Recensione SimCity

Il ritorno del city builder più famoso al mondo!

di Roberto Vicario
Una cosa è certa, se la famosa regola della notorietà dice che “bene o male l'importante è parlarne” SimCity sotto questo aspetto ha pienamente raggiunto il suo scopo. Il nuovo city builder per eccellenza creato da Maxis (società fondata da Will Wright) dopo dieci anni di assoluto silenzio è tornato sulla bocca di tutti non solo per l'arrivo sul mercato del nuovo capitolo, ma sopratutto per una serie di problematiche causate dai server di gioco che in pieno stile Diablo III non hanno permesso ai giocatori di usufruire in maniera completa del titolo nei suoi primi giorni di vita.

Sorvolando, per il momento, sui problemi derivati da DRM e online game costante, cerchiamo di mettere a fuoco questo quinto capitolo ufficiale della serie che, come leggerete tra poco, punta ad un totale rinnovamento del brand non solo in termini di giocabilità ed estetica, ma modificando totalmente la stessa filosofia di base.

Torniamo a fare il sindaco!

Dieci anni sono lunghi, a livello commerciale una vera e propria era. Proprio per questo Maxis era consapevole che riportare in auge un gioco di questo tipo, richiedeva una sapiente elaborazione del prodotto di base, in grado di accontentare sia i fan più accaniti e core della serie, che le nuove leve di giocatori abituati ad interazioni videoludiche differenti e più immediate. Tutto questo ha portato ad un SimCity - ed è bene mettere subito in chiaro questo elemento - più semplice, snello ed intuitivo di quel Sim City 4 che con le sue innumerevoli variabili, viene ricordato come un gioco ostico ed estremamente impegnativo sotto più di un aspetto.

Intendiamoci, con le nostre affermazioni non vogliamo assolutamente affermare che SimCity sia un gioco facile o casual, ma semplicemente che le dinamiche con cui andremo a costruire la città hanno spostato il loro focus su altri elementi che giocoforza si discostano prepotentemente da quelli che abbiamo conosciuto sino ad oggi.

Finito il tutorial e presa in mano la nostra prima città all'interno di una delle tante regioni presenti sulla mappa (più tardi vi spiegheremo anche la loro utilità), ci troveremo davanti ad un'interfaccia che ci guiderà passo passo nella costruzione dei primi elementi fondamentali per la costruzione di un agglomerato cittadino confortevole e autosufficiente.

In questi primi minuti di gioco prenderemo confidenza anche con li Glassbox, nuovo motore grafico proprietario di Maxis che diventa vero e proprio protagonista della trasformazione di SimCity. Infatti, se sotto molti aspetti la giocabilità rimanda ad elementi classici della serie, è proprio grazie a questo motore che alcune delle caratteristiche base sono state cancellate e/o modificate.

La struttura di base verterà sempre sulla costruzione delle famose tre aree classiche: residenziale, commerciale ed industriale. Tutto quello che gli sta intorno è però stato modificato, a partire dalle strade che ora non sfrutteranno solamente il classico sistema a griglia, ma anche curve, paraboliche e rotonde che permettono una maggiore fantasia nella conformazione topografica della nostra città. In questo senso sono stati modificati anche i layer di gioco che si dimostrano all'atto pratico decisamente più intuitivi ed immediati con delle grafiche a schermo molto pulite e facili da leggere, tanto da rendere sempre meno utili i vari consiglieri, comunque presenti anche in questo capitolo.

Scordatevi anche tubature, cavi dell'elettricità e altri elementi simili. Tutto sarà gestito dalla superficie e basterà semplicemente posizionare l'infrastruttura sul terreno per farla funzionare. Questo perché tutte le risorse principali saranno gestite da terra, con l'unica variante strategica nel posizionamento corretto di quest'ultime su terreni non contaminati e ricchi di risorse primarie. Ovviamente, l'evoluzione passerà proprio dal miglioramento di questi servizi e di altri come polizia, pompieri, ospedali, stazioni degli autobus e tanto altro ancora, con lo scopo comune di far salire il valore del terreno, migliorare gli immobili già posizionati e di conseguenza aumentare la popolazione.

La nuova variabile di gioco è data dalle specializzazioni. Queste permetto alla città di focalizzare il suo sviluppo se elementi particolari che possono variare dalla classica città industriale dedita alla raccolta e allo stoccaggio di materie prime, sino allo sfruttamento del turismo e quindi con una parte commerciale decisamente più sfruttata. Proprio da queste specializzazioni si intuisce la nuova filosofia alla base del gioco. L'evoluzione della città passa, infatti, attraverso la scelta e la costruzione di strutture che modificano in maniera credibile l'evoluzione del proprio centro abitato. Una scelta commerciale richiede un accurato studio della mappatura del traffico e la presenza di costruzioni in grado di portare turisti nella nostra città, viceversa specializzarsi nel commercio richiede strutture apposite e una forza industriale molto importante. Tutte scelte che modificano sia esteticamente che nei parametri di gioco la nostra evoluzione cittadina.

Questa caratteristica, però, si scontra con un ambiente di gioco che in quanto a suolo edificabile è tranquillamente paragonabile ad una mappa non troppo vasta del quarto episodio. In poche ore ci siamo trovati a riempire totalmente l'area di gioco, cercando di potenziare al massimo quanto già avevamo sulla mappa per far crescere ulteriormente il valore e la popolazione della città da noi fondata.

