Recensione Star Trek: Bridge Commander

di Tommaso Alisonno

DIARIO DEL CAPITANO: DATA ASTRALE 54303 PUNTO QUALCOSA

"Quando la Federazione mi ha assegnato alla Dauntless come Primo Ufficiale non avrei mai pensato che ne sarei diventato il Capitano così rapidamente... e così tragicamente! La morte del Capitano che mi ha preceduto, coinvolto in un'improvvisa quanto inspiegabile esplosione mentre si recava in missione a mezzo navetta, ah sollevato una nube di misteri e polemiche, ma il mio ruolo adesso è quello di guidare la Dauntless nelle missioni che la Federazione le assegnarà e non ho il tempo di pormi troppe domande.

Il nuovo Primo Ufficiale è sicuramente una donna attraente, ma dà quasi l'impressione che per lei la carriera sia più importante di molti valori umani; l'unica cosa che so per certo è che vorrebbe essere sulla Sovereign piuttosto che sulla Dauntless... ma chissà che un domani non ci finisca anch'io..."

QUESTE SONO LE CROCIERE DELLA NAVE STELLARE...

"...Enterprise!" direte in molti; invece no, ma poco ci manca. Bridge Commander è il nuovo gioco di strategia e simulazione ispirato alla famosissima saga di Star Trek concepita, in origine, dalla fertile mente di Gene Roddenberry. Nello specifico, il gioco si ispira al periodo successivo alle serie "Next Generation" e "Deep Space Nine", con un JeanLuc Picard che ora fa l'istruttore di giovani Capitani e con una nuova classe di navi, la Sovereign, che fa il suo ingresso nella Federazione con il prototipo omonimo (ossia la U.S.S. Sovereign, appunto).

Come ho descritto nell'introduzione ispirandomi al Diario di Bordo, il giocatore è chiamato ad interpretare il ruolo del nuovo Capitano della U.S.S. Dauntless, diventato tale dopo un breve periodo come Primo Ufficiale sulla stessa nave in seguito alla prematura scomparsa del precedente capitano.

L'immedesimazione sarà totale: i programmatori hanno fatto di tutto per darci l'impressione di sedere sulla poltrona al centro della Plancia di Comando, contornati dai nostri assistenti, tutti perfettamente caratterizzati.

Ma vediamo più nello specifico le caratteristiche del gioco.

EQUIPAGGIO E PERSONAGGI

Il CAPITANO siamo noi: nostro sarà il compito di decidere come e quando agire, e nostra sarà anche la responsabilità delle azioni della nave. Fallire in una missione implica la nostra destituzione, e pertanto il Game Over.

Il Signor LOMAR è il pilota: il suo ruolo è quello di impostare la rotta e compiere tutte le manovre più semplici, ma nel contempo delicate, quali l'approdo ad un porto spaziale, il bazo a velocità Warp e cose così. Inoltre, LoMar cura le comunicazioni da e verso l'esterno, nonché le intercettazioni.

Il Tenente SAVALI è l'Ufficiale Tattico, ma più che un guerriero è una specie di artigliere: conosce le varie armi e sa come usarle, ma alla fin fine la sua abilità va poco lontano e in termini di gioco non è altri che la nostra interfaccia di combattimento.

SAFFI LARSEN è il Primo Ufficiale Comandante, altrimenti detto "Numero 1". Il suo ruolo e quello di coordinare l'equipaggio, riferire notizie importanti, prendere (limitatamente) decisioni meno rilevanti, e soprattutto di ricordarci gli obbiettivi della missione. Ha anche un altro ruolo, meno apprezzato: quello di riferire all'Ammiraglio Liu tutti i nostri errori...

MIGUEL DIAZ è lo Scienziato di bordo: suo compito è attivare i sensori e gli scanner nonché analizzarne i risultati.

Capo BREX è l'Ingegnere: sogna di riuscire a fare "Miracoli" come il famosissimo Ammiraglio Montgomery Scott, ma nel frattempo si preoccupa di gestire le risorse energetiche della nave e di dirigere le riparazioni (fermo restando che i danni più gravi andranno riparati alla base stellare).

L'Ammiraglio LIU è il nostro capo: lei ci ha dato il potere e lei ce lo può togliere in qualunque momento nel caso ci rivelassimo al disotto delle aspettative.

