Recensione StarCraft II

La libertà ha un prezzo.

di Andrea Bruni
Starcraft, quanto ci sei mancato.

Certamente, nei dodici anni trascorsi dall'uscita di quello che tuttora è uno degli strategici più amati e giocati di tutti i tempi, il materiale di qualità con cui colmare il vuoto non è certo mancato (e gli stessi sviluppatori di Blizzard hanno fornito un bel contributo col magnifico Warcraft III); ma è assolutamente innegabile come i fan -e l'intero panorama degli strategici in tempo reale, è proprio il  caso di dirlo- non abbiano mai dimenticato del nome Starcraft, di quello che ha significato nel genere, in cui non ha mai smesso di essere il punto di riferimento assoluto in quanto a bilanciamento di gameplay, carisma e spessore narrativo, e soprattutto di come le cronache di guerra interplanetaria tra Terran, Zerg e Protoss, interrotte con l'epilogo tutt'altro che risolutivo dell'espansione Brood War abbiano ancora molto, moltissimo da raccontare e di cui appassionare gli strateghi virtuali di tutto il mondo.

Non è dunque difficile immaginare come la casella del 27 luglio 2010, data di uscita di Wings of Liberty, il primo episodio della trilogia che andrà a comporre Starcraft 2, sia stata da lungo tempo circolettata col pennarello rosso sul calendario di un gran bel numero di PC gamers; tale è l'attesa accumulata nei confronti dell'ultima fatica di casa Blizzard, la cui uscita sui nostri scaffali ha assunto, come aspettative, i contorni di un trionfale "ritorno del re", in grado di mettere istantaneamente e inappellabilmente in riga l'intera concorrenza.

Insomma, senza alcun timore di apparire esagerati, possiamo dire di essere davanti a un evento videoludico di quelli destinati a lasciare il segno. E sempre senza timore, vogliamo essere chiari fin da subito: il decennio e oltre di attesa è stato ripagato fino all'ultimo giorno. Sono stati sufficienti i primissimi giri d'orologio all'interno della nostra rimpatriata nel turbolento settore Kuprulu per renderci conto che quello che abbiamo tra le mani è esattamente  il Capolavoro con la C maiuscola che sognavamo, e addirittura oltre. Wings of Liberty si impone prepotentemente come il nuovo termine di paragone per gli RTS e possiamo scommetterlo, resterà al suo posto molto a lungo. Dunque, se non siete nuovi all'universo Starcraft vi basti sapere questo, sentitevi liberi di correre verso il negozio di fiducia, dire addio alla vostra vita sociale e prepararvi al massacro di feccia Zerg più glorioso mai registrato a memoria d'uomo (o di alieno); non avete alcun bisogno di inoltrarvi ulteriormente nella lettura di questa recensione e della sfilza di -issimi, -errimi e altri iperbolici superlativi che inevitabilmente si susseguiranno per tutto il corpo dell'articolo, perchè sapete già cosa aspettarvi.

Già, perchè in fin dei conti Starcraft 2 non stravolge veramente nulla di quanto si sia già visto in campo RTS o nello stile Blizzard stesso, ma piuttosto punta sul perfezionamento e l'ampliamento di una formula di gioco già ampiamente collaudata e di comprovato successo. I giocatori del primo capitolo della serie, infatti, noteranno subito come la struttura di base di questo sequel sia rimasta inalterata in tutto e per tutto; costruzione e gestione della base, raccolta di risorse, produzione di unità e combattimento, il succo del gioco rimane questo, con meccaniche che ricalcano fedelmente il modello del predecessore, che per inciso, non ha mai smesso di rappresentare il più riuscito compromesso tra immediatezza e profondità tattica mai presentato in uno strategico.

E' prima di tutto la grande semplicità del gameplay a colpire; la curatissima interfaccia rende possibile la gestione di tutte le variabili a disposizione con pochi, intuitivi click del buon vecchio mouse, senza contare l'ulteriore facilitazione rappresentata dall'imponente mole di scorciatoie da tastiera (finalmente riconfigurabili a piacere!), che consigliamo vivamente di imparare a padroneggiare il più presto possibile per risultati ulteriormente ottimali. Una new entry assolutamente gradita è rappresentata inoltre dal sistema di pre-selezione rapida di gruppi di unità; gestire diverse squadre all'interno di battaglie caotiche non è mai stato così comodo. Attenzione però, in questo caso "semplice" non è sinonimo di "Semplicistico", tutt'altro: in Starcraft 2 la formidabile praticità d'uso non è altro che un mezzo con cui affidare al giocatore il pieno controllo di una compagine strategica di complessità non indifferente; non c'è scontro che non richieda un'oculata gestione delle forze in gioco, una buona conoscenza di caratteristiche e abilità speciali delle unità schierabili e le idee chiare su come sfruttare punti di forza e debolezze delle tre fazioni presenti.

