Recensione Splinter Cell: Pandora Tomorrow

di Tiscali News

L'arrivo di Splinter Cell, uscito su PC ormai due anni orsono, fu accolto dagli utenti come un'autentica manna, data la cronica carenza in ambito del personal computer di titoli dedicati alla sacra arte dello stealth. Le evoluzioni di Sam Fisher, viste fino a quel momento sulle console, prendevano forma su sistemi ben più potenti raggiungendo ovviamente livelli di dettaglio grafico non raggiungibili da Xbox e compagnia. Una vera gioia per gli occhi. Inutile dire che il successo di pubblico e critica arrise al titolo Ubisoft, macchiato solo da qualche svista riguardante l'intelligenza artificiale avversaria, troppo permissiva, e qualche bug sul versante grafico, dovuto forse allo status multipiattaforma del titolo Ubisoft. Buona la prima, quindi, con un occhio di speranzoso riguardo per l'immancabile seconda uscita arrivata ora sui nostri monitor e pronta per essere sezionata a dovere.

Il mondo è di nuovo in pericolo ed è giunta l'ora di far scendere per la seconda volta in campo il colonnello Sam Fisher, agente speciale dell'NSA che al pari del più famoso James Bond rappresenta il classico elemento in grado di risolvere qualsiasi situazione "spinosa". Questa volta il pericolo per il nostro pianeta è rappresentato da Suhadi Sadono, terrorista mediorientale venuto in possesso di una terribile arma biologica chiamata in codice "Pandora Tomorrow", un nome che lascia presagire l'immane pericolo che accomuna i possibili bersagli di Sadono. A completare ciò che apprenderemo nello svolgersi delle missioni, arriveranno diversi filmati d'intermezzo, realizzati con rinnovata maestria, che mostreranno gli eventi che vedranno coinvolti Fisher e compagni.

Partendo dall'ottimo lavoro realizzato per il primo episodio della serie, Ubisoft ricama alla perfezione una trama degna del miglior Clancy, supportata da una veste grafica che riprende in buona sostanza quanto già visto due anni fa, andando semplicemente a rintuzzare qualche problema qua e là e aggiungendo quel poco che si poteva aggiungere ad un titolo che dal punto di vista grafico sembrava essere ineccepibile. Peccato che, alla prova dei fatti, Ubisoft si sia portata dietro anche quei pochi errori che avevano macchiato la prima uscita di Sam Fisher, riproponendo ancora qualche clipping di troppo e il famoso "errore delle scale", che spesso vuole il nostro colonnello in sospensione tra uno scalino e l'altro. Intendiamoci, quelle che abbiamo appena citato sono solo delle "brutture" estetiche e non andranno ad alcun modo ad inficiare sul gameplay vero e proprio, ma lasciano comunque un retrogusto amaro se si pensa ai due anni impiegati nelle sviluppo di Pandora Tomorrow. A rinfrancarci da questi piccoli incidenti di percorso troviamo il nuovo set di animazioni di Fisher, che lo vedranno sempre più agile ed elegante nell'arrampicarsi in ogni sporgenza o supporto di qualsiasi natura, rendendolo ancora più letale grazie alla nuova possibilità di poter sparare ai propri avversari lasciandosi penzolare da improbabili e instabili supporti. Ancora una volta, le abilità del nostro eroe non sono da considerarsi dei puri esercizi di stile dei programmatori d'oltralpe, ma riescono sempre ad andare a innestarsi a regola d'arte all'interno di un gameplay che dimostra di "vivere" anche grazie ai virtuosismi del nostro Colonnello. Ancora una volta, infatti il pregio principale di Pandora Tomorrow sembra essere l'estrema libertà d'azione che viene offerta ai giocatori, ';personalizzando' il più possibile la soluzione delle missioni proposte sebbene, nella più classica delle impostazione stealth, Pandora Tomorrow basa il suo gameplay sulle azioni invisibili del nostro eroe. Muoversi nell'ombra, saperla sapientemente creare eliminando ogni fonte di luce, sapere quando e come eliminare i nostri nemici saranno le colonne portanti di ogni nostra missione. Certo, così come nel primo Splinter Cell saremo costantemente collegati con la nostra base operativa, pronta a darci preziosi consigli sul come portare avanti la missioni e il progredire degli obbiettivi, ma alla fin fine tutto graverà sulle nostre spalle. Ad aiutarci nelle nostre imprese troveremo il solito set di gingilli di bondiana fattura che andranno ad affiancarsi alle due armi principali (una pistola con silenziatore e un fucile multiuso) e che ci faciliteranno il cammino verso il completamento delle missioni. Come sempre la struttura delle missioni sarà piuttosto variegata nelle sue finalità e modalità e ci vedrà impegnati nel recupero di importanti documenti o nel registrare le conversazioni di Sadono al fine di carpire quei segreti che ci permetteranno di anticipare le sue mosse.

