Recensione The Order 1886

Il titolo sviluppato da Ready at Dawn è finalmente pronto ad invadere gli scaffali!

di Roberto Vicario
Inizialmente previsto per Novembre 2014, The Order 1886 ha dovuto attendere oltre un anno prima di mostrarsi nella sua forma definitiva. Il titolo sviluppato da Ready at Dawn, ha avuto la capacità e la bravura di far parlare tantissimo di sè in questi mesi che ci hanno separato dalla sua uscita.

Le chiacchiere si sono intensificate così tanto nelle ultime settimane che l'attesa è diventata a tratti spasmodica. Sarà stata in grado la prima, nuova, grande IP di Sony per questa generazione, a reggere tutta questa attesa? scopriamolo all'interno della nostra approfondita recensione.

Londra e dintorni…tempi davvero difficili!

La storia di The Order 1886 ci porta nel periodo della Londra Vittoria. Un terreno fertile per diverse forme d'arte, in cui sono nate figure storiche e letterarie di una fascino clamoroso che nel tempo, non si sono affatto sbiadite.

In questo ricco contesto si inserisce la storia del nostro protagonista Grayson alias Sir Galahad. Attraverso i suoi occhio ci addentreremo nelle putride e viscide viette di Whitechapel, all'interno della sede della Compagnia delle Indie Orientali e in tanti altri luoghi iconici della capitale inglese, per risolvere un mistero tanto oscuro quanto affascinante.

Senza perdersi in troppi giri di parole, la trama di The Order 1886 è affascinante, ricca di sfumature tutte da assaporare e con personaggi a metà tra lo storico e il fantastico, perfettamente integrati nel contesto partorito dalla mente degli sviluppatori.

Non vorremmo sbilanciarci troppo sui contenuti, perché vi assicuriamo che più giocherete e più sarete rapiti dalla narrazione, ma qualche piccolo accenno - tranquilli, andiamo a scalfire solamente la superficie narrativa della vicenda - possiamo e dobbiamo comunque darvelo.

Il nostro protagonista fa parte dell'Ordine, un antico gruppo che fonda le sue radici nelle leggendaria storia di Re Artù. L'ordine è stato creato con lo scopo di fronteggiare la sempre più ingombrante e oscura minaccia dei Lycan (una specie di lupi mannari). Dalla loro, i cavalieri dell'Ordine hanno la black water, un'acqua dal colore nero che gli permette, una volta ingerita, di rigenerare le loro ferite più velocemente e di allungare sensibilmente la loro aspettativa di vita, ritardando l'invecchiamento.

La vicenda si farà ancora più complessa e pericolosa nel momento in cui, tra le strade di Londra, scoppierà una vera e propria rivolta popolare attuata da dei ribelli che puntano a sgretolare le fondamenta politiche e commerciali della città. Due minacce ben distinte, ma che scopriremo con il tempo essere probabilmente più vicine di quello che si può immaginare…

Dalla parte di Grayson avremo altri tre valenti condottieri: Sir Percival, Il Marchese Lafayette e Isabeau D'Argyll. A loro, nel corso degli eventi, si affiancheranno altri personaggi che scopriremo avere un ruolo più che fondamentale nel racconto.

Anche se le informazioni che vi abbiamo dato sono davvero superficiali, vi assicuriamo che la Londra creata da Ready at Dawn è di una bellezza disarmante. All'interno dello script si susseguono eventi e personaggi ambientati in luoghi conosciuti, perfettamente riprodotti in ogni loro minimo dettaglio, oppure reinventati in maniera credibile per adattarli al contesto. L'elemento che però ci ha più affascinato è quello legato alla perfetta integrazione di storia e fantasia. I rimandi sono tantissimi: Il Ciclo Bretone, il fantasy più puro, elementi steampunk e molto altro ancora, creano un'ambientazione perfetta e in grado di rapirvi dopo pochissimi minuti di gioco.

Oltre ai cavalieri della Tavola Rotonda, conosceremo altre figure molto importante di quel periodo come Nikola Tesla, una sorta di Q per l'Ordine dei Cavalieri. Non vogliamo però dirvi altro e lasciare a voi il piacere di scoprire il tutto.