JEANLUC PICARD e DATA, personaggi resi famosi dalla serie "Next Generation", saranno ospiti sulla nostra nave per brevi periodi, e ci daranno una mano il primo nel Tutorial, il secondo in una delicata missione scientifica. Per l'occasione, gli attori originali hanno donato la loro voce ai personaggi rendendoli ancora più "veri" di quanto già non appaiano sullo schermo.

Altri personaggi faranno la loro sporadica o regolare comparsa sullo schermo delle comunicazioni: alcuni saranno alleati, altri terribili nemici... ce n'è, insomma, per tutti i gusti.

VISUALI DI GIOCO

Nel gioco potremo usufruire di due visuali: una interna ed una esterna.

Nella visuale interna potremo ammirare in prima persona la plancia della nave che governiamo realizzata col pregevole motore grafico Netimmerse 3.0. La visuale sarà nella soggettiva del Capitano (che dopotutto è il ruolo che rivestiamo) e potremo guardarci intorno per dare ordini o dialogare coi membri dell'equipaggio: clikkando infatti su uno di questi si aprirà un comodo menù a tendina con le varie opzioni del caso. Per fare un esempio pratico, potremo clikkare sul Pilota per ordinargli di tracciare una rotta, di intercettare (raggiungere/inseguire) un'altra nave, di entrare nell'orbita di un pianeta, di effettuare il balzo Warp (per i non addetti: "Warp" è un'unità di misura di velocità pari a quella della luce, impiegata per viaggiare da una galassia all'altra curvando lo spazio) eccetera.

La visuale esterna ci mostra la nostra nave ripresa da uno "spot" (una telecamera virtuale che la segue a una distanza fissa, ma regolabile tramite apposito zoom): possiamo posizionare lo spot intorno alla nave in modo da inquadrarne la poppa, la prua o il bersaglio tracciato, oppure ruotarla manualmente come più ci aggrada. Anche qui la visuale è realizzata col medesimo motore 3D di quella interna, e comunicare coi subalterni sarà ancora possibile: non potendoli inquadrare direttamente sarà sufficiente ricorrere ai tasti funzione (F1, F2 eccetera).

Passare da una visuale all'altra non costituisce un problema visto che per farlo sarà sufficiente premere la Barra dello Spazio (...ultima Frontiera! Acc... che battutaccia! :-p )

GOVERNO DELLA NAVE

Per pilotare la nave, combattere, gestire le riserve energetiche eccetera abbiamo due strade possibili: lasciare tutto in mano ai subalterni o eseguire in prima persona. In linea di massima, la nave va benissimo in automatico (sempre che voi abbiate indicato ai subalterni cosa devono fare... questi non prenderanno mai decisioni arbitrariamente), e per le cose più semplici non è neppure il caso di preoccuparsi. Se pertanto dovete attraccare al porto spaziale potete tranquillamente lasciare tutto in mano al pilota senza timore che mandi la nave a schiantarsi contro le paratie, così come per distruggere alcuni meteoriti indifesi potete fidarvi della competenza dell'ufficiale tattico. Ci sono però una serie di situazioni in cui l'intelligenza artificiale è volutamente insufficiente e dovrete scendere direttamente voi in campo: l'esempio tipico è quello degli scontri contro navi avversarie, in cui lasciare tutto in mano al Tenente Savali significherebbe una fine ingloriosa.

Passare da un controllo all'altro è molto facile: semplicemente, non appena comincerete a interagire sui tasti di controllo l'IA si farà da parte (eccetto per le armi, per le quali dovrete specificatamente selezionare l'opzione "Manual Fire") lasciandovi il completo controllo.

MISSIONI ED EPISODI

Il gioco è diviso in "Episodi", all'inizio dei quali, come spesso accade nella serie televisiva, potremo ascoltare un breve brano tratto dal diario di uno dei membri dell'equipaggio. Queste animazioni non sono precisamente legate alle missioni che stiamo per svolgere, quanto piuttosto alla totalità della trama; ma comunque sia, lo scopo vero è quello di farci prendere confidenza e affezionarci ai membri dell'equipaggio (caratteristica che ha decretato il successo della serie televisiva) in modo che questi non rimangano solo un "tasto funzione" da premere secondo necessità ma assumano un ruolo sempre più definito all'interno della storia, come se Bridge Commander fosse una piccola perla incastonata nell'universo di Roddenberry.

Ogni episodio è a sua volta diviso in "Missioni". Le missioni di uno stesso episodio sono legate tra loro da eventi comuni o comunque da una successione logica: in linea di massima saranno "successive" (ossia "finita una, sotto a chi tocca!") e mancheranno di una struttura "ad albero", ma non mancheranno comunque episodi che si articoleranno tra due o tre sistemi e che ci obbligheranno a Warpare avanti e indietro per "rimettere insieme i pezzi".