Niente di nuovo, quindi, rispetto a quanto visto in precedenza, ad eccezione della possibilità per il nostro Sam di muoversi silenziosamente tra la folta vegetazione per aggirare ostacoli e nemici, dimostrando ancora una volta l'abilità di Ubisoft di integrare alla perfezione (L'effetto grafico in verità non è dei migliori), elementi grafici con novità in fatto di gameplay. Come non citare, sempre a questo proposito, il sapiente uso delle luci dinamiche che donano all'intera comsesi del gioco un'impronta che è diventata ormai un marchio di fabbrica della serie, ma che rientrano di diritto nelle colonne portanti di tutto il gameplay del titolo Ubisoft. Tutto questo, comandato a dovere dalla combinata mouse-tastiera che con buona pace del pad Xbox (l'unico, al momento, che ha avuto il piacere di comandare per la seconda volta il nostro eroe), dimostra ancora una volta di essere il più efficace e preciso sistema di controllo per un videogame del genere. Certo, i movimenti di Sam saranno sicuramente più ';nervosi' rispetto alla controparte console, ma dopo qualche minuto di pratica, riuscirete ad eseguire al meglio qualsiasi operazione sul campo.

E' doveroso, purtroppo, evidenziare come oltre ad un comparto grafico rinnovato, ma sostanzialmente simile a quanto già visto, la casa francese non ha lavorato sufficientemente sull'intelligenza artificiale dei nostri nemici, portandosi dietro l'unico, vero, problema del primo Splinter Cell. Sebbene sia vero che i nostri nemici staranno sempre in allerta, pronti a reagire al minimo rumore sospetto e a cercare riparo dai nostri colpi, altrettanto vero è che a tali comportamenti tenderanno ad alternarne altri che vi spianeranno la strada per la loro eliminazione fisica, rimanendo spesso e volentieri allo scoperto, reagendo in maniera non consona di fronte al cadavere di un compagno ucciso proprio di fianco e soprattutto non insospettendosi a sufficienza quando elimineremo attorno a loro tutte le fonti di luce. La mancanza di una IA adeguata facilita non poco il compito dei giocatori più scafati, regalando loro una decina di ore scarse per portare a compimento le otto missioni che separano il nostro Fisher dalla vittoria finale. Anche sul piano del sonoro viene confermato quanto di buono già visto (o sentito, se preferito), con Luca Ward ottimo doppiatore di Sam Fisher e con lo "special Guest" Morgan a doppiare il cattivo di turno: Sadono. Sebbene la voce di quest'ultimo risulti essere sempre chiara e precisa, il tono piuttosto piatto non caratterizza a dovere la grinta e la cattiveria che il cattivo di turno dovrebbe invece possedere, risultando invece falsamente sadica e nel complesso poco incisiva. Le musiche, che fanno solo da contorno alla nostra azione, sono adatte allo scopo, ma tenderete a dimenticarle non appena usciti dalla sessione di gioco. La vera novità di una certa rilevanza in Pandora Tomorrow è l'inserimento della modalità multiplayer. Una scelta sicuramente coraggiosa da parte di Ubisoft, che ha comunque dimostrato di avere le idee ben chiare, regalando ai giocatori un multigiocatore veramente ben congegnato e perfettamente integrato con quelle che sono le classiche modalità di gioco di Splinter Cell. Non vi tedio oltre, almeno in sede di recensione, ma vi rimando al bellissimo speciale dedicato proprio al multiplayer, scritto da quel gran bel pezzo d'uomo del nostro Sovrano, che potete trovare proprio qui

In conclusione, Pandora Tomorrow riesce ancora una volta a stupire, anche se non è capace di creare quello stato di stupore e di meraviglia che era stato invece il biglietto da visita del primo Splinter Cell. Nonostante questo, il secondo episodio delle peripezie di Sam Fisher riesce ad essere ancora una volta divertente e appassionante, perfettamente in linea con quanto ci si aspettava dalla seconda fatica della Ubisoft. Certo è che una maggiore cura per l'intelligenza artificiale dei nemici e una maggiore varietà in ambienti, scenari e missioni (alcune molto simili all'episodio precedente), potranno non far solo che bene al terzo capitolo della serie che, siamo sicuri, non tarderà a venire.

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Pandora Tomorrow riesce ancora una volta a sorprendere, anche se non è capace di creare quello stato di stupore e di meraviglia che era stato invece il biglietto da visita del primo Splinter Cell. Nonostante questo, il secondo episodio delle peripezie di Sam Fisher riesce ad essere ancora una volta divertente e appassionante, perfettamente in linea con quanto ci si aspettava dalla seconda fatica della Ubisoft. Certo è che una maggiore cura per l'intelligenza artificiale dei nemici e una maggiore varietà in ambienti, scenari e missioni (alcune molto simili all'episodio precedente), potranno non far solo che bene al terzo capitolo della serie che, siamo sicuri, non tarderà a venire.<br />