Recensione Tenchu Z

Fortemente incline al Multiplayer, Tenchu sbarca su Xbox360

di Tommaso Alisonno
Giappone, epoca feudale. Quando calano le prime ombre della sera i cittadini inermi, a meno di non essere sprovveduti, si rintanano nella sicurezza delle loro dimore, mentre le vie cittadine e i cortili dei palazzi sono battuti da soldati e samurai di guardia. L'insidia? È un ombra, un sospiro, uno sbuffo di fumo, una sciarpa nera, una lama affilata che nell'oscurità, rapida e silenziosa, miete un'altra vittima. Sono i ninja, gli shinobi, i silenziosi e letali sicari all'ordine di Nobili Signori senza scrupoli, o senza scelta. La serie di Tenchu necessita di poche presentazioni, grazie ai numerosi titoli realizzati in passato. Questo Tenchu Z è il primo a mettere piede, tra l'altro in esclusiva, nel panorama videoludico della Xbox360, e possiamo tranquillamente affermare che non siamo al cospetto di una "minestra riscaldata" ma di un gioco con caratteristiche esclusive o comunque inusuali nel contesto della serie madre.

Cominciamo subito col dire che il personaggio di cui vivrete le vicende non sarà né Rikimaru né nessuno dei protagonisti dei vari Tenchu, ma bensì un vostro alter-ego realizzato alla bisogna: all'inizio della partita verremo infatti chiamati a creare il nostro ninja, decidendone il sesso, l'aspetto fisico, l'abbigliamento e le caratteristiche di base. In seguito potremo modificare questi parametri (sesso e aspetto del volto saranno però immutabili) e man mano che proseguiremo nel gioco guadagneremo denaro tramite il quale acquistare nuovi abiti, equipaggiamento per la missione, abilità speciali e power-up.

Svolta questa (mica tanto) formalità, ed eventualmente superato l'esaustivo tutorial, ci troveremo nella nostra base d'operazione, ossia il cosiddetto "villaggio ninja": "villaggio" è sicuramente un'esagerazione, i quanto le strutture disponibili saranno solamente due, vale a dire il negozio (dove operare le succitate variazioni al look e alle caratteristiche del personaggio) e la capanna di Rikimaru, dove il maestro Ninja ci proporrà le missioni. Queste saranno un totale di cinquanta, giocabili a tre livelli di difficoltà, anche se naturalmente andranno a rendersi disponibili man mano che completeremo le precedenti. Scelta dell'equipaggiamento, rapido briefing, qualche secondo di caricamento e finalmente eccoci sul campo di missione.

Il vostro ninja avrà a disposizione svariate tecniche e movimenti, dei quali i più comuni saranno salti e capriole, avanzate a fil di muro, e naturalmente eventuali corse ai ripari qualora scoperti. Una serie di indicatori in basso a sinistra ci segnaleranno lo stato della nostra "individuabilità": quanto siamo visibili ad occhio nudo, quanto rumore stiamo producendo, quanto è distante il nemico più vicino.

I ninja sono assassini silenziosi, pertanto il metodo consigliato per eliminare i nemici è quello di strisciare silenziosamente alle loro spalle e infilar loro una spada tra le scapole, ma non mancheranno armi a distanza come shuriken, cerbottane o granate, così come la possibilità di affrontare i nemici a viso aperto con le più classiche tecniche di spada. Il repertorio di mosse si completa con la possibilità di strisciare sotto alcune strutture (Red Ninja docet?), la necessità di nascondere i cadaveri prima che vengano rinvenuti, l'onnipresente rampino per appendersi alle pareti nonché (simpatica novità) la particolarità di poter estrarre o riporre volta per volta la spada nel fodero: il gioco considera infatti più "visibile" un ninja con l'arma estratta, ma è anche vero che in caso di pericolo dover recuperare "il ferro" potrebbe comportare perdite notevoli di tempo; parimenti, tenere la spada nel fodero ci permetterà di compiere attacchi stordenti, utili soprattutto per porre in temporanea immobilità dei civili da risparmiare. A missione conclusa riceveremo anche una valutazione che terrà conto del tempo, degli obiettivi, delle uccisioni, di missioni speciali, eccetera: tutti elementi che si tradurranno in denaro (e alla lunga punti Xbox).