Se da una parte siamo quindi davanti ad un contesto in grado di immergere quasi tutti i sensi del giocatore, come risvolto della medaglia abbiamo un qualcosa che ci ha fatto terribilmente arrabbiare. Piccola premessa. Per completare il gioco ci abbiamo impiegato circa 8 ore, gustandoci ogni singola ambientazione, andando ad esplorare l'esplorabile, e provando a raccogliere ed esaminare tutti i collezionabili. Dov'è quindi il problema? il più grande limite sta proprio nella tanto osannata narrazione.

La scelta fatta da Ready at Dawn è quasi disarmante. Dopo averci riempito cuore e occhi di elementi che vanno a ramificare la trama aprendo nuovi scorci narrativi, il gioco ad un certo punto si tronca, lasciando tutte queste domande senza risposta. Molti potranno obiettare che è facilmente ipotizzabile un seguito, e su questo possiamo anche essere d'accordo. Qui però non si tratta di lasciare una “porticina” aperta per quello che succederà, ma di tagliare di netto la storia lasciando non uno, non due, ma bensì quattro bivi narrativi che vengono introdotti e poi fatti sparire come se nulla fosse.

La nostra rabbia è quindi legata non tanto alla longevità (se raccontavano tutto in 8 ore andava più che bene) ma a quella sensazione di vuoto che il gioco ti lascia mentre scorrono i titoli di coda. Siamo sicuramente curiosi di vedere come la storia andrà a finire nel probabilissimo seguito/i, ma il prezzo pieno per quello che a tutti gli effetti sembra un vero e proprio prologo, non era proprio quello che ci saremmo aspettati.

Sparatorie contenute ma estremamente solide

Oltre a tutta questa cornice narrativa c'è però un TPS (Third Person Shooter) che, pur non innovando in alcun modo il genere, ci è sembrato solido e sicuramente divertente da giocare. Nonostante gli ambienti siano sempre molto chiusi, un paio di strade alternative sono sempre presenti, in modo da variare - leggermente - l'approccio alla sparatoria.

I tempi di shooting sono quelli classici: spari, ti ripari, spari, ti muovi verso un'altra copertura. Nonostante la banalità della meccanica, gli sviluppatori sono stati bravi nel rendere il tutto accattivante grazie soprattutto ad un arsenale di tutto rispetto, che può vantare diverse tipologie di armi che spazio da fucili a tripla canna, a fucili elettrici progettati da Tesla, balestre modificate e molto altro ancora. Grazie alla “fisicit” e alla peculiarità donata ad ogni arma, le sensazioni nel momento in cui vengono rilasciati i proiettili e vanno a segno è davvero ottima.

A questo si aggiunge poi un'intelligenza artificiale che pur non facendo gridare al miracolo risulta comunque determinante nel regalare dinamismo al contesto. Oltre ai “cattivi” standard avremo altre tipologie di nemici che utilizzeranno pattern di attacco diversi. A spiccare su tutti gli altri sono ovviamente i Lycan che ci daranno filo da torcere, per colpa della loro agilità.

A queste meccaniche standard ne sono state aggiunte delle altre che vanno a variare, in maniera positiva, il contesto di gioco. I tanto odiati QTE, qui prendono una forma e una sostanza diversa grazie ad un uso bilanciato, contestualizzato e sicuramente cinematografico. A questo si aggiungono fasi stealth discretamente realizzate, e una serie di mini giochi che, attraverso la strumentazione fornitaci da Testla, ci permetteranno di scassinare porte o togliere elettricità. Molto meno riuscite ci sono sembrate le “boss fight”, ripetitive nella meccaniche e forse troppo fuori contesto rispetto al resto dei QTE. Inoltre, ad aggravare questo difetto, vi è l'assurda scelta di riproporre a distanza di pochissimi capitoli, due boss fight identiche nelle dinamiche di scontro. Si poteva fare decisamente di più.

I collezionabili sono presenti in quasi tutti i livelli, con anche diverse trovate simpatiche come easter eggs dedicate ad altri giochi Sony oppure a personaggi famosi della letteratura, ma non rappresentano assolutamente un valore aggiunto al contesto. Non raccontano nessun tipo di dettaglio e non danno informazioni aggiuntevi, venendo quindi trasformati in semplici strumenti utili a platinare il gioco per gli amanti dei trofei.

