Recensione Sakura Taisen 3 - Paris ha Moete Iru ka?

di Tiscali News
Cos'è Sakura Taisen? È un mix tra adventure/ren'ai simulator e strategico a turni che ha alla base la vita, le battaglie e le relazioni sentimentali di una squadra di piloti di robot tutta al femminile, l'Hanagumi (Squadra dei Fiori) di cui voi, Ichiro Oogami, siete l'unico esponente maschile, un tenente della marina imperiale nipponica. E ho detto "imperiale" non a caso, infatti il gioco è ambientato nell'epoca in cui l'imperatore giapponese era ancora considerato un dio in terra, molto prima della Seconda Guerra Mondiale, e precisamente negli anni '20, in una Tokyo (chiamata ancora "Teito", Capitale Imperiale) riecheggiante di ricordi teneri e romantici, fiorente nel suo stile occidentale e un po' tardo vittoriano dell'era Meiji. Naturalmente c'entrano i robot, quindi ci troviamo di fronte a una trama retro-fantascientifica, tra stantuffanti mecha pieni di bulloni che ricordano i libri di Jules Verne o, se preferite, le ambientazioni di Giant Robot. In questa Tokyo il sottotenente della marina Oogami viene inviato in un corpo speciale, il Teikoku-Kagekidan (Squadra d'Assalto Imperiale dei Fiori), formato da giovani ragazze dotate di poteri E.S.P., indispensabili per pilotare con efficacia i "Koubu", i pesanti robot a vapore posti a baluardo dell'invasione dei demoni

SAKURA TAISEN

Le Guerre di Sakura

I primi due episodi di Sakura Taisen hanno visto la luce sul Sega Saturn tra il 1996 e il 1998 e narravano le vicende del primo Hanagumi, squadra composta dalla piccola esper Iris Chateaux Briant, la giovane scienziata Li Kouran, Maria Tachibana, bionda e solitaria pistolera russa, Kanna Kirishima, figlia del più grande karateka di Okinawa, Sumire Kanzaki, rampolla della dinastia degli zaibatsu (plutocrati) Kanzaki che producono i Koubu, e Sakura Shinguuji, eroina eponima della serie, dolce ed eroica discendente di una famiglia di samurai. Sakura Taisen 1 e 2 hanno venduto milioni di copie imponendosi come una delle saghe più conosciute in Giappone, e un seguito era praticamente d'obbligo, ma quali altre battaglie poteva affrontare l'Hanagumi dopo aver sconfitto la setta satanica di Tenkai e aver combattuto contro l'anticristo in persona? Nessuna, hanno giustamente pensato gli sceneggiatori, dato che il culmine del pathos era già stato raggiunto bisognava muoversi in uno scenario completamente nuovo, con nuovi personaggi e una nuova ambientazione. Quello che per noi italiani è un viaggio dietro l'angolo per i giapponesi è un luogo lontano, ecco quindi l'idea della vecchia Europa. L'Italia? No, però facendo le dovute proporzioni, ci hanno mancato di un pelo, preferendo la capitale francese. La Parigi di Sakura Taisen 3 è un remoto passato visto attraverso una struggente nostalgia, è la città della rive gauche, dei pittori e degli artisti, dei cafè e dei cabaret, dove il nostro Oogami viene inviato dal superiore Yoneda per un periodo di studio. Ma, molto prima di quanto ipotizzabile, Oogami si ritrova in mezzo a un altro conflitto, a un nuovo Hanagumi e, alla faccia della ormai confermatissima fidanzata Sakura, anche in nuove relazioni sentimentali. Il character designer Kousuke Fujishima e gli sceneggiatori non devono averci dormito la notte: chi poteva prendere il posto del precedente Hanagumi? La risposta è stata la bruna e vivacissima Erica Fontaine, pilota di Koubu e fervente serva di Dio, dotata di impressionanti poteri curativi e con una curiosa propensione all'inciampare nei posti più incredibili, la dimostrazione evidente che per dare una personalità alla loro nuova eroina francese i programmatori non volevano prescindere dalla figura di Giovanna D'Arco. Il ruolo che idealmente era di Sumire è ora ricoperto in modo più che valido da Glycine Blumeur, bionda, occhi azzurri, un'aristocratica francese in cui scorre il sangue battagliero dei vichinghi. Al Paris Kagekidan durante il corso del gioco si uniscono: Coquelicot, una ragazzina con poteri E.S.P. originaria del Vietnam (che negli anni venti era francese), la dolce e condiscendente Hanabi Kitaooji, profilo ideale da Yamato Nadeshico (donna perfetta secondo i tradizionali canoni nipponici), è la figlia dei baroni giapponesi Kitaooji, residenti in Francia, e Lobelia Carlini, il personaggio più originale tra gli eroi del gioco: più dura dei suoi nemici, crudamente sarcastica e piena di risorse, Lobelia è la più grande criminale di tutta la Francia e si convince ad unirsi al nostro team solo per sfuggire a una condanna a 1000 anni di carcere e a una pena di morte già firmata. Insieme, questi personaggi formano un gruppo assolutamente eterogeneo di personalità interessanti da cui scaturiscono amori e rivalità, battute e dissidi, comunque nel segno di un'amicizia che li scopre più uniti di quanto loro stessi credevano

