Recensione Splinter Cell

di Paolo Mulas

Splinter cell, su X box ha dato una grande scossa alle vendite della console di casa Microsoft soprattutto in occidente, diventando ben presto million seller. Dopo qualche mese di ritardo da attribuire al rapporto di esclusività temporale a favore del colosso di Redmond, Sam Fisher si addentra furtivamente anche sul Gamecube.

Il 10 marzo 2004 la CIA ha contattato gli ufficiali della NSA (National Security Agency), per comunicare la scomparsa di due agenti federali, impegnati in Georgia per monitorare la preoccupante scarsità di informazioni giunte dalla ex repubblica sovietica. Temendo per la vita dei due uomini, la Third Echelon (branca segreta della NSA) richiama il suo agente più esperto in questo genere di operazioni : Sam Fisher.

Per chi non lo sapesse Splinter Cell, fa parte di quel filone reso popolare qualche anno addietro da Metal Gear Solid, ossia lo stealth game. Il giocatore dovrà infatti muoversi con la massima discrezione, rapidità e furtività, lasciando da parte per una volta le furiose quanto inutili sparatorie con i conseguenti spargimenti di sangue.

Mangia pane e gazzella?

Ciò che impressiona fin dal tutorial, è l'impressionante numero azioni di cui disposizione Fisher : oltre a quelle più comuni quali saltare ed accovacciarsi, sarà infatti in grado di arrampicarsi su scale e tubi, appendersi su sporgenze, scivolare lungo i cavi con il solo ausilio delle braccia, rotolare, muoversi ed atterrare dopo un salto silenziosamente, nascondersi, sbirciare da dietro, effettuare un salto aiutandosi con un muro per andare più in alto, o in caso di due pareti molto vicine stare sospeso in spaccata.

A queste doti, derivanti dalla sua grande preparazione atletica, Fisher sarà dotato come ogni buon agente segreto delle armi più duttili e avveniristiche, oltre che di una sfilza di gadgets di ogni tipo.

Oltre alla classica ed indispensabile pistola Sc, l'armamentario comprende anche granate, mine a muro e l'incredibile fucile automatico sc- 20K. Incredibile perché oltre ad essere un arma molto precisa ed affidabile, supporta innumerevoli alternative al "fuoco comune". È in grado, infatti, di sparare granate fumogene (che faranno svenire chiunque inali quei gas), proiettili di gomma ed elettrici (non letali quindi), microcamera adesiva e telecamera con azione diversiva.

La microcamera adesiva una volta lanciata, invierà le immagini all'opsat di Sam (una sorta di palmare che ci mette in collegamento con gli altri uomini di Third Echelon che ci daranno importanti consigli ed istruzioni riguardo alla missione), l'ideale quindi per evitare le spiacevoli sorprese del "dietro l'angolo" e per conoscere l'esatta ubicazione delle guardie nemiche.

La telecamera con azione diversiva invece utilizza lo stesso meccanismo della microcamera, ma con più funzioni.

Dopo averla lanciata, infatti, potremo tramite il tasto x, farle emettere dei particolari suoni con i quali attirare le guardie, ed una volta nei pressi della camera, potremo con il tasto y, rilasciare dei gas per stordirle.

Ma gli oggetti a nostra disposizione non terminano certo qua: tramite il tasto z potremo utilizzare il comodo visore notturno/termico, in grado di aiutarci anche nelle condizioni visive più difficili oltre che indispensabile per mostrarci alcune cose invisibili ad occhio nudo (alcuni tipi di allarme per esempio), ed inoltre, jammer (in grado di disturbare le telecamere), microfoni e kit di scasso.

Forse era soltanto un'ombra

Gli obbiettivi nelle varie missioni saranno molteplici: spesso dovremo preoccuparci di recuperare informazioni compromettenti su vari enti governativi e militari, in altri casi dovremo intercettare telefonate, liberare ostaggi, od eliminare qualche personaggio scomodo.

Naturalmente la caratteristica di base fondamentale sarà una: muoversi nell'ombra. Ed in tal senso un ruolo fondamentale sarà ricoperto dalla presenza dell'indicatore di visibilità; la linea tutta a sinistra ci indicherà la nostra completa invisibilità, d'altro canto se spostato tutto verso destra, significherà che saremo totalmente allo scoperto.

Dovremo cercare di risparmiare proiettili, evitare conflitti a fuoco dove possibile, e cancellare ogni traccia del nostro passaggio. In alcune missioni ci sarà esplicitamente richiesto di evitare qualsiasi morte, (generalmente in quelle ambientate su suolo amico) in caso di pericolo dovremo quindi difenderci con armi non letali, o meglio ancora non far accorgere a nessuno della nostra presenza. Altre volte invece, per il buon esito della missione, dovremo impedire l'attivazione di qualsiasi allarme. Gli allarmi suonano in caso di avvistamento da parte delle telecamere o delle guardie. Avvistamento che non riguarda solo direttamente ed esclusivamente il nostro personaggio, ma anche da eventuali danni da noi provocati. Provate pure a lasciarvi dietro una scia di cadaveri al vostro passaggio e la sicurezza sarà immediatamente allertata.

