Recensione Still Life

di Tommaso Alisonno
L'agente speciale dell'FBI Victoria McPherson se la passa male: è già la quinta vittima che viene ritrovata, uccisa seguendo il medesimo rituale, senza che lei sia riuscita a trovare alcuna prova sull' identità del Serial Killer. Le indagini ovviamente continuano, ma per puro caso la ragazza si ritrova per le mani il diario che suo nonno, l'investigatore privato Gustav McPherson (lo stesso Gustav McPherson di Post Mortem) ha stilato a Praga mentre indagava su una serie di omicidi di prostitute. Sembra incredibile, ma molti degli elementi e delle modalità degli omicidi combaciano perfettamente, tanto che se non fossero passati settant'anni ci sarebbe da pensare ad un unico assassino.

Still Life è la nuova avventura grafica di stampo molto investigativo che la SH "The Adventure Company" ha realizzato per conto di Microids. La sua caratteristica particolare è quella di svolgersi "contemporaneamente" in due luoghi e due tempi differenti: la vicenda inizierà ai giorni nostri con le indagini svolte da Victoria (Vic per brevità), che nei momenti "piatti" si tufferà nella lettura dei diari di nonno Gustav (Gus), portando la vicenda nella Praga degli anni '30 e facendoci rivivere le indagini dell'investigatore che già abbiamo conosciuto in Post Mortem. Se non aveste giocato questo "predecessore", però, non avete nulla di cui preoccuparvi: salvo qualche fugace riferimento, più che altro di natura discorsiva, la trama di questo nuovo lavoro sarà completamente indipendente. Vi basti sapere che Gus ha la capacità sovrannaturale di ricevere occasionali visioni: di solito ha dei flash degli omicidi la prima volta che si reca sul luogo di un delitto, capacità purtroppo (o fortunatamente) non ereditata dalla nipote.

L'interfaccia di gioco è molto semplice, dato che piuttosto che usare il sistema delle camere soggettive "alla Myst" vista in Post Mortem si avvale piuttosto del sistema collaudato dalla premiata ditta Punta & Clicca sul motore grafico di un altro grande gioco Microids: parliamo infatti di Syberia. Fondamentalmente utilizzerete il mouse per pilotare un cursore ed il singolo tasto sinistro per interagire, lasciando il destro all'apertura e chiusura del menù. Alternativamente, probabilmente per permettere la realizzazione del gioco anche su Xbox, potrete utilizzare un controllo di movimento del personaggio tramite tastierino direzionale: a voi la scelta. A prescindere dal metodo usato, quando sarete nei pressi di un elemento (persona o oggetto) con cui è possibile combinare un oggetto dell'inventario, un'apposita icona ve lo segnalerà. Gli stessi oggetti raccolti potranno essere esaminati e combinati tra loro, così come sarà presente una vasta documentazione scritta da consultare: all'inizio del gioco, ad esempio, Victoria avrà con se tutti i rapporti relativi ai primi quattro omicidi.

I dialoghi non saranno del consueto tipo "a scelta multipla": seguiranno invece dei copioni più o meno lineari, dandovi giusto la possibilità, di tanto in tanto, di intrattenere con gli interlocutori delle discussioni di tipo personale o informale piuttosto che mantenere sempre il discorso su argomenti inerenti l'indagine. Molto raramente, però, queste discussioni "collaterali" permetteranno di ottenere informazioni rilevanti, ed in ogni caso non avrete nessun problema ad affrontarle in seguito. Insomma: possiamo dire che i dialoghi sono in effetti "a copione fisso", tanto che molto spesso ci si chiede perché vengano interrotti dalla comparsa dell'icona del mouse che ci chiede di cliccare per andare avanti. A questo punto sarebbe forse stato sufficiente realizzarli direttamente come animazioni, dato che non sarebbe cambiato granché tale è la loro linearità.

Per quanto concerne la grafica, c'è da dire che il motore di Syberia, nonostante la sua non più giovane età e la sua limitazione alla risoluzione di 800x600 (ormai marcia tutto sopra i 1024x768) è stato sfruttato fino all'ultima riga di codice: agli splendidi fondali 2D, tutti realizzati renderizzando e ritoccando degli ambienti realizzati in 3D sulla scala dei protagonisti, sono stati implementati numerosi effetti interessanti, quali superfici riflettenti perfettamente funzionanti od ombre poligonali in tempo reale proiettate dalle varie fonti di luce.