AI NO MIHATA NO MOTO NI

Sotto la Bandiera dell'Amore

Sakura Taisen è strutturato esattamente come una serie televisiva, divisa in puntate, ciascuna delle quali ha la sigla introduttiva, una parte dedicata alle vicende personali dei piloti, lo scontro finale col nemico di turno, happy end e trailer della puntata successiva, questo con l'eccezione degli episodi cruciali, che per ragioni di trama proseguono senza soluzione di continuità per mantenere alta la tensione, anche qui nel rispetto del ritmo narrativo delle serie robotiche più quotate. Le interruzioni fisiologiche che in una serie televisiva vengono sfruttate per i passaggi pubblicitari in Sakura Taisen 3 servono a salvare il gioco in corso e a consultare la classifica delle bellezze del Paris Kagekidan con il loro grado di preferenza per il loro comandante Oogami. Nella fase adventure il gioco dispiega la sua piena capacità narrativa, offrendoci la possibilità di dialogare e di spostarci (ad esempio nelle strade di Montmartre, o nei locali dello Chattes Noir, il cabaret che costituisce la copertura del Paris Kagekidan) e in breve con quali personaggi interagire e quali eventi scatenare tra le numerose opzioni previste dalla trama. Inoltre, i nostri dialoghi con le ragazze (e non solo) determinano l'attitudine di ciascuno dei personaggi nei confronti di Oogami, generando una graduatoria che fa accadere determinati eventi legati a un membro del Paris Kagekidan in particolare, migliora le statistiche di combattimento di un dato pilota e ci offre la possibilità di concludere il gioco coronando la storia con la nostra ragazza preferita, il tutto in stile ren'ai simulator. Naturalmente al termine di quasi tutti gli episodi c'è la battaglia contro i robot nemici, e qui Sakura Taisen 3 si trasforma da adventure/ren'ai a strategico 3D

PARIS KAGEKIDAN, SANJOU!

Squadra d'Assalto dei Fiori di Parigi, all'attacco!

L'interessante fase del combattimento, per chi non avesse mai giocato a Sakura Taisen, si svolge secondo lo schema dello strategico a turni. Questa sezione non è mai frustrante ma la profondità del gameplay è comunque notevole, perciò per ottenere i risultati migliori sarà meglio mettere in moto il cervello. Sotto il nostro comando c'è l'intero Paris Kagekidan, di cui controlliamo a turno ciascuno dei robot

La grande novità rispetto alle versioni a 32-bit di Sakura Taisen è che ora l'intero scenario e i personaggi sono in 3D, perciò possiamo ruotare e ridimensionare la visuale come vogliamo. Il sistema di controllo è molto più flessibile che in precedenza e, in pratica, ci propone una barra d'azione che, in tempo reale, si svuota man mano che combattiamo o ci spostiamo. Il vantaggio di questo sistema è che ci offre una libertà d'azione quasi totale, pur conservando il background tattico dello strategico a turni. Per esempio possiamo usare quasi tutta la barra per raggiungere un obbiettivo lontano, dopodiché potremo sfruttare solo in modo minimo il nostro armamento, oppure, diversamente, possiamo risparmiare l'energia che avremmo dovuto dedicare agli spostamenti per fare fuoco a volontà sui nemici nelle vicinanze