Anche qui, la rivoluzione può attendere (e non che se ne senta il bisogno): restano invariate le razze coinvolte così come la loro caratterizzazione e relativo impatto sul gameplay: i Terran (a cui è dedicata la campagna in singolo, come avremo modo di approfondire) si confermano una compagine equilibrata ed estremamente versatile, con unità polivalenti e mezzi meccanici per tutte le stagioni, al prezzo di una gamma di abilità speciali e "colpi a sorpresa" relativamente ridotta.  Gli insettoidi mutanti Zerg hanno invece perfezionato le proprie attitudini di guastatori e attaccanti in massa, rush fulminanti e agguati costituiscono ancora una volta le tattiche predilette dello Sciame, che deve sopperire a un deficit di "forza bruta" potenzialmente penalizzante negli scontri aperti. Al contrario, gli enigmatici Protoss puntano più sulla qualità che sul numero; i robusti scudi e il gran numero di trucchetti garantiti dai poteri psionici ripagano i maggiorati costi di reclutamento.

Come da tradizione Blizzard, la forte diversificazione tra fazioni (che coinvolge modalità di costruzione della base, di produzione e gestione delle unità, oltre che al combattimento stesso) è accompagnata da un bilanciamento ferreo, su cui il team di sviluppo deve aver veramente sudato le proverbiali sette camicie; anche l'inserimento di svariate new entries da affiancare al già nutrito roster di unità ereditato al capostipite va in questa direzione, ampliando le possibilità tattiche a disposizione senza comunque stravolgere la filosofia di fondo: i Terran ad esempio potranno contare sui Viking, veri e propri "jolly" convertibili a piacere da efficaci caccia aria-aria a mech utilizzabili per il combattimento di terra.

Ad affiancare e aprire la via agli assalti Zerg, saranno invece una presenza fissa gli Infestatori, in grado di creare scompiglio col suo attacco ad area o assumere il controllo dei malcapitati nemici. Riguardo ai Protoss, non si può dire che i misteriosi figli di Aiur non abbiano pensato in grande, con l'imponente Nave Madre, una maestosa (e insanamente dispendiosa!) corazzata capace, tra le altre cose, di occultare passivamente gli alleati nelle vicinanze o creare vortici dimensionali in cui intrappolare temporaneamente gli ostili. E questa non è che una piccola parte del largo e felicemente ben assortito insieme delle unità che questo kolossal strategico mette al servizio dei nostri mouse; la possibilità di scelta è impressionante e lascia al giocatore importanti margini per apprendere e padroneggiare le proprie abilità di comandante in ogni possibile situazione. Il quadro complessivo della giocabilità di Starcraft 2 è infatti qualcosa da lasciare a bocca aperta in termini di qualità e di puro "piacere" ludico, Blizzard è riuscita nell'ardua impresa di limare ed elevare all'estremo un'impalcatura che già si avvicinava allo stato dell'arte; e come giocatori, non possiamo che applaudire e godere di tanta magnificenza.

S'è a lungo parlato di Starcraft 2 come di un gioco fortemente "multiplayer-oriented", e possiamo dire che queste affermazioni si sono rivelate tutt'altro che campate in aria, ma ciò non ha impedito a Wings of Liberty di sfoggiare una componente single player a dir poco strepitosa, tanto da offrire sufficienti motivi di interesse e appagamento anche a chi di gioco online non vuole proprio sentirne parlare. Come già anticipato, le 26 missioni che vi separeranno dagli agognati titoli di coda della campagna in solitaria sono incentrate (pur con qualche piacevole intermezzo che ci guardiamo bene dall'anticiparvi) sui Terran, mentre per metterci alla guida di Zerg e Protoss al di fuori di multi e schermaglie contro l'IA, dovremo attendere i prossimi due episodi della trilogia, pianificata a cadenza annuale. In questa prima fase dell'arco narrativo, ritroviamo nei panni di protagonista una volto noto come Jim Raynor.

