Recensione The Last Remnant

Square Enix su Xbox 360 non si ferma più

di Massimiliano Balistreri
Chi l'avrebbe mai detto solo un paio d'anni addietro che una società come Square Enix, storicamente legata a doppio nodo al marchio Playstation e a Sony, avrebbe associato così pesantemente il proprio nome a Microsoft e ad Xbox 360. Miracoli della globalizzazione direbbe qualcuno, di una legge di mercato che ormai porta a vedere non più di buon occhio le esclusive inossidabili di un tempo. Con l'avvento delle produzioni di nuova generazione infatti, i costi di sviluppo sono aumentati vertiginosamente ed ecco perché le software house, complice l'aria di crisi che tira ormai da un po' di tempo, sentono il bisogno di portare i loro giochi su quante più piattaforme possibili, in modo da rastrellare denari a destra e a manca. Ecco spiegato il motivo per cui una piattaforma come Xbox 360, che sta godendo di un ottimo successo commerciale, vede approdare sui suoi lidi molti titoli che un tempo le sarebbero stati assolutamente preclusi. Dopo il discreto Infinite Undiscovery ecco quindi giungere anche The Last Remnant, esclusiva temporale per la macchina Microsoft, che si conferma, sempre di più, regina incontrastata dei giochi di ruolo (giapponesi e non) della nuova generazione.

Le vicende narrate nel gioco sono imperniate intorno ai cosiddetti Remnant, antichi artefatti prodotti da una remota civiltà, capaci di esercitare il loro enorme potere magico su interi popoli, instaurando terribili squilibri tra la classe dominante, detentrice del potere e la gente comune, fino a sfociare in sanguinosi conflitti di cui il mondo mostra ancora oggi le evidenti cicatrici. Nel plot generale si inserisce la vicenda del protagonista del gioco, da voi controllato, ovvero Rush Sykes, un giovane spadaccino dal character design tipicamente nipponico, la cui missione principale è salvare la sorella minore Irina, rapita da un uomo senza scrupoli che brama di svelare il misterioso potere celato dentro di lei. All'inseguimento del rapitore della sorella Rush si troverà suo malgrado coinvolto in un conflitto di epiche proporzioni, all'interno del quale i Remnant rivestiranno un ruolo fondamentale.

