Recensione The Legend of Zelda: Triforce Heroes

Link si fa in tre per salvare il mondo di Hytopia!

di Roberto Vicario
La saga di The Legend of Zelda sembra aver trovato definitivamente casa su 3DS. In questa generazione portatile sono infatti diversi i titoli dedicati al mondo di Hyrule che hanno visto la luce sulla portatile di Nintendo, tra giochi nuovi e riedizioni.

A rimpolpare ulteriormente le fila di questi titoli ci pensa The Legend of Zelda: Triforce Heroes. Il titolo sviluppato dai ragazzi di Grezzo Team ci porta all'interno di un mondo fantastico in cui la collaborazione tra giocatori risulterà fondamentale, curiosi di capire come? continuate a leggere!

Fantasy collaborativo!

Come vi avevamo già accennato all'interno del nostro hands on, il titolo sviluppato dal team esterno di Nintendo prende, se vogliamo, ispirazione da un altro gioco uscito su Game Cube in cui diversi Link dovevano collaborare tra di loro per superare diverse tipologie di livelli.

In questa nuova incarnazione il concetto è più o meno simile ma con un contesto totalmente differente e una tipologia di interazione sicuramente più marcata e diretta. La storia ve l'avevamo accennata brevemente qualche settimana fa. Il mondo di Hytopia sta vivendo un periodo di forte depressione. Il regno governato dal Re e dalla principessa Fronzolina è sempre stato famoso per lo sfarzo e i vestiti alla moda. Da quando però una strega cattiva proveniente dalla terra dei mostri ha colpito con una maledizione la principessa costringendola ad indossare una tuta completamente nera, senza alcuna possibilità di toglierla, il regno è caduto nella disgrazia.

Toccherà quindi all'ero di turno, il nostro amato Link, provare a spezzare la maledizione avventurandosi nella pericolissima terra dei mostri. Non sarà solo però! il gioco prevede infatti la presenza di ben tre Link di colore diverso che dovranno collaborare tra loro per superare sfide man mano sempre più impegnative, ma quasi mai frustranti.

Gli sviluppatori di Nintendo hanno mostrato, ancora una volta, come lo studio e la realizzazione del level design sia il punto di forza dei loro prodotti. I vari dugeon che andremo ad affrontare avranno infatti diversi elementi che chiederanno al giocatore una forte componente interattiva, senza mai però sembrare forzata o inutile.

Dalla parte di chi sta giocando ci saranno ovviamente diverse tipologie di mosse da poter utilizzare, tra cui, la più utile, quella di poter mettere un Link sopra l'altro e muoversi in totem. Questa formazione sarà anche utile per superare alcune tipologie di enigmi all'inteno dei vari livelli. Oltre a questo ci sarà la possibilità di attivare pannelli a tempo, uccidere nemici in tandem sfruttando le armi presenti nel gioco e molto altro ancora che ovviamente lasciamo a voi il piacere di scoprire.

Ogni mondo sarà diviso in vari livelli, e all'interno di questi ci saranno quattro aree da esplorare, con un boss finale in ognuna. Sebbene articolate, queste aree non sono tuttavia molto grandi e questo va un po ad inficiare sulla longevità che, paragonata ad altri prodotti delal serie, non è altissima (circa 6/7 ore).

Ovviamente Nintendo ha pensato anche a questo, e all'interno del villaggio che funge da hub, sarà possibile cimentarsi nella raccolta/acquisto di materiali utili a creare dei vestiti che se indossati dai nostri eroi, andranno a variare alcune delle mosse o delle abilità nel corso della partita. Inoltre, per aumentare la longevità del gioco sarà presente anche la possibilità di rigiocare aree e livelli già completati portando a termine alcune sfide che vanno a modificare l'area di gioco vera e propria con ostacoli o difficoltà, come ad esempio il renderla completamente buia, o mettendo un tempo limite per completarla.

Per chi invece ama le sfide vere e proprie contro gli altri giocatori, allora potrà cimentarsi nell'arena, una particolare zona del castello in cui al posto di collaborare si potranno sfidare gli altri giocatori.

Tutto insomma funziona più o meno bene se non fosse che la mancanza di una chat vocale limita in parte l'esperienza di gioco, soprattutto se non si è amici ma si sceglie di giocare online con gente sconosciuta.

