Recensione Scooby Doo: Mystery Mayhem

di Gabriele Idda

Un cane per amico.

Hanna e Barbera hanno, nel corso degli anni, sfornato una moltitudine di personaggi divenuti vere e proprie icone del loro e del nostro tempo. Tra loro alcuni emanano quel fascino che va oltre le generazioni, come avviene con Scooby-Doo. Dopo innumerevoli episodi televisivi e due lungometraggi che hanno riscosso un buon successo al botteghino, adesso è il turno (anche se in realtà non si tratta esattamente di un esordio) della trasposizione videoludica di rito, con delle carte interessanti da mettere sul tavolo. Scooby-Doo, Shaggy, Daphne, Velma e Fred sono i protagonisti di un'avventura arcade ben sceneggiata, in cui il cane più famoso dell'animazione ed il suo inseparabile amico si dovranno muovere tra fantasmi e mostri d'ogni genere, cercando il maggior numero d'indizi in modo da arrivare alla soluzione del mistero. La trama principale si articola in cinque diverse indagini, tutte auto-conclusive, che troveranno alla fine del gioco un unico denominatore comune capace di spiegare tutti i punti oscuri, come ad esempio la misteriosa donna che segue i nostri eroi in ognuno dei loro casi.

Un gioco o un cartone animato?

Scooby-Doo! Mistery Mayhem è stato interamente realizzato in Cell-Shading, tecnica che ha permesso di ottenere un cartone animato tridimensionale interattivo. Tutti i personaggi, come anche gli sfondi, immergono il giocatore nelle atmosfere della serie televisiva grazie anche ad una scelta della palette di colori in linea con l'opera originale. Il motore grafico gestisce decorosamente tutti gli elementi presenti nel gioco, evitando con maestria inutili e fastidiosi effetti di clipping, a scapito però della raffinatezza stilistica. Difficile, quindi, trovarsi di fronte a modelli poligonali perfetti o ad ambientazioni particolarmente ricche di dettaglio, quanto piuttosto ad un lavoro più che onesto, svolto dai grafici THQ. Seguendo questa politica gli sviluppatori sono riusciti a rendere sempre fluido il movimento dei personaggi su schermo, anche nelle situazioni più affollate, andando di fatto a migliorare l'esperienza complessiva di gioco. Il lato sonoro di Scooby Doo è stato curato allo stesso livello: sigla iniziale del gioco e intermezzi, pur essendo presi dalle musiche del cartone, sono state arrangiate con nuovi accordi ed effetti che rivitalizzano i vecchi ma sempre verdi motivetti. Da dieci e lode la scelta di aver mantenuto i vecchi effetti sonori, come l'inconfondibile cigolio ritmico delle gambe dei protagonisti durante i frequenti attacchi di panico. Curati anche i dialoghi, disponibili in tutte le tre lingue del gioco, dove troviamo una buona recitazione, battute vecchie e nuove oltre alle onnipresenti risate fuori campo che piacciono tanto agli americani. Il lavoro generale rimane lo stesso d'alto livello, e lo si può notare anche dalla cura stilistica dei menù: in tono con il profilo un po' retrò dell'opera, con onnipresenti fiori e caratteri di testo alla Austin Power.

Ghostbusters, che passione.

Come anticipato in apertura, lo scopo del gioco consisterà nell'acchiappare tutti i fantasmi, rinchiudendoli nel tomo stregato recuperato nel primo capitolo, il Tome of Doom. Nella prima parte del gioco, dovrete fare affidamento sulla capacità di passare inosservati, per arrivare indenni fino al libro, e cominciare così a catturare i fantasmi che infestano il livello. Uno dei metodi più divertenti per passare inosservati è far travestire i protagonisti da fantasmi, sfruttando le cassapanche con l'icona delle maschere situate in punti strategici del quadro; questo permetterà di attraversare in totale sicurezza anche la stanza più infestata.

Quando il tomo sarà nelle vostre mani, per catturare i fantasmi vi occorrerà avere di fronte la pagina corrispondente alla specie di fantasma che dovete catturare. Queste pagine sono sparse nei livelli di gioco, ben visibili nei corridoi oppure nelle stanze, costringendo il giocatore a qualche backtraking di troppo. La dinamica di gioco per la cattura studiata dagli sviluppatori prevede un ultimo ostacolo: il tomo maledetto ha bisogno d'alcuni secondi per sigillare l'eterea manifestazione e, durante quei momenti, dovrete non solo alternare la pressione alternata e rapida di tre diversi tasti, ma anche muovervi in modo da evitare gli attacchi degli altri nemici, cosi da evitare di dover ricominciare da capo la caccia. Al giocatore, quindi, il compito di decidere la strategia più adatta, tra l'irrompere in mezzo alle file nemiche e catturare tutti i mostri, oppure agire di soppiatto ed eludere i terrificanti spettri. Dispiace constatare l'impossibilità di configurare il controller secondo i propri gusti, ma dopo pochi minuti ci si abitua al set-up base, che si dimostra studiato secondo logica. Una bacchettata sulle mani degli sviluppatori deve essere inferta, invece, per l'assenza di sottotitoli durante i dialoghi, fatto che rende difficile la compressione degli stessi a tutti coloro che non sono in grado di capire l'inglese parlato, come anche il francese e il tedesco, uniche altre lingue disponibili.

L'aspetto maggiormente negativo dell'opera è la longevità: la storia si dipana in soli 5 capitoli, più o meno lunghi, dove le dinamiche non cambiano in modo rilevante tra l'uno e l'altro, sebbene essi siano legati da una sotto trama che s'incastra perfettamente alla principale. Una delle poche motivazioni per rigiocare Scooby-Doo sono i mini giochi presenti in ogni capitolo; questi però, una volta terminato il capitolo recuperando tutti gli ingredienti del panino di Scooby-Doo, potranno essere giocati a parte. Il gioco può essere terminato in 8 ore trovando tutti gli oggetti nascosti, risolvendo tutti gli enigmi e trovando tutti gli indizi; a prescindere dal fatto che il giocatore sia o no pratico del genere.

Il biscottino della staffa.

Scooby-Doo è quel genere di gioco studiato per divertire a 360 gradi: immediato e veloce, ma mai caotico, diverte sia mentre si gioca sia mentre si ascoltano le sarcastiche battute di Shaggy durante i filmati. Tecnicamente ben realizzato, accompagna il giocatore nell'atmosfera di uno dei tanti episodi della serie classica, dove i fantasmi erano tutto, tranne che eterei. Un gioco capace di rilassare facendo evadere dalla realtà l'utente, accompagnato dalle musiche e dagli effetti della serie. Un'opera per tutte le età, creata e realizzata dallo studio Canadese Artificial Mind and Moviment che, visti i risultati, risentiremo presto.

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Scooby-Doo è quel genere di gioco studiato per divertire a 360 gradi: immediato e veloce, ma mai caotico, diverte sia mentre si gioca sia mentre si ascoltano le sarcastiche battute di Shaggy durante i filmati. Tecnicamente ben realizzato, accompagna il giocatore nell'atmosfera di uno dei tanti episodi della serie classica, dove i fantasmi erano tutto, tranne che eterei. Un gioco capace di rilassare facendo evadere dalla realtà l'utente, accompagnato dalle musiche e dagli effetti della serie. Un'opera per tutte le età, creata e realizzata dallo studio Canadese Artificial Mind and Moviment che, visti i risultati, risentiremo presto.<br />