (differenti ad ogni partita) da conseguire per aumentare le nostre caratteristiche fisiche. Ad esempio inizialmente ci potrà venir chiesto di nutrirci un certo numero di volte per completare una determinata missione ed ottenere così un bonus +4 sulla forza, o cose del genere. Queste missioncine ci indirizzano verso un corretto percorso di gioco: è infatti possibile ignorarle e giocare “come viene” ma gli obbiettivi scandiscono le tappe della crescita del “personaggio” e tentare di perseguirli entro il tempo limite (misurato in anni che scorrono rapidamente) ci consente di aumentare le caratteristiche fisiche dell'animale molto più in fretta.

Oltre a sopravvivere e nutrirci, potremo infatti conquistare i vari territori della città marcando determinati punti segnati da delle bandierine. Una volta fatto ciò avremo accesso alla “tana” dell'area corrente, dove potremo appartarci con una delle femminucce della nostra specie accorse per l'occasione. Questo avverrà solo se avremo già raggiunto un livello di “rispetto” all'altezza della  status della bella di turno: ad esempio una femmina alfa vorrà  un maschio alfa e genererà dei cuccioli forti, quindi prima di approcciarla dovremo farci rispettare dal resto della fauna. Ebbene si, le femmine sono sempre uguali, anche nel regno animale.

Una volta terminato l'accoppiamento (rappresentato in modo piuttosto buffo) controlleremo uno dei nuovi nati, al comando dell'intera cucciolata. La nuova generazione erediterà parte delle caratteristiche del padre, ed inoltre se moriremo avremo la possibilità di continuare controllando uno degli altri nati. Più avanzeremo nel gioco (e nelle generazioni) e più la cucciolata sarà numerosa, dandoci ulteriori possibilità di sopravvivere alle fasi più ardue del gioco.

E' ovviamente possibile salvare il gioco uscendo dalla partita (basta dormire in una tana vuota) ma il tutto è strutturato con la formula “permadeath”, nel senso che se tutti i cuccioli tirano le cuoia è game over inappellabile, e bisognerà ripartire da zero. Sembra anacronistico, ma in realtà ripartendo con lo stesso animale ci verrà segnalato il numero della generazione a cui siamo giunti (quante volte ci siamo accoppiati in pratica) e saremo più forti del normale, proprio come se fossimo uno degli ultimi cuccioli generati. Il flusso di gioco quindi si sviluppa in diverse direzioni a seconda degli obbiettivi proposti (che lo ricordiamo, cambiano casualmente ad ogni partita) e della volontà del giocatore, tra numerosi particolari e sfumature che cambiano sostanzialmente l'esperienza di sessione in sessione: ad esempio abbiamo una nube tossica che infesta di volta in volta diverse aree, e che rischia di avvelenare anche cibo ed acqua; inoltre la disposizione e la migrazione degli animali cambia in continuazione, con le belve più feroci che vengono introdotte a partita inoltrata. A fare da contorno, le variazioni nelle meccaniche di combattimento e stealth a seconda del contesto: possiamo mandare all'attacco i nostri “fratelli” o farci scudo con essi, lasciare carcasse a terra anziché spolparle per distrarre le bestie più grosse o ancora tendere agguati o nasconderci nell'erba alta.

La città è abbastanza ampia, ed anche se inizialmente sembra lineare abbiamo diversi bivi nascosti che vanno su tetti o fogne fornendoci parecchi percorsi alternativi. “L'avventura” di ogni animale non è particolarmente lunga per numero di obbiettivi, bisogna considerare che una partita “perfetta” in cui si completano tutte le missioncine richiede prima l'esperienza pregressa e la crescita del personaggio (o meglio della sua prole) di molte partite giocate precedentemente, e se moltiplichiamo tutto ciò per oltre 50 animali sbloccabili, ecco che la longevità si fa decisamente notevole.

Come contorno poi abbiamo un'interessante modalità Storia, i cui capitoli si sbloccano proseguendo nel gioco, o meglio ritrovando delle schede di memoria. Tali schede sono in pratica dei diari che pian piano riveleranno qual'è stata la causa dell'estinzione umana, ed ogni volta che ne raccoglieremo tre sbloccheremo un nuovo capitolo della Storia. Tale modalità ha uno svolgimento meno libero, tanto da sembrare un arcade linearissimo, ma offre una parte narrativa più evoluta con tanto di cutscenes e trama interessante.

Il problema però è che, nonostante la longevità sia altissima e ci siano tante cose da scoprire, il gioco rischia di diventare ripetitivo molto prima che si siano sbloccate tutte le specie disponibili. In quest'ottica suona strana la presenza di futuri DLC che ci permetteranno di impersonare ancora altri animali, tra cui addirittura il classico impiegato giapponese che sortirà un effetto esilarante immerso nelle meccaniche “animalesche” del gioco.