Al di là della storia, peraltro decisamente interessante, ciò che rende The Last Remnant un titolo di spessore fuori dal comune è senza ombra di dubbio il suo sistema di combattimento. Il direttore del gioco Hiroshi Takai l'ha definito come “un sistema a turni, basato su comandi ad incontri simbolici”. Per parafrasare le sue parole, utilizzando termini più semplici, gli scontri avverranno in maniera non casuale, visto che i vostri antagonisti saranno ben visibili sull'ambiente che esplorerete e potrete coinvolgerli nella battaglia premendo il grilletto destro e generando una sorta di onda circolare intorno a voi, la quale permetterà di confrontarsi con coloro che saranno inclusi al suo interno. L'abilità di manipolare lo scorrere del tempo vi permetterà di rallentare i movimenti dei mostri sul campo di battaglia, dandovi modo di includere nel conflitto un numero maggiore di unità nemiche. Più nemici affronterete in contemporanea, maggiore sarà la difficoltà ma anche più alte le probabilità di raggranellare denaro da spendere nei negozi o componenti da combinare, per creare nuovi oggetti o potenziare quelli già in vostro possesso. Uno degli aspetti chiave del sistema di combattimento di Last Remnant è rappresentato dal concetto di unità e di unioni. Un singolo elemento, tra cui anche il protagonista Rush Sykes, è denominato unità e diverse unità possono unirsi in unioni, delle vere e proprie entità di battaglia che agiscono e si muovono all'unisono nel corso degli scontri. Come già accennato i combattimenti avvengono a turni e prima di ciascun turno potrete decidere verso quale unione nemica scagliarvi ma soprattutto quali azioni far compiere a ciascun membro della vostra unione. Come ogni gioco di ruolo che si rispetti ci sarà la possibilità di attaccare mediante armi, per mezzo di arti mistiche oppure di rimanere su un più basso profilo, optando per curarvi e defilandovi dal fulcro del conflitto. Mentre i vostri personaggi porteranno le loro mosse vi verrà a volte richiesto di premere il pulsante giusto al momento giusto (Quick Time Event), in modo la massimizzare l'efficacia dell'attacco. A seconda delle armi e degli accessori equipaggiati Rush, acquisendo esperienza, potrà evolvere le proprie abilità, incrementando di conseguenza le proprie opzioni sul campo. La strategia con cui affronterete i nemici sarà molto importante, visto che passare da una situazione di vantaggio, con conseguente accerchiamento dei nemici da parte vostra  ad una sfavorevole, nella quale sarete circondati e tagliati fuori dall'aiuto dei vostri alleati, risulta estremamente semplice e quanto mai letale. Alla fine di ogni combattimento, oltre ai classici punti esperienza, raccoglierete denaro e componenti, oltre ad intere creature che potranno essere mantenute tali (e vendute ai negozianti) oppure letteralmente scomposte in componenti che vi potrebbero tornare utili. Impiegando infatti il vostro robottino trivellatore nei dungeon potrete rinvenire ogni genere di metallo e altra materie prime fondamentali che, combinati con oggetti e componenti presso i fabbri delle varie città, con l'aggiunta di cospicui pagamenti, permetteranno di creare nuove armi oltre che di potenziare quelle già in vostro possesso. Risulta interessante notare come nel gioco potrete esercitare il vostro pieno controllo unicamente sul protagonista, mentre gli altri leader delle vostre unioni e relativi soldati tenderanno ad agire per proprio conto, non mancando di interagire con voi quando si tratterà di richiedervi armi da voi acquistate ma utilizzabili solo da determinate razze, componenti utili oppure il vostro parere relativamente all'apprendimento di nuove abilità da sviluppare. Questa scelta a livello di game design risulta piuttosto importante, visto che nel proseguio del gioco, trovandovi a gestire svariate decine di personaggi sarebbe stato davvero troppo complicato occuparsi personalmente al 100% di ciascuno di loro. Inoltre la scelta presenta anche il piacevole effetto collaterale di sentire la propria identità all'interno di un grande esercito, agendo ovviamente al fine di acquisire via via sempre più importanza e facendo le giuste scelte dal punto di vista tattico.

Le fasi esplorative si differenziano essenzialmente in due tipologie principali: quelle ambientate nelle città, all'interno delle quali dialogare con gli Npc, fare acquisti presso i negozi, bighellonare al pub alla caccia di nuove sub quest da svolgere in cambio di premi e quelle nei dungeon veri e propri, intervallate dagli scontri. In ogni caso il controllo di Rush risulta sempre agevole e funzionale, senza mai dare l'impressione, cosa non da poco in un gioco del genere, di ritrovarsi a girare a vuoto, senza meta apparente.

Dal punto di vista tecnico The Last Remnant presenta degli ottimi spunti, seppur non nascondendo alcuni difetti anche abbastanza macroscopici, fortunatamente almeno in parte arginabili.

Per la prima volta Squaresoft si affida ad un middleware per confezionare la parte grafica di un proprio gioco di ruolo, e precisamente all'Unreal Engine 3, gioia e dolore di tanti sviluppatori in questa generazione di console. I risultati sono altalenanti ma nella media comunque discreti. Dal lato degli aspetti positivi possiamo senz'altro ammirare un character design molto curato, personaggi davvero ben modellati e dettagliati; scenari assolutamente convincenti dal punto di vista poligonale e architettonico, impreziositi da texture di ottima qualità e da effetti ambientali e di illuminazione piacevoli ed adeguati. Per quanto riguarda ciò che non ci ha convinto del tutto citiamo le animazioni, che seppur ottime nei combattimenti, non sono sembrate per nulla realistiche per quanto riguarda i movimenti dei personaggi durante le fasi esplorative e nelle cutscene, ben lontane dall'ottimo simil motion capture ammirato tempo addietro in Lost Odyssey; ma i difetti tecnici principali che affliggono il gioco sono essenzialmente due: il caricamento delle texture, che troppo spesso avviene in differita rispetto alle strutture poligonali, dando una fastidiosa idea di ricopritura ritardata e i rallentamenti, che affliggono, in taluni casi anche pesantemente, le fasi di combattimento, soprattutto quando sullo schermo sono coinvolti, e capita molto spesso, parecchi personaggi contemporaneamente. Fortunatamente non si tratta di difetti che possano inficiare la bontà della giocabilità, anche per via della natura a turni degli scontri ma senz'altro ci hanno fatto arricciare il naso in più di una occasione, consci che con un migliore lavoro di ottimizzazione le cose potevano essere migliorate parecchio. Per fortuna la possibilità offerta dalla nuova dashboard di installare completamente il gioco su hard disk riesce a mitigare e non di poco il problema, rendendo soprattutto il caricamento delle texture e in seconda battuta anche i rallentamenti meno gravosi, oltre a sveltire in generale i tempi di attesa.