Sui modelli 3D in movimento, purtroppo, non riusciamo ad essere altrettanto entusiasti: se si fa eccezione per Victoria, realizzata veramente bene ed ottimamente animata, praticamente tutti gli altri, compreso quello di Gus, risultano essere piuttosto deludenti. Il minimo che potrete aspettarvi, oltre ad un congenita mancanza di espressività e ad una texturizzazione al limite del discreto, è una certa abbondanza di giunture "da burattino" o di proporzioni o deformazioni poco piacevoli. Peccato.

Il gioco non brilla per la presenza di brani musicali, come a dire che praticamente le musiche si fanno sentire solo durante i filmati o in determinati ambienti. Diciamo che cerca di mantenere un certo realismo: è impensabile che sulla scena di un delitto ci sia musica, mentre è possibilissimo che nel salotto di casa ci sia uno stereo in funzione. Le poche musiche presenti sono però molto ben realizzate, tutte adattissime all'atmosfera dell'ambiente o dell'evento relativo, e tutte ad altissima qualità. A sostituirle in tutti gli altri frangenti vengono i rumori d'ambiente, come fruscii, scricchiolii, rumori di topi o altri animali, e così via: tutti questi effetti sonori sono realizzati egregiamente, così come i doppiaggi sono tra i migliori sulla piazza.

Il sistema e l'interfaccia di gioco sono immediati e cominciare ad immergersi nella bellissima trama è estremamente semplice. A rendere la situazione un po' più "pepata" vengono determinati enigmi assolutamente al di fuori del canonico schema "prendi oggetto ed usalo in tale posto": qui vi troverete a dover manovrare meccanismi con molteplici leve, scassinare serrature, cucinare biscotti o individuare le differenze tra una foto ed il luogo dov'è stata scattata. Saranno questi enigmi a mettere a dura prova la vostra intelligenza, la vostra logica ed il vostro spirito d'osservazione, molto più del capire, ad esempio, che se il vostro capo vuole una tazza di caffè dovrete prendere la sua tazza dal tavolo ed usarla col distributore di caffè prima di recarvi nel suo ufficio.

La trama è piuttosto lunga per gli standard di un'avventura grafica: forse non raggiungerà le vette di durata viste in alcuni titoli che hanno fatto storia, ma sicuramente supera ampiamente i limiti dei precedenti lavori Microids. Ad occhio e croce, e senza bloccarsi miseramente su un'apparente mancanza di pista, dovreste arrivare a portarla a termine in una dozzina di giorni, che per questo tipo di giochi non è poco. È un peccato che anche in questo lavoro non siano stati inseriti dei "bivi" o comunque dei "differenti modi" per risolvere gli enigmi, com'era in Post Mortem: insieme al discorso già fatto sui dialoghi questo rende la trama quanto mai lineare. Fortunatamente l'ottimo dualismo tra passato e presente farà cadere in secondo piano queste mancanze di originalità: giocare con Vic o con Gus è infatti un'esperienza completamente diversa, con la prima che ricorda molto una puntata di CSI (rilevazione impronte, raccolta campioni, interrogatori in centrale, fotografie, falsificazione permessi...), ed il secondo che ancora una volta si rifà al Noir ed ad Humphrey Bogart, con scazzottate, interviste alle prostitute e scassinamento di serrature.

Due giochi in uno? No, perché comunque la trama è una sola, e quell'assassino che nel presente si diverte ad emulare il "nemico di famiglia" del passato è lì in libertà che attende solo di essere arrestato. Ora tocca a voi condurre le indagini!

7
Still Life è un gioco interessante, con una trama veramente intrigante ed un'ottima realizzazione del dualismo presente-passato, che sono veramente differenti non solo come tempi e luoghi ma anche come stile e metodi d'investigazione. Il motore grafico di Syberia, per quanto forse un po' vecchiotto, è stato sapientemente sfruttato, anche se il lavoro capillare di modellistica è slittato stranamente in secondo piano. La mancanza di dialoghi a scelta multipla snellisce la storia ma la rende anche molto lineare, tutto il contrario di Post Mortem (prima avventura di Gus) in cui c'erano moltissimi bivi. In sostanza un'avventura sinceramente accattivante, semplice nella struttura ma impegnativa negli enigmi, con due ottime atmosfere e un'unica trama appassionante.<br />