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Recensione Soul Reaver 2

di Tiscali News
Nosgoth nonostante tutto deve essere un bel posto. Vampiri, esseri soprannaturali, cataclismi di vario genere e più in generale una buona dose di violenza, non sono stati in grado di allontanare numerosi giocatori da questa terra ferita. Il legame è di lunga data, risalendo addirittura al 1997, quando per la prima volta occhio umano si posò su questo paese e seguì con attenzione le prime avventure vampiresche dell'allora giovane Kain. Quest'ultimo però, accecato dalla sete di potere, divenne ben presto troppo forte e crudele e, dimenticandosi delle sue origini, instaurò un regime distruttore di vampiri che succhiarono la vita alla terra stessa. Tra i più fidati seguaci di Kain si distinse Raziel un vampiro come tanti, sottomesso al volere del suo padrone. Ma per ragioni incomprensibili la natura di Raziel si evolse, dotandolo di un paio d'ali. L'evidente minaccia spinse Kain a strappargli le ali e a gettarlo in un lago, dal quale mai sarebbe riemerso. Ma il fato giocò una brutta sorpresa al signore dei vampiri, spingendo un'anziana divinità di Nosgoth a salvare Raziel, istigandolo a combattere contro Kain. Ed il vampiro, ormai trasfigurato dalla terribile esperienza, affrontò un lungo viaggio attraverso una Nosgoth morente e una volta trovato Kain, lo sfidò. Nonostante la potenza della Soul Reaver (la mietitrice) Kain fuggì attraverso un portale del tempo inseguito da Raziel..

I GIORNI NOSTRI

A questo punto iniziano le avventure narrate in Soul Reaver 2. Gli avvenimenti appena raccontati sono solo i nodi tematici di Blood Omen: Legacy of Kain e del primo Legacy Of Kain: Soul Reaver, ripresi più approfonditamente all'interno dei contenuti speciali del DVD. Un'introduzione così ampia era necessaria, perché la storia di Nosgoth ha un'importanza fondamentale anche nel secondo videogioco dedicato alla mietitrice. La trama è infatti uno degli elementi meglio riusciti del videogioco. Interessante, intricata, a tratti forse troppo complessa, riesce con grande abilità a "intrappolare" il giocatore in questo mondo, rendendolo partecipe delle pulsioni che costringono i due protagonisti a giocare come il gatto con il topo, scambiandosi di volta in volta le parti. Non mancano i colpi di scena, o i personaggi ambigui come Moebius, il guardiano del Tempo o il vecchio dio che liberò Raziel

In ogni caso le informazioni che sono svelate poco alla volta nel corso del gioco sono finalizzate alla ricostruzione del passato, del presente e del futuro di Raziel, che fin'ora ha brancolato nel buio ogni volta che pensava alla sua identità. Il risultato è un vampiro distrutto dalle sofferenze, che cerca in ogni modo di far valere il proprio libero arbitrio, scontrandosi spesso con forze superiori alle sue

L'unica critica che si può muovere alla parte narrativa del gioco è una certa sovrabbondanza d'avvenimenti, che aggiungono in continuazione informazioni più o meno importanti sulla storia e sui protagonisti. Inoltre si ha l'impressione che la narrazione non tiri mai le conclusioni adeguate, lasciando al giocatore un gran numero di domande e dubbi, necessari probabilmente per giustificare nel futuro prossimo un terzo capitolo di Soul Reaver

ALLA SCOPERTA DI NOSGOTH

A una storia interessante, Soul Reaver 2 accompagna un gioco estremamente valido, che già mostrò tutte le sue qualità nel precedente capitolo. Fondamentalmente si tratta di un gioco d'esplorazione, condito da alcuni combattimenti e da puzzle decisamente enormi. Raziel deve muoversi attraverso Nosgoth, cercando di raggiungere numerosi dungeon (solitamente edifici più o meno in rovina) dove avranno luogo gli avvenimenti necessari al proseguimento dell'avventura. I luoghi esterni sono semplicemente zone di passaggio ed hanno pochissima rilevanza nella storia

Rispetto al passato la differenza maggiore riguarda gli scontri, presenti in misura minore e meno importanti per il proseguimento dell'avventura. Non esistono più i combattimenti spettacolari e complessi con i fratelli di Raziel, dei vampiri che potevano essere considerati come dei mostri di fine livello. Adesso i combattimenti sono limitati a nemici solitamente deboli, che solo in alcuni casi devono essere affrontati obbligatoriamente. Nella maggior parte delle situazioni possono e devono essere evitati facilmente, anche considerando che "rinascono" ogni volta che si ritorna sui propri passi, cosa che succede molto spesso. Il sistema di combattimento è comunque ottimo, offrendo al giocatore un tasto di "lock" che non perde mai di vista il bersaglio, permettendo di girargli attorno e di eseguire qualche semplice combo. L'intelligenza artificiale che controlla i nemici è solo discreta, visto che anche in condizioni di superiorità numerica i nemici difficilmente attaccano in più di uno alla volta e mai abbandonano la loro zona di pattugliamento per seguire Raziel