Tutto questo è stato fatto, ovvimaente, per spingere in maniera decisa il giocatore a fondare ulteriori città all'interno della stessa regione, stimolando a sua volta la cooperazione tra le due. Una delle caratteristiche più sbandierate da Maxis è, infatti, la profonda e complessa interazione che si instaura tra le città una volta che vengono fondate, ma sopratutto nel momento in cui altri giocatori entrano nella regione e fondano la loro città portandola avanti in maniera autonoma. Potremo stringere accordi commerciali, farci aiutare in caso di mancanza di mezzi di soccorso o più semplicemente creare nuovi posti di lavoro così che i sim delle altre città possano venire a lavorare nella nostra.

Tutti elementi che bene o male nella nostra prova hanno funzionato ma che comunque all'atto pratico non giustificano una porzione di mappa che in primis doveva essere più grande e in secondo luogo doveva quanto meno permettere un accenno di editing morfologico, totalmente assente in questa versione del gioco.

Inoltre, questa necessità di rimanere sempre connessi alla rete internet per giocare, utile a comprovare i calcoli che i server devono compiere nell'elaborare la moltitudine di dati che costantemente vengono scambiati tra le varie città, non ci sembra che discolpi pienamente gli sviluppatori dalla alquanto discutibile decisione di annullare completamente la possibilità di giocare offline, o quanto meno di salvare in modo autonomo le partite. Quanto meno nella modalità sandbox (che per intenderci è la modalità che lascia più soldi e meno vincoli) si poteva pensare di inserire questa semplice caratteristica. A questo si aggiunge anche una castrata modalità online che per il momento non permette di testare in maniera completa le nuove funzionalità offerte dal Sim City World, una sorta di hub in cui potremo accettare sfide giornaliere da raggiungere sia in maniera singola che regionale con i nostri amici, oppure le classiche leaderboards. Insomma un servizio che, pur sorvolando i problemi avuti in questi giorni (ora risolti), rimane ancora in parte limitato.

Cercando quindi di tirare le somme su quanto appena raccontato, è abbastanza palese il fatto che EA e Maxis abbiano scelto una strada fortemente votata alla componente multigiocatore e allo stesso tempo meno impegnativa di quanto visto nelle precedenti edizione.

Costruire una regione insieme a degli amici, vedere le città evolversi e scambiarsi favori di diversa natura, partecipare in maniera attiva alla costruzione di grandi opere comuni che migliorano l'economia e la stabilità della regione sono sicuramente elementi positivi che rendono onore al prodotto. Il tutto però è stato fatto sacrificando alcuni punti cardine che avevano fatto di SimCity uno dei titoli più amati del genere gestionale e del mercato PC più in generale. La mancanza di editor e scenari, una mappa di gioco che nonostante la nuova filosofia di gioco rimane comunque molto piccola e una semplificazione della struttura economico/organizzativa, rimangono tematiche con cui i giocatori di vecchia data si dovranno confrontare e scendere eventualmente a compromessi se vogliono entrare in piena sintonia con questo nuovo SimCity.

Glassbox che piacere!

Sotto l'aspetto tecnico non possiamo invece che fare i complimenti a Maxis. Glassbox pur non mostrando nulla che faccia gridare al miracolo offre una mondo totalmente tridimensionale dettagliato e credibile, in grado di rendere viva la città che pian piano si sta costruendo. Facendo un rapido zoom in con il mouse avremo modo di vedere i sim lavorare alacremente nella costruzione di edifici, all'interno delle fabbriche, rilassarsi in un parco o più semplicemente guidare verso casa. Il tutto perfettamente gestito da un sistema giorno notte che simula una normale giornata lavorativa.

Anche la realizzazione dei disastri che saltuariamente potranno accadere durante la vita della nostra creazione, è stata fatta in maniera impeccabile e nonostante i disagi che quest'ultimi possono portare, saranno un piacere sotto l'aspetto visivo. Anche il frame rate, nonostante la configurazione del nostro PC al massimo e un discreto numero di oggetti a schermo, è risultato sempre solido e fluido sia nel semplice movimento laterale della telecamera che nel passaggio da visuale della città a quello della regione.

Ottimi anche i tempi di caricamento che nel momento in cui decideremo di andare a visitare la città di un nostro amico all'interno della regione richiederanno pochi secondi di attesa. Nulla da segnalare invece sotto l'aspetto audio con una serie di musichette che oltre ad essere abbastanza ripetitive si avvicinano molto alle melodie già ascoltate in The Sims.  

Insomma, come avrete sicuramente intuito da questa recensione, SimCity è un titolo che se preso per il verso giusto diverte e si lascia giocare. Tuttavia al di là della nuova filosofia di gioco è giusto segnalare la presenza di alcuni difetti che lo rendono tutt'altro che perfetto, sopratutto agli occhi dei fan di vecchia data. Il consiglio che ci sentiamo di darvi è quello di testare il gioco prima di acquistarlo per capire se è il gestionale che può fare per voi.

8
SimCity torna sul mercato dopo dieci anni con un approccio inedito che modifica in gran parte quello classico della serie. Un buon punto di partenza visto il totale reboot della serie, pur necessitando di alcune migliorie atte a modificare alcuni parametri di gioco che allo stato attuale possono risultare castranti per il giocatore.