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A parte le funzioni di base, i piloti hanno altre opzioni, come ergere una barriera energetica intorno al proprio robot per ridurre i danni nel turno successivo, sfruttare una buona parte della barra d'azione per ricostituire i damage point propri o di un compagno (che deve essere vicino per essere aiutato, ovviamente), oppure far crescere la barra per l'attacco finale (hissatsu), che ciascun pilota possiede e che è grandemente coreografico oltre che efficiente. Ognuna di queste funzioni va a scaricare la barra d'azione di un determinato quantitativo di energia, quantitativo che siamo noi a stabilire mediante la scelta della strategia globale di combattimento. Infatti, il Paris Kagekidan dispone di quattro modelli strategici: "Mori" (bosco), "Yama" (montagna), "Kaze" (vento) e "Hi" (fuoco), che stabiliscono una priorità tra le funzioni dei robot. In pratica, se scegliamo di essere "resistenti come una montagna" il quantitativo di energia richiesto per erigere una barriera energetica intorno ai nostri mecha sarà minimo, mentre altre funzioni saranno molto più dispendiose in questo senso oppure non saranno affatto disponibili, perciò dovremo compiere la scelta più opportuna a seconda della situazione tattica. Le tattiche si impostano solamente nel turno di Oogami, nel quale si può anche selezionare una voce per proteggere una e una sola delle nostre compagne, con la duplice funzione di ridurre a zero i danni sul quel mecha durante un totale di quattro attacchi e far crescere notevolmente la fiducia della ragazza nei nostri confronti

I combattimenti hanno un po' la profondità del gioco degli scacchi e per questo sono veramente intriganti: ogni pilota ha la sua specifica arma, che possiede una determinata zona d'influenza e la posizione dei nostri mecha è fondamentale per ridurre i danni o massimizzare gli attacchi. Per esempio se, quando attacchiamo un robot avversario, uno dei nostri piloti ha già quell'obbiettivo nel suo raggio d'azione, a seconda della compatibilità tra le ragazze potremo ottenere un bell'attacco congiunto per un danno ancora maggiore, con tanto di coreografia full screen alla "Megaloman". Questo è ancora più importante quando i piloti di cui parliamo sono Oogami e la ragazza che, al momento, ha il maggior feeling col nostro alter ego. In questo caso, infatti, possiamo combinare le due barre dell'attacco finale per una incredibile tecnica distruttiva, diversa per ciascuna coppia possibile nel gioco, fondamentale per vincere contro i boss e presentata da un mini filmato in stile anime dal grande impatto visivo

PARIS HA MOETE IRU KA?

Parigi Brucia?

In genere ogni battaglia ci offre due opzioni strategiche su come condurre il combattimento, perciò oltre a eliminare i mecha avversari dovremo portare a termine una missione congiunta, come mettere in salvo le opere d'arte al museo del Louvre prima che i nemici le distruggano o impedire che le pedine avversarie facciano a pezzi tutto quello che si trova nei dintorni dell'Arco di Trionfo. Terminata questa parte si apre un'altra sezione in cui dobbiamo vedercela con il corrente boss dei 'kaijin' che ha ordito l'intero piano, il quale, come i megaborg di Daitarn 3, si presenta ai nostri eroi come un mostro d'acciaio che rispecchia la personalità o le caratteristiche fisiche del nemico. La perdita di uno dei nostri robot non causa la fine della partita, ogni ragazza col mecha distrutto si ritirerà semplicemente dal campo, anche se la sua fiducia nel suo comandante subirà un crollo verticale (e di conseguenza potremo probabilmente dimenticarci un lieto fine con la medesima!): quello che dovremo assolutamente evitare è la perdita di Oogami, in questo caso la sconfitta sarà ineluttabile