Di fatto il gioco permette la collaborazione attraverso tre modalità: wireless, modalità download e online con giocatori a caso. Le prime due presuppongono ovviamente la presenza all'interno della stessa stanza di altri due giocatori (in meno di tre non si può giocare, altro piccolo limite!) mentre online mancando il dialogo bisogna affidarsi a delle simpatiche ma confusionarie emoticon, e ad un serie si di informazioni che passano sullo schermo e ci aggiornano costantemente su tutto quello che succede come vita, oggetti raccolti ecc.

Inutile dire che, soprattutto nei livelli avanzati, la mancanza di comunicazione si fa piuttosto importante e la presenza delle sole emoticon riduce di molto il divertimento, rendendo in parte snervante e confusionaria l'azione su schermo. In questo senso, dobbiamo quindi ammettere che alcuni limiti della console Nintendo non aiutano molto l'esperienza di gioco.

Lo solitudine del giocatore singolo…

Ovviamente Nintendo ha pensato anche a chi non ama particolarmente l'esperienze collaborative, offrendo la possibilità di giocatore in singolo l'intera storia del gioco. Usando questa funzione i restanti due personaggi diventeranno dei manichini che si attiveranno solamente nel momento in cui ne prenderemo il controllo.

Sebbene sia discretamente fruibile una volta presa la mano con il sistema di controllo - il cambio dei link si fa attraverso il touch nello schermo inferiore - l'esperienza alla lunga risulta estremamente limitante e poco divertente. Il continuo passaggio da un personaggio all'altro, soprattutto nei livelli in cui è richiesto un alto tasso di collaborazione è davvero troppo macchinoso e tedioso. Se non avete amici con cui giocarlo, o non volete cimentarci nell'online con altri utenti casuali allora valutate bene l'acquisto di questo The Legend of Zelda: Triforce Heroes, perché alla lunga, da soli, potrebbe annoiarvi.

Sotto l'aspetto puramente tecnico il titolo risulta estremamente gradevole, come una visuale a volo d'uccello molto simile a quella vista in A Link Between Worlds, da cui si è attinto a pieno mani anche per lo stile grafico e visivo. La somiglianza al precedente titolo della saga è infatti notevole e tutto lascia pensare che sia sia utilizzato lo stesso motore grafico.

Sotto l'aspetto del frame rate c'è davvero poco da dire: stabile e senza mai un'incertezza. Anche il net code, per quello che abbiamo potuto provare ci è sembrato davvero solido, e solamente in un paio di occasioni abbiamo subito una caduta della stanza. Infine solito menzione per il 3D che pur non risultando mai fastidioso, non valorizza nemmeno l'esperienza di gioco.

Il gioco, come sempre, è completamente localizzato in italiano per quanto riguarda la componente scritta. L'audio offre le classiche musiche che abbiamo ormai imparato ad orecchiare nei vari capitoli della saga, senza infamia e senza lode.

Tirando le somme possiamo tranquillamente ammettere che The Legend of Zelda: Triforce Heroes è un'operazione quasi riuscita. Portare sulla console portatile di Nintendo un'esperienza completamente collaborativa non era affatto semplice, la presenza di una chat vocale avrebbe sicuramente reso il tutto perfetto, ma se si ha un gruppo di amici affiatati con cui giocare, il nuovo capitolo di Zelda è assolutamente consigliato. Al contrario, se preferite restare ancora nella sponda del giocatore solitario, valutate molto bene l'acquisto di questo gioco perché la giocabilità potrebbe essere in buona parte penalizzata dalla mancanza di un sistema che supporta pienamente questo tipo di esperienza.

8
The Legend of Zelda: Triforce Heroes è un buon gioco collaborativo ambientato all'interno di questa importantissima saga. Più che un capitolo ufficiale è bene trattarlo come un vero e proprio spin off che offre una giocabilità diversa dal solito, con tanti pregi ma anche qualche limite. Consigliato agli amanti dei giochi collaborativi ed in cui serve un po di affiatamento di gruppo, per i giocatori solitari invece, l'esperienza alla lunga potrebbe un po annoiare.