L'ex sceriffo di Mar Sara si trova ora al comando dei Randagi, un organizzazione ribelle votata alla lotta senza quartiere contro il corrotto governo del Dominio, presieduto dall'imperatore Arcturus Mengsk, che con l'inganno, negli eventi narrati nel primo Starcraft, aveva ottenuto proprio dal buon Jimmy un aiuto decisivo nella propria ascesa al potere. Raynor, diviso tra un idealismo sempre più messo alle corde, il desiderio di vendetta verso Mengsk e i sensi di colpa legati al destino dell'ex commilitona (e forse qualcosa in più) Sarah Kerrigan, catturata dagli zerg e trasformata nella temibile Regina delle Lame; si troverà alle prese con diverse gatte da pelare sulla strada del colpo letale ai danni del Dominio: colonie in pericolo, antichi artefatti, inquietanti profezie, e molto altro.

Dopotutto, chi ha mai detto che organizzare una rivoluzione sarebbe stata una passeggiata? Se l'illustre predecessore datato 1998 ha fatto della granitica sceneggiatura uno dei suoi più clamorosi punti di forza, Wings of Liberty si domostra brillantemente all'altezza: nelle 25 ore che -stimiamo- vi terranno occupati nella storyline principale non avrete motivo di non rimanere incollati allo schermo, assorbiti dal susseguirsi continuo di intrecci, colpi di scena e pennellate di classe varie che il solido plot, degno di una grande produzione hollywoodiana, ha in serbo per voi. Siamo pronti a scommettere che, giunti al finale, sarete già in spasmodica e irrefrenabile attesa per il prossimo capitolo.

Peraltro, registriamo con una certa soddisfazione la possibilità di scegliere di volta in volta l'ordine con cui effettuare le missioni, suddivise a loro volta in diversi tronconi narrativi. Una scelta che

accentua di molto il senso di linearità -che pure in questo genere sarebbe stato tranquillamente perdonabile- pur non ostacolando in alcun modo lo sviluppo della trama. Non mancano nemmeno, in determinate circostanze, autentici bivi in cui saremo chiamati a decidere da che parte schierarci in battaglia. Un elemento invero ancora piuttosto embrionale, dato che le conseguenze delle nostre azioni risulteranno narrativamente ininfluenti, resta comunque una feature da tenere d'occhio.

Le sorprese non finiscono qui; Wings of Liberty vanta anche l'introduzione di una contenuta ma riuscita cornice gestionale: portata a termine la prima infornata di missioni, Raynor guadagnerà l'accesso a un'armeria e a un laboratorio, e per ogni incarico portato a segno riceverà compensi spendibili potenziando permanentemente unità e strutture e assoldando squadre mercenarie, e completando di volta in volta gli obiettivi bonus, avrà a disposizione "punti ricerca" mediante i quali potrà sfruttare a proprio favore ricerche sulla biologia Zerg o le avanzate tecnologie Protoss. Volete applicare la rigenerazione cellulare dello Sciame ai vostri carri armati? Oppure automatizzare la raccolta di gas grazie a fonti di energia aliene? Avete di che sbizzarrirvi.

Che dire infine della campagna in sé? Beh, è da vedere per credere. Se la scelta di limitare il campo a una singola fazione poteva apparire come un azzardo, Blizzard ha risposto con un capolavoro di game design: la varietà con cui ci troviamo a che fare è semplicemente qualcosa di mai visto in un RTS, si fatica (e pure vanamente) a trovare due missioni uguali tra di loro, e la qualità di esse non conosce cali nè semplici incertezze. Wings of Liberty in singolo è paragonabile a una corsa in ottovolante, un'esperienza emozionante e divertente dal primo momento all'ultimo, che con ogni probabilità vi divorerete tutta d'un fiato o quasi, questo anche grazie a una curva di difficoltà calibrata in modo da offrire una sfida perennemente adeguata, senza lasciare spazio alcuno a frustrazione e al contempo evitando di regalare nulla. Non importa quanto possiate essere esigenti, con Wings of Liberty la noia è un concetto -giusto per stare in tema- alieno.

Molto meno sorprendente, in senso positivo, è invece il comparto multiplayer: siamo di fronte a un successo annunciato, senza mezzi termini. La nuova veste della piattaforma Battle.Net, inaugurata per l'occasione, fa subito centro, imponendosi come un'interfaccia dalla funzionalità impeccabile: che vogliate aprire una partita ufficialmente classificata o una semplice amichevole, organizzare una sfida 1 contro 1 oppure un forsennato scontro tra squadre fino a 8 contendenti, o anche unire le forze con altri giocatori umani contro l'IA, bastano pochissimi click e un matchmaking sorprendentemente funzionale farà tutto il resto del lavoro per voi. Naturalmente non manca la possibilità di coinvolgere amici, e addirittura, se siete iscritti a Facebook potrete importare contatti provenienti direttamente dal vostro profilo del popolare social network.