DIGITAL ART

Il profilo artistico di Sakura Taisen 3, come i precedenti episodi della serie peraltro, si mantiene altissimo grazie al contributo di artisti come Kousuke Fujishima, uno dei migliori fumettisti giapponesi (autore di "Aa! Megamisama!", "Oh Mia Dea!" in Italia) che dona ai personaggi un tratto aggraziato ed elegante, lo studio di animatori ingaggiati dalla Red Company per le sequenze in FMV, che risultano degne di un OAV, e Kouhei Tanaka, autore della colonna sonora e dei brani cantati del gioco. Complessivamente i brani di sottofondo sono meno suggestivi rispetto a quelli fuori dal comune di Sakura Taisen 1 e 2, ma a compensare ci pensano i vocali, tecnicamente e artisticamente migliori che in passato, come l'eccellente sigla d'apertura, "Mihata no Moto ni" (Sotto la Bandiera), riuscito tentativo di coniugare il lirismo del tema dei primi due episodi "Geki! Teikoku-kagekidan!" (Manifesto della Squadra D'Assalto Imperiale dei Fiori) con il ritmo marziale della Marsigliese, offrendo all'insieme sonorità tipicamente francesi. Anche il reparto seiyuu (doppiatori), che si cura delle numerose sequenze recitate del gioco, è quanto di meglio si potesse chiedere, dal momento che tutti i ruoli sono affidati a professionisti con una carriera sterminata alle spalle, come la veterana Noriko Hidaka (tra gli altri anime, in Fushigi no Umi no Nadia, Un Vento Chiamato Amnesia, Gunbuster e Ranma 1/2) che interpreta con grande energia il ruolo di Erica Fontaine; Saeko Shimazu (Madoka in Kimagure Orange Road) nei panni di Glycine, e una straordinariamente irriconoscibile Kikuko Inoue (Belldandy in Aa! Megamisama!) che ha ritrovato in Lobelia toni ed espressioni che non usava da quando doppiava la serie americana X-Files. Ma il più grande pregio artistico di questo titolo è nell'atmosfera magica, nella ricca sceneggiatura, nei dialoghi molto ben caratterizzati (e perfettamente sincronizzati con le animazioni labiali dei protagonisti), e, globalmente, nella trama a tratti drammatica, romantica o umoristica, ma mai scontata. In questo terzo episodio vengono mitigati anche quei vaghi sentori di nazionalismo che si potevano percepire in Sakura Taisen 1-2, Oogami Ichiro infatti è capace di difendere un francese che lo aveva insultato per il semplice fatto di essere giapponese, dicendo "Non è per il Giappone che combatto, ma per tutto il mondo, senza distinzioni!", una frase che forse, in una serie animata di venti anni fa, non avremmo sentito. Considerando la sostanza e la durata di ogni episodio, infine, è piuttosto sorprendente anche la longevità di questo titolo, che si articola su un numero elevato di puntate lungo i tre GD-ROM del gioco, soprattutto alla luce del fatto che terminarlo una sola volta non sarà sufficiente per vedere tutti gli eventi nascosti, le sequenze arcade sparse qua e là, né i finali ad hoc per ognuna delle ragazze del Paris Kagekidan.

Sakura Taisen 3 Paris ha Moeteiru ka è un connubio unico tra un adventure, un ren'ai simulator e uno strategico 3D, nonché uno dei migliori videogiochi in stile anime. La struttura ad episodi, i dialoghi campionati, le sequenze in full motion video e la notevole bellezza delle schermate statiche lo rendono il più piacevole anime interattivo mai prodotto fino ad oggi, l'unico capace di darci la marcata sensazione di essere i protagonisti di una serie robotica giapponese. Fondamentalmente Sakura Taisen è un gioco di "comunicazione", dove capire il carattere degli altri personaggi, dialogare con loro e coglierne le reazioni è alla base del gameplay, ma anche la sezione strategica è molto ben riuscita, e possiede un notevole spessore. Sakura Taisen 3 meriterebbe di essere acquistato anche solo per la sceneggiatura, per la cura dell'ambientazione retro-fantascientifica e l'atmosfera di questa Parigi di inizio secolo, ma la caratterizzazione dei personaggi, la trama e l'ottimo lavoro svolto da programmatori, doppiatori e musicisti fanno andare i meriti del gioco ben oltre, ponendolo sullo stesso piano di eccellenza di capolavori come Sonic Adventure e Crazy Taxi. In breve, una nuova stella nel firmamento videoludico, e se la lingua giapponese è un ostacolo, considerate che c'è gente su Internet che sta traducendo tutti i dialoghi del gioco in inglese (nella sezione link trovate il collegamento), per cui neanche questo punto può essere più usato come scusa!