Graficamente, il gioco si presenta appena sufficiente. L'elemento migliore è costituito dagli ambienti, i quali sono piuttosto ambi e ben strutturati, e c'è una cura particolare nella realizzazione di spazi angusti ed anfratti, in modo da mettere a disposizione del giocatore quanti più pertugi possibile dove andare a cercare riparo: il tutto si traduce in una dozzina di mappe piuttosto differenti tra loro e che volta per volta assumono tratti distintivi specifici a seconda della disposizione delle guardie e dei tracciati dei loro camminamenti. La realizzazione dei modelli è gradevole, ma nulla più: è pur vero che tutti i personaggi sono formati da un buon numero di poligoni e da ottime textures, e che inoltre brillano per una discreta varietà (non tutti i samurai sono uguali, insomma), ma forse avremmo voluto un dettaglio più curato, perlomeno per il personaggio guidato, visti alcuni fenomeni di clipping, la mancanza di animazioni del volto o certi dettagli qua e là; è pur vero che con la possibilità di cambiare così tanti vestiti ed oggetti era perlomeno auspicabile una perdita di qualche genere.

Analogo, seppur non certo negativo, il commento per quanto concerne il parco audio: se da un lato possiamo contare sui sempre graditi doppiaggi in lingua originale (accompagnati da traduzioni in Italiano perfette), e se è vero che gli effetti sonori sono piuttosto buoni, è anche vero che la colonna sonora risulta un bel po' fiacca, e se si fa eccezione per il tema del menù e quello dell'Intro si riduce a pochi brani "giapponesizzanti" estremamente simili tra loro.

Il sistema di controllo non è immediatissimo, ma la possibilità di ripetere eventualmente il tutorial consente di padroneggiarlo appieno in tutte le sue sfaccettature nell'arco di una serata. Le missioni appaiono all'inizio un po' ostiche, complice la poca dimestichezza col gioco in sé, e sebbene in seguito si riesca a venirne a capo con discreta agilità, tendono a farsi volta per volta sempre un po' più impegnative. Il sistema di missioni non successive ma selezionabili (Shinobido docet?) è estremamente utile se si è a caccia della perfezione (e dei premi) ma purtroppo rende la trama più labile e banale, in quanto solo alcune di queste sono "obbligatorie" e le vicende narrate costituiscono un filo conduttore piuttosto insoddisfacente. Inoltre, una volta che avrete ucciso una mezza dozzina di mercanti/ladri/sacerdoti/samurai/ninja, avrete trafugato quattro o cinque tra piani ed insegnamenti segreti, avrete attraversato due o tre posti di blocco, comincerete a trovare le missioni ripetitive, difficoltà a parte. Infine, ultimo elemento fastidioso, ogni volta che selezionate "riavvia missione" questa viene ricaricata da capo, e se per caso ne fallite una dovrete ritornare al Villaggio Ninja e ripetere il briefing piuttosto che poterla immediatamente ritentare, con una noiosa perdita di tempo in caricamenti.

A risollevare la situazione interviene il MultiPlayer, possibile tanto in rete locale quanto online tramite il servizio Xbox Live. In questa modalità, fino a quattro giocatori possono collaborare in missioni Co-op: il Villaggio Ninja diviene la lobby in cui riunirsi, alcuni comandi permettono di inviare dei messaggi preimpostati, ed eventualmente i punteggi accumulati dai singoli partecipanti andranno ad accumularsi nella classifica ufficiale sul server. Indubbiamente è a questa peculiarità, più che al SinglePlayer (visto più che altro come una lunga sessione di allenamento del personaggio), che gli sviluppatori hanno puntato: la stessa ampia personalizzazione del proprio ninja è indice che volevano ritrovare a spasso sui server gli assassini più differenti e peculiari.

Anche se non doveste, o non voleste, cimentarvi nel gioco online, c'è però da dire che cinquanta missioni non sono affatto poche, e la possibilità di giocarle in tre livelli di difficoltà le rende appetibili per un gran pubblico e per lungo tempo. Il gioco è pertanto promuovibile: non sarà un capolavoro, ma compie il suo dovere di divertire ed è realizzato discretamente. Rimandato a settembre solo per l'assenza di una trama più accattivante...

6
Tenchu Z è un prodotto alla fin fine valido che richiede un supporto hardware di ultima generazione solo per alcuni elementi qua e là e presenta una mole di missioni di difficoltà crescente con gli unici difetti di essere molto simili l'una all'altra e di essere legate da una storia di fondo piuttosto banale. Ovviamente, la sua vera ragion d'essere risiede nella possibilità di crescere il proprio personaggio, personalizzarlo e poi utilizzarlo nel MultiPlayer, ed in questo campo segna un importante precedente, dato che questa opzione è sicuramente meno comune in uno stealth game piuttosto che in altri generi.