Recensione The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena

Nel cuore aveva un volo di gabbiani, ma un corpo di chi ha detto troppi sì...

di Giuseppe Schirru
Raramente un seguito supera l'originale, e a scanso di equivoci non è questo il caso. The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena pare infatti si limiti a scimmiottare il suo illustre predecessore, Escape from Butcher Bay, addirittura rinegoziando il gameplay (in peggio) e in generale non riuscendo a raggiungere i fasti qualitativi che anni or sono ci indussero a esprimerci con toni entusiastici sulle disavventure virtuali di Vin Diesel nel carcere di Butcher Bay.

Come già detto in sede di preview, Escape from Butcher Bay, uscito cinque anni addietro su Xbox, è stato un pioniere per due ordini di motivi. Dal punto di vista prettamente grafico ha offerto alcune soluzioni che l'hanno avvicinato, più di altri suoi illustri colleghi, alla next-gen; dal punto di vista prettamente ludico ha sapientemente amalgamato generi: action-adventure, stealth game, first person shooter, venature da rpg e forse qualcos'altro celato nei magazzini della memoria. Per l'occasione invece, calza a pennello una frase presa in prestito dai Cugini di Campagna. Tant'è vero che un domani, forse, Assault on Dark Athena verrà ricordato come uno che nel cuore aveva un volo di gabbiani, ma un corpo di chi ha detto troppi sì...

 

Starbreeze infatti altro non ha fatto che scendere a compromessi coi tempi che corrono, in parte tradendo il fattore predominante del gioco (EfBB era un fps ragionato dagli accenti stealth) e proponendo al pubblico un titolo viscerale, indubbiamente più orientato verso l'azione. Il resto è stato un tentativo (andato a male) di aggiornare il reparto grafico agli standard odierni e inserire una componente multiplayer che dai posteri verrà ricordata forse solo per la miriade di bug presenti. Laddove la prima avventura di Riddick su console innovava (per certi versi può essere considerato un pioniere), questa seconda incursione, stavolta sulle piattaforme next-gen e PC, fatica a livellarsi a quel che la concorrenza offre.

 

Il pacchetto ludico proposto dal trittico Atari-Starbreeze-Tigon Studios contiene un remake di Escape from Butcher Bay (ora godibile in alta definizione), il seguito della campagna, ovvero Assault on Dark Athena, e la componente multiplayer. Due giochi e mezzo al prezzo di uno. Curioso constatare però come il piatto più saporito sia proprio EfBB, un titolo comunque datato che molti oramai conosceranno a menadito per averlo giocato anni or sono. Chi corrisponde all'identikit si ritroverà tra le mani un continuo della campagna (anch'esso della durata di circa dieci ore) dove gli aspetti stealth saranno messi in secondo piano, lasciando spazio all'azione frenetica e scontri da comune fps, cosa che lo allontanerà non poco dal predecessore.

In tal senso è impossibile non citare l'intelligenza artificiale dei nemici, che mai risultano all'altezza della situazione e hanno comportamenti al limite della stupidità umana, dando vita a scenette tragicomiche su cui è meglio sorvolare. Se in EfBB si è assistito a sequenze memorabili, lo stesso non si può dire di Dark Athena, dove più o meno tutto sa di già visto, e per cui possiamo affermare senza paura di smentita alcuna che ci troviamo un gradino sotto rispetto all'illustre precedessore. Le missioni sono ora infatti più lineari, le quest secondarie degne di nota si contano sulle dita di una mano monca, i boss sono noiosi, gli scontri a fuoco non hanno più il sapore di un tempo, tanto che un ignaro avventore potrebbe scambiare Dark Athena come il titolo del 2004 e Butcher Bay come quello del 2009. E forse pochi gli riderebbero dietro.

 

Purtroppo, è doveroso anche citare la componente multiplayer, inserita più per fare presenza che non perché i programmatori avessero qualcosa da dire in proposito. Starbreeze infatti (ricordate The Darkness?) non mostra certo il suo lato migliore con il multiplayer. Anzi... direbbe più d'uno. La componente online si caratterizza per la moltitudine di modalità, tra cui oltre i classici senza tempo (Team Deathmatch e Capture the Flag) troviamo la modalità Pitch Black. In questa un giocatore prenderà i panni di Riddick e avrà quindi la capacità di vedere al buio (e sarà costretto a scontri a mani nude), mentre i nemici saranno armati di sole pile e armi da fuoco per stanare il palestrato senza capelli. Chi ucciderà Riddick prenderà il suo posto.

 

Graficamente parlando, in Assault on Dark Athena c'è poco e nulla in grado di destare stupore. Se Escape from Butcher Bay è stato un saporito antipasto alla next-gen, è doveroso ammettere che questo insipido seguito in un confronto coi suoi diretti rivali (o con molti altri titoli attuali) ne esce con le ossa rotte. Il reparto audio si avvale invece di effetti sonori validi, voci digitalizzate in maniera più che decorosa e musiche di sottofondo a tema.

 

È eloquente constatare che nel "bundle" proposto il titolo più appetibile sia proprio quello che ha sulle spalle oramai cinque anni. Il che la dice lunga sul resto, un continuo della campagna sciapo e un'esperienza online incolore. The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena è quindi consigliato a chiunque anni or sono abbia avuto altro da fare che giocare alla perla videoludica firmata Starbreeze, o fai sfegatati di Vin Diesel e de Le Cronache di Riddick. Gli altri faranno meglio a spostare il loro interesse altrove anche perché, il prezzo pieno, sa più della furbata che non dell'occasione...

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È curioso constatare come nel pacchetto ludico, comprendente un remake di Escape from Butcher Bay, il seguito Assault on Dark Athena e la componente multiplayer, il titolo più appetibile sia proprio quello che ha sulle spalle oramai cinque anni. Il che la dice lunga sul resto. The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena è quindi consigliato a chiunque anni or sono abbia avuto altro da fare che giocare alla perla videoludica firmata Starbreeze. Gli altri faranno meglio a spostare il loro interesse altrove anche perché, il prezzo pieno, sa più della furbata che non dell'occasione...