Questa, comunque, seguirà una struttura indubbiamente lineare, e anche se questa limitazione potrebbe far storcere il naso a molti non bisogna dimenticare che il gioco s'ispira ad una serie di Telefilm, e pertanto non sarebbe una trasposizione perfetta se la trama fosse troppo vasta e dispersiva: evidentemente gli storyboarder hanno optato per qualcosa che si avvicinasse un po' di più ad un film interattivo ma che mantenesse immutato il fascino di Star Trek.

Sui dettagli della trama non mi sbilancerò troppo: dirò solo che la Dauntless non sarà l'unica nave che ci ritroveremo a dover governare, anche se il nostro equipaggio ci seguirà sempre fedelmente su ogni vascello, e che in essa trova posto anche la misteriosa esplosione che uccise il nostro precedente Capitano.

GRAFICA

La realizzazione grafica di BC è pregevole, ma non eccessivamente splendida. Mi spiego meglio: il Motore Grafico 3D Netimmerse 3.0 è ottimo, molto fluido e dettagliato, ma per renderlo ulteriormente fluido, soprattutto nelle immagini interne alla nave, i programmatori hanno deciso di alleggerirne il lavoro semplificando al massimo i modelli dei membri dell'equipaggio e curando particolarmente il dettaglio delle textures (basta guardare le foto dei personaggi per accorgersi di questi dettagli). Comunque c'è da ricordarsi che BD non è un FPS, e pertanto una grafica così va più che bene.

Nella visuale esterna le cose migliorano sensibilmente: le astronavi sono estremamente dettagliate sia nella modellazione (oltre 3000 poligoni!!!) sia nel rivestimento, e gli effetti luce dovuti a phaser, raggi traenti, siluri fotonici eccetera si sprecano in gran quantità. Questi effetti sanno in effetti un po' di "già visto", ma nel complesso sono comunque molto ben realizzati e mai sgradevoli o fastidiosi. Si può tranquillamente dire, considerando la bontà del motore grafico, che è sempre vero che "Squadra che vince non si cambia".

SONORO

Il lato sonoro del gioco è bellissimo: ascoltando i pregevoli effetti sonori (tratti dalla serie) e, soprattutto, le bellissime musiche viene quasi voglia di spedire agli sviluppatori un biglietto di ringraziamento per l'ottimo lavoro svolto (e vi assicuro che non esagereremmo neanche se ci aggiungessimo una scatola di cioccolatini). Anche i doppiaggi sono splendidi (per quanto a volte le labbra dei modelli non seguano alla perfezione il sonoro... ma quello è casomai un problema di grafica), ed in effetti questo era il minimo che potessimo aspettarci da un gioco sponsorizzato da una casa cinematografica del calibro della Paramount Pictures...

GIOCABILITA' E LONGEVITA'

Il gioco è bello, non c'è che dire: l'interfaccia a base di menù a tendina è estremamente immediata e funzionale, così come la manovrabilità ed il controllo della nave in visuale esterna risponde perfettamente ai requisiti (certo, fare un giro della morte richiederà lunghi tempi, ma dopotutto non stiamo pilotando un X-Wing!!!). La trama, nonostante la linearità di molte "missioni successive", si snoda in maniera intrigante, e spinge il giocatore a provare la tipica "ultima missione prima di staccare" una volta di più del solito. I salvataggi sono limitati, ma non in numero bensì in termini di tempo: il gioco salverà, infatti, automaticamente tra una missione e l'altra non consentendovi di farlo a piacimento. Questo sistema di salvataggi può forse far storcere il naso (io stesso sono un fautore della politica del "salvataggio libero"), ma è vero che le missioni sono abbastanza brevi, e pertanto il gioco non fa altro che salvare più o meno dove salvereste voi stessi. Inoltre, molte missioni sono strutturate in maniera tale che se sbagliate all'inizio si scatena una serie di conseguenze che rendono automatico il GameOver... ma alcuni minuti dopo: in questi frangenti non avere un salvataggio di sicurezza prima del "punto di non ritorno" significherebbe iniziare il gioco da capo.

