Recensione Syberia II

di Tommaso Alisonno

ATTENZIONE: SPOILER!!!

Sono sempre io, Kate Walker, e ancora una volta scrivo stando seduta dentro l'elegante cabina passeggeri di un treno a molla. Ma stavolta non sono sola: insieme a me, irrefrenabilmente intento in lavori meccanici, c'è Hans Voralberg, il simpatico vecchietto che ho cercato affannosamente per diversi mesi prima di decidere di seguirlo nella sua folle impresa. Se penso che per farlo ho abbandonato tutto (la mia famiglia, i miei amici, soprattutto il mio lavoro per cui ho tanto faticato), ancora mi stupisco. Ma ora il mio obiettivo è solo uno: trovare i mammut sulla mitica isola di Syberia.

...sempre ammesso che esista davvero...

UN SEGUITO CRONOLOGICO

Syberia II è il naturale seguito del capolavoro che due anni fa la Microids sfornò grazie soprattutto alla sapiente guida del Maestro Benoît Sokal. Attenzione: con "naturale seguito" intendo proprio dire che la vicenda inizierà dall'esatto punto in cui si era interrotta alla fine del primo episodio, ed anche se nel menù iniziale è possibile visionare un breve filmato che riassume i precedenti fatti salienti, il consiglio per tutti è quello di gettarsi in questa nuova impresa solo dopo aver portato a termine il preambolo. Ad ogni modo, Syberia II appartiene alla gloriosa categoria di giochi delle avventure grafiche: vi troverete pertanto a guidare Kate, la giovane e nel suo genere attraente avvocatessa americana, attraverso una storia zeppa di enigmi da risolvere utilizzando il ragionamento, l'intuizione e, perché no?, anche un po' di fortuna. Come spesso capita per questo genere di giochi, non è richiesta alcun tipo di "abilità dinamica" con tastiera o joypad, e non esiste il Game Over.

UN SISTEMA EFFICIENTE REPLICATO

Come il predecessore, Syberia II si avvale del pluridecorato sistema di controllo punta e clicca, vale a dire che impartirete i comandi a Kate attraverso l'esclusivo utilizzo del Mouse: muovendo il puntatore sullo schermo, questo muterà di forma a seconda dell'azione che sarà possibile effettuare cliccando col tasto sinistro, sia essa il semplice "vai a" o qualsiasi altro genere di comando, come "apri", "parla", "usa" e così via. Il tasto destro apre l'inventario: qui sarà possibile visionare appunti, esaminare gli oggetti raccolti ed "attivarli", in modo che le azioni del puntatore mutino di conseguenza (se, ad esempio, volete utilizzare una chiave per aprire la corrispondente porta, non dovrete fare altro che aprire il menù, selezionare la chiave e quindi cliccare sulla porta).

Per quanto il suo utilizzo sia ormai molto limitato, vuoi per la carenza di campo nell'estrema Siberia vuoi per il fatto che Kate ha reciso tutti i ponti col suo passato, il telefono cellulare è ancora presente nell'inventario: tanto per valorizzarlo, gli sviluppatori si sono inventati di dotare Oscar, l'automa che pilota il treno a molla, di un ricevitore simile, cosicché potrete comunicare con lui in qualsiasi momento.

Per il resto direi che c'è poco da dire: il sistema probabilmente lo conoscete tutti e la sua efficienza è ben nota... sempre ammesso di avere il colpo d'occhio di notare certi punti attivi molto piccoli sullo schermo. Preparatevi ad aguzzare gli occhi!