Ma i difetti non sono tutti qui: come detto, nonostante la mappa sia liberamente esplorabile e sia possibile proseguire un po' come vogliamo, la struttura delle missioni è alquanto rigida: se non perseguiamo gli obbiettivi prefissati entro il tempo limite (scandito dagli “anni” che scorrono via veloci) questi spariranno e non potremo avere una crescita del personaggio sufficiente a superare le fasi di gioco avanzate, dove i predatori si faranno davvero feroci e la sopravvivenza è ardua. Di conseguenza, se vogliamo procedere come si deve saremo costretti a seguire gli obbiettivi proposti in maniera molto rigida, e la cosa peggiore è che se ne salteremo uno anche i successivi non verranno sbloccati. Ad esempio, supponiamo che all'inizio dell'avventura col gatto dovremo compiere 2 uccisioni perfette e poi marcare 4 territori. Se però non compiamo le uccisioni ma iniziamo subito a marcare il territorio, queste azioni non verranno conteggiate ai fini della missione due, che infatti non è ancora attiva. Non potremo più sbloccare nessuna missione finché non avremo prima compiuto le uccisioni previste dalla missione uno, e una volta fatto ciò i territori già marcati non saranno conteggiati al fine della missione due. Questo può compromettere tutta la partita in quanto quei territori ce li siamo bruciati.

Altro difetto rilevante è la gestione dell'inquadratura, infatti nonostante la visuale laterale sia generalmente chiara e funzionale, a volte risulta molto strano non poter vedere oltre il campo visivo dello schermo (per avvistare nemici magari) quando invece l'animale nella realtà potrebbe benissimo guardare di fronte a sé. Fortunatamente c'è il radar in basso, ma non è abbastanza in quanto non ci informa del tipo di animale che stiamo per incrociare, e che potrebbe anche farci un mazzo tanto (perdonate il francesismo). Tale pecca si sente anche nella modalità multiplayer, che può essere giocata solo in locale e vede i partecipanti al comando di due diversi animali. Il problame è che i due devono sempre e comunque stare nella stessa schermata, col giocatore uno a dirigere le danze dello scrolling. Sembra un po' di essere tornati ai tempi di Sonic 2, anche se in maniera non così drammatica per il secondo giocatore.

Tecnicamente parlando, Tokyo Jungle è realizzato in maniera semplice ma efficace e funzionale. Animali ed ambienti sono sufficientemente realistici sia per fattezze che per animazioni, ma il polycount e la qualità delle textures sono indubbiamente bassi. Ciò è dissimulato dall'inquadratura panoramica, ma nei rari casi in cui la visuale si fa più ravvicinata il problema diventa evidente. Inoltre talvolta ci troveremo in fasi concitate con numerosi animali a video: in tal caso passeremo bruscamente da un fluido scorrimento a 60FPS a degli imbarazzanti 20FPS circa. Nonostante questi difetti, la grafica appare pulita e adeguata, sebbene non spettacolare. La riproduzione di Tokyo è piuttosto convincente, tanto che parte del grosso successo che il gioco sta riscuotendo in Giappone è dovuto proprio alla rappresentazione visiva della capitale nipponica semidistrutta ed invasa da flora e fauna. Il sonoro si difende bene con buoni effetti ed ottime musiche elettroniche: sebbene la colonna sonora sembri tutto tranne che adatta ad un contesto simile, il contrasto che i viene a creare è indubbiamente affascinante. La localizzazione italiana è realizzata molto bene, anche se un paio di piccoli errori nell'adattamento (in particolare nelle cutscenes dello story mode) non ci sono sfuggiti.

8
Estetica da Ps2 ma cuore d'acciaio: Tokyo Jungle è un titolo tutta sostanza, originalità e bizzarria in grado di appassionare anche il sobrio pubblico occidentale. Controllando uno degli oltre 50 animali sbloccabili, tenteremo di sopravvivere in una giungla urbana decadente ed in preda al caos, dove ogni partita è differente grazie ad obbiettivi e nemici sempre diversi. Prima di sbloccare e completare tutto ci vorranno mesi di gioco appassionante, tra caccia serrata, fughe, pianificazione spiccia ed un pizzico di stealth. Il rischio della ripetitività è dietro l'angolo e non mancano piccoli difetti, ma di carne al fuoco ce n'è davvero tanta. Al prezzo ridotto a cui è proposto, Tokyo Jungle è caldamente consigliato anche se non siete fan dei giochi bizzarri: La metafora del volpino che da cane-giocattolo viziatello diventa una belva selvaggia e fiera (sebbene buffa) ricalca non solo la ribellione dell'uomo moderno ingabbiato negli ingranaggi del sistema, ma anche quella del giocatore ormai stanco del gaming teleguidato. Liberatevi.