In effetti, l'unica pecca del gioco è questa: molte missioni hanno un metodo e solo quello per essere risolte, e se questo metodo non vi salta subito all'occhio rischiate di ripeterle parecchie volte senza capire dove state sbagliando (e facendovi pensare che i programmatori andrebbero percossi...); quando poi scoprirete dove stava l'errore vi verrà sicuramente la voglia di autolesionarvi per il tempo perso stolidamente, ma ciononostante vi rimarrà sulle labbra la domanda "Perché i programmatori non sono stati un pochino più elastici?". A me è successo, ad esempio, di aver ripetuto sette o otto volte una delle primissime missioni perché non avevo avuto l'idea balenante di settare l'erogazione di potenza ai motori al 125% limitandomi ad alzare al massimo la manetta di velocità: quando ho capito l'errore per poco non prendevo a testate il monitor...

A parte questo problema, però, il gioco va giù che è un piacere, soprattutto per l'immane seno di immedesimazione nel ruolo del Capitano, ed è facile intuire il perché siano stati implementati tre livelli di difficoltà: al crescere di questi, infatti, non solo le navi avversarie diventeranno più difficili da abbattere, ma anche i sottoposti diverranno più "stupidi" (o meglio, diciamo meno operativi) lasciando a voi un numero sempre superiore di incombenze... idealmente, prima di confrontarsi con un livello superiore sarebbe meglio finire il gioco ai livelli più bassi (cosa che, ovviamente, triplica la longevità del titolo).

In sostanza un gioco da giocare con attenzione e passione, e da rigiocare con ardore.

MULTIPLAYER

Al gioco è stata aggiunta una modalità MultiPlayer.

Dico "è stata aggiunta" perché lo schema del gioco in SinglePlayer è talmente incentrato sulla trama, sulla caratterizzazione dei personaggi e sull'immedesimazione nel ruolo del Capitano che lo stacco con la battaglia nuda e cruda del Multy è notevole.

Comunque, è possibile giocare in LAN o attraverso i server di GameSpy fino a 4 giocatori per volta. Le modalità sono quelle classiche del caso (tutti contro tutti, a squadre, assalto e difesa eccetera), e il gioco cambia fondamentalmente in due punti: il primo consiste nella possibilità di spaziare tra un gran numero di navi, visto che sono riportate tutte le classi della Federazione, dei Klingon, dei Romulani, dei Cardassiani e persino la Navetta da sbarco (!!!), il secondo consiste nel fatto che l'unica visuale disponibile diviene quella esterna e spariscono le voci dei collaboratori (questo, evidentemente, per evitare di dover strutturare l'interno di tutte le navi, cosa che avrebbe moltiplicato il volume del gioco).

C'è da dire che grazie al limitato numero di giocatori e alla bontà dei server, il multy on-line ha pochissimi se non nessun problema di Ping e Lag (certo, esistono le eccezioni), ma sinceramente credo che, salvo per i fan sfegatati, ci sia di meglio per cui spendere il proprio tempo in rete.

Non fraintendetemi: ci si diverte comunque, visto che i combattimenti possono essere molto accesi e che un avversario umano non è mai come un "BOT"... è solo che giocando ci si rende conto che il concept non è nato per il Multy, ma per un'immedesimazione cinematografica. Insomma: apprezzerete sicuramente il Multy se vi è piaciuto il gioco in Single, me se state cercando un titolo esclusivamente per il Multy o quasi fareste meglio a guardare altrove...

CONCLUDENDO

Come ho già avuto modo di dichiarare durante la recensione, il gioco è bello, divertente, appassionante e ben realizzato, e vale sicuramente la pena di essere giocato (sempre che non si perda la pazienza per una missione apparentemente insolubile). Peccato, forse, per una eccessiva linearità o "chiusura" di alcune missioni, e per la modalità MultiPlayer arrangiata alla bell'e meglio.

Imperdibile, comunque, per i fan della serie e vivamente consigliato anche agli altri.

7
Quando ci si confronta con un titolo ispirato ad un film o ad una saga sarebbe bene partire sempre un po' prevenuti, per evitare che le passioni (o antipatie) personali influenzino a priori l'analisi del gioco vero e proprio. Ciò non di meno, il lavoro dei Totally Games è assolutamente superbo, e sarà in grado di donare lunghe e piacevoli ore di gioco appassionante anche a chi non è un fan sfegatato della Serie di Gene Roddenberry. Imperdibile, quindi, per gli appassionati, ma altresì consigliato a tutti (a meno che non nutriate per Star Trek una particolare antipatia... ma in quel caso nessun titolo ispiratovi potrà mai soddisfarvi).