Il gioco in se... beh, è Starcraft all'ennesima potenza, le ottime impressioni raccolte nella fase beta sono state pienamente confermate, non abbiamo riscontrato lag o altri possibili ostacoli ad inficiare l'insano divertimento garantito dalle diverse modalità, Starcraft 2 con ogni probabilità rappresenta il meglio che gli strategici in tempo reale possa offrire nel panorama multigiocatore, senza eccezioni di destinatari, dai veterani più agguerriti e competitivi fino ai novellini in cerca semplicemente di un pò di sano divertimento. Blizzard ha infatti pensato anche a chi si presenta senza grande esperienza, lasciando la possibilità di svolgere le prime partite online all'interno della "Lega dei Cadetti", in cui i neofiti possono misurarsi contro i pari grado e accumulare esperienza col gioco senza timore di venire rasi al suolo in pochi minuti da utenti più smaliziati.

Di carne al fuoco ce n'è, insomma, in quantità industriale e per tutti i gusti, come testimoniato anche dal gran numero di mappe a corredo della release iniziale, ottimamente caratterizzate e diversificate tra loro a dovere, abbastanza da prendere in considerazione approcci differenti di volta in volta, giusto per limitare al minimo che le partite si svolgano sistematicamente con lo stesso copione. Non dimentichiamo, oltretutto, che la presenza di un potente editor di livelli difficilmente faticherà a fornire un quantitativo di campi di battaglia sufficienti per infinite ore di gioco senza sensazioni di deja vu. L'unico neo verso cui potremmo puntare il dito è l'eliminazione della modalità in LAN. Questa scelta, probabilmente dettata dalla lotta contro la pirateria, non piacerà a tutti, e a ragione.

Infine, resta da analizzare il comparto tecnico, e, in linea con tutto il resto, c'è soltanto da spellarsi le mani a forza di applausi. La colonna sonora spazia da epici score orchestrali al country fino

all'heavy metal con un assortimento di brani ottimo e sempre adatto alla situazione, e non risulta da meno il doppiaggio, che denota un'opera di localizzazione attenta ed eccellente.

Graficamente, Starcraft 2 si dimostra coerente con la linea intrapresa, proponendo un look fedele fino al minimo dettaglio al design del primo capitolo, che esce ulteriormente valorizzato da un motore grafico potente e sorprendentemente leggero, che non ha bisogno di configurazioni "monstre" per restituire agli occhi degli utenti una messa in scena deliziosa e fluida al massimo. Le cinematiche, in parte realizzate in CGI e in parte attraverso lo sbalorditivo engine del gioco, in linea con quanto Blizzard ci ha sempre abituati, meriterebbero uno spazio a sé. La spettacolarità e la qualità registica delle cutscenes non possono essere descritte in altro modo se non "stupende". Preparatevi a stropicciarvi gli occhi con elevata frequenza.

In conclusione, cosa possiamo aggiungere, se non certificare che il ritorno di Starcraft ha tenuto testa con disinvoltura all'immane mole di aspettative accumulate in tutti questi anni, si è re-impossessato dello scettro degli strategici in tempo reale, e non sembra certo destinato ad abdicare in tempi brevi? A meno che non soffriate di una forte e irrimediabile repulsione verso gli RTS, Wings of Liberty si impone come un acquisto obbligato, da sfoggiare con orgoglio nella vostra ludoteca e all'interno del vostro disco rigido, almeno -presumiamo- fino al prossimo capitolo della serie. Lunga vita al re.

9
Capolavoro stra-annunciato. Dal seguito di Starcraft non ci aspettavamo nulla di meno che un nuovo pezzo di storia videoludica, e le aspettavive non sono state tradite. Wings of Liberty è senza mezze misure il migliore RTS che la piazza possa offrire, sia in singolo che in multiplayer, si respira aria di grande, grandissima produzione su tutti i fronti, e Blizzard si è addirittura concessa il lusso di sorprenderci, pur non rivoluzionando veramente nulla. Sono serviti ben 12 anni di attesa, ma possiamo finalmente dirlo, Starcraft è tornato.<br />Must-have senza alcuna riserva o ripensamento.