Recensione Silent Hill 2

di Tiscali News

Se è vero che Alone in the Dark ha creato il genere dei survival horror e che Resident Evil ne ha dettato ritmi e regole, altrettanto vero è che Silnet Hill ha saputo regalare al genere un'anima chiamata trama. Al contrario del cugino targato Capcom, infatti, Silent Hill Silent Hill basa buona parte del pathos che accompagna tutto il gioco su uno storyboard convincente e appassionante. Da sempre, infatti, il genere dei survival horror ha sempre prestato il fianco a questo aspetto, tradendo forse la regola numero uno del Maestro Stephen King (che di orrore se ne intende, credetemi): "L'importante è la storia, non chi la racconta".

Eppure le caratteristiche del gameplay tipico del genere sembrano essere fatte apposta per raccontare qualcosa. Visuale in terza persona, misteri ed enigmi a profusione e mostri ad attendervi dietro ogni porta o negli anfatti più bui. Ed invece, vuoi per una certa immaturità della serie di Alone in The Dark, vuoi perché Resident Evil è rimasto imprigionato nelle trame della Umbrella, nessuno dei titoli citati è mai andato al di là di una storia troppo semplice, a tratti banale.

TI VEDO NEI MIEI SOGNI TORMENTATI

Ma di cosa tratta, dunque, Silent Hill 2? La trama del gioco è incentrata su James, un uomo che lentamente sta cercando di uscire dalla spirale di decadenza interiore susseguita alla morte della moglie, in seguito ad una terribile malattia. Ma un giorno James riceve una lettera proprio da Mary che gli chiede di recarsi a Silent Hill, il loro "posto speciale". Ed è da qui che la nostra avventura ha inizio. Arrivato a Silent Hill, James trova una città decadente, popolata solo da aberrazioni umane e quasi totalmente disabitata. Dico quasi, perché di tanto in tanto James incontrerà nel suo cammino alcuni abitanti di Silent Hill che a volte lo aiuteranno nel suo cammino, altre volte invece lo ostacoleranno.

In mezzo a mille difficoltà e orrori, James si troverà di fronte all'orribile verità legata alla morte di sua moglie, costretto come sarà a scavare in fondo alla sua anima, in cerca di risposte e di una redenzione che non arriverà mai. Rincontrerà la sua Mary? Forse. Non voglio svelarvi altro.

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MUOVERSI E SOPRAVVIVERE A SILENT HILL

Come già detto in precedenza, Silent Hill 2, riprende da vicino il gameplay tipico dei survival horror, con la telecamera posta alle spalle del personaggio, dandovi quindi la possibilità di potervi comodamente muovere negli ambienti di gioco. I movimenti limitati di James (il nostro alter ego non puà saltare o accucciarsi come negli FPS) sono sostanzialmente legati al fatto che al contrario di altri generi, in Silent Hill 2 l'attività principale del protagonista sarà quella di indagare, risolvere enigmi (non impossibili) e ovviamente uccidere i mostri che ci si pareranno davanti.

Certo, i nostri avversari digitali non sono poi così ostici, ma non sarà raro ritrovarsi a riavviare la partita dopo qualche incontro "troppo ravvicinato", con uno degli inquietanti esseri che incontreremo durante il nostro cammino. I comandi di gioco sono al contempo semplici e immediati, con l'analogico di sinistra a comandare i movimenti di James e quella di destra a comandare invece la telecamera. I tasti invece sono destinati alle varie attività del personaggio, quali sparare (purtroppo le armi a nostra disposizione non saranno tantissime), leggere la mappa (un classico nei survival horror) per orientarci nel dedalo di stanze e strade che troveremo e, ovviamente, indagare, prendere gli oggetti e via discorrendo. Così com'è ormai un abitudine nei titoli appartenenti al genere, il salvataggio della situazione di gioco, avviene sono in alcuni punti della mappa.

Questa caratteristica peculiare dei survival horror è da sempre croce e delizia per i giocatori, perché se da un lato il non poter salvare a piacimento aumenta quella sensazione "da un momento all'altro posso passare all'altro e quindi devo fare molta attenzione", dall'altra può risultare in alcuni tratti veramente troppo frustrante, specialmente quando dopo avete impiegato ore a risolvere un certo enigma e lo zombie di turno vi toglie quel briciolo di energia che vi era rimasta.

VEDERE E SENTIRE A SILENT HILL

La versione Xbox di Silent Hill 2, che qui prende il sottotitolo di Inner Fears, è la trasposizione del titolo apparso ormai un anno fa sulla console di casa Sony, con in più uno scenario (brevissimo), in cui potrete prendere il controllo di Maria (uno dei personaggi che incotreremo in città) che avrà accesso ad alcuni ambienti di Silent Hill, negati al nostro James. Dopo un anno dalla sua prima uscita e soprattutto dopo la conversione su una console tecnicamente più potente, come quella di casa Microsoft, obbiettivamente ci si aspettava un po' di più a livello grafico.

Intendiamoci, i miglioramenti ci sono stati: la grafica in generale è più nitida e pulita, la gestione delle luci sicuramente più raffinata ed efficace rispetto a quella vista sulla consolle Sony, ma non si trovano i segni di quel restyling che ci si aspettava, così come non c'è traccia di quelle caratteristiche grafiche (leggasi bump mapping e affini), che siamo ormai abituati a vedere sulla console nero-verde. Il motore grafico di Silent Hill, al contrario di altri (Resident Evil su tutti), gestisce un motore grafico interamente 3d, facendo pesare la sua tridimensionalità sulla ricchezza di dettagli e sulla perfetta integrazione dei personaggi sui fondali di gioco.

Purtroppo anche la versione Xbox presenta l'amato-odiato effetto disturbo già visto anche sulla ps2 che metterà tra voi e il gioco una sorta di effetto nebbia (avete presente quando il televisore non visualizza i canali?), che se da un lato darà al gioco una componente di fascino e mistero, dall'altra non vi darà modo di godervi al meglio la grafica confezionata a dovere dai grafici della Konami. Anche l'audio, componente fondamentale in un survival horror, gioca il suo ruolo di primaria importanza, sfruttando al meglio l'hardware della Xbox e grazie al Dolby Digital, vi trasmetterà al meglio quello che il gioco vuole comunicarvi: tristezza, disperazione, orrore, speranza.

Musiche e suoni che si trasformano in emozioni anche grazie ad una colonna sonora che merita di essere ascoltata anche al di là del gioco e che contribuisce a fare di Silent Hill 2 un gioco indimenticabile.

ABBANDONANDO SILENT HILL

Insomma, Silent Hill 2 è un ottimo da gioco. Un gioco da affrontare. Da affrontare perché vi metterà di fronte a situazioni non banali, a moti interiori che vi faranno pensare. Se nella letteratura sono molte le opere "maledette", nell'ambito videoludico metteri di diritto Silent Hill 2 in cima ad una ipotetica lista. Cominciate a giocarci, però, e scoprirete di non potervi più staccare dai misteri di Silent Hill.

9
Un survival horror ben realizzato e confezionato a dovere con un comparto grafico e sonoro di primissimo ordine. Una trama che è molto di più di un canonico plot dell'orrore che vi farà provare più di un'emozione, a patto però che abbiate voglia di capire quello che realmente accade nella città della collina silnaziosa.