TECNICAMENTE PARLANDO

Il motore grafico utilizzato, tanto per cambiare, è praticamente lo stesso del primo Syberia (comincio ad essere stufo di utilizzare questa frase o i suoi sinonimi...), per quanto le migliorie ci siano. Ma partiamo dal principio: fondamentalmente, il motore si basa su modelli 3D che si muovono su un fondale 2D, quest'ultimo formato da schermate statiche che possono scrollare in tutte le direzioni ed arricchite con vari elementi animati. La risoluzione di sfondo è ancora una volta l'800x600 (all'epoca era il record per le avventure grafiche, e tutt'ora è superato solo dal 1024x768 di Runaway), così come un pregevole lavoro dei grafici fa sì che con l'attivazione, per niente invasiva, dell'AntiAliasing ci si ritrovi talvolta a chiedersi cosa sia in 3D e cosa in 2D. Tra le novità annoveriamo l'implementazione di effetti come i riflessi sulle pozzanghere, nevicate ed alcuni giochi di luce-ombra che danno un bella sensazione di dinamismo (in realtà c'è molto di precalcolato). Per il resto, la bellezza dei fondali è sempre tale da togliere il fiato, anche se invero questo capitolo è un po' viziato dal fatto di svolgersi interamente in Siberia (leggasi: l'ambientazione artica occupa tutto il gioco e dopo un po' stufa).

Il sonoro è ancora una volta molto bello, sia nelle musiche, pregevoli e mai invasive, sia soprattutto nei doppiaggi, ancora una volta eccellenti. Molto belli soprattutto gli effetti ambientali, che contribuiscono in maniera egregia a ricreare gli ambienti visitati.

GIOCABILITA' E LONGEVITA'

Trattando questi due parametri, non posso esimermi dal ripetere una raccomandazione: l'aver giocato e possibilmente portato a termine il primo Syberia, se non obbligatorio grazie al filmato accessibile dal menù, è perlomeno vivamente consigliato. Questo perché la bellezza del primo capitolo vi darebbe una carica altrimenti irraggiungibile per cominciare e proseguire in questo secondo. In caso contrario, il gioco è comunque molto immediato, interessante e divertente, ma forse vi mancherà quella "spinta" iniziale necessario a farvelo amare a tutto tondo. Mettiamola così: Syberia è stato un gioco bellissimo, un vero capolavoro; aggiungendoci Syberia II, raggiunge il suo naturale apice e compimento, ma Syberia II, per quanto bello e ben fatto, da solo non regge affatto il paragone. Dal punto di vista puramente critico, gli enigmi proposti sono meno "tecnici" del precedente, e basati più sul superamento di ostacoli piuttosto che sull'indagine vera e propria: se nel primo capitolo eravate alla ricerca di Hans Voralberg e dovevate ricostruire passo dopo passo la sua vita, in questo secondo avete un obiettivo molto chiaro (raggiungere la città degli Yukol e da lì l'isola di Syberia), ma diversi imprevisti cercheranno di ostacolarvi in tutti i modi. Questo rende la trama sicuramente più effervescente, per quanto più condensata. Molto divertente l'idea di condire la vicenda con alcuni riferimenti, tipo articoli di giornale, a personaggi e situazioni del predecessore.

Per il resto, a meno di non incastonarvi in qualche punto dannato (e credetemi sulla parola quando vi dico che ce ne sono di assurdi), la durata del gioco si aggira sugli stessi livelli del padre, e sapendo già cosa fare impieghereste circa 6-8 ore a terminarlo. Siamo, comunque, nello standard per le avventure grafiche, visto che alla prima partita non avrete la minima idea di quello che dovrete fare...

CONCLUSIONI

Syberia II è un bel gioco? Decisamente si. Ma bello come Syberia? Difficile a dirsi. Preso singolarmente, nonostante qualche miglioria tecnica, direi proprio di no: comunque non si respira quell'aria di meraviglia e di mistero del primo episodio, di cui però è la giusta continuazione e, si presume, conclusione. Insomma: un titolo splendido ed obbligatorio per chi ha amato il predecessore, e comunque consigliato a tutti gi appassionati di Avventure grafiche, ma a questi ultimi consiglio di giocarsi PRIMA Syberia e POI Syberia II.

Ma, se non si fosse capito, la scelta di non giocare i due titoli NON è contemplata...

7
Syberia II è la naturale continuazione e, si presume, conclusione del precedente capolavoro di Benoît Sokal. Sicuramente non bello a priori come il predecessore, è comunque un prodotto notevole, oltre che un acquisto caldamente consigliato agli estimatori ed obbligatorio per gli amanti del primo capitolo.