Vivo morto o X

All'interno di Splinter Cell un ruolo fondamentale è ricoperto dai vari personaggi che incontreremo lungo il nostro cammino e riconducibili a due differenti categorie: quelli inutili ossia semplice carne da macello, e quelli invece fondamentali. I primi potremo eliminarli senza alcun rimorso (se proprio siete dei buonisti, potrete farli semplicemente svenire prendendoli da dietro) oppure utilizzarli per scudo umano per difenderci dagli altri nemici.

I secondi invece dovremo assolutamente tenerli in vita: alcuni saranno nostri informatori, e dovremo quindi ascoltarli per il buon proseguo della missione, altri dovremo invece interrogarli (dopo averli immobilizzati da dietro) e sfruttarli a nostro favore costringendoli in determinati frangenti a collaborare, per esempio per aprire le porte con serratura a scansione di retina.

Proseguendo sull'interazione, potremo raccogliere alcuni oggetti (bottiglie e lattine generalmente) e scagliarli per attirare le attenzioni dei nemici da un'altra parte, potremo attivare interruttori per spegnere/accendere la luce, o sparare direttamente alle fonti di illuminazioni, per crearci una zona d'ombra perfetta, dove nascondere noi stessi o i corpi dei nemici. Difatti spesso e volentieri, dovremo una volta messo k.o. qualcuno, occultarne il corpo in zone poco appariscenti, sempre per farci notare di meno.

La giocabilità di Splinter Cell, si basa appunto su questo fattore; missioni pianificate e ragionate, rapidità di decisione e di esecuzione. Il giocatore è abbastanza libero sull'atteggiamento e la strategia da adottare per affrontare un obiettivo, ma le missioni sono piuttosto lineari (come spesso in questo genere) dal percorso semi obbligatorio, e con obbiettivi che ci verranno rivelati per la maggior parte delle volte nel corso della missione.

Questo perché gli sviluppatori hanno voluto dare al titolo un'impronta cinematografica riscontrabile già nella trama piuttosto articolata e dai numerosi filmati d'intermezzo che potremo vedere tra una missione e l'altra.

Il sistema di controllo nonostante possa apparire al primo impatto ostico, si rivela invece dopo un poco di esperienza ben adattato e studiato per il joypad del Gamecube. Al giocatore è anche affidata la completa gestione della telecamera, (tramite lo stick c), che svolge quasi sempre il suo dovere.

La difficoltà è calibrata leggermente verso l'alto, in aiuto dei giocatori meno esperti sono presenti numerosi check point e punti di salvataggio, sicuramente utili, anche se talvolta spezzano un po' il ritmo di gioco.

Peccato.....

Di conversione in conversione, qualcosa della ottima grafica che contraddistingueva la versione X box, si è persa, è sul Gamecube si attesta "solamente" a livelli più che buoni.

Le animazioni sono ben realizzate ed assolutamente realistiche, gli effetti di luce e di ombra nonostante impressionino meno della versione Ms fanno sempre la loro bella figura. Lo scrolling si attesta su buoni livelli nonostante ci sia qualche sporadico rallentamento, ed anche le collisioni appaiono ben studiate.

Il sonoro è assolutamente eccezionale: le musiche sono dinamiche e variano ottimamente a seconda della situazione, è ottimo anche il campionamento sonoro delle armi, ma vera ciliegina sulla torta è il doppiaggio in italiano assolutamente perfetto. Per la cronaca a prestare la voce a Sam Fisher, è Luca Ward, già doppiatore di mostri sacri del cinema come Russel Crowe (il gladiatore) e Keanu Revees (Matrix).

In definitiva Splinter Cell, risulta essere un titolo profondo divertente ed appagante. Unico esponente del suo genere su Gamecube (in attesa di Metal Gear ed Hitman 2), sarà sicuramente apprezzato da chi amala questo tipi di giochi, ma potrebbe interessare anche agli altri.

Una conversione leggermente frettolosa, viene compensata con alcune chicche esclusive (filmati, armi bonus) e l'ottima interazione col Gba, utilizzabile anche a mo' di radar.

8
Splinter Cell, dopo un piccolo ritardo a causa dell'esclusiva temporale tra il suddetto gioco e la Microsoft<br />approda anche su Gamecube con risultati più che discreti, coprendo così un settore importante come quello degli stealth game, che era ancora vacante.<br />La giocabilità è rimasta per fortuna immutata, e rivela un attentissimo lavoro da parte degli sviluppatori per ricreare un gioco realistico e profondo sotto tutti gli aspetti. Controllare Sam Fisher è davvero un piacere, per l'elevatissimo numero di mosse a suo disposizione, e per l'armamentario da vera spia professionista.<br />Le missioni si susseguono veloci, caratterizzate da un buon ritmo e da una trama che cerca e riesce a far mantenere sempre un interesse piuttosto alto nel giocatore, spingendolo a proseguire nel gioco. <br />L'unica pecca è nella realizzazione grafica che pur buona, poteva certamente sfruttare meglio l'hardware Gamecube, ma se è il prezzo da pagare per poter vantare anche nella softeca del Gamecube un gioco di questo calibro, per una volta si può chiudere un occhio. <br />