Il comparto sonoro è stato affidato per l'occasione a Tsuyoshi Sekito, autore in passato di alcuni brani in titoli del calibro di Metal Gear Solid 2 nonché nel film in CG Final Fantasy Advent Children; il risultato è mediamente pregevole, anche se non abbiamo incontrato melodie particolarmente evocative od entusiasmanti, di quelle che restano nella testa per intenderci. Buoni gli effetti sonori nel complesso, soprattutto quelli, decisamente importanti ai fini del realismo globale, sul campo di battaglia. Ottimamente realizzato il doppiaggio in inglese, con voci convincenti ed adeguate, in particolar modo per i personaggi chiave. Il gioco, a differenza di Infinite Undiscovery, è completamente sottotitolato in un buon italiano, rendendosi quindi totalmente fruibile anche a chi non mastichi benissimo la lingua d'Albione.

Mentre i vostri personaggi porteranno le loro mosse vi verrà a volte richiesto di premere il pulsante giusto al momento giusto (Quick Time Event), in modo la massimizzare l'efficacia dell'attacco. A seconda delle armi e degli accessori equipaggiati Rush, acquisendo esperienza, potrà evolvere le proprie abilità, incrementando di conseguenza le proprie opzioni sul campo. La strategia con cui affronterete i nemici sarà molto importante, visto che passare da una situazione di vantaggio, con conseguente accerchiamento dei nemici da parte vostra  ad una sfavorevole, nella quale sarete circondati e tagliati fuori dall'aiuto dei vostri alleati, risulta estremamente semplice e quanto mai letale.

Alla fine di ogni combattimento, oltre ai classici punti esperienza, raccoglierete denaro e componenti, oltre ad intere creature che potranno essere mantenute tali (e vendute ai negozianti) oppure letteralmente scomposte in componenti che vi potrebbero tornare utili. Impiegando infatti il vostro robottino trivellatore nei dungeon potrete rinvenire ogni genere di metallo e altra materie prime fondamentali che, combinati con oggetti e componenti presso i fabbri delle varie città, con l'aggiunta di cospicui pagamenti, permetteranno di creare nuove armi oltre che di potenziare quelle già in vostro possesso. Risulta interessante notare come nel gioco potrete esercitare il vostro pieno controllo unicamente sul protagonista, mentre gli altri leader delle vostre unioni e relativi soldati tenderanno ad agire per proprio conto, non mancando di interagire con voi quando si tratterà di richiedervi armi da voi acquistate ma utilizzabili solo da determinate razze, componenti utili oppure il vostro parere relativamente all'apprendimento di nuove abilità da sviluppare. Questa scelta a livello di game design risulta piuttosto importante, visto che nel proseguio del gioco, trovandovi a gestire svariate decine di personaggi sarebbe stato davvero troppo complicato occuparsi personalmente al 100% di ciascuno di loro. Inoltre la scelta presenta anche il piacevole effetto collaterale di sentire la propria identità all'interno di un grande esercito, agendo ovviamente al fine di acquisire via via sempre più importanza e facendo le giuste scelte dal punto di vista tattico.

Le fasi esplorative si differenziano essenzialmente in due tipologie principali: quelle ambientate nelle città, all'interno delle quali dialogare con gli Npc, fare acquisti presso i negozi, bighellonare al pub alla caccia di nuove sub quest da svolgere in cambio di premi e quelle nei dungeon veri e propri, intervallate dagli scontri. In ogni caso il controllo di Rush risulta sempre agevole e funzionale, senza mai dare l'impressione, cosa non da poco in un gioco del genere, di ritrovarsi a girare a vuoto, senza meta apparente.

Dal punto di vista tecnico The Last Remnant presenta degli ottimi spunti, seppur non nascondendo alcuni difetti anche abbastanza macroscopici, fortunatamente almeno in parte arginabili.