Più complesso il discorso relativo alle armi. La mietitrice, la spada magica legata a Raziel, può essere evocata in qualsiasi momento, è molto potente, ma assorbe le anime dei vinti, togliendo al protagonista l'unica fonte d'energia. Inoltre non può essere utilizzata per molto tempo, perché dopo un po' inizia a consumare le energie vitali del vampiro. Le armi tradizionali non hanno queste controindicazioni, ma bisogna trovarle o rubarle ai cadaveri e sono sensibilmente più deboli

L'importanza della "Soul Reaver" non è limitata al solo combattimento, perché a ragion veduta può essere considerata il fulcro dell'intero gioco. Buona parte dei dungeon che Raziel deve affrontare non sono altro che forge, luoghi dove la mietitrice può assorbire il potere dei quattro elementali, in altre parole oscurità, luce, aria e fuoco. Grazie a questi poteri la spada può essere utilizzata per aprire alcune porte, attivare meccanismi e compiere altre azioni, che altrimenti risulterebbero impossibili. Inoltre l'utilizzo delle forze elementali è alla base dei vari enigmi che bisogna affrontare per esplorare i dungeon. I puzzle sono molto diversi da quelli presenti nel primo capitolo: se nel passato erano limitati a un unico ambiente e spesso si riducevano a semplici blocchi da spostare o a leve da muovere in un ordine predefinito, adesso sono molto più complessi, richiedono spostamenti in diverse stanze e sono divisi in più parti

Raziel per risolverli ha a disposizione diversi mezzi, come l'utilizzo della mietitrice, la capacità di spostare oggetti o il passaggio al mondo spettrale, che deforma alcune strutture e permette al vampiro di passare attraverso i cancelli

Lo sbilanciamento del gioco in favore di esplorazione e risoluzione di enigmi a discapito dell'azione è apprezzabile, sebbene penalizzi il livello di difficoltà, che si è abbassato notevolmente rispetto al passato, nonché la longevità, che si assesta su una dozzina di ore di gioco scarse. E' praticamente impossibile morire e anche i puzzle non offrono un livello di sfida particolarmente elevato. Purtroppo l'unico elemento che potrebbe creare qualche problema ai giocatori è una pessima gestione dei salvataggi, che costringono a sedute di gioco eccessivamente lunghe. Si può salvare solo nelle vicinanze di alcuni obelischi particolari, sistemati in modo tale che per raggiungerli spesso e volentieri bisogna impegnarsi per più di un'ora di gioco

LA BELLEZZA DI NOSGOTH

Il primo Soul Reaver fu uno dei titoli tecnicamente più impressionanti mai apparsi su Psx, riuscendo a sfruttare ai massimi livelli l'hardware su cui girava. Sebbene non si possa dire altrettanto per questa seconda incarnazione delle avventure della mietitrice, bisogna comunque apprezzare le qualità tecniche del gioco. In particolar modo sono ammirevoli le scelte stilistiche compiute dagli sviluppatori: Nosgoth è rappresentata, a seconda del periodo in cui ci si trova, sia come un paese vivo, dove sorge ancora la luce del sole e dove gli animali abitano la terra ed i pesci animano le acque, sia come una terra morta e distrutta dai vampiri e dai cataclismi. Affascinanti sono anche gli edifici che si esplorano, a volte nel pieno del loro splendore, altre volte in rovina

La realizzazione tecnica del tutto è convincente e non presenta difetti o cadute di stile evidenti. L'unico dubbio riguarda le animazioni dei modelli poligonali: in particolar modo il protagonista è fin troppo legato al suo passato su Psx e non si muove con fluidità e realismo soddisfacenti

Solo discreto il doppiaggio, interamente localizzato in italiano, che soffre di evidenti problemi di sincronizzazione con il movimento labiale. Inoltre in alcuni casi la recitazione non è adeguata alla gravità dei temi trattati. Nel caso che l'inglese non sia un problema, è meglio usufruire del doppiaggio originale, presente anche nella versione italiana del gioco (miracoli del DVD!), eccellente sotto tutti i punti di vista.

Soul Reaver 2 è un ottimo seguito, che in parte risponde ai dubbi sollevati dal finale aperto del primo capitolo. Riesce a interessare il giocatore in particolar modo grazie alla storia, quasi mai banale o scontata. Gli avvenimenti che turbano l'animo complesso di Raziel sono un ottimo sfondo per un buon gioco, decisamente più riflessivo rispetto al predecessore. La risoluzione di lunghi e complessi puzzle, sfruttando le innumerevoli capacità del vampiro, rappresenta il tema portante del gioco, arricchito da alcuni combattimenti e da (pochi) elementi tipici dei platform. La buona realizzazione tecnica valorizza un'ambientazione affascinante, ricca di elementi gotici e oscuri, che s'inseriscono perfettamente nella storia. In conclusione un ottimo titolo, che acquista un valore ulteriore per chi rimase deluso dalla conclusione affrettata del precedente capitolo.