Chiudiamo parlando della difficoltà. I livelli presenti sono 3: facile, normale e difficile. Quello standard ci è sembrato piuttosto valido ed in grado di offrire sin dall'inizio una percentuale di sfida più che soddisfacente. Si potrà comunque comunque passare in qualsiasi momento del gioco ad una difficoltà più alta o più bassa rispetto a quella impostata, senza che questa scelta vada ad influire sui trofei.

La mancanza di un comparto multigiocatore, non è necessariamente una vera e propria lacuna. Ma lo diventa nel momento in cui, una volta completato il gioco, il titolo non ti stimoli a fare altro all'interno dei livelli già giocati, tornando a quella sensazione di vuoto accennata poco fa.

Nuovi standard tecnici

Chiudiamo parlandovi dell'aspetto sicuramente più imponente di The Order 1886: la grafica. Il lavoro svolto dai ragazzi di Ready at Dawn, senza mezzi termini, setta nuovi e altissimi standard per quanto riguarda la componente tecnica su console. Tutto dall'inizio alla fine fa mozzare letteralmente il fiato.

Le ambientazioni sono iper dettagliate, ricche di particolari che vengono esaltati da un sistema di illuminazione dinamico da mozzare il fiato e da effetti particellari estremamente convincenti. A questo si aggiunge poi una profondità di campo davvero ottima, che regala paesaggi e sfondi da incorniciare e in grado di rendere tutto, dannatamente credibile.

Gli stessi modelli poligonali, indipendente che questi siano primari o secondari, sono dettagliati ed estremamente complessi sia in termini di modellazione che di design. La trasformazione dei Lycan, in particolare, ci ha davvero esaltato.

Tutti questi elementi vengono ulteriormente esaltati da una regia che passa costantemente da cut scene a gioco, usando lo stesso motore, trasformando così il tutto in un costante “flow” esente da qualsiasi tipo di rallentamento o tempo di caricamento.

Sicuramente qualche difetto, saltuario, lo abbiamo trovato: eventi che non si attivano immediatamente perchè il personaggio non si trova nel punto corretto, qualche texture sbavata o caricata in ritardo e quelle fastidiose bande nere che Ready at Dawn ha usato come abile trucco per mantenere tutto fluido e compatto. Tuttavia nel complesso ci troviamo davanti a qualcosa di massiccio, importante e soprattutto decisamente bello.

Non possiamo esimerci dallo scrivere qualche riga sulla colonna sonora, che registrata nei leggendari studi di Abbey Road, valorizza ulterirmente tutto quello che avviene su schermo. Abbiamo gradito molto meno la localizzazione in lingua italiana che, pur avvalendosi di una qualità più che accettabile, mostra il fianco ad una serie di scelte in termini di accenti e tonalità troppo differenti dalle voci originali, facendo così perdere un po di carisma ai singoli personaggi.

Insomma, The Order 1886 è un titolo che amerete e odierete allo stesso tempo. Lo amerete perché si tratta, probabilmente, del primo vero gioco next gen: tecnicamente solido, componente narrativa di altissimo livello e gameplay già visto ma assolutamente efficace. Allo stesso tempo lo odierete perché la sensazione che vi lascia una volta raggiunti i titoli di coda è quasi disarmante. Volendo fare un paragone The Order 1886 è una bellissima donna che vi seduce, vi ammalia e sul più bello…vi abbandona.

Lo stesso Pessino l'ha definito un esperimento. Beh caro Andrea, il tuo esperimento è in larga parte riuscito, ma speriamo tu faccia tesoro di queste critiche per trasformare il seguito in qualcosa di assolutamente epico. Come hai visto, il materiale di partenza c'è, ci è anche piaciuto, ma soprattutto è solidissimo.

7
The Order 1886 è forse il titolo che più di molti altri ci ha lasciato l'amaro in bocca. Al netto di una componente narrativa e tecnica di assoluto livello, quello che ci troviamo tra le mani da più la sensazione di essere un prologo che ci introduce qualcosa che verrà, piuttosto che un gioco fatto e finito. Certo, il potenziale è altissimo, ma dovendo giudicare quello che abbiamo tra le mani le sensazioni non possono essere totalmente positive. Un vero peccato.<br />