Per la prima volta Squaresoft si affida ad un middleware per confezionare la parte grafica di un proprio gioco di ruolo, e precisamente all'Unreal Engine 3, gioia e dolore di tanti sviluppatori in questa generazione di console. I risultati sono altalenanti ma nella media comunque discreti. Dal lato degli aspetti positivi possiamo senz'altro ammirare un character design molto curato, personaggi davvero ben modellati e dettagliati; scenari assolutamente convincenti dal punto di vista poligonale e architettonico, impreziositi da texture di ottima qualità e da effetti ambientali e di illuminazione piacevoli ed adeguati.

Per quanto riguarda ciò che non ci ha convinto del tutto citiamo le animazioni, che seppur ottime nei combattimenti, non sono sembrate per nulla realistiche per quanto riguarda i movimenti dei personaggi durante le fasi esplorative e nelle cutscene, ben lontane dall'ottimo simil motion capture ammirato tempo addietro in Lost Odyssey; ma i difetti tecnici principali che affliggono il gioco sono essenzialmente due: il caricamento delle texture, che troppo spesso avviene in differita rispetto alle strutture poligonali, dando una fastidiosa idea di ricopritura ritardata e i rallentamenti, che affliggono, in taluni casi anche pesantemente, le fasi di combattimento, soprattutto quando sullo schermo sono coinvolti, e capita molto spesso, parecchi personaggi contemporaneamente. Fortunatamente non si tratta di difetti che possano inficiare la bontà della giocabilità, anche per via della natura a turni degli scontri ma senz'altro ci hanno fatto arricciare il naso in più di una occasione, consci che con un migliore lavoro di ottimizzazione le cose potevano essere migliorate parecchio. Per fortuna la possibilità offerta dalla nuova dashboard di installare completamente il gioco su hard disk riesce a mitigare e non di poco il problema, rendendo soprattutto il caricamento delle texture e in seconda battuta anche i rallentamenti meno gravosi, oltre a sveltire in generale i tempi di attesa.

Il comparto sonoro è stato affidato per l'occasione a Tsuyoshi Sekito, autore in passato di alcuni brani in titoli del calibro di Metal Gear Solid 2 nonché nel film in CG Final Fantasy Advent Children; il risultato è mediamente pregevole, anche se non abbiamo incontrato melodie particolarmente evocative od entusiasmanti, di quelle che restano nella testa per intenderci. Buoni gli effetti sonori nel complesso, soprattutto quelli, decisamente importanti ai fini del realismo globale, sul campo di battaglia. Ottimamente realizzato il doppiaggio in inglese, con voci convincenti ed adeguate, in particolar modo per i personaggi chiave. Il gioco, a differenza di Infinite Undiscovery, è completamente sottotitolato in un buon italiano, rendendosi quindi totalmente fruibile anche a chi non mastichi benissimo la lingua d'Albione.

8
The Last Remnant, probabilmente il primo rpg di Square Enix ad essere lanciato in contemporanea mondiale, è un prodotto decisamente valido e rappresenta un tentativo positivamente riuscito di miscelare la profondità narrativa di un episodio della saga di Final Fantasy con la strategia nel combattimento di titoli del calibro di Front Mission. Senza tendere decisamente verso nessuno dei due filoni citati, il gioco riesce comunque a trovare una propria identità, risultando assai godibile e ritagliandosi a modo suo un sotto genere inedito nella sconfinata famiglia dei giochi di ruolo di stampo nipponico.<br />Pur evidenziando qualche magagna dal punto di vista grafico, più o meno evitabile, il titolo centra l'obiettivo di raccontare una storia e di immedesimare il giocatore nei panni dell'aspirante eroe di turno, che da semplice comprimario potrà trovarsi alla testa di un grande esercito, complice una struttura di combattimento complessa e moderna, capace di mescolare insieme i migliori ingredienti di tanti titoli importanti del passato, in una ricetta di sicuro pregio e spessore. Last Remnant è previsto in un futuro più o meno prossimo anche per Pc e Playstation 3. Nel frattempo, contro ogni aspettativa passata, Xbox 360 si conferma, oggi più che mai, anche grazie a questo titolo, la piattaforma di riferimento per tutti gli appassionati di jrpg. E scusate se è poco.